Patti Smith/”Rock N Roll Nigger”

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20 Novembre a Bologna/Lo stretto legame tra autocoscienza e separatismo

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12 anni di ex51!

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Il pasto nudo

Il pasto nudo

Pubblicato il 6 novembre 2016 · in Schegge taglienti ·

di Alessandra Daniele

veleno– Posa i carciofini sottolio.
– Perché?
– Perché l’onorevole ci ha mandato in questo discount per dimostrare che una famiglia di 3 persone con un bonus di 80€ può mangiarci una settimana. Per il referendum bisogna provarle tutte – Indica il barattolo – Ma se tu cominci a prendere i carciofini a 20€ al chilo…
L’altro sgrana gli occhi.
– 20€?
– 4€ per 200 grammi. Al chilo quanto fa?
L’altro socchiude gli occhi, poi mormora
– Cazzo.
Posa il barattolo. Il collega gli indica lo scaffale di fronte.
– Prendi il minestrone in scatola.
– Ma è una poltiglia immonda.
– Costa 1€ al.pezzo.
– Lo conosco, è solo fecola che sa di terra. Fagioli ce ne saranno cinque in tutto.
– Prendilo – taglia corto l’altro. Poi pesca una confezione di biscotti dal carrello.
– Cosa sono questi?
– Farciti al cacao, s’era detto di metterci anche qualcosa di goloso per fare scena.
– Ce ne sono 22, che fanno i nostri tre pezzenti, se ne mangiano uno ciascuno al giorno? Cos’è, 7 chili in 7 giorni?
– Uno ciascuno? – Chiede l’altro, perplesso.
– 22 diviso 7 quanto fa?
L’altro aggrotta la fronte.
– Vabbè, ciao. Posa questi biscotti e prendi quelli secchi per il latte.
L’altro dà un’occhiata al carrello.
– Questo latte sarà abbastanza?
– Non possiamo prendere di più, altrimenti sforiamo. E poi il latte fa male alle ossa.
Male?
– Non le hai sentite le ultime scoperte? I latticini decalcificano le ossa.
– Ma sarà vero?
– Non fare il complottista.
– Anche il latte di soia fa male?
– Quello di soia non è mica latte, è olio. Lo chiamano latte perché nessuno comprerebbe olio zuccherato.
L’altro ne prende un brik dallo scaffale Bio.
– “30% di zuccheri in meno” – legge – Meno zucchero, e costa di più?
– La dieta deve costare, sennò non funziona. Come la psicanalisi. Posa il latte finto, i nostri pezzenti non possono permettersi la dieta. Devono accontentarsi della fame.
L’altro controlla il carrello.
– Manca anche il caffè.
– Il caffè se lo prendono al bar. Extra bonus.
– Succo di frutta?
– Quello in offerta.
L’altro legge l’etichetta.
– “Succo d’arancia 20%. Sciroppo di glucosio, conservanti, addensanti, stabilizzanti, antiossidanti, coloranti, aromi. Acidificanti: acido citrico, acido ascorbico, acido tartarico”. Manca niente?
– Il carbonato acido di ammonio – risponde il collega, indicando i biscotti secchi.
– Prendiamo anche un po’ di carne? “Noodles al pollo – legge – 90% farina, 0,5% pollo”.
– Lascia perdere quelli, prendi le cotolette da 1€.
– “Carne separata meccanicamente”. Che vuol dire?
– Carcasse macinate.
L’altro butta le cotolette surgelate nel carrello, con aria di vago orrore.
Il suo telefono emette un blip.
– Dice l’onorevole di sbrigarci – legge – che fra un’ora ha la diretta, e le serve lo scontrino.
– Abbiamo quasi finito. Peccato che non abbiano ancora firmato il TTIP, i prodotti americani costeranno ancora meno.
– E una famiglia potrà camparci una settimana?
– Mangiarci si, camparci non credo.
Spinge il carrello verso la cassa.

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Con le compagne e i compagni arrestati, fermati, denunciati!

Con le compagne e i compagni arrestate/i, fermate/i, denunciate/i!!!!!!!

Il femminismo è antifascista!

Oggi pomeriggio, alle ore 17, un presidio a Regina Coeli per i compagni e un presidio a Rebibbia Femminile per le compagne!

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Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

37)Votiamo NO per dire NO alla terza guerra mondiale!

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Congreso Feminista de Chiapas

Congreso Feminista de Chiapas dal 21 al 25 novembre 2016 !

“Estudios de genero e investigaciones feministas/Mujeres indigenas/ Mujeres Campesinas/Incidencia feminista en politicas publicas/Movimientos Populares/Nuevos Feminismos/Feminismos Lesbicos /Transfeminismos/Feminismos Afrodescendientes/Periodismo Feminista/Feminicidios/Derecho a decidir sobre nuestros cuerpos/Tierra y Territorio”

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https://www.facebook.com/Primer-Congreso-Feminista-de-Chiapas-2016-1092463487474886/?fref=ts

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Solidarietà a Montse Venturós!

Solidarietà a Montse Venturòs !

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Questa mattina degli agenti in borghese hanno arrestato la sindaca indipendentista del Comune catalano di Berga, Montse Venturòs, per aver messo in atto diverse pratiche di disobbedienza civile, tra le quali l’aver esposto la “estelada”, la bandiera indipendentista  catalana, sul balcone del suo municipio e di essersi rifiutata di toglierla dopo l’ingiunzione del tribunale spagnolo.

La sindaca che  è militante del CUP , Candidature di Unità Popolare-Sinistra anticapitalista, ha dichiarato che non ha fatto altro che esprimere la volontà popolare.

Lo Stato spagnolo è sempre fascista e la polizia locale sempre collaborazionista.

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Il Liceo Montessori occupato!

Riceviamo il comunicato delle studentesse e degli studenti del Liceo Montessori occupato!

https://www.facebook.com/collettivo.montessori/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf

Qui l’intervista con una studentessa che ci racconta motivazioni, obiettivi e programmi

clicca qui

Comunicato

Oggi, 3 novembre 2016 gli studenti e le studentesse della sede centrale (via livenza) del Montessori hanno occupato il proprio edificio scolastico, si sono ripresi a pieno quello spazio che a dovrebbe appartenere loro quotidianamente.
Questa occupazione non è un atto di forza da parte di una minoranza violenta, bensì la presa di coscienza concreta della collettività studentesca che ha sentito la necessità di reagire, di non accettare passivamente una situazione che da troppo tempo le grava addosso.
Dopo settimane di dibattito e mobilitazioni gli studenti hanno deciso di arrivare a questa conclusione, di compiere questa azione che risulta essere l’unica possibile e davvero efficace per farsi sentire, per dimostrare che anche noi vogliamo poter dire la nostra, anche se per farlo dobbiamo alzare la voce.
Gli studenti partendo da un’analisi del clima che vivono dentro scuola ogni giorno si sono resi conto di quanto questo sia direttamente imposto dall’esterno, da un ministero che dà ordini, attraverso l’attuale riforma della Buona Scuola.
Nel nostro istituto, ogni giorno di più viene limitata la vivibilità e con questa l’autonomia degli studenti, a cui secondo le circolari fatte girare dal preside è “severamente vietato di alzarsi dalla sedie prima del suono della campanella”, è “categoricamente proibito uscire dalla propria aula al cambio dell’ora”, è “negata la possibilità di andare in bagno se non durante la ricreazione”. Dopo aver chiesto di aprire gli spazi della scuola in orario scolastico per poter avere dei luoghi di aggregazione, dopo aver rivendicato con forza una didattica che ci possa dare gli strumenti per comprendere i fenomeni che attraversano la nostra società, dopo che per farci concedere un momento di assembleare sul referendum abbiamo dovuto aspettare mesi e quando siamo riusciti ad ottenerla non è stata realizzata nelle modalità che ci aspettavamo, dopo continui episodi di questo tipo abbiamo deciso di riprenderci tutti ciò che continuano a toglierci.
Nella scuola italiana oggi gli studenti non decidono nulla sulla propria vita scolastica, ed è questo che faremo in questi giorni: decidere, mettere in campo il modello di scuola che vogliamo con la convinzione che quel luogo sia nostro e non di chi lo amministra.

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La Parentesi di Elisabetta del 2/11/2016 e Podcast

“Spezzare la catena di riproduzione”

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Per noi femministe il privato è politico ed ancora di più non si può distinguere il politico dal sociale. La libertà e la giustizia sociale sono legate in maniera assoluta e questo vale tanto di più oggi nella stagione neoliberista che ha posto sotto il dominio del capitale tutta la società ed ha elevato il mercato a natura mercificando la vita in tutti i suoi aspetti.
Oggi come non mai va messo al primo posto l’antagonismo in tutte le sue forme perché costituisce l’affermazione della libertà.
Il femminismo non è stata una scoperta dei/delle socialdemocratici/che, ma un’affermazione della lotta di genere nel momento che ha fatta sua la consapevolezza che la lotta di classe è produttrice di ogni trasformazione dell’orizzonte sociale.
Pertanto ha promosso un’innovazione della politica, profonda e a tutto campo. L’impegno femminista si è presentato come un insieme di connessioni linguistiche, ma partecipe di un’unica sintassi : la sconfitta del patriarcato e della società divisa in classi.
Oggi sappiamo che questo processo è stato interrotto ed è bloccato dalla pesantezza della scelta neoliberista e della conseguente così detta crisi, che non è casuale o non prevista, ma ne è un’articolazione fondante, e dalla convergente pressione delle patriarche. Tramite loro il femminismo è divenuto oggetto di appropriazione da parte del capitalismo e dello Stato.
Da qui il problema di come si possano definire e formare concretamente nuove pratiche di militanza femminista recuperando la polifonia di voci ma anche l’unità di intenti, chiarendo, quindi, chi sta da una parte e chi sta dall’altra.
Costruire un nuovo lessico, estendere e distendere in maniera piena le istanze di rottura che il movimento femminista costruisce contro l’ordine patriarcale e, come gli operai in fabbrica, sabotare la catena di montaggio.
La necessità è spezzare la catena di riproduzione del pensiero e della pratica patriarcale e neoliberista.
E’ necessario sabotare la meritocrazia, la gerarchia, la disciplina, il controllo, le guerre umanitarie, la chiusura delle frontiere, la legalità…… opponendo differenza, singolarità, autorganizzazione, libertà, autorealizzazione, ricerca della felicità, quindi dare vita alla vita attraverso uno sciame di resistenze e di ribellioni in ogni istante della nostra quotidianità…sul posto di lavoro…a scuola…per la strada… negli uffici o nei negozi….negli stadi o nelle case… costruire un tessuto di disobbedienza e rifiutare di vivere alienate dalla nostra identità, di essere fantasmi di noi stesse.
Non cerchiamo fughe, paradisi lontani o comunità protette, non servirebbe a niente, noi siamo qui nel ventre della bestia, nel centro del neoliberismo ed è qui che dobbiamo trovare la forza, la voglia, la capacità di opporci.
Il femminismo è una molteplicità di singolarità che si presenta come motore attivo del processo di libertà per noi e per tutti e per tutte.
Non c’è più spazio per confondere partecipazione, quote rosa, emancipazione, ragion pratiche, realismo con la resistenza, la ribellione, la ragione rivoluzionaria.
Il patriarcato investe la totalità dei rapporti sociali, dunque è costruzione delle relazioni sociali nel tempo e nello spazio, è dominio sulla vita, è riproduzione in ogni segmento dell’esistente e a fianco al tradizionale disciplinamento ha posto un sempre più invasivo controllo attraverso addirittura la produzione di soggettività a lui utili. Questo è il ruolo delle patriarche, delle socialdemocratiche.
Il presente accomuna difensori e detrattori delle quote rosa, così come americani e integralisti islamici. Gli uni e gli altri rinserrano la totalità della vita dentro il potere e consegnano allo stesso le chiavi di questo mondo ridotto a sistema.
Oggi la scommessa è la libertà ed essa è lavoro vivo, produzione di soggettività, è lì alla nostra portata come l’hanno creata la lotta femminista e le lotte antagoniste. E’ ricomposizione delle passioni delle singolarità, è manifestazione e realizzazione del desiderio. E le gambe con cui può camminare sono quelle del femminismo materialista che parte dal considerare la nostra condizione esistenziale non come innata, ma come prodotto sociale.
Noi viviamo nella solitudine, nella miseria, nella paura non perché sia un dato naturale, ma perché con la violenza fisica e con quella del pensiero siamo state ridotte a questa condizione che è comune a gran parte dell’umanità. Solo che a noi si aggiunge l’ulteriore giogo dell’oppressione di genere.
La libertà è un’esigenza, è l’unica strada percorribile. Non è entità metafisica ma potenza materiale.

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Nicoletta Dosio fermata al presidio per il maxi processo!

Nicoletta Dosio fermata al presidio in solidarietà agli imputati del maxi processo

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Nicoletta Dosio è ormai da mesi sottoposta a misure cautelari ingiuste e che come tali ha da subito scelto di non rispettare. E così dall’obbligo di firma quotidiano si trova  agli arresti domiciliari che ha deciso di evadere sin dal primo momento, ed è ora più di un mese che si trova alla Credenza sostenuta dal movimento tutto.

Una scelta fatta con cuore e testa, portata avanti grazie al sostegno di tutto il movimento che con lei condivide una lotta che va avanti da 25 anni, un passo indispensabile per far tornare al centro dell’attenzione del governo e dei media una situazione che rasenta l’assurdo, quella che tutti i giorni viviamo in Val di Susa e in tutto il Paese.

Ci troviamo infatti in un momento in cui è sempre più evidente la necessità delle messa in sicurezza di tutti quei territori colpiti da calamità naturali e quelli che sono a rischio, in cui è sempre più chiara a tutti l’emergenza sociale in cui l’intera popolazione è costretta a vivere, e come risposta ci troviamo soltanto ridicole soluzioni proposte dai soliti politici dall’alto delle loro calde poltrone.

Questa mattina abbiamo accompagnato Nicoletta all’udienza del maxi processo, dove era in programma un presidio in solidarietà agli imputati. Dopo aver letto un comunicato, ha provato ad entrare in tribunale per assistere all’udienza, ma in quel momento è stata intercettata dalla digos di Torino e trasferita in questura per il reato di evasione.

Anche dall’aula 6 del palazzo di giustizia torinese si enunciano comunicati di solidarietà per Nicoletta da parte degli imputati che fanno mettere agli atti e che in segno di protesta, si alzano ed escono dal tribunale.

Nicoletta non è stata trasferita in carcere, ma le sono stati dati nuovamente gli arresti domiciliari presso la sua abitazione a Bussoleno. E’ palese la difficoltà in cui versano tribunale e procura nella gestione di questa situazione, e questo non può che essere una soddisfazione per noi, perchè dimostra ancora una volta che siamo dalla parte giusta.

La lotta prosegue, e per questo questa sera ci si è dati appuntamento alla Credenza alle ore 18 per discutere sui prossimi passi da fare.

Nicoletta Libera! Liberi Tutti!

Avanti No Tav!

Questo di seguito è il testo letto da Nicoletta fuori dal tribunale prima di entrare e essere arrestata

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Campagna per il NO al referendum del 4 dicembre!

36)Votiamo NO per dire NO al nucleare!

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Domani 4 Novembre contro l’imperialismo!

Come per le celebrazioni del Centenario della Grande guerra anche il 4 novembre “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, anniversario della fine di quel conflitto, trabocca di retorica all’insegna dell’esaltazione del sacrificio per la Patria, dell’onore di essere Italiani “brava gente”, del richiamo alla compattezza nazionale e veicola la necessità di rafforzare il nostro apparato militare contro i nemici interni ed esterni. Una retorica ormai dilagante che impedisce di comprendere le cause sia di quello che fu uno spaventoso massacro sia dei massacri che oggi abbiamo sotto gli occhi ai quali l’Italia partecipa con il suo apparato militare. La propaganda governativa vuole rappresentare le missioni militari come interventi umanitari negli scenari internazionali e/o inserti nella cooperazione internazionale. L’Italia è in realtà un Paese in guerra, sempre più schierato in prima linea negli scenari di crisi e di conflitto con un ruolo fondamentale nell’ ambito della NATO.

Contro le aggressioni dell’imperialismo, italiano in primis, contro la militarizzazione del territorio ed il militarismo crescente

DOMANI 4 NOVEMBRE PRESIDIO c/o VIA Toledo (stazione metro largo Berlinguer) ore 17,00 Napoli

Volantino Continua a leggere

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L’Italia ha scelto la guerra nucleare!

Gravissima presa di posizione del governo italiano!

Il governo Renzi non salva più neanche la faccia. Perfino il Fascismo votava tutte le più belle risoluzioni alla Società delle Nazioni disattendendole poi nei fatti.

Il 27 ottobre, il Primo comitato sul disarmo dell’Assemblea ONU ha deliberato l’avvio di un percorso verso un trattato di messa al bando degli ordigni nucleari per il 2017 e ha adottato una Risoluzione politica che chiede di avviare nei prossimi mesi negoziati per un Trattato che vieti questo tipo di armi.

La Risoluzione (L.41) è stata approvata con la seguente votazione:

123  Paesi favorevoli

16 paesi astenuti

38 Paesi contrari

L’Italia ha votato contro. Si è schierata contro la Risoluzione L.41 continuando a sostenere la posizione degli Stati Uniti.

L’Italia, a seguito degli accordi di cosiddetto “Nuclear Sharing” in ambito NATO, ospita sul proprio territorio, secondo le stime della Federazione degli scienziati americani (Fas), 70 bombe nucleari B-61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre). La B-61 sarà presto sostituita dalla  B61-12, la nuova bomba nucleare Usa. Le nuove bombe, che gli Usa si preparano a installare in Italia sono armi che abbassano la soglia nucleare, ossia rendono più probabile il lancio di un attacco nucleare. La 31st Fighter Wing, la squadriglia di cacciabombardieri Usa F-16 dislocata ad Aviano, è pronta all’attacco nucleare ventiquattr’ore su ventiquattro. Anche piloti italiani, dimostra la Fas, vengono addestrati all’attacco nucleare sotto comando Usa con i cacciabombardieri Tornado schierati a Ghedi.

 

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5 novembre 2016/Assemblea a L’Aquila

5 novembre, Assemblea a L’Aquila, ore 17, Casematte

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