Materiali Iniziativa Black Panther Party-Paradigma della Violenza/Non Violenza

Materiali/ Black Panther Party

Elementi fondanti

self defence/patrolling/separatismo/black power/organizzazione territoriale:Free Breakfast for Children (programma di colazioni gratuite per i bambini neri), People’s Free Food Program(programma di sostegno alimentare), scuole liberate, assistenza sanitaria gratuita, assistenza ai neri-e incarcerati e alle famiglie/ rifiuto dell’integrazionismo e del collaborazionismo/ anticapitalismo/marxismo-leninismo/antimperialismo.

Statuto di fondazione 1966/ Ten point plan, “piano dei dieci punti”

  1. Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera
  2. Vogliamo piena occupazione per la nostra gente
  3. Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell’uomo bianco
  4. Vogliamo abitazioni decenti, adatte a esseri umani
  5. Vogliamo per la nostra gente un’istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un’istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale
  6. Vogliamo che tutti gli uomini neri siano esentati dal servizio militare
  7. Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell’assassinio della gente nera
  8. Vogliamo la libertà per tutti gli uomini neri detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali
  9. Vogliamo che tutta la gente nera rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle comunità nere, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti
  10. Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace

Le militanti del Black Panther Party

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Polizia vigliacca, stiamo tutte/i con Maya!!!!

POLIZIA VIGLIACCA, STIAMO TUTTI/E CON MAYA!

Questa mattina presto la Digos si è presentata nella casa in cui Maya vive per sequestrare degli oggetti peronali a proposito della vicenda cominciata lo scorso giugno.

Tutti ci ricordiamo più o meno com’era andata: una sera mentre Maya tornava a casa, assiste a un controllo di polizia su due ragazzi e decide di avvicinarsi. È bastato questo perché la polizia decidesse di chiamare dei rinforzi e di portarla in commissariato. Durante il viaggio Maya subisce varie violenze e insulti da parte dei poliziotti, in particolare all’interno del commissariato le viene tirato un pugno in un occhio. Viene rilasciata con un verbale molto poco chiaro in cui le veniva contestato l’oltraggio e il possesso di alcuni chiodini da muro nel marsupio.

La mattina dopo Maya decide di farsi refertare gli evidenti segni di violenza, e sporgere denuncia.
Numerose sono state le iniziative in solidarietà a Maya da parte di persone a lei vicine e ancor di più da parte di chi non l’aveva mai conosciuta prima.

Circa un mese fa c’è stato il primo interrogatorio riguardante la denuncia sporta da Maya come parte offesa, interrogatorio difficile in cui il pubblico ministero, che è la stessa che fra l’altro segue la denuncia sporta invece nei confronti di Maya, non faceva altro che soffermarsi sui dettagli e cercare di farla apparire come una bugiarda. Conosciamo questi teatrini nei tribunali, in cui la donna offesa diventa l’imputata e si dubita di lei.
Non non ne avevamo bisogno per sapere che Maya dice la verità, ma durante il processo si è venuti a conoscenza anche di un video all’interno del commissariato in cui si vede perfettamente il poliziotto che le tira un pungo. Dopo il processo infatti la denuncia contro ignoti diventa denuncia contro noto, della cui identità però né maya né le perone a lei vicine sono state messe a conoscenza.

La polizia è vigliacca, e poiché tutti sanno cosa è successo quel giorno, ora cercano di vendicarsi su Maya. Lo hanno fatto quando l’hanno successivamente incontrata alle iniziative, insultandola e cercando di umiliarla, e lo hanno fatto anche stamattina, quando sono piombati in casa sua per sequestrarle il cellulare con un mandato poco chiaro.
La motivazione con cui giustificano ciò che è accaduto oggi è che nel telefono di Maya sarebbero presenti delle richieste di aiuto mandate per sms ai suoi amici durante la notte di tensione e per il pubblico ministero quello sarebbe un materiale necessario ai fini del processo. Ma non pensino di prenderci in giro, perché è sotto gli occhi di tutti che questi sono gesti intimidatori: non hanno nemmeno rispettato la procedura che prevedeva, in quanto il materiale era in possesso della parte offesa, la richiesta al suo avvocato per entrare in possesso del “necessario”.

La vicenda è emblematica di come ancora una volta si cerca di nascondere il lavoro sporco della polizia e di come una donna che subisce violenze ha sempre qualche motivo per meritarsele.
La loro coda di paglia si vede anche se cercano di camuffarla sotto una divisa, la loro vigliaccheria è è visibile sulle loro facce come il pugno che avevano dato a Maya.

Maya non è sola. Non lo è mai stata e non lo sarà nemmeno stavolta!
#iostoconmaya #setoccanounatoccanotutte #vigliacchi

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G7 per le pari opportunità

Il femminismo di Stato è violenza

 

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Femminismo Euskal Herrira

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25 novembre 2017

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Independéncia y socialismo!

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17 novembre NOTAV!!!

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Brothers In Arms-Joan Baez

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Podcast dell’iniziativa “Le militanti del Black Panther Party” 10/11/2017

i-nomi-delle-cose

Ciclo “Femminismo: paradigma della Violenza/Non Violenza”

Sezione Storia e Memoria

“La memoria del movimento femminista non edifica monumenti a sua gloria, ma ha un carattere decisamente creativo, vive nella dialettica e nella dialettica si alimenta e si espande. Non teme la pluralità dei linguaggi, nè il loro proliferare, bensì la loro assenza e la lettura e l’interpretazione che le missionarie del verbo borghese fanno, riducendo tutto nell’alveo di questa società e della sua conservazione, producendo in questo modo un’esclusione a priori, condannando all’oblio tutti quegli aspetti dell’esperienza storica e sociale del femminismo che erano legati ad un’ipotesi di superamento della società patriarcale e borghese. Per questo è necessario conquistare una memoria autonoma e collettiva della trasgressione femminista…Il femminismo non può abbandonare mai la lotta di liberazione che è possibilità di comunicare, di dare voce a tutte le lotte del presente come del passato e alle loro ragioni…è portare fuori ogni lotta dall’ambito riduttivamente femminile, è vanificare  così tutti i tentativi di ghettizzazione, è smascheramento dei codici linguistici del potere che costituiscono la rete essenziale del controllo sociale…” Memoria collettiva, Memoria femminista” coordinamenta femminista e lesbica/ 2012

Questa la registrazione dell’iniziativa del 10/11/2017 

“Le militanti del Black Panther Party” con Silvia Baraldini

clicca qui

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Acidità di Stomaco N°3

La rubrica settimanale di Noemi Fuscà ogni domenica!L’ironia è una grande arma che vi  aiuterà a far passare quell’acidità che prende allo stomaco quando vi sentite sommerse da notizie stupide, pericolose, irritanti, strumentali, false, tendenziose…

Memorie distorte

The gulag is the new foibe. Come con i bambini quando non ti piace una cosa batti piedi buttati a terra e urla: E allora loro! OH

Pubblicità progresso

 

Beh certo la coca cola strumentalizza il diritto di guidare delle donne saudite ed è scandalo, ma se missoni vende il pink hat invece lo fa per le donne. Eddai sù, mo’ pure il capitalismo è ipocrita con se stesso? Non ci sono più le pubblicità di una volta.

Revival anni ’90

Ahahahha ma quanto fa ridere che Prodi dice che l’Italia è una tragedia per l’ennessima discesa in campo di Berlusconi e per le varie alleanze del centrosinistra. È come stare ad un evento sul trash anni ’90.

Eduscopio

Questo è il nome del mezzo di controllo della Fondazione Agnelli sul rapporto tra chi sfonda nel mondo del lavoro e le scuole. Beh per fortuna che proprio chi lavora per gli Agnelli ci dice che dipende dal background delle famiglie, non riescono nemmeno a dire che si tratta di classe! Continua a leggere

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Grazie a tutte e a tutti!

Grazie a tutte e a tutti quelle/i che sono  state/i con noi ieri!

Prestissimo pubblicheremo la registrazione dell’iniziativa e i materiali di riferimento.

https://youtu.be/4P0hG3sD0-E

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POESIE DEL BLACK POWER #3

Sonia Sanchez

POESIA                                                                                                            (Per quelli delle scuole medie, 1966-67)

guarda me che frequento la scuola

media

sono nera

bella, ho un uomo

che guarda il mio

viso e sorride.

sul mio viso

ci sono neri guerrieri

che cavalcano nelle navi

della schiavitù;

nel mio viso

c’è malcolm

che sputa i suoi semi di metallo

su una terra di pecore;

sul mio viso

ci sono occhi giovani

che respirano tra nere croste.

Guardaci

noi delle scuole medie

siamo neri

belli e la nostra negrità

intona un canto

mentre va errando l’america

stolida con le sue viscere acquose. Continua a leggere

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POESIA DEL BLACK POWER #2

Barbara Gibson

VEGLIA DI PREGHIERA AL COMITATO SCOLASTICO PER DOMANDARE L’INTEGRAZIONE

I

Sulla nostra veglia di preghiera piovve

ma non sfu rimandata. Le Sorelle e i Padri

coprirorono le nere vesti con grandi quadrati di plastica

Giulia scosse i capelli bagnati tutta contenta

e Peggy scalpitò dentro i suoi stivali.

I ragazzini di San Bonifacio cantarono

battendo il piede e schioccando le dita.

Padre Neuberger lesse il 13° Corinzi

per la ripresa della TV, ma non era caritas

che io sentivo sotto la pioggia, bensì eros, eros. Continua a leggere

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POESIA DEL BLACK POWER #1

Sonia Sanchez

LA SOLUZIONE FINALE – PARLANO I CAPI

america.

        terra di lì

                bertà

paese d’immigrati

bianchi

e schiavi

negri, non c’è

qui nessun grosso problema. Continua a leggere

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7 novembre 2017

7 novembre 1917/ E non è finita qui!

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