Dopo la fuga dei buoi

Dopo la fuga dei buoi

Dopo la fuga dei buoi

nostralaterra11Obama presenta il suo Clean Power Plan, il suo progetto Energia pulita che prevede la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 32% entro il 2030.
Un po’ tardi, non solo perchè appena a maggio lui stesso aveva autorizzato le trivellazioni nell’artico, una cosa già di per sé, folle; ma perchè, ad ascoltare i report dei glaciologi, dei fisici dell’oceano, dei climatologi non negazionisti, ci stiamo avvicinando molto rapidamente ad un artico senza ghiaccio il che potrebbe preludere a eruzioni di metano catastrofiche quanto l’impatto di un asteroide sulla terra.
Sono parole del prof. Peter Wadhams dell’Università di Cambridge… forse troppo catastrofista e pessimista?
Il metano già fluisce dallo scioglimento del permafrost in Siberia.
Sono emissioni scatenate da quella catena di eventi generata da emissioni antropiche che si doveva iniziare a contenere almeno dai tempi della conferenza di Rio de Janeiro, del Summit della Terra, il 1992.
Figurarsi…, gli USA poi, non hanno nemmeno aderito al protocollo di Kyoto.

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Dedicato alle donne di Shengal

“Nel video della cantante kurda Tara Mamedova, rivediamo quella tragedia impressa nei volti delle donne in fuga da Shengal.

http://www.nicolettapoidimani.it/?p=928

Durante l’anno trascorso da allora, sempre più donne yezide sono entrate a far parte della guerriglia, in Unità di (auto)difesa esclusivamente di donne: le YPJ-Shengal.”

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Nightfall

di Alessandra Daniele

Sòla-verdeLa Lega è stata al governo con Berlusconi per più di dieci anni. Ha avuto una decina di ministri chiave, fra cui quelli dell’Interno, del Bilancio, dell’Industria, del Lavoro, dell’Agricoltura, dei Trasporti, della Giustizia, della Salute, e delle Riforme. Ha avuto centinaia fra sottosegretari, sindaci, assessori, governatori, e boiardi. La Lega è ancora al governo in molte zone del Nord.
Eppure Matteo Salvini riesce regolarmente a spacciarsi per un outsider rivoluzionario. Realizzando ogni giorno il suo compito di dirottare l’incazzatura degli italiani sugli immigrati, convincendo gli elettori che la principale causa delle loro sofferenze non sia la parassitaria classe dirigente della quale lui fa parte da sempre, ma i profughi appena arrivati che hanno il torto di non essere annegati tutti durante il tragitto.
Esattamente come Renzi, Salvini è un politico di professione. Dal 1993, quando fu eletto consigliere comunale di Milano.
Esattamente come Renzi, Salvini è un cazzaro.
Ed è proprio per questo che ha successo. Gli italiani ne hanno bisogno. Il Sóla delle Alpi è oggi il più vicino a sostituire nei loro cuori il fiorentino al tramonto.
Perché gli italiani non sopportano la verità.
La luce del giorno in realtà nasconde più di quanto non riveli: ci impedisce di vedere il cielo stellato, e capire com’è fatto davvero l’universo. Nel capolavoro di Isaac Asimov “Nightfall” gli abitanti d’un pianeta illuminato da sei soli hanno soltanto una notte ogni due millenni per scoprire di non essere il centro del cosmo, e in quella notte lo shock culturale ogni volta provoca il crollo della loro civiltà.
L’Italia ha bisogno di Re Sòla che nascondano la realtà. Come sul pianeta asimoviano, ai tempi della Prima Repubblica erano più d’uno, ogni fazione aveva i propri, e si davano il cambio nell’accecare gli italiani.
Poi è tornato il tempo dell’Uomo Sòla al Comando, e quindi degli interregni di crepuscolare smarrimento, e dolorosa, parziale, forzata consapevolezza.
L’Italia non è “un paese meraviglioso”.
Non è nemmeno un paese decente.
È una provincia arretrata e morente, dove i lavoratori sono carne da macello per un padronato arrogante e cialtrone, i diritti civili sono ostaggio delle paturnie sessuofobe delle gerarchie religiose, l’informazione è un coro quasi unanime di leccaculo ridicoli, e la percentuale di criminali presenti in parlamento supera probabilmente di gran lunga quella del Cocoricò.
È una provincia corrotta e disperante, dove in realtà neanche i profughi vorrebbero restare, ma solo transitare verso paesi più civili.
Leonardo e Michelangelo sono morti.
Da secoli.
E tutto quello che ci hanno lasciato di buono quei secoli marcisce nel degrado, mentre il consiglio d’amministrazione della cosiddetta “azienda culturale più importante del paese” è stato appena rilottizzato con la Cenciarri (Cencelli-Gasparri): tre renziani, tre berlusconiani, e uno competente per chiedergli cosa andrebbe fatto, e quindi fare esattamente il contrario.
Rendere la Rai ancora più servile però non salverà Renzi.
Nel crepuscolo italiano i sòla bruciano e si spengono sempre più in fretta.
La notte s’avvicina.

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Riflessioni femministe sulla Grecia

I NOMI DELLE COSE la trasmissione della Coordinamenta femminista e lesbica tutti i mercoledì dalle 20.00 alle 21.00 sugli 87.9 di Radio Onda Rossa

Le Trasmissioni dell’estate

NUMERO SPECIALE

mercoledì 29 luglio 2015

“Riflessioni femministe sulla Grecia”

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Ciao a tutte,le coordinamente coordinamenta@autistiche.org
per riascoltarci e per leggere i documenti http://coordinamenta.noblogs.org
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Oggi 28 luglio -Pigneto

OGGI 28 LUGLIO – PIGNETO

Camminata romana solidale alla ragazza della fortezza di Firenze

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La corte di appello di Firenze, con una sentenza di qualche giorno fa, ha assolto in secondo grado tutti gli imputati di uno stupro di gruppo avvenuto nell’estate del 2008 a Firenze, di fronte alla Fortezza da Basso.

Questo fatto non può lasciarci in silenzio: puntualmente dobbiamo difendere i nostri diritti e rispondere alle ingiustizie! Non è solo il verdetto finale delle Corte a lasciarci stupite, per usare un eufemismo, ma il modo di operare dei giudici e degli avvocati che hanno difeso gli stupratori: andare a scavare nell’intimità, nelle scelte di vita, nella sessualità della donna coinvolta, alla ricerca di presunte prove di immoralità, scarsa integrità, “non linearità” sessuale e psicologica. Insomma, come al solito, i giudizi morali su scelte, tensioni e desideri non pienamente aderenti alla bigotta morale corrente, automaticamente sembrano smentire e depotenziare le parole della donna alla quale, fuori e dentro le aule dei tribunali, viene chiesto di giustificare il perché non si è piegata, non si è spezzata, non si è conformata alla norma.

Di fronte all’ennesimo attacco all’autodeterminazione delle donne, alla nostra libertà di scelta e di desiderio, abbiamo deciso di riprenderci le strade, contemporaneamente al corteo che nelle stesse ore riempirà le strade di Firenze. Non solo per dimostrare la nostra solidarietà incondizionata alla donna coinvolta in questa vicenda e per affermare che l’unica risposta possibile alla violenza sulle donne è la sorellanza, ma anche per ribadire che non accetteremo mai che nessuno ci dica come vivere le nostre vite, come amare e cosa desiderare.

IO DECIDO con chi voglio scopare
IO DECIDO se voglio scopare
IO DECIDO come mi voglio vestire
IO DECIDO con chi voglio stare
IO DECIDO se voglio essere madre
IO DECIDO chi voglio amare

SANTA PUTTANA O DISINIBITA DECIDO IO SULLA MIA FICA
PAZZA UBRIACA O PERVERTITA DECIDO IO DELLA MIA FICA

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Pensieri occasionali sulla cultura dello stupro

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Fidan Kanhbas(SGDF): tutto ciò che voglio è andare a Kobane

Fidan Kanlıbaş (SGDF): tutto ciò che voglio è andare a Kobanê

da Rete Kurdistan

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Fidan Kanlıbaş ha visto i suoi amici e compagni morire davanti ai suoi occhi nell’attentato a Suruç lunedì. Ora, Fidan dice che la sua sola speranza di riprendersi dal massacro è di raggiungere l’obiettivo dei suoi compagni di andare a Kobanê.

Fidan Kanlıbaş è arrivata a Suruç come parte della campagna della Federazione delle Associazioni Giovanili Socialiste (SGDF) per la ricostruzione di Kobanê. Quando è scoppiata una bomba durante la conferenza stampa della SGDF Fidan è stata ricoverata in ospedale. Poi, quando è stata dimessa dall’ospedale, è tornata sul luogo dell’attentato.

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C’è una logica in questa follia

C’è una logica in questa follia

Crisi nell’UE e riassetto dell’industria mondiale

http://www.sinistrainrete.info/estero/5497-lucia-pradella-ce-una-logica-in-questa-follia.html

Lucia Pradella

DalìLa crisi economica mondiale scoppiata nel 2007/8 si sta abbattendo con particolare forza sull’Europa: la situazione greca ne è l’esempio più lampante. A livello europeo, la disoccupazione ha raggiunto percentuali record, i salari reali stanno diminuendo, le diseguaglianze sono alle stelle e gli attacchi alla classe lavoratrice si sono intensificati. Secondo dati Eurostat (che sottostimano ampiamente la situazione reale), nel 2013 circa novantadue milioni di persone, un quarto della popolazione dell’Europa occidentale, era a rischio di povertà e di esclusione sociale: 8 milioni e mezzo di persone in più che nel 2007. La tendenza è più allarmante nei paesi più colpiti dalla crisi come Grecia, Portogallo, Spagna e Italia, ma è in crescita anche nel Nord dell’Europa, Gran Bretagna e Germania comprese. Condizioni di povertà, precarietà e super-sfruttamento prima ritenute “tipiche” del Sud del mondo stanno diventato sempre più diffuse anche nei paesi ricchi dell’Unione Europea. Continua a leggere

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The Breaking Dead

The Breaking Dead

Pubblicato il 26 luglio 2015
Carol

 http://www.carmillaonline.com/2015/07/26/the-breaking-dead/
di Alessandra Daniele

Subito dopo lo stupendo spin off Better Call Saul, anche migliore di quanto fosse lecito aspettarsi, la seconda serie a citare di più Breaking Bad quest’anno è stata The Walking Dead.
Segue spoiler
Dai riferimenti a Box Cutter nell’eccezionale season opening No Sanctuary, all’architettura dello showdown al Grady Memorial del midseason finale Coda, all’evoluzione di Carol, diventata il personaggio più complesso e interessante della serie, magistralmente interpretato da Melissa McBride.
Entrata in scena cinque anni fa come vittima, Carol adesso è the danger.
Nella quinta stagione di The Walking Dead, la migliore finora anche perché la prima a dare finalmente più spazio ai personaggi femminili, abbiamo incontrato tre diverse comunità organizzate di sopravvissuti, ognuna col suo particolare metodo di sopravvivenza. Continua a leggere

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Uguali,diversi, normali

UGUALI, DIVERSI, NORMALI

http://www.martinagiuffre.it/

Martina Giuffrè

Stereotipi, rappresentazioni e contro narrative del mondo rom in Italia, Spagna e Romania

Nei secoli i rom sono stati visti quasi sempre come gruppi omogenei con determinate caratteristiche, gli irriducibilmente diversi, ontologicamente differenti, emblema dell’illegalità quasi fisica e corporea; nei casi positivi, invece, come i rappresentanti dell’autenticità, della libertà, della vera natura dell’uomo quasi a ricalcare il mito del «buon selvaggio». Quanto l’immaginario sui rom corrisponde alla visione che hanno di se stessi? In questo volume ci proponiamo di mettere in luce il gioco di rappresentazioni da parte dei diversi attori sociali (vari gruppi di rom, istituzioni, mass media, associazioni rom, accademici, studenti) che concorrono a costruire «l’immagine dei rom». Il tentativo è quello di dare vita, anche attraverso il coinvolgimento dei rom stessi in qualità di ricercatori, a una contro narrativa del mondo rom, un luogo di voci e contro voci, di sguardi incrociati che metta in luce le forme di agency e di resistenza dei soggetti che interagiscono per rinegoziare la propria appartenenza.

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La moda es la carcel de todas

“Distruggere il patriarcato va di pari passo con la distruzione del capitalismo e del sistema gerarchico, altrimenti il femminismo non sarà né rivoluzionario né vero, potrà essere soltanto un capriccio occidentale.”

Destruir el patriarcado tiene que ir unido a destruir el capitalismo y el sistema jerárquico, sino el feminismo no será revolucionario ni real, sólo podrá ser un capricho occidental.

La moda es la cárcel de todas: Anarcofeminismo o barbarie

http://mujereslibresmadrid.noblogs.org/

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Sólo en la industria textil, entre 2006 y 2009, han sido asesinadas 414 obreras en 213 incendios. Sólo en 2009 y sólo en Bangladesh, fueron 165 las asesinadas. Desde el tristemente famoso incendio ocurrido en una fábrica de Bangladesh el 24 de diciembre de 2012 hasta enero de 2013, es decir, en unos dos meses, ardieron 28 fábricas dejando 541 heridas y 8 muertes.

Son los datos de la globalización de un capitalismo salvaje que lleva miseria y explotación allá donde va. Y patriarcado, por supuesto. El capitalismo es un patriarcado productor de mercancías: todo gira en torno al valor que tengan las mercancías o el trabajo humano, y para que algo tenga valor tienen que existir otras cosas que, en comparación, no lo tengan. Aquello que no tiene valor es la vida, y todas las tareas necesarias para mantenerla: reproducción, cuidados, cariño, etc. Frente a este “gasto de tiempo” en estas tareas curiosamente tan necesarias, se encuentra el beneficio, lo realmente importante: la producción, la política, lo público, aquello que se identifica como el espacio masculino.

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L’autodifesa è la mia forza!

L’autodifesa è la mia forza!

http://www.nicolettapoidimani.it/?p=915

La libertà è la nostra “fortezza”: con questo slogan è stata indetta, per martedì 28 luglio, un’iniziativa alla Fortezza da basso di Firenze (Viale Filippo Strozzi).
L’indizione sta circolando su facebook.

Auspico una grande partecipazione di donne, dopo che una giovane donna violentata nel 2008 proprio in quella zona si è ritrovata – tanto per cambiare – messa sotto processo per i suoi comportamenti ed il suo stile di vita – a detta dei giudici “non lineare”.
Qui potete leggere la lettera con cui ha pubblicamente risposto alla sentenza del tribunale.

Se riuscirò ci andrò, ma con lo slogan L’autodifesa è la mia forza, perché libertà e autodifesa vanno, per me, di pari passo. E intendo, con questo, l’autodifesa autogestita dalle donne, e non quella che ingrassa le tasche di ex-militari et similia che gestiscono le palestre, in particolare grazie ai vari “pacchetti sicurezza” che vittimizzano le donne.

Da questo punto di vista ci tengo molto a dire alle signore e ai signori di Human Rights Watch che se io avessi 16 anni e stessi in Rojava prenderei le armi contro gli stupratori di ISIS, malgrado le loro ‘umanitarie’ preoccupazioni per le/i minorenni che combattono nelle fila delle YPJ/YPG.

Perché un conto è evitare lo sfruttamento dei bambini e delle bambine – spesso orfani/e – nelle guerre; altro conto è impedire che una donna – adolescente o meno che sia – scelga le modalità della propria autodifesa, senza delegarla.

I ‘diritti umani’ (leggasi ‘globalizzazione degli ipocriti diritti e valori occidentali’) che costoro si arrogano di difendere, non comprendono anche l’autodifesa, evidentemente. E la cosa non mi sorprende, né mi sorprende che dal loro posizionamento privilegiato non ragionino sull’importanza – soprattutto per le donne, di qualunque età – di autodeterminare la propria sicurezza anziché delegarla ai vari “servitori” dello Stato…
La sentenza sullo stupro di Firenze docet, come sempre….

(A titolo informativo, qui è possibile leggere il comunicato con cui le Unità di difesa del popolo-YPG replicano alle dichiarazioni di HRW)

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Sandra Bland “suicidata” dallo Stato americano

Sandra Bland “suicidata” dallo Stato americano!

sandra bland

Sandra era un’attivista per i diritti civili. E’ stata brutalmente insultata e arrestata  da un poliziotto a Houston per futili e pretestuosi motivi: perché non aveva messo la freccia e perché non aveva immediatamente obbedito all’ordine di gettare la sigaretta. L’arresto è documentato in un video.

Sandra è stata trovata, dicono,  morta suicida, dicono, nella sua cella dopo tre giorni di detenzione, dicono.

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Con Suruc nel cuore

Con Suruç nel cuore

luglio 22nd, 2015 by dumbles

In solidarietà con le vittime di Suruç e con il popolo curdo

iniziative33Presidio a Udine sabato 25 luglio h.18,00 in borgo stazione

Lunedì 20 luglio a Suruç, cittadina curda in territorio turco, un attentato esplosivo provoca una strage ad una conferenza stampa della Federazione delle Associazioni di Giovani Socialisti (SGDF).
Suruç si trova a pochi chilometri dal confine con il territorio siriano controllato dai curdi, vicino alla città di Kobanê, completamente distrutta dopo l’assedio dello Stato Islamico. I militanti della SGDF, che avrebbero dovuto partecipare a dei progetti di ricostruzione della città di Kobanê, si trovavano a Suruç perché questa cittadina è base per ogni attività di aiuto oltre il confine. Lo stato turco però aveva impedito domenica 19 il passaggio del confine ai militanti della SGDF, e la bomba esplode proprio durante la conferenza stampa organizzata per denunciare la repressione del governo turco.
Secondo i numeri ufficiali sono 32 le vittime della strage, sembra però che i morti siano già 50. La maggior parte sono giovani socialisti, ma vi sono anche due anarchici di 19 anni. Oltre 100 i feriti di cui molti gravemente.
Non si tratta di un atto di terrorismo indiscriminato ma di un massacro mirato che punta ad eliminare fisicamente giovani militanti così come ad intimidire quelle forze che sostengono la resistenza della Rojava (Kurdistan occidentale in territorio siriano) e in particolare la ricostruzione di Kobanê. La responsabilità della strage è del governo turco che in Siria foraggia lo Stato Islamico e nello stesso territorio turco supporta gruppi paramilitari fascisti e religiosi per eliminare ogni potenzialità rivoluzionaria in Rojava così come in Turchia.
Il governo turco attraverso i suoi sicari attacca chi lavora alla ricostruzione di Kobanê perché è attraverso la ricostruzione, che non serve solo a costruire strade e edifici ma anche a gettare le basi della nuova società libera che può avviarsi un processo rivoluzionario.

SOSTENIAMO LA RICOSTRUZIONE DI KOBANÊ
SOSTENIAMO LA RESISTENZA E LA RIVOLUZIONE IN ROJAVA
CON LE COMPAGNE E I COMPAGNI COLPITI DAL TERRORISMO DELLO STATO TURCO

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Riflessioni femministe sulla madre

I NOMI DELLE COSE la trasmissione della Coordinamenta femminista e lesbica tutti i mercoledì dalle 20.00 alle 21.00 sugli 87.9 di Radio Onda Rossa

Le Trasmissioni dell’estate

mercoledì 22 luglio 2015

“Riflessioni femministe sulla madre/Peggy O’Hara e Toya Graham”

clicca qui

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