Riguardo al ddl Zan e altro/ Il politicamente corretto: un’arma di distruzione di massa

Il politicamente corretto: un’arma di distruzione di massa/ parte seconda

qui la parte prima

 

 

 

La legge è la sanzione formale di un rapporto di forza, è fatta da chi detiene il potere ed è destinata alle oppresse/i. E noi sappiamo quanto male e quanto dolore hanno portato e portano le leggi nella vita delle donne. Senza andare tanto lontano nel tempo, perché altrimenti dovremmo parlare di tutte le leggi che nei secoli ci hanno costrette a forza nel nostro ruolo con pene severissime, ostracismo e morte, ci basta andare indietro di pochi anni, se per caso dovessimo avere la memoria labile, e riflettere su quello che sta succedendo ora.

Potrebbe sembrare che quella che viene chiamata emancipazione femminile sia un percorso lento ma ineluttabile. Invece non è affatto così perché le conquiste sono il frutto delle lotte e non solo non sono per sempre, ma possono essere annullate molto facilmente…basta una nuova legge quando il rapporto di forza diventa molto sfavorevole. Non è l’evoluzione che fa la storia, sono i punti di rottura.

La normalizzazione è l’esigenza di chi detiene il potere, più il potere è autoritario più c’è un proliferare di leggi e di norme che soffocano ogni momento della quotidianità. In pratica è necessario smascherare quella che è l’essenza dello Stato autoritario, la richiesta di ordine e di legalità che è divenuta debordante. Si omette che lo Stato possiede il monopolio della forza che pretende legittima e la esercita in maniera tale da essere legale perché legalmente convalidata. La ri-legittimazione del dominio si presenta come una necessità prioritaria per il capitale e si dispiega attraverso il neocolonialismo nei paesi del terzo mondo e nel disciplinamento e nella colonizzazione del quotidiano e dei territori nelle società occidentali.

Stiamo assistendo ad uno spostamento importante verso lo Stato etico che si arroga il diritto di decretare per noi quello che è buono e quello che non lo è e noi dovremmo adeguarci. E’ lo Stato etico di nazista memoria.

La colpevolizzazione e lo stigma sono stati e sono due strumenti potentissimi del controllo sulle donne e sono applicati sia riguardo al comportamento all’interno del microcosmo familiare sia nei rapporti sociali esterni.

Il neoliberismo si muove con le stesse modalità forte dello strumento del politicamente corretto portato in dote dalla socialdemocrazia.

E’ sempre colpa del cittadino/a, degli individui irresponsabili e dannosi…il pianeta è inquinato e devastato? è colpa tua perché non fai la raccolta differenziata, usi troppa corrente elettrica….le città sono affogate nel traffico? è colpa tua perché non prendi i mezzi pubblici… gli uffici pubblici non funzionano? è colpa dei lavativi e dei furbetti…i migranti scappano dai loro paesi distrutti da “guerre umanitarie” e carestie? è colpa tua che mangi troppo, che vuoi avere uno stile di vita agiato ma alle spalle dei popoli del terzo mondo…la città è sporca? è colpa tua che butti le cartacce per terra… non c’è lavoro? è colpa tua che hai solo pretese e pensi che ti sia tutto dovuto… e infine per quadrare il cerchio… sei povero/a? è colpa tua che non ti sai valorizzare e proporre in una società che invece ti fornisce delle possibilità infinite e, comunque, sei uno/a scansafatiche, pretenzioso/a e in fin dei conti pericoloso/a perché non ti rendi conto che la colpa è tua. E ti devi convincere che anche la soluzione può essere solo tua: assistenti sociali, psicologi, psicofarmaci, Tso e autorepressione.

E in ogni caso ci penseranno i tuoi vicini a controllarti, denunciare i tuoi comportamenti, farti rientrare nei ranghi.

Un terrorismo sociale forte e vincente annichilisce le persone, colpevolizzandole, avvilendole, frustrandole, trascinando perfino ogni comportamento dovuto al bisogno nella sfera delinquenziale. Questo è il pensiero unico cioè l’ideologia neoliberista.  Anche la sofferenza è una colpa personale e perciò l’io sofferente umiliato, maltrattato viene derubricato dalla sua sofferenza e viene reinserito nel mercato come merce. Un capitalismo per il quale ogni colpa è sempre dell’essere umano che è bacato, fallato e attanagliato da un intimo disordine da combattere ricorrendo alla medicina, al marketing, alla psicanalisi e alla polizia, per cui il conflitto sociale non può che essere un malinteso, le lotte, le ribellioni, gli scioperi, i picchetti non possono che essere un disordine intimo da sciogliere in un modo, nell’altro o nell’altro ancora. Mai come in questo momento storico in cui il neoliberismo, attraverso un legiferare continuo, invasivo e capillare si arroga il diritto di intervenire in ogni aspetto della nostra vita, l” illegalità diffusa” assume connotati di presa di coscienza.

Dobbiamo porre molta attenzione a non essere compartecipi di questa visione autoritaria del sociale. Dobbiamo evitare accuratamente di contribuire a creare stigma e divieti, norme e colpevolizzazione altrimenti il femminismo diventerà anch’esso strumento di repressione e controllo sociale. Non ci si deve prestare ad essere strumento del neoliberismo .

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La normalità della gabbia

Sotto il link per ascoltare l’intervista che ha  fatto il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud a Radio Blackout sui fatti di Fano e sul Trattamento Sanitario Obbligatorio

https://radioblackout.org/2021/05/tso-la-normalita-della-gabbia/

La vicenda dello studente fanese cui è stato imposto il ricovero coatto in un repartino psichiatrico per un atto di protesta contro la mascherina a scuola, ha suscitato ampia indignazione. Sono scesi in campo persino fascisti e leghisti, normalmente forcaioli.
Nei fatti, il Trattamento Sanitario Obbligatorio, è una pratica molto diffusa. Una pratica che non ha nulla a che fare con la sofferenza psichica, ma è utile a disciplinare comportamenti che, per svariate ragioni, non possono essere sanzionati con gli strumenti messi a disposizione dall’apparato sanzionatorio previsto dal codice penale.
La prigione psichiatrica è uno strumento cui è molto difficile sottrarsi e lascia solo esigui margini di difesa e chi ci finisce impigliato.
Se un individuo è classificato come pericoloso da un paio di medici, di cui almeno uno deve essere uno psichiatra, poi basta la firma del sindaco ed il gioco è fatto. Se i tuoi atti sono definiti folli non c’è nulla che tu possa dire o fare per evitare il ricovero coatto, la gabbia chimica e, spesso, anche la contenzione fisica. Se sei dichiarato “matto” la tua volontà non conta, la tua parola non ha valore, perché, qualunque sia l’argomentazione, è alienata, senza ragione, malata.
Il TSO si configura come detenzione e tortura extra giudiziaria
Camicie di forza, letti di contenzione, elettroshock, lobotomia farmaceutica, punture a lento rilascio, isolamento, umiliazioni, ricatti, sequestri, prigionie, torture, violenze e morti[…]

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Ti rifiuti di mettere la mascherina? ti faccio il TSO!!

Un comunicato del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa

antipsichiatriapisa@inventati.org/ www.artaudpisa.noblogs.org /335 7002669

TI RIFIUTI DI METTERE LA MASCHERINA IN CLASSE? TI FACCIO IL TSO!!

Abbiamo appreso dai giornali che uno studente di 18 anni di Fano è stato ricoverato in Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) perché non voleva indossare la mascherina in classe. Siamo sconcertati e ci vergogniamo dell’operato delle Istituzioni. Davvero non si poteva agire diversamente? Bisognava proprio attuare un TSO?

Il dirigente scolastico dell’Istituto ha dichiarato che il ricovero coatto sarebbe stato fatto per fare riflettere e per educare il ragazzo che, a detta degli insegnanti, ha un ottimo rendimento scolastico ed è benvoluto dai compagni. Su cosa esattamente doveva riflettere? Sul fatto che pensarla in modo  diverso sia una colpa? Usare il TSO per educare, ma si può parlare di educazione quando si sta obbligando una persona a ricoverarsi contro la sua volontà? Non hanno capito che forse si trattava di una provocazione? Che forse il ragazzo era stanco di studiare e vivere così? Che forse voleva comunicare la sua difficoltà e lanciare un messaggio ai compagni? Come sempre è la persona che è malata e non si mette mai in discussione il contesto ma ci si affida alla psichiatria. Rivendicarsi di utilizzare il trattamento sanitario per reprimere, punire e rieducare chi ha comportamenti non adeguati e fuori dagli schemi ecco il vero scopo del potere psichiatrico e delle istituzioni che vi si affidano.

E il sindaco di Fano? Si giustifica dicendo che la firma del sindaco è soltanto un atto formale, ma ha verificato se sussistevano le 3 condizioni per attuare il TSO? La legge 180/78 stabilisce che il trattamento sanitario obbligatorio deve essere disposto con provvedimento del Sindaco del Comune di residenza su proposta motivata da un medico e convalidata da uno psichiatra operante nella struttura sanitaria pubblica. Dopo aver firmato la richiesta di TSO, il Sindaco deve inviare il provvedimento e le certificazioni mediche al Giudice Tutelare operante sul territorio il quale deve notificare il provvedimento e decidere se convalidarlo o meno entro 48 ore. Il TSO si può effettuare se si presentano contemporaneamente tre condizioni:

– quando la persona si trova in alterazione psichica tale da richiedere urgenti interventi terapeutici

– quando tali interventi terapeutici vengono rifiutati dalla persona

– quando tali interventi non si possono garantire nel proprio domicilio

Premesso che per noi il TSO andrebbe abolito, in questo caso non ci sembra pertinente e legittimo attuare un trattamento sanitario obbligatorio, sottrarre lo studente con un’ambulanza. Se, in teoria, la legge prevede il ricovero coatto solo in casi limitati e dietro il rispetto rigoroso di alcune condizioni, la realtà testimoniata da chi la psichiatria la subisce è ben diversa. Con grande facilità le procedure giuridiche e mediche vengono aggirate: nella maggior parte dei casi i ricoveri coatti sono eseguiti senza rispettare le norme che li regolano e seguono il loro corso semplicemente per il fatto che quasi nessuno è a conoscenza delle normative e dei diritti del ricoverato. Molto spesso prima arriva l’ ambulanza per portare le persone in reparto psichiatrico (spdc) e poi viene fatto partire il provvedimento; accade anche che il paziente non viene informato di poter lasciare il reparto dopo lo scadere dei sette giorni ed è trattenuto inconsapevolmente in regime di TSV (Trattamento Sanitario Volontario). Persone che si recano in reparto in regime di TSV sono poi trattenute in TSO al momento in cui richiedono di andarsene. Diffusa è la pratica di far passare, tramite pressioni e ricatti, quelli che sarebbero ricoveri obbligati per ricoveri volontari: si spinge cioè l’individuo a ricoverarsi volontariamente minacciandolo di intervenire altrimenti con un TSO.

La vicenda di Fano crea un precedente preoccupante nell’uso della repressione come metodo educativo. Dato l’elevato numero di ricoveri coatti praticati ogni anno in Italia, non possiamo fare a meno di chiederci: appena un individuo si discosta da quella che i più definiscono normalità è a rischio TSO?

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 13 maggio 2021

Zardins Magnetics di giovedì 13 maggio 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

– Aggiornamenti e approfondimenti sulla situazione in Palestina
– Riflessioni sui provvedimenti legislativi protezionisti e vittimisti,
prendendo spunto dal ddl Zan
– Sulla rimozione del conflitto sociale: una riflessione sul libro “Il
tempo di vivere con te” di Giuseppe Culicchia

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Per Giorgiana e per noi/questa mattina a Ponte Garibaldi

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Con il popolo palestinese.

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“Green Pass” e piani europei

I piani europei per il “Green Pass” erano già pubblici 20 mesi prima della pandemia

https://www.lindipendente.online/2021/05/04/i-piani-europei-per-il-green-pass-erano-gia-pubblici-20-mesi-prima-della-pandemia/

La pandemia da Covid-19 ha portato i governi ad adottare soluzioni per far fronte all’emergenza e cercare di tamponare il contagio, sia in termini numerici sia di espansione geografica. Il Green Pass sembra proprio rispondere a queste esigenze e sarà richiesto per tutti i viaggi internazionali e, in molti paesi, per entrare in negozi, ristoranti, bar, palestre, hotel, teatri, concerti ed eventi sportivi: l’impressione che ci viene fornita è che la misura sia conseguenza diretta della pandemia. Eppure, la pianificazione dei “passaporti vaccinali” è iniziata almeno 20 mesi prima dell’inizio dell’epidemia di COVID-19. Dunque la pandemia non è la causa del “passaporto vaccinale” ma ha convenientemente fornito la giustificazione per la sua introduzione. Continua a leggere

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Un utile opuscolo

Riceviamo e divulghiamo un utile opuscolo

NOI E IL NOSTRO COVID*

*l titolo si rifà a Noi e il nostro corpo, opuscolo del Collettivo per la salute delle
donne di Boston negli anni ’70, diventato poi il libro punto di riferimento
mondiale per la salute femminile non medicalizzata

per leggere e scaricare clicca qui

NOI E IL NOSTRO COVID

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Per Giorgiana e per noi/12 maggio 1977

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Per Ulrike e per noi/ in ricordo di Ulrike Meinhof/ 9 maggio 1976

Certa gente non ama ricordare, molta gente non vuole capire, certe cose non si devono pensare, molte cose non si possono dire…

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Un fatto di inaudita gravità!

TSO e ricovero in psichiatria a studente che rifiuta la mascherina

Questa la notizia:

<Nella giornata di ieri, a Fano, uno studente diciottenne frequentante l’Istituto Tecnico Commerciale «Olivetti» si è incatenato ad un banco in segno di protesta: il ragazzo, rifacendosi alle tesi di un «costituzionalista», ha rivendicato il suo diritto di seguire le lezioni senza indossare la mascherina. Così, dopo due ore di estenuanti trattative in cui il personale scolastico ha cercato di convincere invano lo studente a rispettare le regole, i suoi compagni di classe sono stati spostati in un’altra aula e dopo aver liberato i corridoi e sgomberato la scuola, al giovane è stato ordinato di lasciare l’istituto: ad attenderlo fuori vi erano un’ambulanza ed un’auto della polizia ed il ragazzo è stato preso in custodia dai sanitari. «Sono nel reparto psichiatrico di Pesaro, a Muraglia: mi hanno fatto un Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) e dovrò restare qui per una settimana. In questo momento una dottoressa mi sta portando via tutti gli oggetti pericolosi. Mi hanno dato dei calmanti al Santa Croce e poi mi hanno trasferito a Pesaro, a Muraglia», ha affermato il diciottenne.>Da indipendente.online

E’ un fatto di inaudita gravità. Ogni forma di dissenso per il sistema neoliberista ha due sole possibili accezioni: o è una forma delinquenziale o è una forma di pazzia. Non viene accettata nessuna possibilità di confronto o discussione e viene usata direttamente la forza anche se la dimostrazione è assolutamente pacifica come nel caso di questo diciottenne. Se si fosse ribellato al trasferimento coatto e avesse opposto resistenza avrebbero detto che il TSO era dovuto perché fuori di testa, dato che non ha opposto resistenza hanno avuto la faccia tosta di dire che non c’è stata violenza nei suoi confronti perché ha seguito i sanitari e la polizia di sua spontanea volontà. Il neoliberismo pretende ubbidienza assoluta e dedizione senza condizioni ma questo non sarebbe possibile se non ci fossero tante persone che si prestano e si dimostrano zelanti: professori, personale scolastico, gli altri studenti, il personale sanitario…possibile che tutti abbiano talmente perso perfino la propria dignità da permettere queste cose? il fascismo e il nazismo è così che sono andati al potere.

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 6 maggio 2021

Zardins Magnetics di giovedì 6 maggio 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

* Basta morti di Stato! Ricordando Alina
* Contro il coprifuoco
* Contro il modello sionista
* Un approfondimento sul CPR di Gradisca d’Isonzo

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Siamo tornate all’ottocento

Un’operaia che a ventidue anni muore dilaniata da un macchinario tessile. Una ragazza che a ventidue anni lavora in fabbrica. Una ragazza che a ventidue anni ha un bambino di cinque, una ragazza che a diciassette anni lascia la scuola perché è incinta  e che lavora, ragazza madre, per mantenere il bambino. Un giovane fidanzato che dichiara all’intervistatore che si sarebbero sposati presto e che avrebbe riconosciuto il bimbo anche se non suo. Una tragedia che fa venire i brividi e che riempie di rabbia non solo per la sua terribile morte. Siamo tornate all’ottocento. Una morte così tremenda occupa le pagine dei giornali, si versano lacrime di coccodrillo e si fanno dichiarazioni pelose come per tutti/e quelle/i che muoiono ogni giorno, continuamente, di lavoro. ma quante persone sono in situazioni come questa? bisogna che muoiano di lavoro o di fatica o di miseria o di disperazione per avere qualche riga su un giornale. Questo è il neoliberismo.

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Le ragioni assolute di un nuovo umanesimo

Il testo che segue è stato letto come contributo durante l’assemblea contro l’obbligo vaccinale che si è svolta il 2 maggio al terreno no tav di Acquaviva e Resistente (a sud di Trento), assemblea a cui ha partecipato una novantina di persone. da ilrovescio.info

Le ragioni assolute di un nuovo umanesimo

In questo momento la vaccinazione di massa è forse la questione a più alta densità politica, nelle due accezioni del termine politica: come arte del potere e come cura comune di ciò che è comune.

La martellante propaganda mediatica e governativa presenta il rifiuto dei vaccini OGM come una sorta di impulso irrazionale di fronte alla razionalità della scienza. Non è un caso. La vaccinazione è il coronamento della gestione istituzionale dell’epidemia. Metterla in discussione significa far traballare tutta la costruzione. Da un anno a questa parte, l’aggettivo “complottista” ha colpito in modo sistematico soprattutto due forme di opposizione: quella alla rete 5G e quella ai vaccini sperimentali. E anche questo non è un caso. Digitalizzazione della vita e della società, da un lato, e sperimentazione biomedica, dall’altro, sono strettamente intrecciate fra loro. Big data e nuove frontiere biomediche sono due tasselli di un unico programma. Cogliere fino in fondo questa posta in gioco è proprio ciò che può dare alla resistenza verso l’obbligo vaccinale tutte le sue ragioni contro l’oscurantismo tecno-scientifico, vera e propria superstizione contemporanea. Osserviamo le tendenze in atto.

I vaccini biotech diventeranno a breve spray nasale, gocce, pillole, cerotti “smart”, microchip. L’immensa mole di dati sanitari personali che l’industria sta raccogliendo con la vaccinazione di massa – questo è il segreto di Pulcinella della secretazione degli accordi tra UE e “Big Pharma” – sarà usata per introdurre anche in Europa le terapie digitali, cioè i farmaci-sensori ingeribili collegati al controllo medico da remoto, alla telemedicina (a cui non a caso andranno molti dei fondi del Recovery plan in materia di sanità).

Le terapie digitali – di cui si sente parlare sempre più spesso in televisione o alla radio – sono in commercio negli Stati Uniti dal 2017, anno in cui la FDA ne ha autorizzato l’impiego. Si tratta di un mercato per cui i giganti del digitale si stanno fondendo da tempo con l’industria farmaceutica (ad esempio Google – tramite la controllata Verily Life Sciences – con Glaxo, per fare due nomi)

Perché su quel mercato l’Europa è in ritardo rispetto agli USA? Perché micro-software ingeribili e telemedicina hanno bisogno di una vasta rete digitale per raccogliere sempre più dati e di un apparato di Intelligenza Artificiale per analizzarli: cioè di “città-intelligenti” e della rete 5G, che delle smart cities rappresenta l’infrastruttura materiale.

Per capire questi nessi, si può fare un parallelo con le macchine. Per lanciare il mercato delle auto a guida autonoma, servono città e strade disseminate di sensori, senza le quali l’auto a guida autonoma è un oggetto privo di utilizzo. Lo stesso vale per i corpi, oggetto di cattura da parte dell’industria tecno-farmaceutica. Senza 5G e telemedicina, le terapie digitali sono prive di sviluppo. L’impatto ecologico di una società interamente digitalizzata sarebbe devastante, nonché foriero di nuove epidemie, in una spirale verso il disastro in cui a guadagnare è solo l’industria.

Sui nostri corpi, insomma, si gioca letteralmente il tipo di società in cui vivremo domani. Corpi-macchina in un mondo-macchina governato da esperti e da algoritmi, oppure una società di umani che accettano i propri limiti e sanno di dipendere dalla natura. All’industria high-bio-tech vanno opposte sia la passione della resistenza sia le ragioni assolute di un nuovo umanesimo.

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BRUCIA IL TELEFONO

La versione online la trovi qui bruciailtelefono.noblogs.org con tanti emozionantissimi link
La versione originale qua quematumovil.pimienta.org
Se ci vuoi scrivere stupiditelefoni [chiocciola] riseup [punto] net se hai mail commerciali, lascia stare.
Ci piace pensare che questo testo è un po’ di tuttx, quindi pure un po’ di nessunx. Dunque, se sai chi l’ha scritto, tienilo per te.
Riproduci, modifica, sparpaglia a tuo piacimento

BRUCIA IL TELEFONO

L’idea di studiare le tematiche di questo opuscolo è nata in un momento femminista tra donne, lesbiche, froci e trans+ di scambio e condivisione sulla lotta contro le
frontiere e i dispositivi repressivi costruiti attorno ed a partire da esse. Nel cercare approfondimenti su cellulari e telefonia ci siamo imbattutx in questo lavoro che per i
suoi anni era fatto molto bene. Qualche tempo dopo abbiamo deciso di tradurlo ed aggiornarlo, già che ci stavamo lavorando sopra abbiamo tolto le parti che non ci
convincevano del testo. Quindi quanto leggerete non è la traduzione del testo, ma quello che ci sembrava interessante estrapolare con varie parti ampliate o eliminate.

brucia_il_telefono

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