Il Liceo Montessori occupato!

Riceviamo il comunicato delle studentesse e degli studenti del Liceo Montessori occupato!

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Qui l’intervista con una studentessa che ci racconta motivazioni, obiettivi e programmi

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Comunicato

Oggi, 3 novembre 2016 gli studenti e le studentesse della sede centrale (via livenza) del Montessori hanno occupato il proprio edificio scolastico, si sono ripresi a pieno quello spazio che a dovrebbe appartenere loro quotidianamente.
Questa occupazione non è un atto di forza da parte di una minoranza violenta, bensì la presa di coscienza concreta della collettività studentesca che ha sentito la necessità di reagire, di non accettare passivamente una situazione che da troppo tempo le grava addosso.
Dopo settimane di dibattito e mobilitazioni gli studenti hanno deciso di arrivare a questa conclusione, di compiere questa azione che risulta essere l’unica possibile e davvero efficace per farsi sentire, per dimostrare che anche noi vogliamo poter dire la nostra, anche se per farlo dobbiamo alzare la voce.
Gli studenti partendo da un’analisi del clima che vivono dentro scuola ogni giorno si sono resi conto di quanto questo sia direttamente imposto dall’esterno, da un ministero che dà ordini, attraverso l’attuale riforma della Buona Scuola.
Nel nostro istituto, ogni giorno di più viene limitata la vivibilità e con questa l’autonomia degli studenti, a cui secondo le circolari fatte girare dal preside è “severamente vietato di alzarsi dalla sedie prima del suono della campanella”, è “categoricamente proibito uscire dalla propria aula al cambio dell’ora”, è “negata la possibilità di andare in bagno se non durante la ricreazione”. Dopo aver chiesto di aprire gli spazi della scuola in orario scolastico per poter avere dei luoghi di aggregazione, dopo aver rivendicato con forza una didattica che ci possa dare gli strumenti per comprendere i fenomeni che attraversano la nostra società, dopo che per farci concedere un momento di assembleare sul referendum abbiamo dovuto aspettare mesi e quando siamo riusciti ad ottenerla non è stata realizzata nelle modalità che ci aspettavamo, dopo continui episodi di questo tipo abbiamo deciso di riprenderci tutti ciò che continuano a toglierci.
Nella scuola italiana oggi gli studenti non decidono nulla sulla propria vita scolastica, ed è questo che faremo in questi giorni: decidere, mettere in campo il modello di scuola che vogliamo con la convinzione che quel luogo sia nostro e non di chi lo amministra.

Qualche settimana fa gli studenti hanno consegnato un documento sulla scrivania del preside rivendicando ciò che non avrebbero nemmeno dovuto chiedere, ciò che spetta loro di diritto, ma ancora non hanno ricevuto alcuna vera risposta.
Abbiamo chiesto l’apertura di spazi di aggregazione, la possibilità di parlare di politica all’interno del luogo dove viviamo, abbiamo chiesto di non essere trattati come bambini, ma di avere quelle libertà che ci spettano, quelle libertà che sono sinonimo di responsabilità e possibilità di maturazione.
Gli studenti del Montessori si sono inoltre resi conto di quanto tutto questo non sia opera solo del preside ma di come egli metta solo in pratica le direttive del governo, che attraverso la “buona scuola” vuole modificare radicalmente gli equilibri educativi. Una “buona scuola” che ci vuole educare al lavoro: attraverso la concentrazione del potere nelle mani di un preside manager che dirige una scuola come se fosse un’azienda, attraverso il cambio del ruolo dei professori che sono passati a essere da educatori a “controllori dell’educazione”, attraverso i ritmi serrati che scandiscono la nostra quotidianità e che hanno poco di diverso da quelli di un qualsiasi impiegato, attraverso tutto questo la buonissima scuola di Renzi ci vuole abituare, formare e educare al lavoro.
Altro esempio di questo sono le prove INVALSI, che dal prossimo anno addirittura avranno un peso nell’esame di maturità, un test a crocette mirato a creare delle competenza spendibili nelle aziende e nel mondo del lavoro. E a cambiare dunque sono anche gli obbiettivi richiesti dalla scuola pubblica.
Ma ancora di più gli studenti si vogliono opporre all’alternanza scuola-lavoro proposta da questa riforma, che è l’emblema, il culmine della tendenza che l’istruzione sta prendendo, e che del presto sarà determinante nel conteggio dei crediti formativi. Dopo che il governo ha garantito a MacDonald che 10.000 studenti lavoreranno gratuitamente per la grande multinazionale ci rendiamo conto che questo progetto di scuola-lavoro non ha il fine di essere formativo per i giovani, ma piuttosto quello di garantire mano d’opera non retribuita.
Il governo inoltre promette una mancia di 500€ per ottenere un voto al referendum, quando nella nostra come in tante altre scuole i laboratori e il cortile della sede succursale non sono a norma.
Da questa analisi compiuta collettivamente e mandata avanti sulla linea del progetto iniziato 2 anni fa, gli studenti hanno autonomamente capito che c’è una sola soluzione, un solo modo per creare un’alternativa.
Vogliamo dimostrare che l’educazione, la formazione non è solo quell’indottrinamento che quotidianamente ci viene imposto con lezioni frontali, che le competenze che ci serviranno nella vita non sono solo quelle che ci può fornire la scuola, ma che la nostra libera iniziativa è fondamentale per autoformarci, autogestiti, lavorare criticamente ai nostri progetti.
Vogliamo fa capire che dalla nostra insoddisfazione nei confronti di ciò che ci circonda nasce una PROTESTA e da questa una PROPOSTA.
Vogliamo uscire dalla condizione di alienazione che ci impone la scuola, vogliamo riprenderci i nostri spazi e renderli vivibili per noi, vogliamo essere protagonisti della nostra istruzione, non solo uno sfondo passivo.
Occupazione significa reazione, significa organizzazione dal basso, spontanea. Occupazione non è un atto di forza, ma un atto di volontà della componente studentesca che prende coscienza dei propri diritti. Occupazione è decidere di opporsi attivamente a chi ci vuole far accontentare di poco, a chi ci vuole porre limiti, a chi si riempie la bocca di parole e non conclude mai nulla, a chi reprime, a chi censura.
L’occupazione è, per le motivazioni e per i fini che gli studenti del Montessori hanno, l’unico mezzo che può essere realmente efficace.
Ogni giorno elaboreremo proposte e progetti per la scuola che sottoporremo all’attenzione delle diverse componenti della scuola.
In un momento dove si cerca di togliere spazi di democrazia nel nostro paese è per noi un dovere oltre che un diritto mettere in discussione il presente per conquistarci giorno dopo giorno un futuro migliore.

Gli studenti e le studentesse del Montessori.

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