Venerdì 26 giugno ore 8/Difendiamo il 22!!

Lunga e buona vita agli spazi femministi e lesbici!

141188-22.jpgSono 5 anni che resistiamo ai tentativi di accesso alla sede femminista e lesbica di Via dei Volsci 22 , e il prossimo venerdì 26 giugno sarà molto importante essere in tante!

La situazione infatti in via è cambiata: il civico 24 dopo essere stato indebitamente assegnato per attività artistiche ad una persona , è stato ora venduto all’asta, mentre i civici 26 e 28, dopo aver concesso l’accesso ai locali nel 2010, sono stati sigillati dalla questura di Roma in esecuzione del procedimento di reintegro in possesso.

Il 22 ha sempre negato all’ufficiale giudiziario e alle varie figure che si sono presentate nel tempo, la possibilità di accedere ai locali per poter prendere quelle misure necessarie all’esecuzione di un’asta pubblica.

Per questo crediamo che aver fissato la data del 26 giugno a soli 15 giorni del precedente rinvio, sia un segnale di voler eseguire l’accesso.

Per questo chiediamo che dalle 8 di venerdì 26 giugno in tante ci raggiungiate davanti al 22 per resistere all’ennesimo tentativo di accesso.

In questo tempo abbiamo sempre affermato che l’attacco alle sedi di Via dei Volsci era inscritto dentro al più largo processo di commercializzazione e normalizzazione del quartiere di San Lorenzo, come di altri quartieri-divertimentifici. Un processo che in maniera più generale ha sancito la quasi impossibilità a Roma di riappropriarsi di spazi per autorganizzare le lotte.

Aprire e difendere spazi nei quali incontrarsi, confrontarsi, condividere, rimane per noi prioritario alla costruzione di percorsi di autonomia delle donne, per prendere forza insieme e mettere in campo azioni contro ogni forma di violenza maschile su donne e lesbiche.

In questi spazi, che a Roma sono pochi e in diverso modo sotto attacco, transitano corpi, pensieri e idee, si sviluppano relazioni e azioni politiche a partire dai vissuti quotidiani delle donne, si produce solidarietà e liberazione dei corpi dai violenti apparati etero normativi: il 22 rappresenta un pezzetto di questa lotta.

Una lotta – quella di difesa degli spazi di donne, femministe e lesbiche – che in questa città crediamo necessaria per contrastare la violenza patriarcale che si esprime anche ricacciando le donne in una condizione di isolamento.

Con questa spinta abbiamo resistito in questi anni e continueremo a resistere

Gli spazi di lotta di donne, femministe e lesbiche non si toccano e si difendono con la lotta!

Venerdì 26 giugno ore 8 tutte al 22!

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Podcast della trasmissione del 17/06/2015

cervello“I Nomi delle Cose”

Puntata del 17/06/2015

“Il nostro destino è segnato?”

ricchi e poveri

” Bambine, bambini e la selezione di genere e di classe/Le nuove frontiere del neoliberismo/ Putin/La comunicazione

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Podcast della Parentesi del 17/06/2014

La Parentesi di Elisabetta del 17/06/2015

” Putin “

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La Parentesi di Elisabetta del 17/06/2015

“Putin”

bilderberg

Putin, prendendo a pretesto l’Expò, ha fatto una visita di un giorno in Italia. A Milano ha detto che le sanzioni economiche nei confronti del suo paese provocano danni enormi all’economia italiana e in particolare al comparto agro .alimentare, cioè ha ricordato quello che tutti già sanno, che l’Italia subisce un grave danno economico ed occupazionale per le limitazioni nei confronti della Russia imposte dagli Usa, limitazioni a cui l’Italia con la scusa dell’appartenenza all’Unione Europea, ha aderito.
In un’ intervista a due giornalisti del Corriere della Sera ha altresì ricordato quello che tutti già sanno e volutamente omettono o fanno finta di dimenticare cioè che gli Stati Uniti hanno ufficialmente trecento basi all’estero e duecento agenzie di informazione e investono per la spesa militare da soli più di tutti i paesi del mondo messi insieme. Naturalmente queste sono le cifre ufficiali.
Putin, poi, è venuto a Roma e ha incontrato il papa per ribadire che la Russia vuole e persegue la pace. Ha pensato che fosse la visita in Vaticano l’occasione giusta per dare risalto a questa aspirazione.
La scelta dell’interlocutore potrebbe anche essere stata indovinata perché Francesco I, finora, ricorda Benedetto XV, il papa della prima guerra mondiale che lanciò invano tanti moniti e appelli per la pace.
Però, Putin, un errore sicuramente l’ha fatto. Aveva il ricordo di un’Italia che, pur nell’ambito dell’alleanza atlantica, manteneva dei margini di autonomia che si esprimevano in un ruolo privilegiato nei confronti del mondo arabo e delle ex colonie. Ma non ha tenuto conto del fatto che tutto questo è finito. L’Italia da paese a sovranità limitata è diventata una colonia. Le recenti vicende libiche ne sono una manifesta dimostrazione.
La sera, a Fiumicino, in partenza per Mosca, ha voluto incontrare Berlusconi, ricordando, a chi ha la memoria corta, che le disgrazie dell’ex primo ministro italiano sono dovute essenzialmente a quei margini di autonomia e di asimmetria che erano nel solco della politica economica ed estera democristiana.
Berlusconi è stato mandato ai servizi sociali, Blatter è stato costretto a dare le dimissioni, Strauss Kahn ha dovuto lasciare l’FMI ed è stato assolto dopo diversi anni dall’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Il quadro geopolitico è completamente cambiato, gli Stati Uniti perseguono una politica di potenza imperialista unipolare, si pongono come Stato del capitale ed ammettono solo potenze imperiali regionali, comunque subordinate in modo piramidale all’impero statunitense, situazione che assume tinte fosche e drammatiche perché negli Usa comandano le multinazionali, le istituzioni politiche sono loro subordinate, eseguono le loro direttive e usano le articolazioni dello Stato come braccio esecutivo delle loro mire e progetti.
Questo è il senso dell’aggressione alla Jugoslavia, all’Iraq, alla Libia ed ancora alla Siria e all’Ucraina.
A proposito di quest’ultima, molte uccisioni in piazza sono state fatte scientemente da agenti statunitensi come quelle d’altro canto in Lituania di cui si hanno adesso le prove. Sempre in Ucraina, al governo ci sono i nazisti e i fantocci filo americani si prestano ad ogni provocazione, come del resto i dirigenti delle repubbliche baltiche.
Le multinazionali anglo-americane hanno la pretesa di voler trasformare la Russia in una colonia a cui predare le ricchezze naturali e la Cina in una grande fabbrica e in un mercato aperto alla loro espansione e hanno messo in preventivo una guerra mondiale.
Un conflitto internazionale è nella natura autoespansiva del capitale.
Le preoccupazioni rispetto a questo scenario sono lecite e non si rimuovono prendendolo alla leggera, liquidandolo come complottista e catastrofista e tanto meno mettendo la testa sotto la sabbia.
E’ necessario, prima di tutto fare chiarezza fra noi.
Tutti/e quelli/e che, ancora, in nome di principi tanto nobili quanto astratti, confondono l’aggredito con l’aggressore, parlano di rivoluzioni popolari là dove non ce ne sono e si accodano alla strategia statunitense, oggi non possono più accampare scuse.
Il gioco è scoperto e di facile lettura, e quindi non sono più utili idioti, ma altro, qualche cosa di peggio.
E’ necessario sconfiggere politicamente il PD che ha il compito di naturalizzare il neoliberismo in Italia ed è il terminale degli interessi delle multinazionali anglo-americane ed è il riferimento dei circoli atlantici.
Vediamo di uscire dalla Nato e non per motivi ideologici, non solo perché non vogliamo essere complici dei crimini che questa compie in tutto il mondo, ma anche e soprattutto perché in un eventuale conflitto mondiale il paese che pagherà di più in termini umani e ambientali sarà proprio l’Italia.

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L’embargo occidentale alla Siria

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L’embargo occidentale alla Siria: inumano e illegale.

di Marinella Correggia
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2991
Qualcuno ricorda i 500.000 bambini morti a causa dell’embargo all’Iraq, durato dodici anni, vero ponte di fame fra due guerre?

La Siria, moribonda dopo 4 anni di guerra fomentata da paesi occidentali e monarchie del Golfo – che hanno la responsabilità collaterale di aver alimentato Daesh, l’Isis -, è soggetta a un embargo spacciato per “sanzioni a personaggi del regime”.

Sta circolando in Germania un appello-denuncia al governo tedesco: “Basta affamare il popolo siriano. Sì alla pace”. Il documento riprende il contenuto delle sanzioni, che si può leggere consultando il factsheet dell’Ue “The European Union and Syria” (doc. 131018/01 del  5 febbraio 2015). Le sanzioni, sulla base del Regolamento 878/2011, sono applicate non solo al territorio dell’Unione ma a qualunque ente o cittadino europeo anche fuori dell’Unione. Fra queste: embargo sul greggio e sui prodotti petroliferi compreso il trasporto; divieto di assistenza tecnica, assicurazione e credito, trasferimento tecnologico; divieto di esportazione di prodotti cosiddetti dual use (anche una falce); congelamento dei beni della Banca centrale siriana e di 53 società e divieto di rendere disponibili fondi e risorse economiche; divieto di qualunque credito o contributo; divieto per le banche europee di aprire conti o uffici in Siria; divieto di esportazione in Siria di carburante per aerei; divieto di qualunque sostegno commerciale a lungo termine, per esempio crediti all’export, garanzie e assicurazione; sanzioni specifiche rispetto a membri del governo e loro alleati (rafforzate in marzo 2015); divieto di trasferimento di tecnologia e software. Uno dei tanti effetti pratici di questo embargo è che, ad esempio, è impossibile inviare denaro a missionari ad Aleppo per l’assistenza alla popolazione, se non passando attraverso i loro corrispondenti in Libano che poi consegneranno il denaro in Siria brevi manu… In questo modo l’agricoltura, l’industria, l’artigianato sono gravemente danneggiati. Il costo dei generi alimentari è raddoppiato. Il prodotto interno lordo è diminuito del 60%. Quasi il 65% dei siriani vive ormai in stato di povertà estrema.

Parallelamente,  già dal 2012 le sanzioni petrolifere sono state rimosse in riferimento alle aree controllate dall’opposizione armata e jihadista, allo scopo di fornire risorse economiche alle cosiddette “forze rivoluzionarie e dell’opposizione”. Con il risultato di finanziare gruppi come Jabhat al Nusra e poi l’Isis; inoltre secondo denunce provenienti dalla stessa Ue, alcuni paesi europei sarebbero fra i principali acquirenti del petrolio rubato dall’Isis-Daesh dalle raffinerie in Siria e Iraq.

Ma c’è di più: si potrebbero applicare alle sanzioni alla Siria gli stessi dubbi di legittimità che un articolo del Sole 24 ore del 19 ottobre 2014 sollevava a proposito delle sanzioni alla Russia.  Le une e le altre non hanno il consenso dell’Onu. E l’Unione europea non ha un mandato analogo  quello dell’Onu per le questioni relative al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Dunque, oltre che inique, sarebbero anche illegittime e illegali?

L’appello-denuncia suindicato chiede al governo tedesco di rimuovere l’embargo alla Siria, ristabilire le relazioni diplomatiche, rispettare la sovranità del paese, assumere un ruolo di intermediazione nel conflitto per ristabilire la pace, e aiutare la ricostruzione.

Una campagna che andrebbe ripresa in tutti i paesi europei. In Italia i pochi gruppi che hanno chiesto al governo ragione di questa politica anti-umana non hanno finora avuto nessuna risposta..

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Palinsesto del 17/06/2015

ANNO III-2014/2015 I NOMI DELLE COSE la trasmissione della Coordinamenta femminista e lesbica tutti i mercoledì dalle 20.00 alle 21.00 sugli 87.9 di Radio Onda Rossa

PALINSESTO di mercoledì 17 giugno 2015
.ore 20.00 Apertura

I bambini non sono innocenti,
sono imputati in attesa di giudizio.
I bambini vengono al mondo già colpevoli
nel misfatto di non essere nati
a immagine e somiglianza
delle illusioni.” Denis/Frantic
ore 20.10 Attualità femminista
” Bambine, bambini e la selezione di genere e di classe.
Le nuove frontiere del neoliberismo 

girotondo 1
ore 20.30 La Parentesi di Elisabetta ” Putin”
ore 20.35 Approfondimento
“La comunicazione

Ciao a tutte,le coordinamente coordinamenta@autistiche.org
per riascoltarci e per leggere i documenti http://coordinamenta.noblogs.org
per ascoltarci in streaming www.ondarossa.info cliccando “ascolta la diretta”
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Non in mio nome

NOT IN MY NAME. Sulla vicenda della violenza sessuale avvenuta alle palazzine ollimpiche ex-Moi a Torino
12.06.2015 -⁠ Collettivo Altereva -⁠ Torino

Nella giornata dell’11 giugno abbiamo appreso dello stupro subito da una
donna da parte di tre uomini, poi identificati tra gli occupanti delle
palazzine olimpiche dell’Ex Moi.

*Come donne, che lavorano e lottano tutti i giorni contro discriminazioni,
molestie, abusi, vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla vittima di
questa terribile ed inaccettabile violenza.*
Il mondo in cui viviamo, il paese in cui viviamo, è pervaso da una cultura
patriarcale in cui la violenza sulle donne è ancora un fatto sociale, una
realtà quotidiana giustificata dall’omertà di una società che non ha ancora
assunto come propria, in maniera diffusa e consapevole, la lotta alla
violenza sulle donne.
La reazione che ne è seguita è data dall’uso mediatico della vicenda da
parte di esponenti di partiti politici quali Fratelli d’Italia e la Lega
Nord, atto a propagandare il loro odio razzista.
*Anche in questa occasione, le donne e i loro corpi sono considerati
oggetti al servizio di altri interessi: *dall’abuso sessuale si passa con
agghiacciante immediatezza all’abuso simbolico, in cui la donna vittima di
violenza diventa uno strumento, una bandiera di altre ideologie.
In questo modo, il corpo delle donne non esce dal circolo patriarcale della
violenza, da diretta a simbolica, e così si compie un ulteriore sorpruso:
le donne continuano a essere un pezzo di carne a servizio delle strategie
politiche dei potenti.
*Dimenticare che la violenza sulle donne avviene maggiormente tra le mura
domestiche da parte di uomini “molto vicini” alle vittime significa
dimenticare che, indipendentemente da ignobili prese di posizione su razza
e nazionalità o altro, la violenza sulle donne è un fatto strutturale che
ha ancora radici profonde in questo Paese. *

Additare “gli extracomunitari”, generalizzando a intere nazionalità e/⁠o
etnie il comportamento di alcuni singoli, significa cercare un capro
espiatorio per continuare a ignorare la necessità di un intervento
strutturale e culturale, significa fregarsene di prevenire e combattere la
violenza, significa fregarsene di tutelare le vittime.

Quando le donne scrivevano *“NOT IN MY NAME”* intendevano proprio questo:
* la violenza sulle donne è un fatto grave da debellare e non può diventare
uno strumento al servizio del potere per innescare la guerra al diverso. *

*Il nostro affetto, il nostro appoggio, la nostra attenzione e cura sono
dirette alle donne che subiscono violenze. Questo è l’unico posto in cui
vogliamo stare.*
Non nelle parole della politica degli slogan, non tra le mani di altri
uomini, non a fianco di chi usa la nostra sofferenza.

Come l’8 marzo di quest’anno, quando a seguito di uno stupro avvenuto in
zona san paolo le donne sono scese in piazza, oggi continuiamo ad affermare
con forza *“Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa”.*

12.06.2015 -⁠ Collettivo Altereva -⁠ Torino

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Cagnesciolte

IL NOSTRO MANIFESTO UTOPICO!

http://cagnesciolte.noblogs.org/2015/06/13/il-nostro-manifesto-utopico/

stonewall-02

Siamo disposte a chiudere le nostre boccacce sconce e immorali e a comportarci in modo conforme alla normalità solo quando:

1) tutte le sentinelle in piedi verranno colpite, contemporaneamente, da una diarrea fulminante che li costringerà a stare sedut* sul cesso per l’eternità;

2) sarà possibile ad ognun* definire il proprio genere a prescindere dal sesso biologico e senza il bisogno di terapie ormonali e operazioni chirurgiche;

3) sarà possibile per ognun* modellare il proprio corpo e il proprio sesso biologico senza che uno psichiatra ci definisca malat*;

4) verrà introdotto nella lingua italiana il genere neutro – oltre il maschile e il femminile- e il femminile plurale o il neutro plurale sostituiranno il maschile plurale;

5) tutti i “maschi selvatici” verranno sostituiti da favolose froce glitterate e rabbiose;

6) ognun* sarà liber* di desiderare, amare, scopare, essere, volere e fare senza bisogno di alcun riconoscimento;

6) i laboratori sull‘eiaculazione femminile sostituiranno l’ora di religione a scuola;

7) ci saranno, ad ogni angolo, distributori gratuiti di assorbenti e coppette mestruali;

8) i preti, oltre alla castità, rispetteranno l’obbligo di regalare la pillola del giorno dopo e la pillola dei cinque giorni dopo;

9) l’8 per mille verrà destinato alla distribuzione di preservativi maschili e femminili;

10) non ci sarà più bisogno di centri antiviolenza;

11) ci svelerete chi ha ucciso Laura Palmer;

12) non ci sarà più un numero massimo per fare sesso;

13) l’aborto sarà libero e gratuito senza se e senza ma;

14) i commenti per strada non verranno fatti più alle donne ma alle guardie e ai digossini, che non ci saranno più;

15) manderemo il movimento per la vita ad asfaltare e finire la salerno-reggio calabria aggratis;

16) fino a quando la Tav non sarà abolita e il trasporto sarà solo pubblico, gratuito e a bassa velocità;

17) gelosia e possesso smetteranno di essere sinonimi di amore;

18) puttana non sarà più un insulto

19) ogni giorno sarà un pride e ogni pride sarà una Stonewall!!!

Tutto questo sarà possibile soltanto quando ci sarà l’abolizione delle frontiere, del patriarcato, delle carceri, dei cie, dello sfruttamento e di tutte le altre oppressioni!!!

In attesa di #Stonewall la sera del 27 giugno…

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Attivista italiana arrestata in Israele

Samantha Comizzoli: l’attivista blogger italiana arrestata in Israele

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74901&typeb=0&samantha-comizzoli-l-attivista-blogger-italiana-arrestata-in-israele

E’ accusata di essere una clandestina: il suo arresto potrebbe essere legato all’attività di denuncia delle violenze dei soldati israeliani sui civili palestinesi.

sabato 13 giugno 2015 12:18

Nella foto, Samantha Comizzoli

Nella foto, Samantha Comizzoli

Samantha Comizzoli, un’attivista italiana è stata arresta a Nablus dai soldati israeliani con l’accusa di essere una clandestina. La donna è arrivata in Israele con un visto turistico di tre mesi ma l’ha lasciato scadere senza rinnovarlo e senza richiedere permessi. L’attivista italiana sta girando la Cisgiordania per aiutare i palestinesi e per informare su ciò che sta accadendo, tenendo anche un blog in cui ha più volte denunciato le violenze gratuite dei soldati israeliani sulla popolazione civile palestinese. Dopo l’arresto le autorità israeliane, pur non chiudendo il blog della Comizzoli, le hanno bloccato gli account Facebook e Twitter. Continua a leggere

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Sul lavoro e oltre

“Sul lavoro e oltre”

di C.M.

L’azienda per la quale lavoro utilizza una società di consulenza esterna per la gestione/trattamento dei propri dipendenti. Le società di consulenza aziendale in generale consistono in èquipe di professionisti, quali psicologi del lavoro, sociologi specializzati nel campo delle risorse umane (gestione del personale) e personale che a vario titolo è specializzato nel campo della gestione del personale….

La gestione dei dipendenti attraverso l’impiego di queste società di professionisti da parte dell’azienda, si traduce nei fatti in uno strumento per asservire sempre di più il lavoratore-trice all’azienda.

Queste società di consulenza intervengono nel rapporto tra le due parti. Il compito implicito invece, cioè quello non dichiarato, è quello di tendere ad un asservimento totale del lavoratore-trice all’azienda e ad una pacificazione totale nel rapporto lavoratori-padronato. Continua a leggere

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Podcast della trasmissione del 10/06/2015

“I Nomi delle Cose”

Puntata del 10/06/2015

stoffe luminose“Abiti luminosi e computer indossabili le nuove frontiere del controllo sul lavoro e oltre/ Governabilità/Lavoro: la formazione, la mediazione, il genere/ testimonianze, riflessioni, sistemi di difesa “

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A sostegno di ROR!

I Nomi delle Cose, La Conta, Sapienza Clandestina invitano tutt* al 3SERRANDE OCCUPATO, via Regina Elena 336, giovedi 18 giugno a sostegno di ROR!!!!!

Con la partecipazione straordinaria degli ottoni de “Le stacchi a spillo!”

festa ROR 18 giugno

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Sardegna. Tre manifestanti raccontano le cariche a Decimomannu

Sardegna. Tre manifestanti raccontano le cariche a Decimomannu

http://contropiano.org/politica/item/31312-sardegna-tre-manifestanti-raccontano-le-cariche-a-decimomannu

Rosalba, Dina e Pierluisa

Sardegna. Tre manifestanti raccontano le cariche a Decimomannu

A proposito della manifestazione dell’11 giugno contro la base e l’aeroporto militare di Decimomannu, a pochi chilometri da Cagliari, e delle fuorvianti notizie diffuse da alcune reti televisive regionali (in particolare RAI3, Sardegna1 e Videolina), alcuni partecipanti alla contestazione hanno diffuso la loro versione dei fatti.
Noi eravamo presenti. E’ stata una manifestazione partecipata, pacifica e gioiosa anche se disturbata dal continuo volteggiare di elicotteri che ci ronzavano intorno e dalla presenza eccessiva ed opprimente della polizia. Arrivati nei pressi della base notiamo la presenza di un numero rilevante di poliziotti in tenuta antisommossa, pronti all’attacco. Ci chiediamo se in uno stato democratico una pacifica manifestazione possa essere intimidita e minacciata dalla presenza di un esercito in assetto di guerra! Arrivati alla recinzione della base un gruppo di manifestanti poggia le mani sulla rete e urla slogan contro le basi. E’ a questo punto che avviene l’inimmaginabile. Continua a leggere

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Podcast della Parentesi del 10/06/2015

La Parentesi di Elisabetta del 10/06/2015

” Governabilità “

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La Parentesi di Elisabetta del 10/06/2015

“Governabilità”

pd 2

Una parola viene ripetuta continuamente dai media di regime e da tanti, troppi politici, governabilità, cioè mettere in condizione l’esecutivo di lavorare senza gli intralci che derivano dalle dinamiche che possono scaturire da una votazione elettorale incerta e magari da un parlamento frammentato e variegato.
Una preoccupazione che da sempre accompagna le pulsioni antidemocratiche e qui stiamo parlando molto semplicemente di democrazia parlamentare.
E’ chiaro che la governabilità nel momento più alto della sua realizzazione si manifesta nella dittatura. Questo è il senso di tutti gli stravolgimenti costituzionali che sono stati attuati, degli adattamenti del sistema elettorale con la tendenza verso un sistema politico il più vicino possibile alla dittatura nella versione che in Europa c’è stata negli anni di Salazar in Portogallo.
L’ingegneria elettorale non è neutrale. Il senso degli sbarramenti, dei premi di maggioranza e del tentativo, per altro riuscito, di irretire la discussione sui numeri delle percentuali, nasconde l’obiettivo di avere un esecutivo che possa decidere senza l’intralcio della dialettica parlamentare. In questo quadro il sistema bicamerale non serve più, il Senato viene trasformato in una camera delle corporazioni e il parlamento in un’istituzione vuota di ogni potere decisionale. Si maschera volutamente che la governabilità o il governo di un paese non è nell’empireo delle idee e delle azioni, ma è al servizio delle classi dominanti e/o di porzioni di esse.
La domanda che ci dobbiamo fare non è se c’è o non c’è la governabilità, ma di che cosa e di chi è al servizio.
La governabilità a tutti i costi è il grimaldello usato dal neoliberismo per rimuovere ogni forma, anche limitata e parziale, di sovranità popolare.
Questo è il senso dell’abolizione del proporzionale e dell’immunità parlamentare. L’obiettivo è di arrivare a due partiti che falsamente si definiscono alternativi e invece si offrono come alternanza in un quadro unico dominato dagli interessi delle multinazionali. Da qui, la guerra senza quartiere a tutte le forme organizzative che si oppongono al neoliberismo e, in questo scenario, si colloca naturalmente sostenere e caldeggiare il sindacato unico.
Il modello è quello americano, uno scenario in cui la quasi totalità della popolazione è spinta nella più profonda miseria, senza sicurezze sociali, sanità pubblica e istruzione, in cui la democrazia sociale, e stiamo sempre parlando della democrazia borghese, non è più perseguita anzi è perseguitata e demonizzata come frutto del comunismo e con questa parola magica relegata nell’ambito delle cose obsolete e dannose..
E sempre all’interno del modello parlamentare borghese, è necessario ribadire il livello minimo di difesa, vale a dire la salvaguardia della Costituzione, colmando quel ritardo che c’è sempre stato tra la Costituzione scritta e quella materiale, il ritorno al proporzionale puro, l’immunità parlamentare da sempre garanzia per la minoranza e per gli oppositori ed il fatto che qualcuno ne faccia cattivo uso non toglie nessuna validità al principio.
Le liste dei candidati e la composizione delle camere non possono e non devono essere decise dalla magistratura e non ci deve essere nessun ostacolo alla candidabilità o alla eleggibilità di qualunque cittadino.
L’accettazione dell’esistenza di uno Stato si basa sulla rinuncia a porzioni di libertà in cambio della garanzia di servizi sociali, sanità, istruzione, pensioni, liquidazione… se il patto sociale si rompe, si rompe su tutti i piani. Oggi sono attaccati emessi in discussione i valori della Resistenza espressi nella Costituzione e addirittura i principi nati dalla Rivoluzione Francese e dai moti del 1848. Questo a conferma che è nata e si sta imponendo una borghesia transnazionale o iper-borghesia che ha assunto tratti di aristocrazia che è guidata dai valori neoliberisti.
Per sperare di bloccare la realizzazione del progetto neoliberista dobbiamo lottare, qui da noi, contro il PD che questo progetto ha il compito di naturalizzare nel nostro paese. Non è Renzi che deve andare a casa, ma il PD tutto con le sue associazioni contigue, colluse, comunque si chiamino. E tutto il discorso politico culturale che da quell’area viene portato avanti.

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