“Moduli di guerra”

Con un lavoro lungo, di anni, un passo dopo l’altro, il neoliberismo ha ridisegnato tutta la società, ha investito tutti gli aspetti della vita, da quelli del mondo del lavoro a quelli ludici e personali, dalla sfera della sessualità a quella sociale, dai rapporti con gli oppressi e tra gli oppressi.
Questo attacco di cui si è fatta carico in prima linea la socialdemocrazia riformista è stato portato avanti con una determinazione, una pervicacia e una perfidia da lasciare gli oppressi e le oppresse attoniti, indifesi, spiazzati.
Tanto attoniti da non ragionare con la loro testa, tanto spiazzati da non seguire l’istinto, tanto indifesi da non recepire il ribaltamento totale che i termini e il lessico di sinistra avevano assunto nella sostanza. Hanno seguito i pifferai del PD e della triplice sindacale, hanno dato spazio alla “meritocrazia”, alla gerarchia, al “rendimento”, hanno accettato il controllo, le limitazioni del diritto di sciopero, i tagli, le privatizzazioni …si sono prestati alla guerra fra poveri, stigmatizzando il collega che non rendeva abbastanza, che non era ligio all’azienda, l’impiegata che portava i bambini a scuola o faceva la spesa nell’orario di lavoro, come se questo non fosse lavoro….
Ora sono basiti, muti, inermi, dotati/e di strumenti inadeguati per rispondere ad un attacco così violento che investe il mondo del lavoro…l’istruzione…la sanità…lo stato sociale…e questo attacco non ha solo valenza economica, ma è anche un attacco all’idea e alla pratica di comunità.
Il tessuto sociale ne è sconvolto: lavoratori/trici, contadini/e, donne, addette/i ai servizi…popoli del terzo mondo…sono tutti dentro un comune progetto di sfruttamento, questo sì diventato globale.
Dentro questo processo siamo tutti/e poveri/e, siamo tutti/e nelle mani di un potere che ci infantilizza, che ci plasma per uno sfruttamento in tutti i momenti della nostra vita.
Ad un attacco politico a tutto campo, la risposta non può che essere sullo stesso piano.
Le lotte devono essere immediatamente politiche, gli spazi di mediazione, di contrattazione, di richiesta sono stati rimossi dal neoliberismo.
Per ora ha vinto, ci ha tolto la parola, cambiato i riferimenti, azzerato la memoria.
Questo mondo si è convertito ai valori nazisti attraverso lo Stato etico e il suo sviluppo secondo moduli di guerra. Continua a leggere










Serata di lotta per questo 8 dicembre No Tav, una data importante che ha visto mobilitazioni dal nord al sud Italia! Sono scesi in piazza questo pomeriggio, infatti, migliaia di No Tap a Lecce, contro un’opera criminale voluta da un governo sordo alle proteste della comunità salentina e non solo. A loro va il nostro ringraziamento e tutta la nostra solidarietà!









