21 giugno/ L’estate è appena cominciata

Quello che è successo in Piazza Santa Giulia a Torino dovrebbe farci riflettere una volta di più come donne e come femministe. Il controllo serrato a tutto campo è parte integrante  dell’ideologia neoliberista e si espande in ogni anfratto della quotidianità, la pretesa di normare ogni aspetto della nostra vita è una scelta di fondo e strutturale e quindi anche nel nostro specifico è impossibile ogni tipo di contrattazione con questo sistema perché non fa altro che rafforzare e incentivare il controllo su di noi e diventa di fatto collaborazionismo.

Cos’è successo in piazza Santa Giulia?

 Centro Sociale Askatasuna

La notte tra il 20 e il 21 giugno abbiamo assistito a una serata di una gravità INAUDITA. A poche settimane dai tragici fatti di Piazza San Carlo la polizia è venuta in una piazza piena di gente a PROVOCARE. Non troviamo altri termini per definire un’operazione anti-movida portata avanti con la celere in assetto anti-sommossa, tutto per cercare qualcuno che si era portato la birretta da casa o dal minimarket. Sono arrivati 10 blindati pochi minuti dopo l’ora x (le 8 di sera), con gli agenti scesi direttamente con scudi, casco, manganello alla mano e fare minaccioso in mezzo a una folla esterrefatta: “ma sta succedendo DAVVERO?!” era il commento che si sentiva di più.

Tanti giovani e abitanti della piazza hanno iniziato a chiedergli di andarsene. Ovviamente c’eravamo anche noi. Alcuni di noi a Vanchiglia ci abitano, altri ci lavorano, altri ancora ci studiano, tutti ci facciamo politica (da ormai 20 anni). Partono cori e canti goliardici “Celerino portaci da bere!” “tout le monde deteste la police” “l’ordinanza è solo ipocrisia, non risolve i problemi e porta polizia”. Gli agenti sono nervosi e stanno facendo la solita pessima figura (la scorsa settimana erano già stati cacciati via), nonostante la palese provocazione l’atmosfera resta tranquilla, d’altronde non potrebbero essere più ridicoli con i loro scudi e manganelli per impedire l’aperitivo in una sera d’estate. Visto che nessuno dei presenti si lascia intimidire decidono di andarsene. Tutti tranne la squadra della digos. Gente che conosciamo bene nel quartiere, una degli agenti solo qualche mese fa è venuta a sfrattare una famiglia con tre bambini piccoli. Continuano a provocare, prendono insulti e poi richiamano gli agenti in antisommossa.

A questo punto comincia lo SCEMPIO. Abbiamo visto tante manifestazioni anche “calde” ma mai abbiamo visto una gestione dell’ordine pubblico così FOLLE. La polizia scende manganello alla mano e carica per cento metri spaccando i bicchieri sui tavolini dei locali e spingendo la gente verso una catena che è sul lato della piazza che ha fatto da effetto transenna. Seduti ai tavolini c’erano famiglie, c’erano bambini, c’erano anche persone anziane che sono finite in mezzo alle cariche. Commercianti incazzati neri costretti a chiudere. Giovani presi da attacchi di panico. Ma anche tanta rabbia di chi non ci sta a subire le prepotenze della polizia.

21 GIUGNO. L’ESTATE È APPENA COMINCIATA.

Posted in Capitalismo/ Neoliberismo, Repressione, Territorio | Tagged , , | Leave a comment

Jointstar 2017/Nessuna pace per chi vive di guerra!

Ottobre 2017, nuova grande esercitazione militare in Sardegna

E’ uscita qualche giorno fa la notizia che ad ottobre si svolgerà un nuova imponente esercitazione militare nei mari, cieli e terre sarde. Questa volta si chiama JOINTSTAR2017, forse non sarà grande quanto la TridentJuncture ma sarà sicuramente l’evento militare dell’anno. Un’esercitazione che coinvolgerà strutture militari di tutta la zona mediterranea, e che in Sardegna avrà in Teulada e Decimomannu le zone calde. In contemporanea, a mare, si dovrebbe svolgere un nuovo capitolo della “saga ” di MareAperto, questo ci fa intuire che la JointStar sarà prevalentemente terrestre e aerea; quindi prepariamoci a una nuova invasione di migliaia di militari di eserciti di tutto il mondo, prima a Cagliari poi nei poligoni dell’isola, proprio come accadde nell’autunno del 2015 con la TJ.

Queste informazioni si sono potute avere dal nuovo calendario delle esercitazioni che è stato nuovamente imposto al Co.Mi.Pa., ma con una sostanziale novità, e cioè che i militari per aggirare il problema del quorum fissato a 7 presenze nelle riunioni miste di approvazione del documento, ha portato a 7 i partecipanti di parte militare. In questo modo non è servita assolutamente a niente la diserzione dell’appuntamento da parte dei membri del Co.Mi.Pa, che a questo punto forse sarebbe meglio che si sciogliesse anche per far vedere la vera natura dei militari e delle loro scelte. Togliendo anche l’ultima parvenza di “condivisione democratica” con dei rappresentanti (eletti da nessuno e da nessuno stimati) della popolazione in materia di occupazione militare e attività addestrativa.

Il calendario, sempre grazie ai bei signori del Co.Mi.Pa. non è ancora stato reso pubblico, pare che i militari abbiamo apposto un timbro “AD ESCLUSIVO USO UFFICIO”, mai visto in precedenza e che questo complichi ulteriormente la divulgazione di un documento che dovrebbe essere pubblico.

Prepariamoci per un autunno movimentato, NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA.

Posted in Antimperialismo, Territorio | Tagged , | Leave a comment

“Democraticità del confronto…”

“Democraticità del confronto…”

 

Penso che competenze come quelle di una buona comunicazione e di capacità di ascolto siano molto utili nella costruzione di buone relazioni nella nostra vita privata e soprattutto in quella sociale.
Molto spesso infatti, sopratutto negli ambienti di compagni e compagne, si soffrono queste incapacità: pensiamo sopratutto alle assemblee e a molti collettivi, dove prevale quasi sempre l’intenzione di esprimere la propria posizione (e spesso di affermare il proprio ego) sulla disponibilità all’ascolto e al confronto. In tutti gli ambiti della nostra vita siamo esposte a conflitti e spesso non è una buona idea lanciarsi come kamikaze in litigi più o meno violenti; e spesso e volentieri potrebbe essere una buona idea fermarsi a riflettere e ascoltare per poter individuare punti d’incontro con i nostri interlocutori. 

Detto questo, assistiamo da anni ad una campagna tartassante che ci invita a saper gestire i conflitti in maniera nonviolenta, ad essere assertiv*, ad imparare la PNL…e questo accade sopratutto nei luoghi di lavoro. Qui appare assolutamente evidente il fine dei padroni che, mascherando il tutto come tecniche per aumentare il nostro benessere e vivere meglio, tentano di manipolarci e di portarci a rigettare i conflitti.

Ci dicono che la comunicazione assertiva ci aiuta ad avere il consenso altrui, che la violenza genera violenza, che dobbiamo imparare  a vivere nel conflitto per ponderare bene le posizioni di tutti, a non agire d’impulso. Che con la PNL (1) possiamo letteralmente riprogrammarci. Penso che sia proprio questo il punto: eliminare dal nostro immaginario l’utilità del conflitto, la lotta di classe, riprogrammare una società nella quale chi è sfruttato non reagisce e non pretende, ma attende, ascolta e pensa al fluire della propria energia.

Come donne siamo piuttosto abituate ad un’educazione che ci impone di essere riflessive, pacate e gentili nelle reazioni: non si grida, si accetta il nostro ruolo calato dall’alto; le donne risolvono i conflitti, mettono tutti d’accordo, sanno fare la pace, non picchiano nessuno, non reagiscono mai violentemente. Perché non femminilizzare anche gli uomini?

In più questa tecniche sono tutte rivolte all’affermazione delle individualità; le persone sono portate a guardare dentro se stesse e al proprio bisogno di affermazione e felicità, perdendo completamente di vista la complessità della situazione generale, il benessere collettivo, la lotta per il bene della comunità. Un altro modo che la società del capitale mette in campo per eliminare i conflitti è quello di assumere e far proprie le lotte in corso, mutilandole però del significato più profondo e politico. Gli omosessuali lottano contro la loro discriminazione? Ottimo, abbiamo nuovi consumatori per nuove fette di mercato in espansione! Le donne  lottano contro il patriarcato? Portiamole in parlamento, diamogli un po’ di assistenza, sediamoci al tavolo con loro, si faranno portatrici dei nostri valori. Gli insegnanti chiedono una scuola diversa, più vicina ai bisogni dei bambini? Ecco nascere scuole-giardino, agri-nidi e bambini contadini. L’importante è non intaccare il messaggio fondante della scuola, quello di saper stare al proprio posto, definito dall’alto. E questi sono solo alcuni banali esempi, ma il meccanismo è esteso a qualsiasi istanza venga dal basso.

L’obiettivo è farci tollerare le ingiustizie, renderci docili esecutori dei nostri compiti, della nostra schiavitù lavorativa, allontanare la consapevolezza che reagire a tutto questo sia quanto di più naturale esiste nell’essere umano. Si tratta di una rieducazione profonda dell’essere, che snatura profondamente il nostro bisogno di vita e di libertà e di ribellione.

Giulia

 (1) 
PNL è l’acronico di programmazione neurolinguistica. Hanno fatto un
corso sulla pnl anche nella mia azienda. è un sistema di life-coaching,
molto in voga negli ultimi anni (basta notare che in molte librerie c’è
la sezione PNL).In pratica si tratta di riprogrammare il modo di
comunicare e di pensare, allo scopo di aumentare il proprio benessere ed
avere successo nella vita.”L’idea centrale della PNL è che la totalità dell’individuo interagisce
nelle sue componenti (“linguaggio”, “convinzioni” e “fisiologia”) nel
creare percezioni con determinate caratteristiche qualitative e
quantitative: l’interpretazione soggettiva di questa struttura dà
significato al mondo. Modificando i significati attraverso una
trasformazione della struttura percettiva (detta mappa, cioè l’universo
simbolico di riferimento), la persona può intraprendere cambiamenti di
atteggiamento e di comportamenti. La percezione del mondo, e di
conseguenza la risposta ad esso, possono essere modificate applicando
opportune tecniche di cambiamento.La PNL ha tra i suoi scopi, quindi, l’obiettivo di sviluppare
abitudini/reazioni di successo, amplificando i comportamenti
“facilitanti” (cioè efficaci) e diminuendo quelli “limitanti” (cioè
indesiderati).Il cambiamento può avvenire anche riproducendo (“modellando”)
precisamente i comportamenti delle persone di successo allo scopo di
creare un nuovo “strato” di esperienza (una tecnica chiamata modeling, o
modellamento)”.
 
Posted in Capitalismo/ Neoliberismo, Comunicazione, I Nomi Delle Cose, Repressione, Trasmissione RoR - I Nomi delle cose | Tagged , , , | Leave a comment

I Nomi delle Cose del 14/06/2017

I Nomi delle Cose, lo spazio di riflessione della Coordinamenta femminista e lesbica/Anno 2016/2017-Nuova Stagione 

i-nomi-delle-cose

Puntata del 14/06/2017

“Convivenza civile/ Gestione della conflittualità/Democraticità del confronto/Eliminazione del conflitto…”

…dalla campagna pubblicitaria della Heineken, al Manifesto del “Buon Conflitto”, alle norme spagnole di “buon costume” sugli autobus…

“L’obiettivo è colonizzare ogni zona refrattaria e addomesticare tutti gli spazi selvaggi sia sul piano geografico che  politico che nell’universo mentale. E’ una cultura dalle forme sacrificali che affronta l’ altro come l'<infedele> da convertire o eliminare. Pertanto, chi porta avanti la conflittualità sociale, comunque si manifesti, al di fuori del rito della messa, è male oggettivo e, pertanto, va scomunicato ed estirpato….Il neoliberismo è un’ideologia e, pertanto,, metabolismo sociale ed entra in ogni anfratto ed interstizio della vita della gente e, al di là delle ingiustizie e della violenza è connotato di una sua assurdità e di una mancanza di senso nel voler rimuovere gli sforzi concomitanti per sfuggire a questa realtà che è il verdetto di condanna che ha pronunciato su se stesso.” Atti “il personale è politico, il sociale è il privato” Roma giugno 2012

clicca qui

Posted in I Nomi Delle Cose, Podcast, Trasmissione RoR - I Nomi delle cose | Tagged , | Leave a comment

Palestina, una terra occupata, un popolo in lotta

Venerdì 16 giugno 2017
Al Giardino Liberato di Via Alessi (incrocio con Via dei Savorgnan)
Roma (Villa Certosa)

Dalle 19:00
– Introduzione a cura del Centro Documentazione Palestinese
– Musica e gastronomia tipica arabo-palestinese (Falafel, Hummus, Mujaddara…)
– Punto informativo, saggistica, letteratura e artigianato

Dalle 21:00
Proiezioni in collaborazione con Al Ard Doc Film Festival 2017
– The Living of the Pigeons
– Emwas, Restoring Memories

Posted in Palestina | Tagged | Leave a comment

Io sto con Maya!

https://www.facebook.com/Io-sto-con-Maya-Se-toccano-una-toccano-tutte-119519028636705/ 

Nella notte di giovedì 8 giugno, Maya una ragazza di 19 anni viene fermata dalla polizia e portata nel commissariato di via Veglia.
La sua “colpa”? Non aver tirato dritto di fronte a una perquisizione della polizia a danno di migranti, ma essersi fermata a guardare. Maya è stata successivamente picchiata e insultata da uno degli agenti di polizia che aveva eseguito il fermo. L’accanimento già pesante nei suoi confronti si è poi aggravato quando la giovane è stata riconosciut…a come attivista nella resistenza agli sfratti.
Maya è stata fatta spogliare e costretta ad una perquisizione totale, le è stato impedito per ore di andare in bagno, è stata strattonata, presa a pugni e ripetutamente insultata.

Siamo perfettamente consapevoli del fatto che non si tratti di un episodio isolato, che vicende come queste accadono troppo spesso per i più futili motivi da parte di forze dell’ordine che si sentono impunite. Dopo la denuncia delle violenze subite si è attivato il solito meccanismo di messa in discussione della veridicità del suo racconto, come se le sue parole non fossero sufficienti, esponendola così ad una doppia violenza.
Quando un uomo – ancora più se in divisa – agisce violenza su una donna assistiamo puntualmente ad un’incredulità attorno al fatto, con la conseguenza paradossale che ad essere messi sotto accusa siano i comportamenti, le reazioni e la vita di chi la violenza l’ha subita e non l’atto e l’aggressore.

Per questo crediamo sia urgente e necessario trovare uno spazio di discussione all’interno di un’assemblea non solo per esprimere tutta la nostra solidarietà a Maya e non lasciarla sola, ma anche per rifiutare questo tipo di narrazioni altrettanto violente e per organizzarci assieme rispetto alle risposte da dare e far sì che episodi di questo tipo non si ripetano.

Sappiamo bene che non è dalle istituzioni che possiamo aspettarci giustizia o prese di posizione dirette a cambiare le cose. Certo non dalla stessa amministrazione locale che proprio in questi giorni impone un’ulteriore militarizzazione dello spazio pubblico in nome di una presunta “sicurezza”. Sono molte le vicende che ci ricordano come la presenza di agenti e militari nelle strade non solo non significhi più sicurezza per le donne ma costituisca un vero e proprio pericolo.
Non vogliamo protezione: le strade sicure le fanno le donne che le attraversano!

Invitiamo quindi tutte e tutti ad un’assemblea pubblica MERCOLEDÌ 14 GIUGNO alle 18 in piazza Santa Giulia in cui decidere le prossime iniziative di mobilitazione. Lanciamo inoltre fin da ora una conferenza stampa per GIOVEDI 15 GIUGNO alle ore 10.30 di fronte al commissariato di via Veglia, per dimostrare che nessuna rimarrà sola e che non faremo passare sotto silenzio simili violenze. 

Posted in Repressione, Violenza di genere | Tagged , | Leave a comment

Sul prelievo coatto del DNA

Sul prelievo coatto del Dna

https://www.autistici.org/macerie/?p=32622

Da oramai più di un anno il prelievo del Dna è entrato a far parte delle procedure di rito nell’identificazione delle persone arrestate o fermate, non fanno eccezione i compagni colpiti dalle ultime inchieste. Resistere al prelievo lo trasforma in una manovra coatta, averla vinta contro i tutori dell’ordine e del controllo nelle stanze della scientifica è più che difficile . Qui di seguito l’esperienza di un compagno arrestato il 3 maggio, tutt’ora detenuto alle Vallette, che continua a domandarsi quali potrebbero essere le possibilità per opporsi.

«Scrivo qualche riga per raccontare quanto è avvenuto durante il nostro arresto di qualche giorno fa, relativamente alla permanenza nel questura di via Grattoni, a Torino. E al procedimento identificativo.

Le parole che seguono, come spero si capisca, non mirano ad impressionare nessuno, ma a condividere una piccola esperienza sulle modalità repressive della controparte, in particolare sul prelievo del Dna, di cui in Italia si sa ancora ben poco.

Appena arrivati in questura per formalizzare l’arresto siamo stati sottoposti ai controlli di rito, fotosegnalazione e prelievo delle impronte.

Una volta completata questa fase hanno iniziato a chiamarci per il prelievo del Dna; anche se in quel momento eravamo separati, come del resto in quasi tutte le fasi dell’identificazione, tutti e tutte avevamo in mente cosa fare.

Avendo già discusso sulla questione Dna e interessati a capire se ci fosse spazio di manovra per opporsi, abbiamo deciso di rifiutare il prelievo e resistere.

Una volta comunicato il nostro rifiuto, Digos e polizia scientifica hanno iniziato a parlottare, mimando gesti di quello che sarebbe stato il prelievo con la forza.

Detto ciò, io e un altro compagno, una volta messi insieme, abbiamo acceso entrambi una sigaretta. Non appena abbiamo iniziato a fumare, dopo qualche tiro, cinque agenti della Digos ci si sono gettati addosso nel tentativo di sottrarci le sigarette, dopo un po’ di strattonamenti una di queste è stata trovata, un’altra no. Così uno di noi è stato messo da parte per essere perquisito e malgrado ciò nulla è stato rinvenuto.

Un agente della Digos visibilmente innervosito dall’accaduto, è ritornato indietro e tra le cicche spente per terra, lasciate là dalle decine e decine di fermati ogni giorno e magari dagli stessi agenti della polizia, ne ha presa una a caso dal pavimento e l’ha messa in una busta con su scritto: “Dna + nome e cognome”.

Continue reading

Posted in Repressione | Tagged | Leave a comment

Con Maya! giù le mani dai nostri corpi e dalle nostre vite!

Con Maya!!!!

Giù le mani dai nostri corpi e dalle nostre vite!

Posted in Repressione | Tagged | Leave a comment

Stanche di guardare

Stanche di guardare

https://www.autistici.org/macerie/?p=32631

Riportiamo alcune righe scritte da Camille, Giada e Fabiola quando ancora stavano all’interno della patria galera, prima che venissero trasferite agli arresti domiciliari con il divieto di comunicazione con l’esterno. In quei giorni all’interno delle Vallette hanno potuto passare la socialità insieme e mettere un po’ di pensieri sulla carta fino a che un giorno hanno risposto a un saluto rumoroso di compagni fuori e hanno speso qualche parola colorita contro la secondina celermente arrivata a redarguirle. Per questo sono state denunciate per oltraggio a pubblico ufficiale e hanno sospeso loro le due ore di socialità quotidiana, quelle in cui in sezione si può stare in cella in compagnia fino a un massimo di quattro detenute.

Le Vallette 15/05/2017

Stanche di guardare

Stanche di guardare i notiziari che parlano ogni anno di migliaia di morti in mare. Stanche di guardare le forze dell’ordine rastrellare le strade su base etnica. Stanche di guardare chi non può pagarsi un affitto e finisce in mezzo ad una strada. Stanche di guardare persone che scappano dai vigili con in mano i loro sacchi di merce a basso costo. Stanche di guardare gli sgherri dello Stato che uccidono e sentir ripetere che sono incidenti di percorso.
Stanche di guardare abbiamo deciso di non subire più le ipocrisie di quest’epoca e di esprimere chiaramente la nostra rabbia contro ogni guerra, ogni divisa, contro ogni struttura per il controllo e la gestione dei migranti, contro ogni carcere e chiunque viva dello sfruttamento altrui.
Abbiamo deciso di vivere in un quartiere in forte riqualificazione dove lottare significa anche non abituarsi mai a guardare la politica portare avanti il proprio operato indisturbata, ma fare casino quando sgomberano interi palazzi o staccano allacci abusivi.
Nelle stesse strade in cui vengono aperti negozi, ristoranti e locali d’élite, infatti, si compie una vera e propria pulizia sociale, per esempio spostando il Balon e il Suk e cacciando chiunque sia considerato indecoroso. A Torino, come in altre città in Italia e in Europa, l’obiettivo è anche quello di pacificare quartieri detti “popolari”, ma speriamo che questo non avvenga senza difficoltà.
Il 3 Maggio siamo state arrestate assieme ad altri compagni con l’accusa di esserci messe in mezzo ad un controllo dei carabinieri. È sotto gli occhi di tutti la sistematica cadenza con cui la repressione sfonda le porte di chi ha deciso di non arrendersi all’ineluttabilità del presente.
Ad essere sotto accusa è, infatti, la nostra volontà di continuare a cercare complicità e momenti collettivi di resistenza.
Ci saremo ancora come spine nel fianco di una società che ci vorrebbe obbedienti, remissive e rassegnate, convinte che la libertà si possa trovare nella trasformazione alchemica dell’indifferenza in solidarietà, dell’isolamento in auto-organizzazione e della paura in azione.

Giada, Kam, Fabiola

Posted in Autorganizzazione, Repressione | Tagged , | Leave a comment

A Foras/Dossier sul Poligono Interforze del Salto di Quirra

A Foras lancia il suo primo Dossier sul PISQ  

https://aforas.noblogs.org/files/2017/04/Pisq-Impaginazione-BN-giusta.pdf

https://aforas.noblogs.org/files/2017/04/Il-PISQ-colore-ottimizzato.pdf

Il primo dossier sul Poligono Interforze del Salto di Quirra curato dal gruppo economia di A Foras

A Foras si è strutturata in diversi gruppi di lavoro sin dal Campeggio contro l’occupazione militare svolto nello scorso Settembre a Lanusei. Tra questi, il gruppo “Ricadute dell’occupazione militare su salute, ambiente, economia e territori” si è proposto da subito si elaborare analisi di dati, studi e approfondimenti sugli effetti delle basi militari in Sardegna, oltre che individuare delle alternative occupazionali e di sviluppo rispetto all’attuale economia bellica. Prima della giornata del 28 di aprile, Sa die de sa Sardigna contra a s’ocupatzione militare, abbiamo deciso di elaborare un dossier sul PISQ, il Poligono Interforze del Salto di Quirra. Il dossier non è un punto di arrivo, né risponde a tutte le domande che ci siamo posti, né dà soluzioni pronte e definitive. E’ solamente un primo lavoro di analisi, al quale seguiranno degli altri, sia sul PISQ che sugli altri poligoni. Nel dossier abbiamo approfondito la storia e l’evoluzione del PISQ, provato a valutare le sue conseguenze sociodemografiche sul territorio. Attraverso una lettura aggiornata del processo sui “veleni di Quirra” a carico dei generali del poligono, ci siamo approcciati alle conseguenze delle attività militari su ambiente e salute. Infine ci siamo occupati del “nuovo uso” del poligono, militare e civile, che si concretizza nel Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS).

Posted in Antimperialismo, Territorio | Tagged , | Leave a comment

Riaprono le spiagge proibite

Riaprono le spiagge proibite

Da questo weekend sono fruibili anche ai civili le spiagge comprese all’interno dei poligoni di Teulada e Quirra.

La notizia in se non ha niente di troppo interessante, in quanto sono ormai diversi anni che i militari concedono la cortesia di poter frequentare le spiagge che da 70 anni hanno sottratto alla Sardegna. Il tutto sempre però tenendo sotto controllo i bagnanti, e non di sicuro come bagnini, bensì per evitare che qualche curioso possa addentrarsi in altre zone del poligono e scoprire gli scempi e l’inquinamento che l’attività esercitativa causa. Le spiagge vengono così “ripulite” dai residui di bombe e proiettili (poi in realtà basta mettersi la maschera per trovare un cimitero di rottami di ordigni nei primi metri dopo la battigia) e “restituite” alle comunità che così ci possono tirare su due soldi con i parcheggi estivi e i sindaci possono riempirsi la bocca di terribili parole tipo integrazione fra civili e militari o uso duale della spiaggia.

Chiaramente nessuno nomina la questione inquinamento, il sindaco di Villaputzu parla di un controllo delle acque marine e di risultati eccellenti, sarebbe interessante sapere se lui ci va con la sua famiglia a farsi il bagno a Murtas…

Si tratta insomma dell’ennesima presa per i fondelli che regione, amministrazioni e militari ci propinano, e alla quale purtroppo molti, troppi abboccano. Sarebbe bello come si diceva un pò di tempo fa, che fossero in tanti troppi invece a tentare di visitare i poligoni proprio alle spalle delle spiagge, per vedere la vera faccia dei militari, che gli si pareranno davanti con tanto di mitra, e vedere cosa non si fa per prepararsi alle guerre e ai massacri in giro per il mondo

https://nobordersard.wordpress.com/2017/06/04/riaprono-le-spiagge-proibite/

Posted in Antimperialismo, Territorio | Tagged , | Leave a comment

Domenica 11 giugno

Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

 

Posted in Autorganizzazione, Repressione | Tagged , | Leave a comment

NON HO VISTO NIENTE

NON HO VISTO NIENTE

SUL COME ESSERE NO TAV COMPORTI PERDERE IL LAVORO

ANGELA GIORDANO

Questo libro propone un’esperienza di lavoro dentro al carcere. Lo sguardo di una persona “esterna” all’istituzione, che racconta i dispositivi in vigore all’“interno” e ne svela alcune caratteristiche: prima fra tutte la discrezionalità del personale civile e militare che spesso si trasforma in vero e proprio arbitrio. Un’arbitrarietà che non soltanto si abbatte sui detenuti, i diritti dei quali non sono tenuti in considerazione, ma anche su chi entra in carcere per lavorare. In un momento storico nel quale è lo stesso mondo del lavoro a esssere sottoposto a regole sempre più incerte – come la possibilità di licenziare i lavoratori anche in assenza di giusta causa – la vicenda qui narrata diventa occasione per riflettere sui limiti che stanno incontrando nella vita reale alcuni di quei principi costituzionali e alcuni di quegli articoli dello statuto dei lavoratori che siamo abituati a considerare scontati, ma che lo sono sempre meno, come il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e come il divieto imposto al datore di lavoro di effettuare indagini sulle opinioni politiche del lavoratore.

Angela Giordano, Non ho visto niente, Sensibili alle foglie, 2017
Prefazione di Nicoletta Dosio

www.libreriasensibiliallefoglie.com

Posted in I "nostri" libri | Tagged | Leave a comment

Solidarietà e condanna

Solidarietà e condanna

Orlando Josè Figueras, il ragazzo linciato e bruciato vivo in Venezuela perché chavista dai così detti manifestanti contro il governo di Maduro, non ce l’ha fatta, è morto l’altra notte all’ospedale. Tutta la nostra disperata solidarietà e vicinanza alla madre domestica in una “buona famiglia” che dopo l’accaduto ha pensato bene, tra l’altro, di licenziarla in tronco  e tutta la nostra condanna senza appello  a chi nel movimento e nel movimento femminista si trincera dietro il né-né che significa ignorare volutamente e scientemente i termini del conflitto di classe.

Posted in Antimperialismo, Internazionalismo | Tagged , | Leave a comment

Per Mara

Margherita Cagol 8 aprile 1945-5 giugno 1975

Mara_Cagol

Posted in memoria | Tagged , | Leave a comment