Monopolio statale della violenza e dell’agonia

Monopolio statale della violenza e dell’agonia

di Nicoletta Poidimani https://www.nicolettapoidimani.it/?p=2079

«Orso-che-corre trascorre oltre venti anni nel braccio della morte, dove si ammala gravemente: quasi cieco, ridotto su una sedia a rotelle e con il cuore ferito severamente da due infarti. La sua storia evidenzia un aspetto essenziale dell’agonia nella death row [braccio della morte]. Due mesi prima dell’esecuzione Ray Allen viene sottoposto, per decisione istituzionale, a un sofisticato intervento chirurgico al cuore. Lo Stato decide che deve essere tenuto in vita, per essere ucciso, sessanta giorni dopo, con una iniezione letale» (*).

La vicenda di Ray Allen/Orso-che-corre – Ya-nu-a-di-si, nella sua lingua nativa – è senza dubbio paradigmatica dell’intreccio tra sadismo istituzionale, monopolio statale della violenza e burocrazia che caratterizza la gestione dei corpi reclusi.
Ugualmente paradigmatica è la minaccia – e, purtroppo, la possibilità concreta – di sottoporre a nutrizione forzata Alfredo Cospito, recluso in regime di 41bis e da oltre tre mesi in sciopero della fame contro quello stesso regime di tortura.

Sottrarre e negare al recluso ogni possibilità di autodeterminazione è la dimostrazione più lampante e feroce di quanto il regime carcerario rappresenti esclusivamente la volontà di vendetta dello Stato: se vuoi vivere ti seppellisco vivo/a, se vuoi morire ti tengo in vita a forza (lasciandoti sepolto, ovviamente!), affinché tu non possa MAI fare del tuo corpo uno strumento di resistenza al monopolio statale della violenza.

Alcuni anni fa ho avuto occasione di visitare una mostra sulla storia dello sciopero della fame, allestita a Kilmainham Gaol, ex carcere dublinese dove furono rinchiusi e fucilati anche i principali esponenti dell’Insurrezione di Pasqua del 1916. Una sala della mostra era dedicata proprio alla nutrizione forzata, cui furono costrette tanto le suffragette incarcerate negli anni ’10-’20 quanto le militanti repubblicane Dolours e Marion Price nei primi anni ’70 del secolo scorso ed erano esposti anche gli strumenti (di tortura!) utilizzati per questa violenta pratica coercitiva, poi dichiarata non-etica dall’Associazione medica mondiale nel 1975.

A cinquant’anni di distanza da quella dichiarazione non solo le cose non sono cambiate ma, come due anni di pandelirio hanno ampiamente dimostrato, il monopolio statale della violenza va a braccetto con la sovradeterminazione, da parte istituzionale, delle scelte individuali di vita e di morte così come di quelle relative alla salute e alla cura.
La riduzione capitalistica degli esseri umani a merci, la definitiva reificazione-alienazione dell’individuo nelle mani dello Stato e del Kapitale passa anche – e prima di tutto – attraverso la negazione e la criminalizzazione di ogni forma di autodeterminazione.

Per questo le lotte contro il carcere e contro tutte le istituzioni totali e le loro propaggini nelle istituzioni ordinarie sono lotte femministe, oltre che libertarie e anticapitaliste, come già le nostre compagne ci hanno dimostrato un secolo fa.

(clicca sull’immagine per ingrandirla)

Il silenzio del femminismo mainstream su carcere e istituzioni totali e la ricorrente richiesta di leggi contro la violenza maschile sulle donne, oltre a dimostrare un’ignoranza storica abissale sono i chiari segnali di una volontà collaborazionista con chi si arroga il monopolio della vita, della morte e dell’agonia altrui.

(*) Nicola Valentino, Le istituzioni dell’agonia. Ergastolo e pena di morte, Sensibili alle foglie 2017

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 9 febbraio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 2 febbraio  2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Senza scaletta né legge!

Ascolta le nostre invettive e riflessioni e rimbalzi e aggiornamenti sulle lotte contro la repressione della vita e delle sue rivolte

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

L’illustrazione è un pezzetto di “Piccolestorie: Merlino” di Gabra Pan, tratto dal numero 4 della rivista “Respiro”

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
l’invito è a girare/segnalare l’indirizzo ai vostri contatti dentro):
Associazione Senza Sbarre
casella postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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Oggi mercoledì 8 febbraio occupata la Statale a Milano!

Che nessuno dica <non sapevo>/ Che nessuno resti a guardare/ Solidali con Alfredo Cospito

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Giovedì 9 febbraio al Ministero di giustizia per Alfredo

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Comunicazione urgente sull’iniziativa dell’11 febbraio!

Care compagne e compagni
visto il susseguirsi di mobilitazioni per Alfredo Cospito e per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo in una situazione di grande indeterminatezza, abbiamo deciso di rinviare l’iniziativa a cui vi avevamo invitate/i per l’11 febbraio prossimo. Siamo consapevoli che la lotta contro il 41bis e l’ostatività è parte integrante della battaglia contro il disciplinamento sociale e la guerra in corso e che il suo proseguimento non può che rafforzare la stessa battaglia al fianco di Alfredo. Ci scusiamo per la comunicazione tardiva e vi faremo sapere al più presto la nuova data.
Vi ringraziamo per l’attenzione perché riteniamo fondamentale confrontarci su riflessioni, prospettive e modalità di lotta. A presto,
Assemblea romana contro il green pass/ https://www.nogreenpassroma.org/

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Ieri a Roma al corteo per Alfredo!

Questo il testo del volantino distribuito dall’Assemblea nogreenpassroma

da scaricare qui sab 4 def (1)

AL FIANCO DI ALFREDO/ contro l’ergastolo e il 41bis

In questi giorni un fine giurista, pur esprimendosi a favore della revoca del regime di 41-bis nei confronti di Alfredo Cospito, ha voluto ridurre la sua lotta ad un «caso umano»: che non si pensi di farne un «caso giuridico», soprattutto se ciò significa mettere in discussione la legittimità di un intero istituto. L’affermazione, del tutto insensata, manifesta chiaramente la preoccupazione della parte sedicente democratica e liberale di questo Paese. Poiché la dura lotta portata avanti da Alfredo è potenzialmente in grado di radicalizzare le lotte sociali e antagoniste, essa deve essere depoliticizzata e ricondotta alla logica neutralizzante del discorso umanitarista: la tortura di Stato è accettabile nella misura in cui, come un altro esponente della classe dominante ha voluto sottolineare, è «compatibile con la salvaguardia della vita umana».

A questa ipocrisia rispondiamo che chi, in questi mesi, sta lottando al fianco di Cospito si pone obiettivi che vanno ben oltre la mera sopravvivenza biologica. In un sistema in cui il patto sociale si è ridotto a un patto di “sicurezza”, dove il valore della libertà viene scomposto in singoli diritti, garantiti in modo intermittente e distribuiti con il contagocce (!) in modo diseguale tra le diverse classi sociali, le nostre rivendicazioni non si fermano certo alla tutela dell’esistenza biologica: come abbiamo ribadito ogni giorno durante il cosiddetto periodo pandemico è la qualità della vita di cui vogliamo e dobbiamo riappropriarci. Ed è proprio questo che la classe dominante vuole evitare. È per questo che ora corre ai ripari, nella speranza, tra l’altro, che le sue responsabilità finiscano nel dimenticatoio. Ma noi non dimentichiamo che il 41-bis è uno dei tanti frutti di un percorso ultradecennale (iniziato negli anni ’70 con la legge Reale, proseguito negli anni ’80 con la legge Gozzini e, poi, negli anni 2000 con le leggi antiterrorismo) di sviluppo e radicamento, nel “nostro” “democratico” ordinamento nazionale, del «diritto penale del nemico»: un circuito parallelo di “giustizia” che riserva pene rigidissime ed esemplari a soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine costituito. Un diritto penale, incentrato su ciò che un imputato rappresenta e non su ciò che fa, nato per contrastare le organizzazioni rivoluzionarie e poi esteso anche ad altri soggetti (come, ad esempio, i migranti, ma recentemente anche i sindacati) mediante il solito, sempre latente, dispositivo emergenziale che con il manifestarsi della sindemia ha, per la prima volta, investito in pieno le vite dell’intera popolazione.

La feroce repressione che si sta abbattendo su Alfredo è un avvertimento a tutte/i le/i sfruttate/i. La criminalizzazione che sta colpendo coloro che si battono per e al fianco di Alfredo fa parte di quella strategia di creazione del nemico interno che in maniera sempre più evidente si dimostra essere vero e proprio paradigma di governo. L’idea di un’alleanza tra anarchici e mafia propugnata dalla politica e poi ripresa e amplificata dalla maggior parte dei media è solo l’ultimo esempio. Negli ultimi tre anni, al fine di abituare la popolazione a fare sacrifici, il “no vax”, il “putiniano”, “l’uomo degli sprechi” nelle emergenze del carovita e dell’energia sono stati costruiti come soggetti devianti. Tutto per sottacere che è la stessa società capitalista, strutturalmente fondata sullo spreco e su trasformismi quali la green economy tecnocratica, ad esacerbare i problemi sociali. Il potere ha chiuso da tempo ogni spazio di mediazione e negli ultimi anni ha drasticamente ridotto anche gli spazi di agibilità politica e di espressione di dissenso.

Se il 41-bis, l’ergastolo e l’ostatività sono le punte di un sistema oppressivo fondato sul doppio binario repressivo e premiale, la lotta contro questi dispositivi repressivi e contro tutti gli altri strumenti del controllo sociale riguarda tutte/i. Per una prospettiva rivoluzionaria e di classe, non integrata nei meccanismi di sfruttamento, al fianco di Alfredo lottiamo contro la società del controllo, del disciplinamento e del collaborazionismo.

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Con Alfredo per la rivolta sociale!

Un bel contributo da Taranto

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Oggi sui muri della Sapienza!

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Mobilitazioni Milano/contro il 41bis e l’ergastolo ostativo/3 e 4 febbraio 2023

Testo di lancio per le mobilitazioni di questo weekend a Milano – Contro il 41bis e l’ergastolo, fuori Alfredo dal 41bis

Condividiamo il testo di lancio per le mobilitazioni di questo weekend a Milano

Venerdì 3 febbraio alle ore 18 al presidio in piazza Duca D’Aosta

Sabato 4 febbraio alle ore 14.30 al presidio all’ingresso del carcere di Opera

“Contro il 41bis e l’ergastolo, fuori Alfredo dal 41bis”

Non è da ora che assistiamo ad un acuirsi dell’utilizzo di forme repressive per gestire le contraddizioni sociali: l’uso di reati associativi per le lotte per la casa, le lotte sindacali, la criminalizzazione dei movimenti ambientalisti, il controllo del territorio attraverso operazioni militari mass mediaticamente spettacolari che colpiscono prevalentemente i soggetti più deboli e divisi, per non parlare del ricatto nei confronti dei migranti, necessari come forza lavoro, utili finché deboli ed invisibili.

Significative in tal senso sono la condanna di primo grado per “associazione a delinquere” ai compagni del comitato di lotta per la casa del Giambellino; le medesime imputazioni toccate ai sindacati di base Si.Cobas e USB per le lotte nel settore della logistica; le denunce per associazione a delinquere ai disoccupati di Napoli; il decreto anti-rave il cui scopo sarà anche in funzione anti-picchetto/presidio, e, non ultime, le retate alla Stazione Centrale e i lacrimogeni contro le lunghe file di immigrati in coda per il permesso di soggiorno a Milano.

Carcere e repressione sono elementi strutturali ineliminabili per le società che vivono di differenze, sopraffazione e sfruttamento. Sono una necessità che si manifesta ancor più violenta nei momenti di crisi o ‘di guerra’ come quello attuale, in cui è necessario, per la stessa sopravvivenza del sistema, silenziare qualsiasi dissenso, idea di trasformazione sociale e annullare qualsiasi conflitto che lo esprima in forme e modi diversi.

In nome di una emergenza che muta ma non finisce mai: la norma regola e il carcere punisce. Di tutti i dispositivi carcerari il 41bis e l’ergastolo sono la punta più alta, una forma di annientamento fisico e sociale totale. Una forma di tortura da cui si esce solo abiurando la propria identità o scambiando il proprio posto con qualcun altro.

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Sabato 4 febbraio 2023 ore 15 a piazza Vittorio/Fuori Alfredo dal 41bis!

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Alla Sapienza occupata la Facoltà di Lettere

Questa sera alla Sapienza, dopo una partecipatissima e affollatissima assemblea per decidere le modalità e l’organizzazione del corteo di sabato prossimo per Alfredo Cospito, contro il 41bis e l’ergastolo  ostativo, è stata occupata la Facoltà di lettere!

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Gravissimo episodio di intimidazione!

Ieri è accaduto un gravissimo episodio di intimidazione da parte delle forze di polizia nei confonti degli studenti di Cambiare Rotta e OSA che preparavano materiale per sostenere la lotta di Alfredo Cospito

Dal comunicato dell’USB

<Mentre Alfredo Cospito continua lo sciopero della fame ed è ridotto in condizioni che lo mettono a serio rischio di morte, decine e decine di poliziotti e carabinieri irrompono nella sede USB di via Giolitti a Roma per identificare gli studenti medi e universitari di Cambiare Rotta e OSA, rei di preparare striscioni e altro materiale divulgativo per chiedere di salvare la vita di Cospito e più in generale l’abolizione del regime del 41 bis.>

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Comunicato da Udine/Le vostre piccole carognate non ci fermeranno

UDINE – LE VOSTRE PICCOLE CAROGNATE NON CI FERMERANNO

Lunedì 30 gennaio a Udine si è tenuta la prima udienza di un procedimento per reati di opinione nei nostri confronti. Si tratta dell’accusa di diffamazione per affermazioni diffuse nel febbraio 2021 attraverso la nostra trasmissione radiofonica settimanale “Zardins Magnetics”.

È il secondo di tre procedimenti simili, incentrati su un unico progetto repressivo, elaborato in questi anni nei tetri uffici della questura udinese nel tentativo di disinnescare la mobilitazione dei compagni e delle compagne della nostra Assemblea contro la malasanità nel carcere di Via Spalato.

In aula è stata fatta una dichiarazione spontanea di solidarietà ad Alfredo da parte delle imputate. Una buona presenza di solidali presenti ha applaudito.

Ma il messaggio che abbiamo voluto dare è che, per quanto ci riguarda, tutto il nostro interesse e tutta la nostra partecipazione vanno ai prigionieri e agli oppressi che si trovano rinchiusi nell’infame struttura carceraria udinese, e non ai lugubri rituali che si svolgono nelle aule dei tribunali!

Per questo nel pomeriggio eravamo di nuovo fuori dalle mura del carcere, una presenza discreta per essere un pomeriggio feriale di gennaio…

Forze dell’ordine presenti pure loro, in numero consistente e incomprensibile. Abbiamo inoltre notato che sono state collocate delle nuove videocamere per la sorveglianza, puntate proprio sull’area dove di solito si svolgono i nostri presidi.

Dall’interno del carcere questa volta purtroppo pochissimo ritorno… probabilmente la direzione del carcere ha predisposto di rinchiudere nelle celle i prigionieri. Si è udito però un grido «Abbiamo freddo!… ci picchiano!…».

A presidio terminato, un’altra provocazione: alcuni compagni che avevano partecipato sono stati inseguiti dai digossini udinesi e successivamente identificati. Vergogna!

Grazie all’effetto-Cospito l’iniziativa ha ricevuto un’inusuale copertura mediatica dai canali di informazione locali.

Noi procediamo unite e non ci lasceremo intimidire, saremo ancora a fianco dei prigionieri in lotta!

Udine, 31 gennaio 2023

Assemblea permanente contro il carcere e la repressione del Friuli e di Trieste

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 2 febbraio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 2 febbraio  2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Sovvertire l’ordine patriarcale, fare della propria lotta la propria vita, ingrippare gli ingranaggi del dominio… Facciamoci da noi la nostra storia per continuare ad agire la libertà

✓ Alfredo non deve morire! Aggiornamenti sul compagno e sulle lotte solidali contro la società carceraria, il 41 bis e l’ergastolo

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
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Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
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34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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Comunicazione urgente sulla presentazione del 3 febbraio alla Consultoria.

Comunicazione della Consultoria Autogestita in riferimento alla presentazione del nostro libro <Femminismo: paradigma della Violenza/Non Violenza> a Milano.

FEMMINISMO: PARADIGMA DELLA VIOLENZA/NON VIOLENZA

A seguito del trasferimento di Alfredo Cospito al carcere di Opera sono state indette iniziative cittadine di solidarietà per venerdì 3 e sabato 4 febbraio. Abbiamo deciso quindi di rinviare questa iniziativa, appena possibile comunicheremo la nuova data.

Quindi a presto!

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