25 novembre 2016 NESSUNA DELEGA!

25novembre-2016

Pubblicato in 25 novembre, Autorganizzazione, Iniziative ed Eventi, Violenza di genere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su 25 novembre 2016 NESSUNA DELEGA!

Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

40)Votiamo NO per dire NO alla guerra fra poveri!

votare-nomod

Pubblicato in Capitalismo/ Neoliberismo, Iniziative ed Eventi | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

Il rifiuto del lavoro/ venerdì 25 novembre

Nel nostro specifico il rifiuto del lavoro riproduttivo e di cura rappresenta la consapevolezza del ruolo che ci è attribuito in questa società patriarcale e capitalista, rifiuto coniugato a quello del lavoro produttivo che ci viene assegnato come lavoratrici all’interno del percorso emancipatorio e che ci divide in due percorsi, quello di serie B a cui è destinata la stragrande maggioranza delle donne che possono essere ricacciate nel ruolo domestico e tradizionale qualora non servano e quello di serie A delle donne che si prestano in cambio della propria promozione personale a diventare partecipi attive del neoliberismo e del patriarcato.

0001

 

Pubblicato in Iniziative ed Eventi | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Il rifiuto del lavoro/ venerdì 25 novembre

22 novembre/Assemblea pubblica verso il corteo del 27 novembre!

C’E’ CHI DICE NO:

ASSEMBLEA PUBBLICA 

VERSO IL CORTEO DEL 27 NOVEMBRE
@università La Sapienza – 

Facoltà di lettere – 22 Novembre ore 17

ce-chi-dice-no

Il 27 Novembre a Roma sfilerà il corteo che grida forte e chiaro No al
Governo Renzi e a tutte quelle riforme che stanno mettendo in crisi le
nostre vite. Sarà il NO al referendum costituzionale del 4 dicembre e
al mondo che Renzi rappresenta: accentramento dei poteri, riduzione
degli spazi di democrazia, uso privatistico delle istituzioni per
preservare e conservare un sistema di privilegi. La riforma
costituzionale in sintesi andrà a rafforzare quella “governabilità”
che, insieme alla legge elettorale, consentirà al governo di continuare
una guerra condotta dall’alto verso il basso della società, al servizio
dei poteri forti.

Renzi e i sui ministri tentano attraverso la retorica del cambiamento,
della svolta verso un paese migliore che abbandona le vecchie pratiche
di corruzione e di sprechi legati alla politica di confondere le carte
in tavola. Lo scontro non è tra innovazione e conservazione, ma al
contrario tra prepotenza e resistenza, laddove resistere significa
votare NO per aprire un nuovo spazio di cambiamento e partecipazione.
Diciamo forte e chiaro che non siamo più disposti ad accettare bugie e
pèrese in giro, ad essere strumentalizzati.

Dire No significa affermare la nostra contrarietà a questo sistema di
potere, allo sfruttamento, alla restrizione dei diritti, alle menzogne,
al furto quotidiano del nostro futuro. Il 27 novembre saremo in diverse
migliaia per le strade di Roma per riempire piazza del Popolo. Per non
tacere, per sostenere il No e cacciare questo governo. Abbiamo una
missione precisa e obiettivi semplici, organizziamoci assieme, portiamo
tutti in piazza.

Vi diciamo cosa succederà il 27 novembre.

_INVITIAMO TUTTI E TUTTE ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA IN VISTA DEL CORTEO DI
DOMENICA 27 NOVEMBRE CHE SI TERRÀ ALLA SAPIENZA NELLA FACOLTÀ DI
LETTERE GIORNO 22 ALLE ORE 17. SARANNO PRESENTI TUTTI I PROMOTORI DEL
CORTEO, I COMITATI PER IL NO, I MOVIMENTI SOCIALI, I SINDACATI, LE
COLLETTIVITÀ IN DIFESA DEI PROPRI TERRITORI E TUTTI COLORO CHE NON
ASPETTANO ALTRO CHE POTER ESPRIMERE IL PROPRIO NO!!!!!!! PER CACCIARE QUESTO GOVERNO._

Pubblicato in Autorganizzazione, Capitalismo/ Neoliberismo, Iniziative ed Eventi, Movimenti | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su 22 novembre/Assemblea pubblica verso il corteo del 27 novembre!

La Parentesi di Elisabetta del 16/11/2016

Siamo stufe!

bastaSiamo stufe di assistere sempre alla solita modalità messa in atto dalle componenti neoliberiste e riformiste socialdemocratiche che hanno la pretesa di guidare la politica dell’Impero, ogniqualvolta debbano sovvertire uno Stato, una situazione, un gruppo politico… non gradito alla loro pretesa di dominio. Riescono ad imbastire rivolte, rivoluzioni, sommosse, ribellioni, tutte colorate, tutte improntate a parole tanto nobili quanto strumentali…libertà, democrazia, tutela delle minoranze, rispetto dei diritti umani, lotta alla violenza sulle donne, tutela dell’infanzia….

Ora la socialdemocrazia imperiale lo fa anche a casa sua. Le manifestazioni di piazza contro l’elezione di Donald Trump a presidente degli USA non sono altro che la rappresentazione di una rivolta colorata in casa. Questo meccanismo è talmente oliato da decenni di esperienza sul campo che ormai fomentare una rivolta a comando riesce benissimo. Ognuno ha il suo ruolo quando viene innescato strumentalmente il dissenso. Vengono toccati tutti i tasti: sessismo, razzismo, dittatura, coartazione delle diversità…e poi si punta sulla ridicolizzazione e sulla povertà intellettuale. Questo a prescindere se sia vero o no, ma la spinta unanime e convergente di media, intellettuali, giornalisti, dotti professori ed esperti di turno fanno sì che tutto diventi più vero del vero. Il nuovo presidente è un repubblicano sessista, razzista e conservatore. Ma esemplare è un cartello che i contestatori di Trump sbandierano in piazza. Dice “No War-No Trump”. Ora è evidente la falsità di una simile affermazione, dato che Trump è un isolazionista, ma così si rimescolano le carte e si spinge la gente a dimenticare che è Hillary Clinton ad essere il terminale delle multinazionali del complesso militare securitario, e che ha sempre dichiarato chiaramente quali erano le sue intenzioni rispetto al ruolo degli USA nel panorama internazionale, ma….

Siamo stufe di sentirci dire che la situazione in Medio Oriente è assai complessa, che in Siria c’è una guerra civile, che russi e americani si contendono il territorio, che l’Isis non si sa bene da dove sia venuto fuori…mentre è così lampante che la destabilizzazione del Medio Oriente è una scelta israeliana e americana, che i russi hanno dovuto prendere le contromisure, che la Siria ha sempre difeso i Palestinesi e che l’Isis è un prodotto imperiale. Non ci facciamo irretire in discussioni pretestuose sul fatto che tutto è imperialismo e tanto meno che a noi interessano solo le sorti della classe operaia, perché gli interessi di quest’ ultima passano attraverso la sconfitta dell’imperialismo statunitense. L’antimperialismo va calato nel concreto, non va annullato nell’indistinto magma del “sono tutti imperialisti”. Forse abbiamo dimenticato quello che è successo in Ucraina? La Siria e l’Ucraina passando per l’Iraq e la Libia sono solo gli ultimi tasselli. La Nato, a partire dalla Jugoslavia ha destabilizzato intere aree geografiche.

Siamo stufe di sentir parlare di crisi, di debito, di rilancio dell’economia…un punto in più o un punto in meno? E poi percentuali, dati, grafici, quotazioni…con uno sgomitare tra dotti intellettuali ed economisti, quasi sempre di sinistra, che offrono soluzioni e che si propongono come consiglieri della corona. I soldi ci sono, solo che vengono impiegati da altre parti e servono ad altre cose, solo la Nato ci costa 70 milioni di euro al giorno. Il problema è squisitamente politico. Il neoliberismo è una precisa scelta a tutto campo.

Siamo stufe che la violenza su di noi venga usata da parte delle strutture femminili socialdemocratiche e riformiste per chiamare le donne al collaborazionismo a tutela di interessi economici precisi che sono contro le donne tutte, a sostegno di governi neoliberisti e guerrafondai.

Il patriarcato così come si è innestato nel capitalismo è stato costretto dalle lotte femministe degli anni ’70 ad una mutazione e pertanto il concetto e la pratica del suo dominio si sono trasformati. Questa nuova situazione implica grandi modificazioni sul terreno politico di concettualizzazione sia nella sua teoria che nella sua pratica. Oggi si impone come cooptazione e promozione sociale di quelle componenti del genere storicamente oppresso che si prestano a perpetuare il dominio nei confronti di tutte le donne e degli oppressi tutti. Tanto più grave è questo in quanto le condizioni socio economiche ottocentesche in cui viene ricondotta la società, rendono ancora più penosa la condizione delle donne. Il patriarcato, in questa stagione si è ridefinito accentuando le sue caratteristiche ma mascherandole dietro un emancipazionismo che si risolve in un controllo della vita a tutto campo e in un avvilimento della stessa divenuta merce.

Disoccupazione, povertà, disperazione costituiscono la trama dello sviluppo del modello neoliberista. Il movimento femminista non può più consistere nella semplice denuncia di questa situazione, non ci possiamo più muovere sulla base della percezione e della definizione delle nuove figure che perpetuano il patriarcato, tanto più che in questo momento si accentuano le forme di esclusione delle realtà alternative. Dobbiamo cominciare a delineare e a declinare alcune ipotesi di uscita o almeno a provarci, tanto più necessarie dato che le Patriarche, in cambio della loro intelligenza e della loro anima, hanno dato la capacità e/o possibilità di essere le “infiltrate” nel femminismo e tra le donne tutte.

Siamo, perciò, stufe di vedere che le femministe e le compagne accorrono acriticamente al richiamo interclassista e spoliticizzato delle pifferaie di Hamelin dicendo che devono intersecare, contaminare, portare i loro contenuti… E siccome ci rifiutiamo di credere che le compagne e le femministe siano così superficiali e sprovvedute siamo stufe anche di chiederci perché lo facciano.

Un’azione politica efficace da parte del movimento femminista non può essere pensata se non ci poniamo a diretto contatto con l’esperienza e con un immaginario di uscita da questa società.

Pubblicato in La Parentesi di Elisabetta, La Parentesi di Elisabetta, Podcast, Trasmissione RoR - I Nomi delle cose | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su La Parentesi di Elisabetta del 16/11/2016

20 novembre/ Incontro a Bologna!

Domani 20 novembre saremo a Bologna all’Incontro su “Separatismo e autocoscienza”

ore 10-18 Ass. Armonie-via Emilia Levante 138

https://coordinamenta.noblogs.org/post/2016/11/07/20-novembre-a-bolognalo-stretto-legame-tra-autocoscienza-e-separatismo/

Pubblicato in Autorganizzazione, Iniziative ed Eventi, Violenza di genere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su 20 novembre/ Incontro a Bologna!

Il separatismo/ dimensione di classe della lotta femminista e lesbica.

Il separatismo: lotta femminista e lesbica e lotta di classe.

nessuna-delega-1

Ci sono forti pressioni che spingono per il “superamento” del separatismo come pratica di lotta femminista e lesbica.

L’attuale stagione neoliberista, dietro una facciata “riformista e modernizzatrice” propugna e attua, in tutti i campi, l’annullamento delle conquiste degli anni ’70 ed una fascistizzazione dello Stato, con il tentativo di assopimento della conflittualità sociale attraverso appelli alla “convivenza civile”, alla collaborazione, al “partecipazionismo”, panacea dei conflitti di genere e di classe, appelli peraltro sempre e solo rivolti alle oppresse e agli oppressi.

Gli oppressi/e non sono più presentati con una loro caratterizzazione costituita dalla collocazione lavorativa e sociale, ma come un indistinto, spesso fatto percepire come criminale e fuori dalle regole.

In questo progetto si inserisce il  trascinamento dal femminismo al femminile e la riduzione della lotta delle donne ad una generica conflittualità tra i sessi, facendo dimenticare completamente la natura strutturale dell’oppressione di genere e della violenza dei maschi sulle donne, conflittualità che dovrebbe essere risolta, secondo loro, attraverso un collaborativo confronto tra maschi e femmine in cui ognuna delle parti porta le proprie ragioni  e insieme risolvono  i contrasti.

E’ stato questo, ad esempio, il senso di iniziative come “Se non ora quando”. La donna a cui si era rivolto il loro appello (accantonate le reprobe, escort e affini, ribadendo, oltre tutto, la divisione  tra sante e puttane) viene descritta come casa e cura, madre, moglie, figlia, con la tessera di qualche partito, non importa quale, sindacalista, imprenditrice, volontaria. Vengono assolutamente annullate le differenze politiche e i ruoli nella società.

Si danno per scontate questa società, “civile ed accogliente”, la famiglia e l’eterosessualità , e si fa appello ad una moralità che tutte ci dovrebbe unire all’insegna della nazione-patria.

Vengono completamente cassati anni di lotte e di repressione e dimenticata una struttura sociale basata sullo sfruttamento, sull’ingiustizia , sulla disperazione della stragrande maggioranza della gente e, in particolare, delle donne.

Repubblichine e partigiane, donne borghesi indifferenti a tutto e forti dei loro privilegi e donne sfruttate e avvilite, donne in carriera che licenziano e donne licenziate, vengono tutte accomunate , in un ruolo indistintamente femminile e dovrebbero tutte concorrere al “miglioramento” di questa società.

E’ questo il senso di iniziative come “Nonunadimeno”, in cui al di là delle belle parole di rito, si auspica e si propone il collaborazionismo con lo Stato per avviare di concerto un’azione comune contro la violenza sulle donne, facendo dimenticare che la liberazione è uscire da questa società e che il femminismo è necessariamente antagonista perché antigerarchico, antiautoritario, contro la “normalizzazione” della vita nelle regole  imposte, consapevole che la legalità di questo sistema è violenza.

E, assertori di questa posizione sono i riformisti/e e i socialdemocratici/che, che sono i maggiori sponsor dei principi neoliberisti.

E’ in questo contesto che, quelle stesse componenti socialdemocratiche che, negli anni ’70, hanno usato il separatismo per snaturare e stravolgere la dimensione di classe della lotta di genere, oggi, chiedono, a gran voce, il superamento del separatismo nella lotta delle donne.

In quegli anni, obtorto collo, dovendo fare i conti con il movimento femminista, hanno usato il separatismo per appropriarsene e togliere ogni valenza di classe, oggi, nella stagione neoliberista, arrivano all’impudenza di chiedere il superamento del femminismo, perché, dietro la parola d’ordine “superamento del separatismo”, c’è in effetti il tentativo di annullamento della dimensione di classe.

Ma, il separatismo, è uno strumento, è una necessità di tutte/i coloro che portano avanti una lotta contro le oppressioni che hanno delle componenti trasversali, come lo è stato per il Black Panther Party, perché è una difesa, una zona franca, una garanzia di riconoscimento, una forza.

Soltanto in ambito separato è possibile sviscerare , comprendere , razionalizzare le contraddizioni che la lotta femminista e lesbica si trova a dover affrontare nell’intreccio delle oppressioni di genere/razza /classe.

Contemporaneamente, siamo consapevoli della necessità di collegarci con le altre realtà che lottano contro le oppressioni che esprime questa configurazione sociale, perché non esistono percorsi di liberazione che siano corporativi.

Per questo, oggi come non mai, è necessario salvaguardare e difendere il separatismo.

Come, nella società, non è sufficiente, per scardinarne la struttura, l’endemico conflitto capitale/lavoro, ma è necessaria la presa di coscienza di classe, così la lotta di liberazione delle donne passa, necessariamente, attraverso la presa di coscienza di genere.

Il separatismo, oggi, è la dimensione di classe della lotta femminista e lesbica.

Pubblicato in Autorganizzazione, Violenza di genere | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Il separatismo/ dimensione di classe della lotta femminista e lesbica.

Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

39)Votiamo NO per dire NO alla società del “buonismo” falso e peloso!

votare-nomod

Pubblicato in Capitalismo/ Neoliberismo, Iniziative ed Eventi | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

Nessuna pace per chi vive di guerra!!

BLOCCHIAMO LE ESERCITAZIONI, corteo il 23 Novembre a Capo Frasca

https://nobordersard.wordpress.com/2016/10/24/blocchiamo-le-esercitazioni-corteo-il-23-novembre-a-capo-frasca/

E’ POSSIBILE INIZIARE A PRENOTARE I POSTI SUI PULLMAN PER IL 23. VIENI E FAI GIRARE.

14900347_1825892301027803_2541435126634631846_n

14657530_1818203308463369_167175350729201482_n

 

 

 

Collegamento e considerazioni sulla manifestazione con una compagna della rete nobasinéquinéaltrove

clicca qui

La RETE NO BASI aderisce al corteo del 23 novembre

Nel mese di ottobre come da prassi sono ricominciate le attività di esercitazione militare in Sardegna. La Rete No Basi né qui né altrove ha inaugurato questo secondo semestre con il campeggio antimilitarista tenutosi a San Sperate dal 6 ottobre e conclusosi con il corteo del 10 ottobre all’aeroporto di Decimomannu. Si è voluto con ciò sottolineare l’importanza di concentrarsi sull’asse Base Aerea di Decimomannu – Poligono di Capo Frasca, nella speranza di renderlo l’anello debole della presenza militare in Sardegna, e si vuole ora nuovamente volgere l’attenzione su Capo Frasca, per ritornare davanti a quei cancelli dove il 13 settembre 2014 si riaccese la fiamma dell’antimilitarismo sardo. Continua a leggere

Pubblicato in Antimperialismo, Territorio | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Nessuna pace per chi vive di guerra!!

Intervista ad un’eretica

Intervista ad un’eretica

Una bella intervista di Nicoletta Poidimani  a Daniela Pellegrini prima dell’uscita del libro “Una donna di troppo, storia di una vita politica ‘singolare’.

Daniela Pellegrini ha fondato a Milano, nel 1965, il ‘Demau’(DemistificazioneAutoritarismo Patriarcale), primo gruppo italianodi donne. Decimato dal Sessantotto, il gruppo ha condiviso per alcuni mesi le riunioni di ‘Rivolta Femminile’, fondato nel 1970 da Carla Lonzi autrice dei famosi Sputiamo su Hegel e La donna clitoridea e la donna vaginale). Separatosi da questo, il ‘Demau’ ha ripreso autonomamente e sempre più numeroso. Successivamente Daniela con il suo gruppo ha avuto rapporti stretti con il gruppo francese ‘Psycanalise et Politique’ di Antoinette Fouch, con cui ha condiviso e approfondito la ricerca sulla sessualità e il rapporto con la madre. Argomenti, questi, che saranno da qui in poi i temi portanti del Movimento delle donne negli anni Settanta. Daniela ha partecipato a tutti gli accadimenti del Movimento delle donne italiano, fino alla chiusura, nel 1979, della milanese Casa delle Donne di Via Col di Lana 8, di cui ha cogestito fino all’ultimo le attività e in cui ha portato avanti vari gruppi di autocoscienza sulla sessualità, la violenza e il denaro. Dopo un anno di ritiro dalla vita politica delle donne e un viaggio in India, nel 1980 ha aperto a Milano, insieme a Nadia Riva e Giorgia Reiser, il Circolo Culturale e Politico delle Donne Cicip & Ciciap, spazio separatista tutt’oggi attivo, in una casa occupata, inVia Gorani 9.

INTERVISTA A UN’ERETICA …e il piacere?

Con Nadia Riva ha gestito e finanziato la rivista Fluttuaria. Segni di autonomia nell’esperienza delle donne, di cui sono stati pubblicati 17 numeri fra il 1987 e il 1994. Sulle pagine di Fluttuaria sono apparsi numerosi articoli nei quali Daniela propone il superamento delle differenze (definite come ‘il due’) e l’uscita dall’enfatizzazione del materno, mettendosi così in posizione ‘eretica’ rispetto alla conclamata ‘teoria della differenza’. Su questo vivace percorso politico, Daniela ha scritto un libro autobiografico (ancora inedito) (pubblicato nel 2012 n.d.r.)– Una donna di troppo. Storia di una vita politica ‘singolare’ – ed è proprio sulle tematiche espresse in questo testo che vado a intervistarla…

http://www.nicolettapoidimani.it/wp-content/uploads/2013/06/3-Intervista-eretica.pdf

Pubblicato in Interviste | Contrassegnato | Commenti disabilitati su Intervista ad un’eretica

Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

38)Votiamo NO per dire NO alla criminalizzazione della povertà!

votare-nomod

Pubblicato in Capitalismo/ Neoliberismo, Iniziative ed Eventi | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

I Nomi delle Cose del 9/11/2016

I Nomi delle Cose, lo spazio di riflessione della Coordinamenta femminista e lesbica/Anno 2016/2017-Nuova Stagione 

i-nomi-delle-cose

Puntata del 09/11/2016

“Riflessioni femministe sullo sciopero delle donne in America Latina, in Polonia, in Francia/retroterra e valenze/ quando genere e classe non si intrecciano”

“Da una sovrastruttura all’altra: ovvero come girare in tondo senza cambiare di posto” Christine Delphy < Un féminisme materialiste est possible> Agosto 1982

scritte-femministe-1

clicca qui

inoltre potete leggere qui di seguito un contributo che ci ha inviato Fabiana dal Messico in relazione alla Marcia de las Catrinas che si è svolta questo mese di novembre e vedere il reportage fotografico in attesa del resoconto che ci farà sul “Congreso Feminista de Chiapas dal 21 al 25 novembre 2016 !”

Fotoreportaje: En día de muertas, una caminata por la vida

las-catrinas-1

Desde el sur este mexicano – San Cristobal de Las Casas – Chiapas

Il grido delle sopravvissute che sfida la geografia capitalista

Quando una piccolo borghese bianca, europea, si trasferisce in un paese del centro/sud America, è facile che si senta privilegiata, come donna. E lo è.

Ma guardando alla condizione della donna in questa parte del mondo, attraverso la lente paternalista di cui l’hanno dotata, la condizione femminile nella “sua” Europa le può apparire “migliore”.

La realtà è che non esiste un solo luogo sulla faccia della terra dove quest’aggettivo possa descrivere la condizione di essere donna; cambiano i termini, i modi, le etichette, le parole, le leggi, anche i costumi, ma non muta l’odio che ci accomuna tutte e tutti e che porta alla morte del nostro genere.

Eppure, bisogna fare attenzione alle differenze per comprendere come si organizza questa mattanza sistemica universale che, con il flusso del suo rosso fiume, attraversa ogni geografia… Continua a leggere

Pubblicato in I Nomi Delle Cose, Podcast, Trasmissione RoR - I Nomi delle cose, Violenza di genere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su I Nomi delle Cose del 9/11/2016

La Parentesi di Elisabetta del 9/11/2016 e Podcast

“Il nostro compito”

Risultati immagini per risultati elezioni usa 2016

clicca qui

Il nuovo presidente degli Stati Uniti è Donald Trump. E’ stato presentato in campagna elettorale come un pazzo che veniva dal nulla, mentre non rappresenta altro che  il ritorno ad una politica isolazionista che ha guidato in svariati periodi gli Usa.

Il precedente storico lo ritroviamo nelle votazioni del 1920, le prime fatte a suffragio universale poiché per la prima volta votarono anche le donne, e anche in quel caso la vittoria andò ad un candidato del partito repubblicano nella persona di Harding. La politica isolazionista guidò gli Stati Uniti fino alla seconda guerra mondiale quando fu abbandonata e gli Usa imboccarono la strada dell’intervento a tutto campo in ogni scacchiere internazionale.

La scelta interventista portò alla partecipazione ad una miriade di guerre e di colpi di Stato, a continue ingerenze e violazioni di sovranità nazionali. E, allo stesso tempo, questa politica ebbe riflessi molto importanti sulle condizioni di vita degli americani, ora accentuati ed esasperati nella stagione neoliberista.

Oggi la popolazione americana vive sotto i ponti in una miseria profonda e senza speranza con un divario sociale molto accentuato. Donald Trump è portatore di questo malessere e degli strati sociali colpiti da una crisi fortissima che non è casuale ma è dovuta alla natura interventista nella stagione neoliberista.

Negli Stati Uniti la delocalizzazione ha chiuso migliaia di industrie, la globalizzazione ha impoverito gli operatori agricoli, la piccola e media borghesia sono state azzerate.

In tutto ciò è da ricercare la ragione della vittoria di Trump. La vittoria di Hillary Clinton sarebbe stata la vittoria delle multinazionali e soprattutto del complesso militare-securitario. Questo gli americani lo hanno capito a pelle e hanno scelto di conseguenza.

La vittoria di Donald Trump segue la vittoria della Brexit, sono due segnali forti che testimoniano il malessere di  popolazioni  ridotte allo stremo dalle politiche neoliberiste. Secondo Trump la politica dovrebbe essere guidata in economia dai principi del liberalismo che è altro rispetto al neoliberismo e in politica dal conservatorismo.

Una nota a margine ma non per questo meno importante. Il complesso militare-securitario esce indenne dall’avvenuta elezione di Trump e, da tanti anni, in pratica dall’uccisione di J.F.Kennedy, è un corpo autonomo nel paese essendo anche indipendente dalla politica e dall’esecutivo. Questo è un aspetto con cui dovrà fare i conti la presidenza statunitense.

Gli Usa hanno 16 diverse agenzie di Intelligence che solo tra il 2001 e il 2014 hanno speso più di 500 miliardi di dollari.

Quali sono i nostri compiti?

Denunciare con fermezza che le politiche neoliberiste sono state possibili grazie alle forze genericamente di sinistra e più precisamente socialdemocratiche, comunque si chiamino nei rispettivi paesi, che sono state utilizzate come cavallo di Troia per insinuare fra i cittadini/e, i lavoratori/trici  tutti e tutte, a qualunque segmento sociale appartengano, principi destrutturanti delle garanzie sociali, veicolando parole tanto belle quanto false: democrazia, antirazzismo, antisessismo, tutela dei diritti delle diversità… mentre producevano una società mostruosa a tre teste: medioevale, ottocentesca e nazista.

Quale la lezione da trarre per noi in Italia?

Siamo di fronte ad una scommessa difficile ma che richiede comunque il nostro impegno: spazzare via le forze socialdemocratiche che vogliono naturalizzare il neoliberismo qui da noi, smascherare i collusi/e e i collaborazionisti/e e, nel nostro ambito femminista, i percorsi SNOQ e Non una di meno. Se non lo facciamo in tempo, e noi per prime con chiarezza, consegneremo anche questo paese ad un Trump locale e soprattutto getteremo nel discredito nobili battaglie come quelle contro il razzismo e il sessismo e provocheremo un’ondata di chiusura, quando non di ripulsa, nei riguardi della parola “sinistra”  e delle lotte femministe nel nostro specifico, perché saranno assimilate al linguaggio del politicamente corretto che tanti guasti ha fatto e sviliremo parole come riforme e sicurezza di cui è stato stravolto e capovolto il significato.

La prima serve per far passare le scelte più oscenamente antipopolari e antidemocratiche, la seconda ha tradito la sostanza del termine che intendeva riferirsi alla serena vecchiaia di chi aveva lavorato tutta una vita.

La pletora dei partitini che si collocano, bontà loro, a sinistra del PD, non ha futuro per due motivi: da una parte perché è di pubblico dominio ormai che sono pronti ad allearsi con il PD appena possono e dall’altra perché sono attardati ad una lettura che chiede il ritorno alle politiche keynesiane in questo paese, dimenticando che l’intervento dello Stato non è venuto meno, ma esiste eccome, solo che è a sostegno del complesso militare-securitario.

Il nostro compito è di uscire dal neoliberismo. La nostra preoccupazione non deve riguardare quali forze vogliano uscirne e quali siano gli strati sociali interessati, bensì la nostra scommessa è se saremo in grado di esercitare egemonia culturale.

Pubblicato in Capitalismo/ Neoliberismo, La Parentesi di Elisabetta, La Parentesi di Elisabetta, Podcast, Trasmissione RoR - I Nomi delle cose | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su La Parentesi di Elisabetta del 9/11/2016 e Podcast

Corpo e rivoluzione in Marx

Il 13 novembre, alle 17.30, Nicoletta Poidimani e Gian Andrea Franchi presenteranno alla libreria Calusca di Milano (via Conchetta 18) la ripubblicazione del libro di Luciano Parinetto “Corpo e rivoluzione in Marx. Morte, diavolo, analità”.

Nicoletta Poidimani ha scritto la postfazione alla nuova edizione.Nic 2

Pubblicato in Iniziative ed Eventi | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Corpo e rivoluzione in Marx

9/11/2016 presidio sotto al carcere di Regina Coeli

Domani mattina a partire dalle ore 11:30 invitiamo tutti e tutte ad un presidio solidale sotto il carcere di Regina Coeli, dove si terrà l’interrogatorio di garanzia per i 10 compagni e compagne arrestati/e a seguito dei fatti dello scorso 5 novembre nel quartiere Magliana.

IMG_1426 IMG_1426

L’antifascismo non si processa
Complici e solidali

Pubblicato in Antifascismo | Contrassegnato | Commenti disabilitati su 9/11/2016 presidio sotto al carcere di Regina Coeli