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<Le parole svuotate>
Abbiamo veramente dimenticato quello che scrivevamo e dicevamo anni fa? O stavamo giocando?

Il neoliberismo ha decretato la fine della storia, ha deciso che questa è la migliore società possibile, ha smontato gli immaginari di società diverse, ha cambiato il senso delle parole che definivano i riferimenti politici e molte altre le ha svuotate, se ne è appropriato con la sussunzione strumentale delle istanze antagoniste attraverso i soggetti che si sono prestati e le ha anestetizzate in modo che non potessero più nuocere. Questo era successo già prima che si instaurasse il così detto periodo emergenziale, veniva già portato avanti il gioco del <facciamo finta che…>
Ma la gestione della così detta emergenza da parte del potere ha strappato il velo e ha messo completamente a nudo questo meccanismo. Le contraddizioni sono talmente evidenti e pesanti che ci vuole una notevole dose di pelo sullo stomaco per continuare a non nominarle.
Ci sono tre parole in particolare che smascherano con chiarezza posizionamenti e intenti, tre parole di cui rimane solo il simulacro e che è necessario riempire di contenuti politici all’attualità pena la completa scomparsa di ogni realtà antagonista e di classe: autonomia, autodeterminazione, autorganizzazione.
Autonomia. L’autonomia è un modo di lettura della società capitalista/patriarcale, dei suoi protagonisti, del modo di distribuzione dei suoi poteri, della dinamica del suo sviluppo, che prevede la presa in carico direttamente da parte nostra dei nostri desideri e la consapevolezza della possibilità di realizzarli. Pertanto, è una teoria di liberazione. E’, quindi, il rifiuto della delega, non solo perchè la delega dà ad altri soggetti, al di fuori di noi, l’autorizzazione a lottare, chiedere, decidere al nostro posto, ma, soprattutto, perchè questi soggetti, non essendo noi, portano avanti, per noi, esigenze che, nella migliore delle ipotesi, credono nostre, nella peggiore e più comune, sono invece loro[…] Per questo solamente la realizzazione di un’organizzazione autonoma dei soggetti sociali sfruttati può modificare il senso stesso delle relazioni umane e far si che non si riproducano forme di gerarchia e dominio. L’autonomia, permette la nostra crescita e il nostro arricchimento affrancate dal dominio del plusvalore, è sintesi sociale diversa e contrapposta a quella della società neoliberista patriarcale, alla società seriale che si realizza nell’universo dei ruoli. E’ affermazione di una diversità irriducibile. E’ capacità di esprimere rottura e identità politica, di scardinare il controllo sociale che si manifesta nel dominio culturale e sociale prima ancora che in quello militare e repressivo. E’ la riappropriazione di un tempo liberato dal lavoro salariato, dal lavoro di cura, dai ruoli, ed è coscienza e tessuto di comunicazione e organizzazione sociale. E’ la non partecipazione alle cicliche ristrutturazioni capitalistiche e patriarcali e la capacità di allargare i propri spazi. (1) Continua a leggere








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