Per Alfredo! programma della settimana di lotta!

PER ALFREDO! PROGRAMMA DELLA SETTIMANA DI LOTTA!

Martedì 31 gennaio: dove meno se l’aspettano, iniziative diffuse.
H 18  scendiamo nelle strade dei nostri quartieri!

Mercoledì 1 febbraio: h 16 presidio al Ministero della salute.
(Lungotevere Ripa n 1)
Chi detiene una persona e’ responsabile delle sue condizioni di salute.
Se Alfredo muore i colpevoli sono tutti quelli che potevano intervenire e non lo hanno fatto.

Giovedi 2 febbraio: h 17 Facoltà di lettere. Università la Sapienza Assemblea pubblica per costruire il corteo di sabato 4 febbraio.

Sabato 4 febbraio: h 15 Piazza Vittorio corteo cittadino  “Fuori Alfredo dal 41bis. Chiudiamo il 41 bis, contro ergastolo e ostativita’ ”

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Ieri a piazza Trilussa per Alfredo e contro la società della carcerazione, del collaborazionismo, della delazione!

A Roma nel pomeriggio di ieri a Trastevere si è svolto un presidio in solidarietà ad Alfredo Cospito, al 101 esimo giorno di sciopero della fame, contro il 41bis, contro l’ergastolo ostativo, contro lo stato delle cose presenti, contro la società della carcerazione, contro il collaborazionismo e la delazione che il sistema di potere pretende. Piazza Trilussa si è riempita di manifestanti, la presenza delle forze di polizia era ingente e particolarmente invasiva. Quando i manifestanti hanno provato a partire in corteo è stato loro impedito. Dopo ore in ostaggio della polizia, gli animi si sono infuocati e parte dei manifestanti è riuscita a uscire dai cordoni della celere per partire in corteo nei vicoli di Trastevere. Si sono susseguiti momenti di tensione e di scontro tra le vie del centro.
Circa quaranta persone sono state bloccate dagli agenti di polizia per diverse ore in un garage in Via dei Panieri per essere identificate. Sono stati tutt* portati in questura a Via Genova.  Questa mattina sono stati rilasciati con denuncia per resistenza.

Tutta la nostra solidarietà ed il sostegno a questa lotta!

Questo lo striscione del presidio davanti alla Questura.

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11 febbraio 2023/Carnevale in mascherina/ la variante dell’indisciplina!

Ciao a tutte, vi inoltriamo l’invito dell’Assemblea nogreenpassroma di cui facciamo parte per una giornata di discussione e confronto l’11 febbraio prossimo. Ci farebbe molto piacere se qualcuna potesse venire. baci baci Eli

Care compagne e compagni,

vi invitiamo a una discussione comune a Roma sabato 11 febbraio prossimo.

Abbiamo prodotto un opuscolo, che trovate qui in allegato[variante indisciplina web (1)] per analizzare la fase politico-sociale e le lotte che abbiamo portato avanti e che sono state prodotte in generale in questi due anni con l’intento di porre le basi per costruire una contrapposizione concreta alla ristrutturazione in atto del capitalismo neoliberista.

L’analisi parte dal green pass e si allarga a tutti gli strumenti e processi di controllo e disciplinamento che i poteri istituzionali e capitalisti stanno applicando e cercando di perfezionare: dall’emergenzialismo continuo alla virtualizzazione logistica di ogni aspetto della vita che vorrebbero porre sotto sorveglianza, dipendenza e comando; dallo scientismo e dalle manipolazioni biotecnologiche alla militarizzazione della società; dal dispositivo guerra che la Nato, gli Usa e i paesi dell’UE stanno portando avanti con pericolosa determinazione sul fronte esterno contro la Russia e che si rivela ogni giorno di più strumento perverso e fondamentale di assoggettamento sul fronte interno, alla stretta finanziaria sulle classi medie e subalterne; dal paternalismo liberista/assistenzialista e i suoi sistemi di diritti e crediti socio-economici, all’indottrinamento massmediatico e alla polarizzazione discriminante, operate distribuendo un mix di paure e narcisismi funzionali a servire le sorti delle oligarchie capitaliste. Tutto questo e non solo.

Ci rendiamo conto che i tempi sono stretti ma il sistema di potere si muove ad una grande velocità, di ora in ora fa e disfa le nostre vite. 

Ci troverete dunque nello spazio di 100celleaperte per una giornata di confronto e discussione pensata in due tempi

-dalle ore 16h30 discussione collettiva

-dalle ore 19h30 momenti all’esterno con musica, cena e riappropriazione delle strade e della socialità. 

ASSEMBLEA ROMANA CONTRO IL GREEN PASS

Links:
——
[1]
https://www.nogreenpassroma.org/wp-content/uploads/2023/01/signal-2023-01-27-101626_002.jpeg
[2]
https://www.nogreenpassroma.org/wp-content/uploads/2023/01/variante-indisciplina-web.pdf

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 26 gennaio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 26 gennaio  2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Diamo voce ad Alessio Attanasio, aggredito nel carcere di Massama
✓ Iniziative dalle carceri e dalla strada in solidarietà ad Alfredo e per
continuare la lotta contro 41 bis ed ergastolo ostativo
✓ NO alle intimidazioni del DAP!
✓ Mobilitazioni a Trieste e a Udine

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
l’invito è a girare/segnalare l’indirizzo ai vostri contatti dentro):
Associazione Senza Sbarre
casella postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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Alla Consultoria Autogestita/ Milano venerdì 3 febbraio 2023

FEMMINISMO: PARADIGMA DELLA VIOLENZA/NON VIOLENZA

VENERDÌ 3 FEBBRAIO H 20.30 CONSULTORIA AUTOGESTITA, via Transiti 28 MM1 Pasteur

“FEMMINISMO: PARADIGMA DELLA VIOLENZA/NON VIOLENZA”.
Atti del ciclo di incontri 2017/2021. Coordinamenta femminista e lesbica.

“Da anni ci siamo rese conto che femminismo significa anzitutto scegliere da che parte stare (come abbiamo avuto modo di dire in occasione di un 25 aprile, anni fa: “siamo partigiane perché abbiamo deciso da che parte stare”). E per fare questa scelta, occorre anzitutto partecipare alla vita collettiva, comunitaria, sociale, del mondo.”

“Il capitalismo, nella sua fase neoliberista, crede di poter ridurre l’alterità, culturale, sociale e politica a un problema da “gestire” attraverso un ricco arsenale di strumenti repressivi e partecipativi, punitivi e premiali, giuridici ed economici. Così, se oggi sempre più si allarmano del perverso trasfigurare delle parole i valori capovolgendosi nel loro contrario, il paradigma della Violenza/Non Violenza diventa un prisma per mettere a fuoco la censura e la distorsione fraudolenta della memoria degli oppressi, la voluta confusione tra aggrediti ed aggressori, la sacralizzazione dello scientismo e dei suoi emissari in un contesto sociale propagandato come insicuro e pericoloso, la pretesa di delega di ogni nostra decisione.”

VENERDÌ 3 FEBBRAIO H 20.30 CONSULTORIA AUTOGESTITA, via Transiti 28 MM1 Pasteur

Aperitivo sfizioso

Distribuzione femminista

Materiale informativo

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Sovvertendo l’ordine patriarcale/Tour di presentazioni

Presentazione del libro:
“SOVVERTENDO L’ORDINE PATRIARCALE “
traduzione della rivista
“Mujeres mas alla de las armas”

TOUR DI PRESENTAZIONI
ci vediamo
al Boccaccio a Monza il 26 Gennaio
allo Spazio Autogestito di Udine il 27 Gennaio
al Tavan a Trento il 28 Gennaio
e al Gabrio a Torino il 29 Gennaio

Per la nostra memoria femminista rivoluzionaria

per info
https://brughiere.noblogs.org/post/2022/11/17/sovvertendo-lordine-patriarcale-storie-di-donne-armate-e-rivoluzioni/

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Un bell’incontro separatista a Viareggio!!

L’incontro di sabato scorso all’interno dell’ Autoformazione femminista organizzato dalle Donne in Cantiere per la  presentazione del nostro ultimo libro <Femminismo: paradigma della Violenza/ Non Violenza> stato veramente bello, interessante e partecipato!!

Bellissimo lo spettacolo <Cenerentola senza fiaba> di e con Ilia Montani

L’Autoformazione femminista è un percorso in autonomia, autorganizzazione e separatista quindi abbiamo scelto tutte insieme di non rendere pubblico il dibattito e la discussione ma la torta si!!!! baci e grazie a tutte

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 19 gennaio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 19 gennaio  2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ È disponibile il n° 4 di “Respiro”, una rivista davvero speciale che, in un mondo che toglie il fiato, tratta di pensiero dissidente, desiderio di rivolta, corporeità. Una boccata d’aria contro l’oppressione e il controllo. Ne parliamo in diretta con il compagno che ne cura l’edizione

✓ Carcere e psichiatria, infinita angheria

✓ Aggiornamenti sulle mobilitazioni fino all’ultimo respiro

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Buon ascolto e guarda che bello/terrificante questo disegno, di Consuelo Pavan, tratto dal n° 4 della rivista “Respiro”

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
l’invito è a girare/segnalare l’indirizzo ai vostri contatti dentro):
Associazione Senza Sbarre
casella postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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Giovedì 19 gennaio 2023/ a Roma ore 17 a piazza S. marco

Giovedì 19 Gennaio 2023 chiamiamo una giornata di mobilitazione internazionale ed internazionalista, per l’abolizione del 41 bis e di tutte le forme di isolamento e tortura, perché da ogni luogo della terra si innalzino i bagliori delle prigioni in fiamme.

A Roma: Presidio, appuntamento H 17, piazza S. Marco

Assemblea di solidarietà con i prigionieri in lotta

qui il  comunicato https://coordinamenta.noblogs.org/post/2023/01/13/giovedi-19-gennaio-2023-mobilitazione-internazionale-e-internazionalista/

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15 dicembre a Napoli/ Contro le gabbie di Stato e patriarcato

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

<Nella giornata di domenica 15 dicembre a Napoli, diverse decine di individualità anarchiche e transfemministe hanno improvvisato un corteo nelle vie principali dello shopping, affollate dalla ressa ai saldi, in solidarietà ad Alfredo, ormai a quasi tre mesi di sciopero della fame, e a tuttx lx prigionierx in lotta, contro 41bis, ergastolo e galere. Ricordando che la lotta del compagno è la lotta di tuttx e che la lotta per la libertà contro una società opprimente non hanno niente a che vedere con ipocrite indignazioni democratiche.
Lo stato è responsabile per ogni persona che rinchiude nelle sue gabbie.
Finché queste esisteranno, nessuna pace per le loro città vetrina.
Morte a stato e patriarcato>

Cospito, in Galleria a Napoli uno striscione a sostegno dell’anarchico

 

qui sotto un volantino distribuito durante il corteo

Contro le gabbie di Stato e patriarcato

In quanto femministe conosciamo bene il volto patriarcale e violento dello Stato, di cui una delle espressioni più estreme sono il carcere e la tortura del 41bis.

I regimi differenziali e le carceri speciali infatti nascono con l’obbiettivo della deprivazione sensoriale e la spersonalizzazione dellx detenutx.

Noi donne, lesbiche, frocie, persone trans* e non binarie conosciamo bene il disciplinamento e l’oppressione che passa attraverso i corpi. Quando ci rifiutiamo di aderire alle norme di genere e all’eterocispatriarcato, veniamo rinchiusx e stigmatizzatx come pazzx. Il carcere è la punizione per chi disobbedisce alle regole di questo sistema, al suo ordine, come ogni corpo dissidente fuori dal genere viene rimesso sui binari. Ogni donna, lesbica, frocia, persona trans* e non binaria viene riportata al suo dovere, testa bassa difronte al padre, al padrone, al marito, allo Stato.

La strategia dello Stato è togliere a chi rifiuta l’ordine imposto tutto quello che ha: la libertà, le relazioni, la possibilità di agire e di essere. In una situazione di estremo isolamento carcerario l’unica arma che rimane è il corpo. Questo è quello che Alfredo ha scelto di fare da più di 80 giorni portando avanti uno sciopero della fame fino alle estreme conseguenze. A lui si sono uniti negli ultimi due mesi diversx compagnx – Juan, Ivan, Anna. Per giudici e giornalisti, per cui è inconcepibile un mondo senza gerarchie, Alfredo sarebbe il “capo di un’organizzazione”. Non potranno mai capire che, per lx anarchicx, capi, strutture e gerarchie non possono esistere. D’altra parte si dimenticano della compagna Anna, incarcerata per la medesima operazione repressiva, che con Alfredo e lx altrx compagnx anarchicx porta avanti questa lotta da sempre. La forza della loro resistenza risuona in molti luoghi e fa sì che la rabbia si trasformi in azione.

Vogliamo che la nostra solidarietà passi attraverso quelle odiate sbarre e arrivi ad Alfredo e a tutte le persone detenute, perché crediamo che la spinta di libertà è contagiosa, e possa risuonare più forte della loro autorità.

Sappiamo bene l’importanza della solidarietà diretta e attiva, perchè in quanto femministe non abbiamo nessuna fiducia nello Stato e nella sua giustizia. Magistrati, ispettori, secondini e stupratori nella peggiore delle ipotesi ci criminalizzano quando ci autodifendiamo o ci sottraiamo alle norme di genere a noi imposte. Nella migliore delle ipotesi ci trattano con paternalismo, pretendendo di doverci difendere. Rifiutiamo ogni delega e ogni paternalismo, che quando non ci vede passive e vittime ci mostrifica.

Come femministe anarchiche ci riconosciamo in una lotta contro il 41bis e l’ergastolo perchè un’operazione repressiva di quest’ampiezza è un chiaro monito per chiunque porti avanti le idee e pratiche anarchiche. Alfredo non è il primo compagno sottoposto a questo regime, ricordiamo altre 4 compagnx che si trovano al 41bis da quasi vent’anni. Tra loro due compagne, Diana Blefari, morta nelle mani dello Stato, e Nadia Lioce, in lotta contro questo regime di tortura da anni.

Come identità sessuali e di genere dissidenti ci uniamo alla lotta di Alfredo e tuttx lx compagnx contro il 41bis, regime da cui tra l’altro si può uscire soltanto tramite l’abiura. Quotidianamente ci viene chiesto di rinnegare noi stessx per adattarci a una norma che ci vorrebbe addomesticatx e passivx. Rifiutando qualsiasi compromesso con Stato e giustizia, riconosciamo nella lotta contro il 41bis e tutte le forme di detenzione la nostra lotta.

Tuttx liberx

Fuoco alle galere

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Documento dell’Assemblea popolare di Busto Arsizio contro il 41Bis

Materiale diffuso dall’ Assemblea popolare di Busto Arsizio ieri alla manifestazione di Milano nello spezzone nogp

!Liberiamo Alfredo Cospito!

La società che ha prodotto il green pass è una grande gabbia nella quale vige la logica premiale/punitiva.

Sembra acqua passata. Il dispositivo green pass è stato inizialmente introdotto a livello europeo nel giugno 2021, nel mese successivo è entrato in vigore in Italia e dal 15 ottobre, evento senza precedenti nella storia della Repubblica, la necessità di esibire un lasciapassare per poter lavorare. Nonostante le contrarietà e le resistenze di parte della società, il certificato verde col passare dei mesi è diventato ancora più stringente con il green pass rafforzato dal 6 dicembre 2021 al primo maggio, giorno della sospensione di tale misura escluse le RSA, gli hospice e gli ospedali, dove l’infame obbligo è rimasto fino al 31 dicembre 2022.
Hanno tentato in tutti i modi di convincerci che le limitazioni introdotte (nella ‘’prima ondata’’ per tutti, mentre nella seconda solo per i non sierati) servissero a proteggerci dal contagio e, in seguito, a difendersi dagli untori che non si sottoponevano al trattamento genico sperimentale. Le false promesse, le bugie in malafede, l’arroganza, le vessazioni sui luoghi di lavoro, il finto altruismo, gli inganni semantici… gli aneddoti sarebbero troppi da citare, su tutti basti ricordare la tragicomica dichiarazione della responsabile di Pfizer che, in audizione al Parlamento Europeo lo scorso 10 ottobre, ha ammesso “Vaccini antiCovid? Nessun test per lo stop ai contagi durante il trial, nessuno ce lo ha chiesto e noi non avevamo tempo. Dovevamo muoverci alla velocità della scienza”.
Ma non lasciamoci trarre in inganno! Ciò che veramente ha caratterizzato la campagna militar-vaccinale è stata la sua logica premiale. A coloro che – per convinzione, debolezza o confusione – hanno aderito alla narrazione dominante e ai fanatismi scientisti, a chi si è fatto somministrare l’ennesima dose di siero sperimentale, a chi ha provato giovamento nell’esibire un certificato per vivere o si è sentito soddisfatto nel vedere discriminati i soggetti non conformi, a costoro il potere ha offerto l’illusione di una vita più comoda e “sicura” sottoposta alla bieca morale dell’acritica obbedienza.
A chi, invece, si è posto dubbi e domande e ha forse trovato risposte differenti dalla narrazione dominante e dai fanatismi scientisti imposti dall’alto, a chi ha pensato che nelle società neoliberiste la salute del cittadino non è mai stata una priorità e non lo sarebbe stato nemmeno in questo particolare frangente, a chi ha deciso di passare, forse per la prima volta, dalla parte della minoranza, dell’escluso, del torto, a costoro il potere ha mostrato la verità di una vita scomoda, adornata da tutta una serie di proibizioni e dallo stigma sociale.
Proprio in questa profonda frattura sociale che ancora colpisce e divide l’Italia, si innesta una vicenda che sembra non c’entrare nulla e che invece dimostra chiaramente quanto possa essere dura la condizione di chi dissente e si oppone al pensiero dominante. Continua a leggere

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Femministe antimilitariste/ Comunicato per Alfredo

Femministe Antimilitariste https://www.facebook.com/FemministeAntimilitariste/photos/

Comunicato di solidarietà ad Alfredo Cospito
dell’Assemblea Lotto3antimilitarista

Il 5 maggio 2022 il compagno Alfredo Cospito è stato deportato in Sardegna (di fatto colonia penale dello Stato italiano) nel carcere di Bancali e rinchiuso nel regime di 41 bis per interrompere il suo contributo epistolare all’analisi e al ragionamento nell’ambiente anarchico. Il 6 luglio la Cassazione ha condannato nel processo “Scripta Manent” Anna, Alfredo e Nicola per il reato di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.). Inoltre, la Corte ha accolto la richiesta di riqualificare l’accusa verso Alfredo e Anna, dal reato di strage semplice al reato di strage politica (articolo 285 c.p.) – che prevede come pena l’ergastolo – in relazione ad un attentato esplosivo alla scuola allievi carabinieri di Fossano che ha provocato danni materiali alla struttura, senza conseguenze lesive.

Ricordiamo come il regime detentivo del 41 bis sia a tutti gli effetti una tortura: non poter vedere la luce del sole, avere solo un’ora di colloquio al mese con i propri cari attraverso un vetro, stare in una cella minuscola per 22 ore al giorno, non poter leggere ciò che si vuole nè comunicare con l’esterno, tutte condizioni di deprivazione sensoriale che lasciano importanti strascichi psicologici e fisici sulla persona detenuta.

Dal 20 ottobre Alfredo è in sciopero della fame per l’abolizione del regime di 41 bis e dell’ergastolo ostativo (senza benefici, il carcere a vita).
A lui, in diversi momenti, si sono uniti altri compagni pesantemente colpiti dalla repressione, Ivan Alocco, Juan Sorroche, Toby Shone, la compagna Anna Beniamino, e diversi altri compagni prigionieri hanno portato avanti gesti di solidarietà.
A livello internazionale sono centinaia le iniziative e le azioni che si susseguono per supportare e dare visibilità alla sua lotta.

Varie di noi hanno partecipato in questi mesi alla mobilitazione in supporto di Alfredo, e con altre compagne/x/i siamo presenti due volte la settimana al presidio-del-campo-di-fave sotto le infami mura del carcere di Bancali per superare la censura e l’isolamento imposti.

Siamo solidali alla lotta di Alfredo perché le riflessioni e le pratiche femministe, transfemministe, lesbiche e queer non possono prescindere da un posizionamento critico antimilitarista ed anticarcerario, pensiamo che sia necessario schierarsi e lottare in questo senso. Continua a leggere

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Domenica 15 gennaio a Milano/ 41bis tortura di Stato

Uno sciopero della fame a oltranza per la libertà di tutte e tutti. A Milano ancora in piazza domenica 15 gennaio!

Domenica 15 gennaio
MANIFESTAZIONE 
Ore 15
Porta Genova – Milano

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Il perché di una lotta

Il perché di una lotta.

Ci è stato detto da più parti <perché vi scaldate tanto per Alfredo Cospito?>, <che c’entrano le femministe con Alfredo Cospito?> e, infatti, il femminismo, quello che si autodefinisce così e che va per la maggiore, è silente. Qualche articolo sparuto di donne che si dicono femministe ma mai di impronta femminista. Ma, d’altra parte, il femminismo è non pervenuto su un mare di problematiche fondanti di questa fase storico-politica, quando non esplicitamente dalla parte del potere, quindi il fatto non ci meraviglia per niente.

Allora abbiamo deciso di prendere parola, perché noi appoggiamo la lotta di Alfredo proprio perché siamo femministe.

Perché noi non dimentichiamo.

Non dimentichiamo che ci hanno torturate, massacrate, demonizzate e bruciate sui roghi per instaurare il nuovo ordine capitalista.

Non dimentichiamo che le suffragette hanno dovuto mettere le bombe nei cestini e sono state anche ammazzate per ottenere una cosa risibile come il diritto di voto.

Non dimentichiamo che tutte le volte che abbiamo rifiutato la norma imposta ci hanno fatte passare per isteriche e per pazze e ci hanno rinchiuse nelle case di cura e nei manicomi.

Non dimentichiamo le compagne che sono state uccise a sangue freddo dalle così dette forze dell’ordine di questo Stato e quelle torturate negli anni settata e ottanta nelle carceri italiane da quegli stessi che hanno creato il 41bis.

Non dimentichiamo quelle che sono ancora prigioniere e quelle proprio ora in 41bis

Sappiamo che quella che abbiamo è solo una parvenza di libertà, una libertà vigilata.

Sappiamo che non possiamo disporre del nostro corpo, possiamo abortire solo secondo le leggi di questo Stato e se lo facciamo fuori dalle regole è reato. Non è vero che l’aborto è depenalizzato, se volessimo autodeterminarci e fare gli aborti tra noi finiremmo in galera.

Sappiamo quanto in questi due anni di così detta pandemia sono state ricattate, coartate, perseguite, demonizzate tutte quelle che non condividevano le regole arbitrarie che questo Stato ha imposto, fino ad essere licenziate, private della sussistenza, private della stessa possibilità di partecipare al consesso sociale.

Sappiamo che questo sistema sta usando il femminismo e le diversità per presentarsi come attento, sensibile, civile e democratico sfruttando il tradimento di quelle che si prestano al collaborazionismo.

Perché è questo che lo Stato vuole da noi: collaborazionismo e delazione.

Abbiamo assunto la lotta di Alfredo Cospito perché non lottiamo per Alfredo, lottiamo con Alfredo e con tutte le prigioniere e i prigionieri nelle carceri italiane e non, perché lottiamo per noi stesse.

Coordinamenta femminista e lesbica

Qui il volantino Il perché di una lotta

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Giovedì 19 gennaio 2023/ mobilitazione internazionale e internazionalista

Giovedi 19 Gennaio 2023 chiamiamo una giornata di mobilitazione internazionale ed internazionalista, per l’abolizione del 41 bis e di tutte le forme di isolamento e tortura, perché da ogni luogo della terra si innalzino i bagliori delle prigioni in fiamme.

Assemblea di solidarietà con i prigionieri in lotta

NESSUNA RESA LA LORO LOTTA E’ LA NOSTRA LOTTA

In un mondo in cui il profitto è il motore universale che sposta e determina gli eventi del pianeta, non ci stupisce che la guerra sia ogni giorno più presente nelle nostre vite. Guerra guerreggiata ai confini d’Europa, guerra contro-insurrezionale al nemico interno: la guerra moltiplica i profitti dei soliti noti e infierisce sugli strati più poveri della popolazione, sulla natura, sulla vita stessa.

I fini sono gli stessi a tutte le latitudini: dominare, sfruttare, saccheggiare.

Le conseguenze anche: carovita, sofferenza e sfruttamento.

Chi a tutto ciò oppone resistenza, incappa negli ingranaggi repressivi, che siano movimenti di lotta popolari o le organizzazioni e gli individui rivoluzionari che osano coniugare idee e azione. stessi meccanismi di isolamento e alienazione che nella società civile dilagano rendendoci soli e deboli, vengono riprodotti e si fanno estremi all’interno del carcere, pilastro insostituibile del sistema capitalista, attraverso l’isolamento, la dispersione e l’applicazione di regimi differenziati.

E se carceri e tribunali sono da sempre feroci strumenti della lotta di classe, dentro alle galere c’è chi a questa battaglia non si sottrae. Oggi lo stanno facendo tutte quelle compagne e compagni che hanno scelto di intraprendere lo sciopero della fame a oltranza, fino alla morte.

In Italia, Alfredo Cospito, in sciopero dal 20 ottobre per l’abolizione del regime d’isolamento 41 bis e dell’ergastolo ostativo e in solidarietà con tutti prigionieri rivoluzionari.

In Francia, Ivan Alocco, in sciopero oggi per la seconda volta per sostenere la lotta di Alfredo Cospito.

Nei territori occupati da Israele, Nidal Abou Aker, Ghassan Zawahreh, Salah Hamouri, Ziad Qaddoumi e decine di altri prigionieri, in sciopero contro la detenzione amministrativa, potenzialmente infinita.

In Turchia militanti, giornalisti e rappresentanti del partito filocurdo HDP incarcerati con pretestuose accuse di terrorismo e condannati a decine di anni di prigione. Da anni i prigionieri curdi conducono una battaglia con gli strumenti della resistenza e dello sciopero della fame contro il carcere speciale e per la liberazione di Abdullah Ocalan e di tutti i prigionieri politici dalla segregazione.

In Grecia, il combattente anarchico Thanos Hatziangelou, in sciopero contro il trasferimento punitivo nel carcere di Negrita in seguito alla sua partecipazione alle lotte dei detenuti.

Chi lotta con determinazione non ha mai perso: mettere in gioco la propria vita per l’affermazione dei propri valori rivoluzionari è di per se una vittoria. Ma a volte la lotta paga nel senso più empirico del termine. È notizia di pochi giorni fa che dieci degli undici prigionieri e prigioniere rivoluzionari turchi, detenuti in Grecia, in sciopero della fame dal 7 ottobre scorso sono stati liberati su cauzione. Questi compagni chiedono la revisione del processo, rifiutano e rispediscono al mittente l’accusa di terrorismo, segnalando il collaborazionismo spietato tra gli Stati turco, greco e statunitense che ha portato al loro arresto.

Ciò che gli Stati pretendono attraverso la tortura e l’isolamento è il pentimento, la capitolazione, l’abiura. Questi compagni rifiutano l’ipotesi della resa e della collaborazione, rifiutano di essere sepolti vivi. Lo sciopero della fame è il loro strumento di lotta, il loro corpo l’ultima trincea. La resistenza di questi prigionieri è grande, generosa. Pagano un prezzo estremamente alto per sostenere la possibilità e la necessità della rivoluzione. A qualsiasi tendenza politica appartengano sono una parte preziosa del movimento di liberazione. Come dicono le prigioniere ed i prigionieri turchi che hanno che hanno lottato con un lungo sciopero della fame

​“La nostra resistenza ci unisce.

La nostra resistenza è il fondamento dell’internazionalismo.

La nostra resistenza rafforza l’unità dei nostri popoli.”

Giovedi 19 Gennaio 2023 chiamiamo una giornata di mobilitazione internazionale ed internazionalista, per l’abolizione del 41 bis e di tutte le forme di isolamento e tortura, perché da ogni luogo della terra si innalzino i bagliori delle prigioni in fiamme.

Assemblea di solidarietà con i prigionieri in lotta

Pubblicato in Antimperialismo, Carcere, Internazionalismo, Movimenti, Repressione | Contrassegnato , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Giovedì 19 gennaio 2023/ mobilitazione internazionale e internazionalista