“Assuefazione”
Le modalità con cui il sistema di potere si è potuto permettere di affrontare la così detta emergenza sanitaria sono il frutto di un’assuefazione costruita poco a poco nella popolazione a tutta una serie di dispositivi di controllo. A questo proposito vi riproponiamo uno scritto di un anno fa perché i dispositivi messi in atto per un’epidemia saranno poi attuati per qualsiasi altra cosa, da una calamità naturale a una minaccia “terroristica” o a qualche manifestazione di insofferenza sociale. Tra l’altro hanno potuto ora testare sul campo i meccanismi e le modalità di controllo e la risposta della popolazione e questo sta permettendo loro un grande salto di qualità. Sono cresciuti nelle tecniche e nell’organizzazione.

<Con l’espressione popolare “anello al naso e sveglia al collo”, di matrice chiaramente razzista, il comune sentire intende definire una persona che viene presa bellamente in giro e neanche se ne accorge, attribuendo questa ingenuità di comportamento ai popoli colonizzati e incapaci di gestirsi da soli e che, quindi, si possono abbindolare molto facilmente. Ma, mai come oggi, questa espressione è adatta a definire le popolazioni occidentali. D’altra parte il neoliberismo tratta i territori occidentali come colonie interne sia dal punto di vista economico che del controllo sociale e della militarizzazione. In tutti questi anni sono stati messi a punto una serie di meccanismi e di dispositivi che hanno profondamente modificato il comune sentire, annullato la capacità critica, azzerato la percezione del sopruso e dell’ingiustizia, anestetizzato la gente rispetto alla violenza che subisce quotidianamente, risvegliato gli istinti più bassi dell’essere umano dalla delazione al livore per i più deboli, dal servilismo alla perdita di ogni dignità personale e politica. E questo è tangibile, è definibile da alcuni misuratori alla portata di ognuno di noi. I militari con il mitra nelle strade, nelle piazze, nelle stazioni metro, in mezzo a gente che fa shopping, a turisti che scattano foto, a bambini che giocano ci raccontano di quanto la gente si sia assuefatta agli scenari di guerra, le telecamere disseminate ovunque ci raccontano di come abbiamo completamente perso il rispetto per noi stessi, per la nostra dimensione privata, per il nostro quotidiano, per la nostra vita, siamo animali da pollaio, ogni tanto il padrone ne piglia uno, gli tira il collo e gli altri continuano a razzolare, la guerra ai poveri, a chi dorme per la strada, a chi chiede l’elemosina, a chi fruga nei cassonetti, agli immigrati, ma anche l’astio nei confronti ora di questa ora di quella categoria, dagli impiegati pubblici agli insegnanti, descrive gente che ha perso qualsiasi consapevolezza della propria collocazione politico-sociale Ma perché mi è venuto in mente tutto questo? Ho letto sui media maintream due notizie. Continua a leggere→