Storia e memoria-8 marzo 1976

Noi siamo sempre dalla stessa parte, le patriarche si sono vendute e hanno venduto le donne. La lotta alla socialdemocrazia è una priorità

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Edith Piaf- Ça ira

Nella stagione neoliberista che vede la nascita e l’affermarsi dell’ iperborghesia transnazionale con caratteristiche di nuova aristocrazia c’è bisogno di una nuova rivoluzione francese con lo spirito del “ça ira”

Il brano risale al 1790  d’autore anonimo.
Dopo la Marsigliese la più celebre canzone della Rivoluzione Francese soggetta ad un’infinità di varianti e la prediletta dalle donne parigine che la cantavano in coro nelle piazze della rivolta.

Versione della Fête de la Fédération (14 luglio 1790)

” Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus,
On leur fichera la pelle au cul!

V’la trois cents ans qu’ils nous promettent
Qu’on va nous accorder du pain
V’la trois cents ans qu’ils donnent des fêtes
Et qu’ils entretiennent des catins
V’la trois cents ans qu’on nous écrase
Assez de mensonges et de phrases
On ne veut plus mourir de faim

Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus,
On leur fichera la pelle au cul

V’la trois cents ans qu’ils font la guerre
Au son des fifres et des tambours
En nous laissant crever d’misère
Ça n’pouvait pas durer toujours
V’la trois cents ans qu’ils prennent nos hommes
Qu’ils nous traitent comme des bêtes de somme
Ça n’pouvait pas durer toujours

Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus
On leur fichera la pelle au cul

Le châtiment pour vous s’apprête
Car le peuple reprend ses droits
Vous vous êtes bien payé nos têtes
C’en est fini Messieurs les rois
Il n’ faut plus compter sur les nôtres
On va s’offrir maint’nant les vôtres
Car c’est nous qui faisons la loi

Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus
On leur fichera la pelle au cul “

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Napoli/ che cos’è la convivenza civile?

“Napoli, una preside non fa parlare la madre di Davide Bifolco

http://popoffquotidiano.it/2015/12/18/napoli-una-preside-non-fa-parlare-la-madre-di-davide-bifolco/

napoli-davide bifolco
“La mamma di Davide Bifolco, Flora, non ha potuto parlare davanti a un’assemblea studentesca che l’aveva invitata. La preside del liceo Sannazzaro di Napoli è entrata a gamba tesa nelle iniziative della settimana di autogestione degli studenti scagliandosi contro una madre che s’è vista ammazzare un figlio sedicenne nell’episodio al centro di un processo a Napoli.

La motivazione ufficiale è che non c’era un contraddittorio, come se una testimonianza civile dovesse assomigliare al processo in corso o, ancora peggio, alla finta par condicio di un talk show televisivo. A dare la notizia a Popoffquotidiano sono stati gli attivisti di Acad, l’associazione contro gli abusi in divisa che erano lì per presentare le attività dell’associazione. Centinaia di studenti sono visibilmente scossi dal dictat della dirigente scolastica che turba la settimana di attività autogestite minando la credibilità della scuola come luogo di formazione della cittadinanza.”

Questa sopra è la notizia che ci ha spinte ad alcune riflessioni.

Il neoliberismo vorrebbe raccontarci una società basata sulla” convivenza civile” in cui ognuna/o dovrebbe esprimere le proprie idee e convinzioni e tutte/i insieme dovremmo lavorare per il bene dello Stato  “democratico”, per la costruzione di una società “migliore”, più “civile”, più “ricca e accogliente” di quella in cui viviamo.

Vorrebbero farci dimenticare che questa è una società basata sullo sfruttamento, sull’ingiustizia sociale, sulla disperazione della stragrande maggioranza degli esseri umani, qui e nel terzo mondo, una società classista, razzista e sessista.

Per questo hanno la sfrontatezza di pretendere contraddittori tra le parti. Come se si potesse fare un contraddittorio tra oppresso/a ed oppressore, tra sfruttato e sfruttatore, tra lo Stato che agisce impunemente violenza in tutte le sue articolazioni e chi la subisce e tenta di sottrarsi….viene annullata  in questo modo la valenza politica delle lotte che sarebbero dovute quindi all’incapacità dei soggetti di rapportarsi “democraticamente”.

E tutto questo è non solo strumento di demonizzazione di chi tenta di opporsi ora a questo stato di cose, ma è anche un oltraggio per tutte quelle e tutti quelli che hanno lottato e che, oltre ad aver pagato caro il loro impegno, si vedono  equiparare  a chi le ha perseguitate/i e oppresse/i.

E vorrebbero che questo discorso passasse prima di tutto nella scuola che ha a disposizione tutti gli strumenti per essere catena di trasmissione dei valori dominanti.

Vi linkiamo, a proposito di “democraticità”, un interessante articolo di Denys che abbiamo postato tempo fa nella sua rubrica

http://coordinamenta.noblogs.org/post/2014/05/02/ognun-ha-la-sua-opinione/

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Foglio di via da Chiomonte a Giulia e Luca!

Foglio di via da Chiomonte a Giulia e Luca!

fogliodiviaNon si danno pace i guardiani del cantiere Tav dopo le mobilitazioni per l’8 dicembre e la ripresa delle iniziative di contestazione a Chiomonte come in Clarea.
Danno anche fastidio le decine di iniziative che negli ultimi mesi, pensando anche a tutto il periodo estivo, si sono costruite tutt’intorno al cantiere e che continuano a richiedere un ingente e costante presidio “interforze”.
Se quindi in Clarea la polizia militarizza e a Torino i tribunali perseguitano e criminalizzano il movimento, ecco che in questi giorni sono stati notificati fogli di via da Chiomonte a Giulia e Luca, giovani e attivissimi No Tav del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno.
Da sempre in prima fila nelle lotte di questi ultimi anni, viene loro contestato il fatto di essere “promotori” di alcune iniziative a Chiomonte che hanno turbato l’ordine pubblico.
Non viene citato nessun fatto specifico se non questa qualità, noi la definiamo così, di esserci sempre li dove la nostra presenza da fastidio, in quei luoghi che ci appartengono e fanno parte della nostra storia mentre loro con la minaccia e la violenza ce li vorrebbero sottrarre.
Non è un gioco, si sa, ma siamo tranquilli.
Non sarà un foglio di carta a fermare un cuore No Tav!
Solidarietà a Giulia e Luca!
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31 dicembre 2015

31 dicembre 2015

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In ricordo di Gerda Taro

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Con il Liceo Artistico di Porta Romana!!!

firenze

Quando la polizia entra nella scuola è dittatura!

Tutta la nostra solidarietà alle studentesse e agli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana a Firenze!

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Divine………I’m So Beautiful

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=yYNK3ZqreF8

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Cose Nostre a “Il colpo della strega”

Pubblichiamo un interessante ciclo di trasmissioni fatte dalla Consultoria Autogestita a “Il colpo della strega”

Cose Nostre a “Il colpo della strega”/ la trasmissione del collettivo femminista MeDeA

https://consultoriautogestita.wordpress.com/2015/12/13/cose-nostre-a-il-colpo-della-strega-la-trasmissione-del-collettivo-femminista-medea/

Durante il primo ciclo di Cose Nostre il Collettivo MeDeA ci ha ospitate alla trasmissione radiofonica “Il colpo della strega” sulle libere frequenze di Radio Blackout.

il colpo della strega

Ringraziamo le compagne non solo per lo spazio che ci hanno dato, ma anche per gli ulteriori spunti e le riflessioni che sono emerse durante le trasmissioni.

Qui i link per riascoltare i podcast:

Primo incontro/Assenza e presenza del ciclo significati culturali e sociali

Secondo incontro/ Il vissuto corporeo del ciclo

Terzo incontro | Le età in cui il ciclo non c’è. (Disponibile a breve)

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Chiesti 9 anni e mezzo per il compressore bruciato

Chiesti 9 anni e mezzo per il compressore bruciato

http://www.notav.info/post/chiesti-9-anni-e-mezzo-per-il-compressore-bruciato/

merda

9 anni e mezzo, questa è la pena che il procuratore generale Maddalena ha chiesto oggi al Tribunale d’Appello per Chiara, Claudio, Nicolò e Mattia.
Una requisitoria astiosa, sprezzante di tutte le precedenti sentenze ed arrogante, nel voler a tutti i costi far passare una lettura dei fatti che non corrisponde al vero.
Per Maddalena è terrorismo, come per i precedenti pm oggi lasciati alla cattedra perché già usciti con le ossa rotte dai precedenti gradi di giudizio.
E’ terrorismo e chi non lo capisce, secondo lui, è superficiale e non “sa”: non conosce il terrorismo, le Br e i colpi di rivoltella.
Chi non decide di chiudere in galera per 10 anni i No Tav, insomma, sottovaluta le loro personalità criminali e non li prende sul serio.
La campagna mediatica di questo secondo grado di giudizio è iniziata mesi fa, con una procura impegnata sui principali quotidiani locali ad auto-promuoversi paladina della battaglia contro il Movimento No Tav, anche se formalmente presentata come la”difesa della democrazia e dello Stato”.
Molte le citazioni aberranti quest’oggi, viene scomodato pure Renzi per dare una nota di attualità a questa pagliacciata che pare ambientata 40 anni fa (non entriamo nei dettagli tanto la solfa è sempre la stessa, quella recitata da Padalino e Rinaudo in primo grado).
Un Maddalena ostaggio dei suoi fantasmi, gli stessi di Caselli e dei suoi tirapiedi, che vuole l’opera finita anche a costo di continuare ad usare l’esercito e spendere inutilmente troppi soldi che in questo paese servirebbero a ben altro.
E’ la sua battaglia, anzi la loro, e stanno dimostrando di volerla portare a termine nonostante oramai abbiano assunto dei caratteri grotteschi e non siano più credibili, probabilmente neanche in quel loro mondo in cui pensano di rappresentare l’eccellenza.
Ciò che resta, mentre attendiamo la sentenza, è capire alla fine di questa storia chi pagherà il prezzo per la lunga e pesante detenzione che i nostri giovani hanno subito (1 anno di carcere di massima sicurezza), senza dimenticare che sono ancora sottoposti a misure cautelari.
In seguito, quando questa truffa del Tav sarà finalmente fermata, bisognerà capire chi risarcirà il popolo italiano di tutti i soldi spesi inutilmente per quel cantiere, per la polizia a guardia delle reti, per tutta la violenza subita e per quel nostro pezzo di splendida montagna distrutto per sempre.

Di sicuro Maddalena come Caselli (e a ruota tutti gli altri) si godranno le loro pensioni d’oro e non saranno chiamati a rispendere di alcunchè, nonostante tutto…
Venerdì parleranno le difese, lunedì prossimo ci sarà lo spazio per eventuali repliche.

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Venerdì 18 a Luna e le Altre!

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Festa in rosso! Consultoria Autogestita!

festa in rosso

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Il Fantasma del Natale Cazzaro

Il Fantasma del Natale Cazzaro

 di Alessandra Daniele

Esistono due macrocategorie di Cazzari: una sfrutta soprattutto le paure degli elettori, l’altra le speranze. Bastone e carota.
Se l’orripilante Donald Trump è un Cazzaro Bastone, Matteo Renzi è un Carota, un Cazzaro per il tempo di pace, fatto per i meeting festaioli, i summit patinati, le televendite Apple. Infatti in queste cupe settimane è stato l’ombra di se stesso.
Allineato al Capo Carota Obama, è rimasto defilato dal fronte, apparendo sempre più diafano e inconsistente.
La Leopolda di quest’anno è stata un patetico flop.
Samantha Cristoforetti ha rifiutato l’invito perché di vuoto assoluto le è bastato quello dello spazio.
L’intervento di Renzi è stato fiacco, lagnoso, inefficace.
Renzi è scarico, e il clima è irrimediabilmente ostile al suo brand di cazzate, a causa dei venti di guerra e dei miasmi tossici prodotti del marciume strutturale del sistema capitalistico, del quale il salvataggio delle banche truffaldine, compresa quella di papà Boschi, è solo l’esempio italiano più recente.
Infatti, benché le classi dirigenti abbiano la possibilità di farsi le leggi su misura, non riescono a smettere di infrangerle.
L’intero sistema legale e giudiziario è concepito per favorire i loro appetiti, eppure non riescono a fare a meno di delinquere.
Il potere, il denaro, l’impunità che già hanno non gli bastano.
Non gli bastano mai.
Come uno zombie che continua a sbranare carne che non potrà mai digerire, continuano a razziare capitali che non riuscirebbero a spendere in dieci vite, continuano ad accumulare poltrone che non potrebbero occupare con dieci culi.
Non si sazieranno mai, non smetteranno mai di ingozzarsi, non molleranno mai la presa volontariamente.
Continueranno ad atteggiarsi contemporaneamente a sovrani strafottenti e a vittime perseguitate, e a ritenersi indiscutibili, irremovibili, intoccabili per diritto divino.
Invocare il fantasma della Legalità è inutile.
Non c’è verso di sottomettere una classe dirigente corrotta a una legge che può sistematicamente riscrivere, adattandone i limiti alla velocità della sua fuoriserie che accelera di continuo.
Non si può battere il banco con le regole del banco.
Lo stesso apparato che gestisce ogni ulteriore restrizione securitaria delle nostre libertà fondamentali continuerà ad allargare indefinitamente le maglie sui reati finanziari di cui s’abbuffa.
Non c’è nessuna possibilità di rinnovare per via giudiziaria una classe dirigente che, come gli zombie, si riproduce per contagio, corrompendo innanzitutto gli stessi giudici che dovrebbero giudicarla e gli stessi media che dovrebbero denunciarla.
Una classe dirigente che costruisce e manovra la sua stessa presunta opposizione, facendone una canea fascista che si scaglia contro i profughi, e applaude gli sfruttatori.
Non c’è maxiretata, maxinchiesta, maxiprocesso che possa liberarcene, se Tangentopoli ci ha insegnato qualcosa è stato questo. Dalle ceneri di Craxi è nato Berlusconi, dalle ceneri di Berlusconi è nato Renzi, dalle ceneri di Renzi rinascera un altro Cazzaro.
Le classi dirigenti riprodurranno sempre un nuovo garante della loro impunità, fin quando non sarà il sistema economico che gli consente di accumulare potere e ricchezza senza limiti a essere cambiato.

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The Fake

The Fake

http://dumbles.noblogs.org/2015/12/13/the-fake/#more-6083

noisiamoqui370Brindano. Brindano, applaudono, si autoapplaudono e si congratulano per l’accordo sul cambiamento climatico di COP 21.
Lo fanno anche certe associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente alle quali sta a cuore, a nostro avviso, molto più la prima parola che la seconda della loro definizione; basta leggere Cogliati Dezza: presidente di Legambiente il quale si ritiene certo che si va in modo irreversibile verso un futuro libero da fossili e che si pongono le fondamenta per affrontare sul serio la crisi climatica che affligge il pianeta.…. Come se la crisi climatica fosse una malattia da virus alieno… Per favore! Chi si esprime così già suscita poca credibilità; figuriamoci poi quando aggiunge che gli impegni già annunciati alla vigilia della Cop21, secondo le prime valutazioni, se rigorosamente attuati sono sufficienti a ridurre soltanto di un grado circa il trend attuale di crescita delle emissioni di gas-serra, con una traiettoria di aumento della temperatura globale che si attesta verso i 2.7- 3°C” …. e allora? Dove sta la serietà nell’affrontare le afflizioni del pianeta?
Lo sapevamo che COP21 era un gran ciurlare nel manico. Sì.
La dice un po’ più giusta Marica Pierri: COP21 non riduce di 2, aumenta di 3.
Siamo alla frode e al falso;  “It’s a fraud really, a fake…” dice James Hansen: E’ una stronzata dire di avere un obiettivo limite di due gradi e provare a fare un po’ meglio verificando il tutto ogni cinque anni. Sono parole senza valore. Non c’è azione, solo promesse….
La strategia del salame di cui si parlava qui.
Niente di che. Tutto come prima, con un’illusione in più per chi ci crede.
Chi no, continua la lotta.noisiamoqui370aUna foto dalla manifestazione del 12 dicembre a Parigi alla conclusione di COP21

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Il vero volto del “Jobs Act”

Il vero volto del Jobs Act

Daniela Ciampa, 38 anni, era addetta alla mensa scolastica di Nichelino, a Torino, lavorava alla ditta Euroristorazione che gestisce in città un maxi appalto per tre anni da 8 milioni di euro, che l’ha licenziata per aver condiviso sul social network un messaggio che raccontava le lamentele dei genitori che avevano trovato insetti nei cibi dei loro figli.

daniela ciampa

“Mio figlio va a scuola a Nichelino e io pago il servizio. Nel post avevo scritto che neanche a me sarebbe piaciuto mangiare un piatto di polenta con uno scarafaggio. Non ho citato l’Euroristorazione e francamente, visto che il mio profilo ha tutte le restrizioni sulla privacy non capisco nemmeno come abbiano fatto a leggere un mio post». Daniela percepiva uno “stipendio” di 370 euro al mese.

Intanto anche noi vorremmo sapere come e a che titolo la Ditta è potuta entrare  nel suo circuito privato a leggere il post. Naturalmente, la magistratura di Torino, quella tanto impegnata contro i NoTav,  non ravviserà nessun tipo di reato e, naturalmente, il controllo nei confronti di questa lavoratrice sarà considerato “eccezionale”, mentre tutti gli altri…….le tecnologie, guarda caso, funzionano,  ma per ricondurre le condizioni di chi lavora all’ottocento in una società reimpostata sui principi del feudalesimo e impregnata di etica nazista.  Questa è l’essenza dell’ideologia neoliberista. Questo è possibile in Italia grazie agli ascari del PD e ai collaborazionisti della Triplice.

Tutta la nostra solidarietà a Daniela.

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