Sciopero Operaie Youx

Con le operaie della Youx!

Oggi lunedì 29 giugno le operaie della Youx all’interporto di Bologna che hanno denunciato il padrone molestatore e stanno lottando per condizioni di vita e di lavoro che siano degne di questo nome, sono di nuovo scese in sciopero davanti al magazzino 4,2.

Tutta la nostra solidarietà e vicinanza!

Le loro vicende:

http://coordinamenta.noblogs.org/post/2014/06/14/donne-che-si-ribellano-2/

http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/04/04/le-operaie-della-yoox-rilanciano-la-lotta/

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Resistere Esistere Persistere

Da “I Nomi delle Cose” del 24/06/2015

Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe,la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese.

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Resistere Esistere Persistere

(…..)Avevo conosciuto due persone
la ragazza che non sono
il ragazzo che pensavo di non poter essere
ma poi ho deciso di emanciparmi
anche se non esistono centri antiviolenza
per proteggere uno da sè stesso
non esistono, no
la normalità è incoscienza
mi manca e non m’interessa
che l’ultima democrazia si impicchi
con le budella dell’ultimo sociologo
sono ancora vivo
sono ancora qui.

Non sono

Non sono
non sono un’altezza un peso
non sono un sesso, un genere
una casella in un modulo.
Non sono il posto dove vivo. dove sono nato.
non sono tutti quei luoghi dove sono stato,
ma quelli verso cui vado.
Sono il mio vero nome,
quello che mi sono scelto.
Sono i libri di cui amo l’odore,
i film che non oso vedere,
sono ciò che mi imbarazza,
le persone che mi piacciono,
il profumo delle patate nel forno:
le mie battute che non fanno ridere,
ed anche le stupidaggini divertenti.
Sono un milione di piccole cose,
ma evidentemente ognuno sceglie
di vedere il milione di cose
che non sono.

Scrivere viene faticoso e spontaneo

(…..)Le linee rosse cerchiano errori sui fogli e sui polsi,
alcuni si riscrivono, si cicatrizzano, altri cascano nei pozzi
ma se è quello dei desideri o dei sogni irrealizzabili
si può scoprire soltanto a posteriori:
tutto questo pare sia una reazione chimica
fra fogli bianchi penne e neurotrasmettitori.
Non voglio non voglio non voglio schiattare in corpo
di cirrosi empatica
che ormai mi alzo alle cinque del pomeriggio
passando la notte insonne a lacerare la s/volta celeste
con una catenina elettrizzante di fili di cotone
e se mi sveglio la mattina vado a intingere la penna
nella rugiada dei segnali stradali
che ormai ho finito pure l’inchiostro antipatico
che ormai i castelli per aria li voglio in calcestruzzo
che ne ho abbastanza della liberale tolleranza
di incrinarmi le costole.
Ri/parto da me senza biglietto e fogli di via
con una valigia di tetrapak e un profumo da discount.
Non ci sarà nessuno a salutarmi e nemmeno io,
viaggerò seduto sul sedile posteriore
a disegnare sulla condensa del finestrino.
Non aspettatemi.

L’autostima è una truffa da telemarketing

Ho paura.
E schifo gli eterni coraggiosi.
Perché ho paura persino
di fare una carezza.
Di uscire fuori dal portone del palazzo.
Delle grate sui marciapiedi.
Degli insetti.
Quando porto le chiappe in piazza
ho paura che i sassi lanciati
mi ritornino dritti in fronte.
Non ricordo mai i nomi.
In mezzo a tutti quelli dai discorsi grandi
ho paura di sbagliare teorie e congiuntivi.
Quando sono emozionato balbetto.
i migliori saranno anche folli,
ma io mi sento soltanto pazzo
senza nessun particolare talento.
Non sopporto le anime belle
con le vite di cristallo
che poi sono vetri sotto i piedi
ficcati nella carne.
M’innamoro degli sconosciuti
per poi scartarli quando li conosco meglio.
Non ho mai messo le corna a nessuno
in compenso tradisco le aspettative.
Dentro e fuori questa stanza
non c’è altro che tempesta
e l’autostima è un’enorme truffa
da telemarketing.

Denis/Frantic

https://effettofarfalla.noblogs.org/tag/solipsismo-esistenzialista/

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Podcast della trasmissione del 24/06/2015

Questa è l’ultima trasmissione dell’anno politico, ci risentiremo  il primo mercoledì di ottobre, ma nel frattempo rimanderemo per macro argomenti alcune sintesi di quello che abbiamo trattato in questi mesi.

“I Nomi delle Cose”

Puntata del 24/06/2015

“ Jade Helm”

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“Resistere esistere persistere/ Jade Helm ovvero come farci diventare tutt* delator*, collaborazionist* e spie/ Poveri e povertà/ Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe/A proposito di me”

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Podcast della Parentesi del 24/06/2015

La Parentesi di Elisabetta del 24/06/2015

” Pover* e povertà “

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Qui è un inferno!

Lettera delle detenute di Pozzuoli: qui è un inferno!

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Pubblichiamo una lettera che denuncia le condizioni disumane e le continue vessazioni a cui sono quotidianamente sottoposte le detenute del carcere femminile di Pozzuoli. La lettera, scritta da una detenuta, è stata recapitata ai compagni e alle compagne della Mensa Occupata di Napoli.

Sono una detenuta di Pozzuoli e vi scrivo anche da parte di tutte le detenute di questo carcere, anche se nessuno di noi può firmare, se no subito ci puniscono e non ci pensano su una volta a metterci in isolamento, che è una stanza che puoi fare solo i bisogni personali e non stare a contatto con nessuno.
Per prima cosa vogliamo che voi sappiate che tutte le lettere che vi mandiamo gli assistenti non ve le fanno arrivare per paura che noi vi scriviamo come siamo trattate qua dentro, e anche quando venite qua fuori non ci consentono di parlare né con voi né con i nostri familiari, nemmeno per salutarli, se no subito fanno abuso di potere incominciando a metterci i rapporti. Si perché in questo “inferno” che noi viviamo, andiamo avanti solo con le minacce dei rapporti, anche per una sigaretta, che è l’ultima cosa che ci è rimasta qua dentro, in questo inferno che è così facile ad entrare, ma così difficile ad uscire. Continua a leggere

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La Parentesi di Elisabetta del 24/06/2015

“Pover* e povertà”

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Nella tradizione cristiana che tanta parte ha avuto nella storia dell’Europa e di questo paese, la chiesa rifacendosi alla frase riportata nel vangelo, quella che dice “è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco vada in paradiso”, ha prestato molta attenzione ai poveri assolvendo, però, un ruolo di assopimento della loro voglia di lotta e della loro capacità di riscatto con una cultura che teorizzava che le povere e  i poveri avrebbero avuto il premio per le pene e le miserie di questa vita in quella dopo la morte.

Non solo, ma facendo proprie le teorie di Tommaso d’Aquino secondo cui ci si salva attraverso le opere, invitava i ricchi e i potenti a fare elemosina per guadagnare il paradiso. Così il cerchio era chiuso, i poveri accettavano la loro condizione e i ricchi e i potenti si mettevano a posto la coscienza.

Il tutto veniva fatto rientrare nell’ordine naturale delle cose.

La rivoluzione d’ottobre ha scompaginato questa impostazione quando il comunismo si è fatto potere. Attese millenaristiche e catartiche c’erano sempre state, ma la novità rappresentata dalla rivoluzione bolscevica è stata enorme, queste attese, per dirla come la chiesa cattolica, si sono fatte carne e sangue.

La condizione delle classi subalterne entra prepotentemente nello scenario della storia e della politica.

Il capitalismo adotta la soluzione socialdemocratica, comincia a parlare di guerra alla povertà, prospetta soluzioni riformatrici gradualistiche. Viene propagandato l’ immaginario di un progresso lento ma ineluttabile, un continuo miglioramento delle condizioni dei poveri e dei subalterni/e. Ma è dalle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici che  vengono a cascata i contratti nazionali di lavoro, lo stato sociale e la sanità e l’istruzione pubbliche…..

Anche in campo internazionale il vento del comunismo e il rifiuto della cultura colonialista portano le lotte di liberazione nazionale. Quando i paesi affrancati dal colonialismo si trovano a fare i conti con una popolazione impoverita  dalla predazione coloniale, viene coniata la teoria del  “desarrollo”, l’equivalente delle teorie socialdemocratiche nostrane applicate ai paesi del terzo mondo che avrebbero potuto così godere di un miglioramento delle condizioni economiche e di un continuo progresso.

Il neoliberismo, l’attuale ideologia vincente, con la complicità della sinistra riformista e socialdemocratica che ha cambiato pelle ed è diventata destra moderna, ha rimosso dall’immaginario l’idea di comunismo e di libertà.

La povertà, quindi, non è più un crimine perpetrato dalla società, ma una colpa dei poveri. Viene introdotto un approccio che può essere definito  “razzismo di classe” nei paesi occidentali con un ritorno all’equazione ottocentesca  poveri uguale delinquenti, quartieri popolari uguale sentine di ogni bruttura.

Il ritorno all’ottocento è uno dei tratti caratteristici della società neoliberista..

Allo stesso tempo, nei paesi del terzo mondo, l’ ”uomo bianco” ha la pretesa, come nell’ottocento, di emancipare quei popoli, che non sarebbero in grado di gestirsi da soli, naturalmente per colpa loro, perché brutti, sporchi, cattivi e ignoranti.

Da qui le così dette  “guerre umanitarie” che altro non sono se non neocolonialismo.

E’ il ritorno alla cultura protestante, che non a caso coincide con l’ascesa politica della borghesia:  la ricchezza è il segno della benevolenza di dio. Concetto che tradotto in termini laici significa che si è ricchi perché si è più intelligenti e capaci.

Infatti ora, nella stagione neoliberista, una porzione della borghesia, quella transnazionale, si pone come aristocrazia e ha sostituito Versailles con Washington.

E’ il trionfo dell’innatismo e dell’idealismo, si è quello che si è per nascita e non per le vicende economiche, storiche, politiche e sociali.

La povertà è una colpa e la ricchezza è un merito. Omettendo completamente che i ricchi, quelli che ce l’hanno fatta, sono spesso i più corrotti, i più servili, i delatori, quelli senza scrupoli, e, a livello di nazioni, sono quelle che seminano morte  e distruzione quando non arrivano a veri e propri genocidi.

Teorizzare che essere ricchi e potenti è per meriti propri non è altro che la trasposizione della lettura religiosa che quello che accade l’ha  voluto dio, omettendo le dinamiche sociali ed economiche e dimenticando, altresì, che per diventare ricchi e potenti si sdoganano e si materializzano gli aspetti peggiori dell’essere umano.

In questo si realizza l’etica nazista del suprematismo di razza e di classe che, infatti è un’altra delle caratteristiche precipue del neoliberismo.

Il neoliberismo nel suo dipanarsi e nel suo realizzarsi, ha suscitato in maniera chiara e compiuta la necessità di un progetto di rottura rivoluzionaria per  i paesi occidentali e per i popoli del terzo mondo, progetto a cui noi, come femministe materialiste, intendiamo dare tutto il nostro apporto nella consapevolezza che non ci sono altre strade percorribili.

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Rubis di màz!

Rubis di màz!

http://dumbles.noblogs.org/2015/06/24/rubis-di-maz/#more-5964

OGM-e-cose-che-fanno-specie14E’ un’esclamazione friulana; sta per “cose da pazzi” o qualcosa del genere.
Torniamo a parlare di ogm di cui faremmo volentieri a meno, ma le ultime cose sono proprio lì, tra il paradossale e il demenziale…
Una è la soluzione, piuttosto arzigogolata e complicata per tenere sotto controllo gli ogm attraverso una tecnica che permette di eliminare -a comando- o in determinate variazioni ambientali, le sequenze di DNA inserite. Serve, per prima cosa, per proteggere il segreto industriale per le modifiche coperte da brevetto e poi, potrebbe servire ad evitare problemi in caso di rilascio accidentale nell’ambiente. Una specie di ogm a scomparsa insomma… gjave e mèt, in friulano.
Ecco, neanche presentato il progetto, già sarebbe stata utile la sua applicazione.
Accade infatti che in Francia, l’agnello di nome Rubis ingegnerizzato presso l’INRA (Institut national de recherche agronomique) con la green fluorescent protein (GFP) propria di alcune meduse, al fine di rendere la sua pelle fluorescente, per, non si è capito quale errore, è finito nel macello degli agnelli “normali” e la sua carne venduta in una “normale” macelleria.
Sì, mangiare carne è triste, ma questa storia è ancora più triste…. al punto che fa perfino meno impressione il Fidenato redivivo che oggi ricompare sulla stampa con un’altro stratagemma. Questo giro, lui e il suo consulente scientifico Taboga, si sono infilati nella scia di AMIGA il progetto di ricerca europeo sull’impatto ambientale delle piante gm e perciò, sempre i campi di Colloredo di Montealbano diventano il sito in campo aperto dei compiti a casa.
Poi, infine, c’è anche un po’ di positivo: sono stati assolti gli attivisti di Greenpeace che nel 2010 avevano interferito con la semina di ogm a Vivaro. Viva!

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Palinsesto del 24/06/2015

ANNO III-2014/2015 I NOMI DELLE COSE la trasmissione della Coordinamenta femminista e lesbica tutti i mercoledì dalle 20.00 alle 21.00 sugli 87.9 di Radio Onda Rossa

Questa è l’ultima trasmissione dell’anno politico, ci risentiremo  il primo mercoledì di ottobre, ma nel frattempo rimanderemo per macro argomenti alcune sintesi di quello che abbiamo trattato in questi mesi.

riprendiamocilestate-adesivoE con l’estate ricomincia E’-STREET” ovvero la nostra estate, perché il nostro tempo è troppo prezioso perché ne facciano un altro profitto!!

 

PALINSESTO di mercoledì 24 giugno 2015

ore 20.00 Apertura
“Resistere esistere persistere.” Denis/Frantic

 

ore 20.10 Attualità femminista
” Jade Helm ovvero come farci diventare tutt*
delator*, collaborazionist* e spie””

jade helm 1

ore 20.30 La Parentesi di Elisabetta ” Poveri e povertà”

ore 20.35 Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe“A proposito di me”

 
Ciao a tutte,le coordinamente coordinamenta@autistiche.org
per riascoltarci e per leggere i documenti http://coordinamenta.noblogs.org
per ascoltarci in streaming www.ondarossa.info cliccando “ascolta la diretta”

 

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28 giugno Marcia NOTAV

 28 giugno Marcia NOTAV: Al cantiere tutt* assieme!

http://www.notav.info/post/286-marcia-notav-al-cantiere-tutti-assieme/

http://www.notav.info/wp-content/uploads/2015/06/mani28-6.jpg

Con un solo metro di Tav si potrebbero comprare 3 ambulanze nuove, con 100 metri di Tav si potrebbero mettere in sicurezza decine di scuole, con meno di un chilometro di Tav il reparto maternità di Susa non solo non chiuderebbe ma potrebbe essere potenziato l’intero ospedale.

Bastano questi numeri per motivare l’iniziativa di domenica 28 Giugno a Chiomonte.

Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale: da un lato i governanti tagliano servizi sociali fondamentali come la sanità (in Valle lo sappiamo bene), o la scuola, con l’ennesima riforma che va a colpire il corpo insegnati e di conseguenza i nostri figli che avranno una formazione scolastica-sempre più-approssimativa.

Dall’altro ci troviamo un cantiere divoratore di soldi pubblici per un’opera la cui inutilità è sotto gli occhi di tutti, confermata poche settimane fa dai dati sul traffico merci. (Cfr Alpinfo 2013, maggio 2015)

Abbiamo il diritto/dovere di fermare questa voragine mangiasoldi e chiedere di dirottare quelle risorse dove servono veramente: tenere aperti e potenziare gli ospedali; garantire un istruzione per tutti in scuole sicure; mettere in sicurezza un territorio sempre più fragile. Richieste di buon senso che troppo spesso si scontrano con politici e affaristi senza scrupoli.

E allora è fondamentale farci sentire ancora e ancora.
Alla moda nostra. Con determinazione e fantasia.
Domenica 28 a Chiomonte non si può mancare.
Non si tratta di difendere solo il nostro territorio da uno scempio ambientale, ma di difendere quello che è il futuro di tutti: nostro e dei nostri figli.
Abbiamo sempre detto che fermarlo è possibile, ma possiamo farlo solo se saremo tanti e uniti.

APPUNTAMENTO AL PIAZZALE DEL FORTE DI EXILLES ORE 10 – SI PRANZA AL SACCO!

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Giovedì 25 giugno

Giovedì 25 giugno, ore 16, presso la biblioteca Vaccheria Nardi, Via Grotta di Gregna, 37, a 200 metri dalla fermata metro B  S.Maria del Soccorso, incontro “Cultura, memoria, e cibo di pace”.

Per Aleppo e per la pace

Cultura, memoria e cibo di pace con il pensiero rivolto ad Aleppo 

Incontro con Marinella Correggia autrice del libro ‘El presidente de la paz’ (Sankara ed. 2015 – il libro è in italiano malgrado il titolo), premio Trisol del Alba 2014. Il ricavato della vendita del libro (7 euro è il prezzo) è interamente devoluto a progetti umanitari ad Aleppo (Siria).

Oltre a letture storiche in tema di guerra e pace, in questo anno pieno di anniversari, saranno discussi i contenuti del libro (ruolo attivo contro le guerre imperialiste, solidarietà con l’Africa, ecologia di giustizia), e saranno descritti i progetti sostenuti. Un’occasione per riflettere su cosa fare contro i conflitti. 

INGRESSO LIBERO. Degustazione gratuita di veg-assaggi.

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di Alessandra Daniele

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Cari estinti

Cari estinti

http://dumbles.noblogs.org/2015/06/22/cari-estinti/#more-5957

ecofemminismo14Lo spiega bene Maria Rita D’Orsogna che stiamo entrando in una nuova era di estinzioni di massa, in cui le specie viventi si estinguono ad un tasso che è cento volte superiore al normale.
Lo spiega riprendendo uno studio appena pubblicato su Science Advances. Sappiamo così che siamo gli spettatori privilegiati di un evento del calibro di quelli che sulla terra non si vedevano da almeno 65 milioni di anni. Non è un bel vedere; ma è comunque bene sapere che il il tasso medio di perdita di specie di vertebrati nel corso dell’ultimo secolo è fino a 114 volte superiore al tasso di fondo; nei secoli precedenti le specie che si sono estinte ci hanno messo fra gli 800 e i 10.000 anni per scomparire… Ora, questo avviene in tempi molto minori e le cause le sappiamo: come ricorda D’Orsogna sono l’arrivo di specie invasive, la perdita di terreno a causa di cementificazione, agricoltura intensiva, deforestazione, emissioni di CO2, cambiamenti climatici e l’introduzione di tossine in atmosfera che alterano ed avvelenano gli ecosistemi.
Ma sì, le sanno anche i bambini; …che cosa ci manca ancora dopo il papa ecologo?
… la buffonata degli Stati Generali sul Clima e di Renzi che propone un semestre fertile, un semestre felix, fecondo: il patto è quello di riuscire per una volta a fare” del tema del clima “non più un elemento di divisione ma tentare di utilizzare la sensibilità di questo Governo, non per discutere al nostro interno ma, per portare la voce dell’Italia a tutti i livelli in un pianeta che ne ha bisogno…. Risata generale… Oggi l’Italia sblocca alle esplorazioni per il petrolio, con la tecnica air-gun, oltre 3 milioni di ettari di mare Adriatico. Effetto del decreto “Sblocca Trivelle” e dello stralcio  dalla legge sugli ecoreati voluto dal Ministro Galletti che è quello che in giugno ha firmato la bellezza di dieci decreti di VIA per ricerche petrolifere in Adriatico.
Continuate così che andiamo benissimo.

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Solidarietà ad Alexandra Liberi

Solidarietà ad Alexandra Liberi,sindacalista arrestata all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, messa in cella di sicurezza in attesa di essere espulsa dal governo israeliano.

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Sabato 4 Luglio al CIE di Ponte Galeria

SABATO 4 LUGLIO
Presidio al CIE di Ponte Galeria
in solidarietà con le persone recluse nel lager per migranti

Durante l’ultimo predidio solidale, le persone recluse hanno risposto
con grida e battiture, tentando di salire sul tetto per protestare e, in
un caso, per conquistarsi la libertà con la fuga.
Le proteste collettive sono continuate per due giorni.

Il tempo massimo di reclusione nei CIE è passato da 18 a 3 mesi.
Andare ogni mese davanti quelle mura significa alimentare le relazioni
tra dentro e fuori e non far sentire solo/a chi resiste alle espulsioni.

Corrispondenza dal femminile del CIE dai microfoni di Radio OndaRossa
http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/corrispondenza-dal-femminile-del-cie-ponte-galeria

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Ore 17 – Appuntamento a Stazione Ostiense per andare insieme al presidio

Ore 18 – Presidio davanti al CIE (Stazione Fiera di Roma del treno per
Fiumicino aeroporto)

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20 giugno: Non ci scusiamo per il masturbo!

#20giugno: Non ci scusiamo per il masturbo!

Oggi, 20 giugno, mentre piazza San Giovanni si riempie di esaltati catto-fascisti che pretendono di scegliere al nostro posto come dobbiamo vivere, e qual è la giusta morale, noi siamo andat* a far visita in alcune ‘Case del Signore’ (che di immobili ne possiede parecchi) a portare un po’ di colore e a ribadire che nonostante retrogradi e censori, preti e oppressori, noi facciamo come ci pare!

Abbiamo visitato anche  una chiesa a Torpignattara, nei dintorni della quale, qualche giorno fa, due ragazzi gay sono stati aggrediti mentre tornavano dal Pride.

NON CI SCUSIAMO PER IL MA-STURBO!

OMO-LESBO-TRANSFOBIA DALLE STRADE LA SPAZZEREMO VIA

LIBER* TUTT*

nonci

In principio fu il rosa e l’azzurro.

Alle femmine il rosa e ai maschi l’azzurro. Alle femmine i mestolini, le barbie e i bambolotti; ai maschi pistole, macchinine e attrezzi da meccanico. Per farl* crescere con il giusto posizionamento: le donne a ramazzare, fare i tortelli e i lavori di cura; gli uomini a dominare, comandare, decidere e portare i soldi a casa.

Poi abbiamo deciso che ci si può anche non sentire a proprio agio con il sesso biologico e il ruolo che ci è capitato.

E quindi lottiamo per la libertà di scegliere: chi essere, come essere, quale percorso intraprendere per inventare la propria favolosità.

Tutto questo si scontra con la cultura eteronormata e creazionista che ci vuole ben divis* per ruoli e mansioni:  azzurro e rosa,  macchinine e mestolini. Non può esistere un maschio che gioca con le bambole o una bambina che vuole essere una perfetta meccanica.meno

L’ultima invenzione per contrastare la libertà di scelta e l’autodeterminazione dei nostri corpi è la fantomatica “Ideologia del Gender”, secondo la quale Unione Europea e comunità lgbtiq si sarebbero coalizzate per “somministrare ormoni alle/i bimbi per farli diventare gay”.

Secondo le menti geniali dei movimenti anti-Gender (?!), stiamo complottando per far diventare tutt* froc*, bambin* compres*.

Che piano diabolico!

Allora. Partiamo dalle basi.

Voi credete che per il bene dell’umanità un tizio è stato crocifisso – con scarsi risultati per altro, vista la merda che ci circonda.

Noi crediamo nella libertà di scelta sul proprio corpo, quindi se ti fa godere un chiodo piantato sul palmo, fallo pure bellezza, ma fallo solo per il tuo piacere!

Voi credete ad una vergine, inseminata da dio e che ha avuto notizia della sua gravidanza da un arcangelo.20150619_111358-2

Noi crediamo nella sessualità libera e consapevole, nell’utilizzo dei contraccettivi femminili e maschili per contrastare le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze non desiderate. E siamo per la libertà di scelta senza se e senza ma: aborto libero e gratuito!

Voi credete nel paradiso e nell’inferno.

Noi crediamo nella realtà di tutti i giorni, dove vogliamo essere liber* di amare, baciare, scopare ed essere chi vogliamo noi.

Voi volete costringere bambini e bambine a crescere in base al sesso biologico, opprimendoli solo tra due colori, il rosa e l’azzurro, e reprimendoli in due ruoli: quello del maschio dominante che porta i pantaloni in casa e quello della donna sottomessa alla famiglia e assoggettata ai lavori di cura.

Noi vogliamo che tutt* crescano liberi di essere ciò che vogliono, senza ruoli predeterminati, senza pregiudizi né stereotipi. Che nessuna omo-lesbo-transfobia venga legittimata e che il sessismo venga combattuto fin dalla più tenera età.

Insomma: voi vorreste dettare le regole e determinare chi siamo e cosa dovremmo volere.

Noi lottiamo per l’autodeterminazione dei corpi e dei desideri e per la libertà di scelta.

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