Pausa d’agosto!

Car*tutt*, il nostro blog si prende una pausa fino al 27 agosto!

Buona estate!

Posted in Comunicati | Tagged | Leave a comment

Riflessioni femministe per l’Estate!

Anche per questa estate abbiamo cercato di raggruppare degli spunti di riflessione che sono il risultato del lavoro del nostro anno politico appena trascorso e che possano essere utili a voi, a noi, a chiunque lo voglia, per pensare e per agire.

Riflessioni femministe su Violenza/Non-Violenza

1)Sezioni/impostazione generale

2)Testo generale

SEZIONE STORIA E MEMORIA

-Storia e Memoria

Le militanti del Black Panther Party 1

-Le militanti del Black Panther Party 2

-Rote Zora

SEZIONE RUOLI-Aggressor* ed aggredit*

La violenza dell’Impero del <Bene>

-L’ho sempre saputo

SEZIONE CONTROLLO-La norma e la legalità

-Infrangere la superstizione della legalità

-<Io, Ulrike, grido>

SEZIONE EGEMONIA CULTURALE-Indifferenza, indignazione, rabbia

-Le radici della rabbia 1

-Le radici della rabbia 2

SEZIONE AUTORGANIZZAZIONE-Autonomia femminista,autodifesa, separatismo, rifiuto della delega, militanza

-Laboratori di autodifesa 1

-Laboratori di autodifesa 2

Ci rivediamo a settembre con l’iniziativa sulla Militanza!!!!!!

Posted in Le Riflessioni dell'Estate | Tagged | Leave a comment

28 Luglio, il Festival va in Clarea!

Sabato 28 luglio il Festival si FERMA e va in CLAREA.
Per alcune ore sospenderemo le attività e andremo a Chiomonte, in gita tutti insieme per guardare da vicino l’inutile sperpero di denaro pubblico che provoca il Tav.
L’appuntamento è all’INFO POINT per le 13.

In gita vogliamo esserci proprio tutti, grandi, piccini, musicisti, scrittori, cantanti, attori, registi, ecc. Gambe in spalla dalla cucina all’accoglienza, da chi si occupa della comunicazione a chi vi fa trovare la colazione al mattino, porteremo i nostri cuori vicino a quello scempio e chiederemo insieme l’annullamento dell’opera. Lo faremo con la stessa gioia che contraddistingue il festival, lo faremo alla moda nostra.

Lo faremo per i nostri compagni che al momento sono impossibilitati a causa delle ingiuste misure cautelari piovute il 13 luglio. Tra i colpiti dalle misure anche Andrea, il direttore artistico dell’Alta Felicità. Nello spirito del festival questo avvenimento ha scatenato una voglia ancora più grande di realizzarlo e di viverlo intensamente.
Lo faremo perché sappiamo di essere dalla parte della ragione.

http://www.altafelicita.org/news/il-festival-va-in-clarea-gita-al-cantiere-di-chiomonte/

Posted in NoTav | Tagged | Leave a comment

27 luglio in Valle!

Posted in NoTav | Tagged | Leave a comment

Marianne Faithfull-Sister morphine

Posted in musica | Tagged | Leave a comment

La lunga marcia del Nicaragua sandinista

La lunga marcia del Nicaragua sandinista

https://www.facebook.com/geraldina.colotti

di Geraldina Colotti
Un giorno dopo l’altro, ha preso forma sui media italiani l’ennesima versione di comodo, che questa volta riguarda gli accadimenti in Nicaragua. L’ennesimo “racconto” a senso unico, ad uso consumo e consolazione di una certa sinistra imbelle e disincarnata. Preda della “paura delle masse” che non ha saputo guidare e a cui non sa più parlare, indignata contro “tutte le guerre” senza averne impedito neanche una, ossessionata dal pericolo del “socialismo autoritario” ma incapace di arginare l’autoritarismo vero, questa “sinistra” si abbevera a una sola fonte. Segue sempre lo stesso tipo di pifferai: le veline di polizia diffuse a livello globale.

E così, il passo truce della Conferenza episcopale nicaraguense diventa quello conciliante dei mediatori imparziali, il crocefisso al collo come simbolo di libertà e democrazia. Quello del popolo che grida: “Golpisti, assassini” ai vescovi che hanno benedetto le torture, si trasforma nel passo del paramilitarismo e della tirannia. Responsabile di tutto, la “coppia mefitica” Ortega-Murillo. Uno schema semplicistico, ancora più inutile di quello che vede a tirare le fila un solo attore – l’imperialismo Usa e le sue trame -, e non il coacervo di contraddizioni sociali, interne e internazionali, che muovono il contesto attuale.

Il 19 luglio di 39 anni fa, la rivoluzione sandinista entrò vittoriosa a Managua, dopo aver chiamato a raccolta speranze e fucili da ogni parte del mondo. L’ultima rivoluzione del secolo scorso, quello del grande Novecento, che proietta ancora i suoi “fantasmi” in questa Europa di zombi feroci. Fantasmi da seppellire o risorse per un nuovo futuro?

Continue reading

Posted in Internazionalismo | Tagged | Leave a comment

27 luglio a Cagliari/Contro la repressione

Posted in Autorganizzazione, Repressione | Tagged , | Leave a comment

29 luglio all’Orto Ins-Orto/Helena Lumbreras

Posted in Iniziative ed Eventi | Tagged | Leave a comment

Ora e sempre NOTAV!

Il campeggio NOTAV è in corso. Azioni contro il cantiere e in ricordo di Carlo Giuliani.

ORA E SEMPRE NOTAV!!!!!

http://www.notav.info/

Posted in NoTav | Tagged | Leave a comment

Mai contro sole

E’ appena uscito per le Edizioni Bordeaux l’ultimo libro di Elisabetta Teghil

 <Il percorso di liberazione se anche è un sogno non è meno reale  di un passo, il sogno senza il passo si dissolve nel cielo delle idee, ma il passo senza il sogno arranca nel pantano. Il passo e il sogno disegnano un progetto politico […] E dovremmo partire strappando il velo a un capitalismo che si è messo una maschera buonista e “democratica” e che così si è spinto a definire e a leggere la sofferenza come una colpa personale e perciò l’io sofferente umiliato, maltrattato viene derubricato dalla sua sofferenza e reinserito nel mercato come merce. Un capitalismo per il quale ogni colpa è sempre dell’essere umano che è bacato, fallato e attanagliato da un intimo disordine da combattere ricorrendo alla medicina, al marketing, alla psicanalisi e alla polizia, per cui il conflitto sociale non può che essere un malinteso, le lotte, le ribellioni, gli scioperi, i picchetti  non possono che essere un disordine intimo da sciogliere in un modo, nell’altro o nell’altro ancora.

In questa società pervasa da inquietudini, da angosce, da sconcerto perfino un granello di umanità può essere uno zoccolo nell’ingranaggio. E’ necessario costruire un baluardo contro il dilagante e vincente neoliberismo che è la realizzazione di una società contemporaneamente feudale, ottocentesca e nazista> 

Posted in I "nostri" libri, Iniziative ed Eventi | Tagged , | Leave a comment

La Parentesi di Elisabetta del 18/07/2018

“Sintesi patriarcale e neoliberista”

Pochi giorni fa, la Corte di Cassazione ha rinviato a nuovo processo per la rideterminazione della pena, un caso di violenza riguardante due uomini che hanno stuprato una donna. La rideterminazione dovrebbe secondo i giudici di Cassazione riguardare uno sconto di pena perché essendosi la donna “volontariamente “ubriacata, l’aver abusato di lei in uno stato per cui non sarebbe stata in grado di autodeterminarsi, non può essere considerata un’aggravante. Inoltre proprio per questo, la donna che era andata di sua spontanea volontà a cena con i due uomini, avrebbe raccontato al Pronto Soccorso la violenza in maniera confusionaria.

Intanto mettiamo un punto fermo. Esercitare violenza su una persona che si trova in una situazione di incapacità di difendersi qualunque sia la ragione di questa incapacità, è chiaro che è un’aggravante, prima ancora che per ragioni etiche, giuridiche, legali per semplice buon senso. Se si accettasse il principio che è necessario chiarire le ragioni di questa incapacità, si aprirebbero le porte a qualsiasi tipo di abuso.

Ma come mai dei giudici prendono decisioni di questo tipo? Perché non c’è niente di neutrale, tutto è legato ad interessi di parte, tanto più per la magistratura: l’ordine neoliberista è allo stesso tempo strumento di repressione e metabolismo sociale. Ma siccome questa verità è inconfessabile ci si trincera dietro il cavillo giuridico e l’applicazione della legge, le norme che mancano e la riga da cambiare. Mentre la sostanza è tutt’altra: qui entrano in gioco due specificità, una di genere e una di classe.

Le donne che subiscono violenza nei processi diventano le principali imputate, viene tirata in ballo la loro vita privata, il loro carattere, vengono setacciate le amicizie, vengono sviscerati gli aspetti psicologici, sociali, caratteriali, politici della loro esistenza. Oltre al tipo di abbigliamento, alla modalità di porsi, alla credibilità personale dedotta da una vita che viene giudicata più o meno “regolare”, dentro o fuori la così detta norma accettata e codificata.

Il patriarcato si muove a difesa dei propri interessi, ha la necessità di mantenere concetti quali gerarchia e possesso, sia in campo materiale che affettivo. Così le frasi più ricorrenti nei confronti di una donna che subisce violenza sono “se l’è cercata” “andava in giro da sola di notte” “frequentava luoghi poco raccomandabili” “tradiva il marito” “aveva tanti grilli per la testa” e ora ci aggiungiamo “si ubriacava <volontariamente>”.

Ma il patriarcato è legato a doppio filo con l’ordine sociale neoliberista che lo ha assunto a proprio uso e consumo e l’uno e l’altro si rimbalzano a vicenda principi e norme cosicché a vicenda si rinforzano.

Uno dei principi base dell’ordine sociale neoliberista è il principio di colpevolizzazione. Coinvolge ogni aspetto della quotidianità, della vita delle persone, ma anche interi ambiti sociali, ma anche intere popolazioni.

Se non riesci sul lavoro, se ti licenziano è colpa tua perché non sei stata abbastanza abile, non hai saputo cogliere le occasioni che ti sono state date. Non hai un rapporto familiare felice? È colpa tua perché non sai mediare, non metti in atto quella che vien chiamata capacità di rapportarsi con gli altri. Sei povera? È colpa tua, questa società ti offre tutte le possibilità di realizzazione e di autopromozione, e quindi vuol dire che sei incapace e stai bene dove stai. I migranti e le migranti sbarcano qui disperati/e? È perché a casa loro non vogliono darsi da fare, non vogliono lavorare, vogliono essere mantenuti qui da noi. Se ti buttano fuori di casa è colpa tua perché ti sei messa nelle condizioni di non poter pagare l’affitto, se ti portano via i figli è colpa tua perché fai una vita irregolare e magari ai margini della legalità e di conseguenza… se ti stuprano è colpa tua, potevi stare attenta e soprattutto potevi fare a meno di ubriacarti.

Nella sua illusione legalitaria, il femminismo riformista pensa che rapportarsi con lo Stato possa cambiare l’ordine patriarcale, che sensibilizzare giudici, poliziotti, politici, anche nella versione <rosa>, possa modificare l’organizzazione sociale e si dimentica o fa finta di dimenticarsi che i principi ideologici che informano patriarcato e neoliberismo possono essere scardinati solamente sovvertendo questo ordine sociale.

Posted in La Parentesi di Elisabetta, Violenza di genere | Tagged , | Leave a comment

Moltiplichiamo la rabbia femminista!

Varie città – Francesco Concari stupratore e infame

riceviamo e diffondiamo:

“Nelle scorse settimane in varie città della penisola sono comparsi questi manifesti.

CONTRO STUPRATORI, INFAMI E LORO COMPLICI! MOLTIPLICHIAMO LA RABBIA FEMMINISTA!

Da diffondere!

giusto per rinfrescare le idee…

FRANCESCO CONCARI STUPRATORE E INFAME!

Abbiamo da poco saputo che una compagna è indagata per minacce e diffamazione in seguito ad una denuncia/querela di Francesco Concari dell’aprile 2017. La ragione di questa denuncia sta nelle prese di posizione della compagna contro lo stupro di Parma compiuto da Concari, Pucci e Cavalca nel 2010 in via Testi a Parma.

Contro stupratori, infami e loro complici!

Moltiplichiamo la rabbia femminista!

“Questi manifesti sono apparsi negli ultimi giorni in centro città a Trento.”

https://roundrobin.info/2018/06/varie-citta-francesco-concari-stupratore-e-infame/

Posted in Autorganizzazione, Violenza di genere | Tagged , | Leave a comment

Riflessioni su un tabù: l’infanticidio/quinta e ultima puntata

Réflexions autour d’un tabou : l’infanticide

(traduzione della Coordinamenta / quinta e ultima puntata pp. 24-27)

qui la prima puntata pp.7-8

qui la seconda puntata pp.9-12

qui la terza puntata pp.13-17

qui la quarta puntata pp. 18-23

Ouvrage collectif paru en juillet 2009.

https://infokiosques.net/spip.php?article860

Perché ci sono ancora degli infanticidi oggi che abbiamo a nostra disposizione la contraccezione e l’aborto per prevenire o interrompere le gravidanze non desiderate? Questa è la domanda che viene sistematicamente posta quando si affronta questo tema. ci è parso importante rivisitare questi mezzi e la loro attuabilità.

In vitro, in vivo…e la libido?

Il successo delle lotte delle donne per l’accesso alla contraccezione ha fatto sì che questo sia diventato il solo modo accettabile socialmente di non avere bambini. Di conseguenza il ricorso ad altre forme di regolazione delle nascite è analizzato nella migliore delle ipotesi come un fallimento, nella peggiore come un errore o un crimine.

La contraccezione è oggi descritta dal mondo medico come infallibile, efficace e adattabile ad ogni donna.

Quando una donna deve scegliere un mezzo di contraccezione è raro che il/la medico/a  che farà la prescrizione si interessi a lei. E’ una questione di utilità in se stessa senza tener conto dell’adeguatezza alla vita delle donne coinvolte. Un esempio: se hai meno di vent’anni ti parleranno di pillola: se hai dei figli, di sterilizzazione; se hai avuto numerose interruzioni volontarie di gravidanza, ti proporranno l’impianto o l’iniezione trimestrale; se hai un rapporto fisso di lunga durata, ti spiegheranno che il preservativo non conviene più. Soluzioni stereotipate che pretendono di essere delle risposte adattate dal momento che le vere domande non sono state poste. In effetti quand’è che si parla di pratiche sessuali o di stili di vita?

Siamo ritenute tali da saperne abbastanza sulla contraccezione per non avere diritto all’errore, per evitare gravidanze indesiderate. Eppure si sa raramente abbastanza per decidere sul sistema di contraccezione che ci verrà adattato, per fare delle vere scelte.

Se, socialmente, la contraccezione è un affare di donne, in realtà è un affare di medici.

Il progresso tecnico si accompagna ad un controllo sempre più forte degli specialisti sulle nostre vite.

In altri termini, più la tecnologia è sofisticata, più richiede competenze tecniche, meno è possibile l’autonomia per quelle che vi fanno ricorso. Ci si ritrova disarmate davanti ai medici, senza padronanza reale di quello che ci capita, lontano dalle rivendicazioni e dalle pratiche femministe dell’epoca delle lotte per la liberalizzazione della contraccezione di cui noi siamo tuttavia ritenute essere le beneficiarie…

I mezzi di contraccezione sono classificati in funzione del loro livello di efficacia, misurato prescindendo dalle nostre vite. Se, in laboratorio, la pillola è efficace al 99%, è senza tener conto dell’alea della vita vera che comprende delle dimenticanze e degli errori di assunzione. Il discorso scientifico sulla contraccezione idealizzando i mezzi esistenti implica la colpevolizzazione delle donne che saranno le sole chiamate in causa in caso di fallimento della contraccezione.

Non esiste un mezzo di contraccezione efficace al 100% e nessuna vita che somigli ad un laboratorio. E’ un enorme abbaglio pensare che, in questo mondo in cui la contraccezione si vuole efficace, gli aborti, gli abbandoni e gli infanticidi non ci saranno più. 

Posted in Maternità Sovversiva, Violenza di genere | Tagged , | Leave a comment

Ça ira Ça ira Ça ira, Les aristocrates à la lanterne

Nella stagione neoliberista che vede la nascita e l’affermarsi dell’ iperborghesia transnazionale con caratteristiche di nuova aristocrazia c’è bisogno di una nuova rivoluzione francese con lo spirito del “ça ira”

Il brano risale al 1790  d’autore anonimo.
Dopo la Marsigliese la più celebre canzone della Rivoluzione Francese soggetta ad un’infinità di varianti e la prediletta dalle donne parigine che la cantavano in coro nelle piazze della rivolta.

Versione della Fête de la Fédération (14 luglio 1790)

” Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus,
On leur fichera la pelle au cul!

V’la trois cents ans qu’ils nous promettent
Qu’on va nous accorder du pain
V’la trois cents ans qu’ils donnent des fêtes
Et qu’ils entretiennent des catins
V’la trois cents ans qu’on nous écrase
Assez de mensonges et de phrases
On ne veut plus mourir de faim Continue reading

Posted in Capitalismo/ Neoliberismo | Tagged | Leave a comment

Tanita Tikaram-Twist In My Sobriety

Posted in musica | Tagged | Leave a comment