5 giugno /In ricordo di Mara

Margherita Cagol, Mara, militante delle Brigate Rosse, nasce a Sardagna di Trento, l’8 aprile 1945. Viene uccisa dai carabinieri il 5 giugno 1975 ad Arzello d’Acqui in Piemonte.

Dedicata a Mara

Assunzione di irresponsabilità

Ieri abbiamo avuto molto da fare
stamane sui quotidiani dicono che siamo avventati
dovremmo piantare i semi di un mondo nuovo
prima di dare fuoco senza riserve al presente

avremmo dovuto farlo secondo gli standard
del rapporto sociale mediato dalle immagini
di repubblicapuntoit o di facebook
cosa dirà mai l’opinione pubblica,
oh madonna santa protettrice dei sondaggisti:
rimetti a noi le nostre belle paternali
come voi non le rivolgete alle rivolte estere

forse non abbiamo le parole giuste
forse non abbiamo gli strumenti adeguati
ma d’altronde le stelle dimostrano
che per illuminare la notte del mondo
ci vuole qualcosa che brucia
e per quel che ne so
la cenere è concime.

Denys

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7 giugno a Modena/ Presidio contro l’archiviazione

CI SONO MORTI CHE PER LO STATO PESANO COME PIUME

Da poco più di un anno dalla strage del carcere di Sant’Anna il tribunale di Modena sarà chiamato a decidere sulla interruzione delle indagini inerenti le cause di morte di ben otto sulle nove vittime di quella terribile giornata.
L’archiviazione è stata richiesta alla procura, proprio nel marzo appena trascorso, nonostante numerose incongruenze tra gli elementi di interrogazione.

Quando vuole, la Giustizia italiana si rivela alquanto celere nonché senza vergogna nel permettersi di dichiarare che ad essa, nonché agli addetti penitenziari che la rappresentano, “non si può addebitare alcuna responsabilità …
Come già per i continui casi di suicidio nelle carceri, ora persino rispetto ad una strage di tale portata, l’unica cosa che possono, evidentemente, gli organi di Giustizia statale, è l’arroganrsi di svincolarsi dalla realtà del proprio coinvolgimento sulle sorti di chi reprime.
Pare valga più la conservazione di una pena inflitta che la sopravvivenza di un detenuto.

LUNEDI 7 GIUGNO ALLE H. 11, PRESIDIO CONTRO L’ARCHIVIAZIONE
in Corso Canalgrande presso il Tribunale di Modena

Comitato di Verità e Giustizia per i Morti del Sant’Anna

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Strage di Modena/il rischio di un colpo di spugna

Strage di Modena/Il rischio di un colpo di spugna

di Alexik   carmillaonline.com

E’ prevista per lunedì prossimo presso il Tribunale di Modena l’udienza per decidere dell’archiviazione del fascicolo riguardante la morte di otto detenuti nella rivolta del carcere Sant’Anna.
Tre mesi fa il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio, assieme alle PM Lucia De Santis e Francesca Graziano, ha chiesto di passare un bel colpo di spugna sulla peggiore strage carceraria della storia della Repubblica, e in particolare sulla fine di Chouchane Hafedh, Methani Bilel, Agrebi Slim, Bakili Ali, Ben Mesmia Lofti, Hadidi Ghazi, Iuzu Artur, Rouan Abdellha.1
La procura di Modena ha motivato la richiesta di archiviazione addebitando i decessi “alle complicazioni respiratorie causate dall’assunzione massiccia di metadone, in qualche caso accelerato e aggravato dall’assunzione di altri farmaci o da specifiche condizioni personali”, ed escludendo per tutti  “l’incidenza concausale di altri fattori di carattere violento“.
La procura sostiene inoltre che “nell’immediatezza della rivolta risulta essere stata tempestivamente assicurata assistenza sanitaria a tutti i detenuti da parte del personale sanitario intervenuto…  Risultano essere stati fatti quindi, nel contesto emergenziale, pure gravati dall’emergenza legata al COVID-19, tutti i necessari controlli, con interventi terapeutici di contrasto in loco, ove possibile, o con invio ai presidi sanitari cittadini nei casi più gravi“.

Sarà, ma il  bilancio di nove morti non depone a favore di questa narrazione edulcorata, smentita ormai da numerose testimonianze.
Fra queste, i racconti delle donne che l’otto marzo 2020 sono accorse davanti ai cancelli del Sant’Anna, avvertite della rivolta dal fumo nero che si innalzava dal  tetto del carcere, visibile da gran parte della città.

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 3 giugno 2021

Zardins Magnetics di giovedì 3 giugno 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

* Una testimonianza dal CPR di Gradisca d’Isonzo
* L’evasione di Prospero – una lettura – seconda parte
* Aggiornamenti sulla Palestina
* Solidarietà agli antisionisti di Milano

per contatti
liberetutti@autistiche.org

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2 giugno al poligono di Teulada

https://www.facebook.com/aforas2016/

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2-12 giugno 2021-GIORNATE DI MOBILITAZIONE

In mare, alle frontiere, sul lavoro, nelle carceri e nella storia… le stragi le fa lo Stato!

2 – 12 GIUGNO 2021 – GIORNATE DI MOBILITAZIONE 

Solidarietà con chi lotta, con i rivoltosi nelle carceri del marzo 2020, con le compagne e i compagni sotto processo.

Blog in aggiornamento per iniziative e materiali
https://mobilitazioni.noblogs.org/

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Viva le Zone Libere” Viva l* ribell*!

2 giugno 2021: Festa della Repubblica Partigiana

Il giorno della Festa della Repubblica Italiana festeggiamo le Repubbliche Libere Partigiane, e in particolare la Zona Libera sorta tra la Carnia e la pianura friulana durante l’estate partigiana del 1944, una delle più importanti esperienze di autogoverno nell’Italia occupata dal nazifascismo. In una giornata in cui si vorrebbero esaltare nazionalismo e militarismo scegliamo di tornare tra le montagne ed i luoghi che videro nascere e diffondere la Resistenza per solcare le orme dei ribell* di allora, incrociare sguardi, desideri e corpi per prendere lo slancio per le lotte di domani.

In questa terza edizione della festa della Repubblica Partigiana abbiamo scelto di attraversare e vivere la borgata di Davour la Mont, comando tappa garibaldino nonché borgo natale di Virginia Tonelli, recuperato da un immenso lavoro dell’ANPI dello Spilimberghese ed inaugurato nel 2019. Queste poche case, sottratte ai crolli del terremoto del ’76 e all’avanzare del bosco, costituiscono oggi un fondamentale luogo di memoria della lotta decennale dell’antifascismo in pedemontana, culminata prima in Spagna con le Brigate internazionali e poi tra i monti, campagne e città di casa con la Resistenza.

Attraverso una narrazione antieroica, lontana dalle rappresentazioni istituzionali ed autocelebrative fatte di targhe e orazioni, di parte e quindi partigiana vogliamo ricordare chi ha dato tutto per un mondo diverso e dare voce a chi ogni giorno lotta per una società migliore.

Viva le Zone Libere! Viva l* ribell*!

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Carla Fracci in difesa di Pietro Valpreda/ una storia da ricordare

Carla Fracci in difesa di Pietro Valpreda/ una storia da ricordare

https://stragedistato.wordpress.com/tag/carla-fracci/

«Era il pomeriggio dell’11 dicembre 1969. Mi trovavo negli studi della Rai in via Teulada a Roma. In quei giorni registravamo lo show tv di Natale, “La notte della speranza”. Per me era il primo impegno di lavoro dopo il parto di mio figlio Francesco che era avvenuto il 6 ottobre. Il vero ritorno sulle scene sarebbe stato qualche mese dopo alla Scala con i balletti Pelleas et Melisande e Paquita, dove tutti mi aspettavamo per vedere se ero nuovamente in grado di sostenere la prova dei 32 fouettés… Quel pomeriggio negli studi comparve Pietro Valpreda. “Avete lavoro per me?”».

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Porti chiusi alle armi

Sul 2 giugno e oltre

Il nostro impegno antimilitarista come femministe è sempre vivo e presente. Il capitalismo neoliberista militarizza i territori interni ed esporta guerre neocoloniali e armamenti. Il fronte interno ed il fronte esterno sono due facce della stessa medaglia. Il sociale qui da noi viene affrontato in forma di guerra, il massacro dei popoli da predare viene attuato con una sistematicità sconvolgente. Per questo  rimbalziamo le lotte dei lavoratori portuali <che non vogliono essere complici dei massacri delle guerre> e hanno chiuso i porti alle armi. Recentemente i portuali di Livorno  si sono espressi contro un carico d’armi su una nave diretta in Israele che stava bombardando i territori palestinesi occupati.

collettivo autonomo lavoratori portuali

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 27 maggio 2021

Zardins Magnetics di giovedì 27 maggio 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
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https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

* L’evasione di Prospero – una lettura
* Approfondimento sulla situazione di Belmonte
* Ancora una morte di Stato al CPR di Torino
* Continuando la riflessione sul rifiuto della protezione dello Stato e
sviluppando il concetto di autodifesa delle oppresse e degli oppressi

per contatti:
liberetutti@autistiche.org

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Monique Wittig,teorica femminista materialista

Il pensiero di Monique Wittig, teorica femminista materialista/ la traduzione militante del 2019 è del <collettivo della lacuna>

LEGGI QUI il-pensiero-straight-e-altri-saggi

 

<Siamo lesbiche femministe, soggettività minoritarie che si pensano wittighianamente al di là delle categorie di sesso, consapevoli del fatto che nel mondo in cui viviamo le strutture sociali di genere, di classe, di razza che ci stigmatizzano e ci inferiorizzano sono ancora poderose, violente, brutali. Da anni lavoriamo su Wittig: leggiamo i suoi testi, spesso collettivamente, e li traduciamo. Nella speranza di restituire a Wittig la sua voce, il rigore cristallino della sua teoria, la radicalità scomoda dei suoi posizionamenti teorici e politici – e non trovando (chissà come) editore –, pubblichiamo questa nostra
traduzione guerrigliera clandestina fuggitiva.
Nel 1969, Monique Wittig scriveva ne Les Guérillères che “occorre passare al vaglio ciascuna parola”.
La frase, tagliente come un coltello, riassume il rapporto di Wittig alle parole, ai concetti, al linguaggio (e, pertanto, alla traduzione): armi per lei a doppio taglio. Da un lato, il linguaggio, le parole, le categorie sono dispositivi di violenta soggiogazione che feriscono i corpi e le menti dei gruppi oppressi, dall’altro, sono strumenti di liberazione collettiva e di nuova immaginazione di sé, quando riabitati e reinventati dalle soggettività minoritarie.
Cinquant’anni dopo, le parole, i canti, le danze delle guerrigliere, il luccicare delle loro armi ci riempiono, sinesteticamente, occhi e orecchie. Le guerrigliere vomitano l’ideologia della differenza, la dominazione del pensiero straight, l’appropriazione delle donne, l’alterizzazione dei soggetti minoritari. Cinquant’anni dopo, noi lesbiche femministe, noi soggettività minoritarie sappiamo che la lotta di liberazione è estenuante nella sua duplice forma, materiale e concettuale, e sappiamo che è lungi dall’essere vinta, tanto le forze reazionarie (nelle loro molteplici forme) si scatenano per salvare il loro mondo. Ma Monique Wittig, rivoluzionaria, lesbica materialista, una vittoria l’ha già immaginata,
teorizzata e scritta.
Questa traduzione è un gesto che ce lo vuole ricordare.
ESSE AFFERMANO TRIONFANTI CHE
OGNI GESTO È ROVESCIAMENTO.
collettivo della lacuna
2019

anarcoqueer.wordpress.com

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25 maggio/presidio al Cpr di Torino

Aggiornamento dal CPR di Torino in rivolta

24.5.2021
Abbiamo sentito la voce di alcuni reclusi che con coraggio hanno voluto raccontarci quello che sta accadendo dentro il CPR di Torino.
Il ragazzo deceduto nella notte tra sabato e domenica si chiamava Musa Balde, aveva 23 anni ed era originario della Guinea. Il 9 maggio scorso era stato aggredito a colpi di spranghe da tre ragazzi italiani a Ventimiglia, luogo di frontiera, al confine con la Francia. Dopo essere stato massacrato di botte era stato portato in ospedale a Bordighera (Imperia) e dimesso con prognosi di 10 giorni per gravi lesioni ed un trauma facciale. A causa della denuncia in Questura era emersa la sua irregolarità sul territorio nazionale ed era stato portato al CPR di corso Brunelleschi a Torino Continua a leggere

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Il mio corpo desidera lottare e liberarsi

…Beyond Amnesty…

https://anarcoqueer.wordpress.com/

<Il mio corpo desidera lottare e liberarsi. Muoversi. Scalare. Ballare. Fare l’amore. Attraversare e andare oltre. Correre. Fare a pezzi.
Voglio vivere in mezzo a gente che sia cosciente del fatto che viviamo in uno stato di guerra; una guerra contro la vita, contro lo spirito.
Voglio vivere tra persone che, mentre parlo di lotta e di insurrezione, non abbassino lo sguardo, evitando che questo si incroci con il mio, poiché, in fondo, sanno benissimo che zoppicano e probabilmente – ma solo probabilmente – non hanno mai odiato per davvero il sistema.
Voglio vivere tra persone che non si sono fatte comprare, che non buttano giù le pastiglie che vengono loro offerte, perché preferiscono lottare con la propria angoscia patologizzata, piuttosto che vivere nella zona morta.
Voglio vivere tra persone che non fingono di lottare, quando è ovvio che quello che stanno invece facendo è trasformare un campo di battaglia in un giardino.
Voglio stare in un luogo dove la guerra sia ammissibile.>

Leggi o scarica qui beyond-amnesty 

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Zardins Magnetics di giovedì 20 maggio 2021

Ascoltate la puntata di Zardins magnetics di giovedì 20 maggio 2021!

In questa puntata:

*resoconto della sentenza di primo grado per il processo del Brennero; *continuiamo a mobilitarci per la Palestina; *riflessioni sui provvedimenti legislativi protezionisti e vittimisti prendendo spunto dal ddl Zan.

Musica: Discharge, Civil War, Wolfbrigade, Dead Kennedys, Inner Terrestrial.

ASCOLTA LA PUNTATA QUI

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Riappropriati della tua mente

RIAPPROPRIATI DELLA TUA MENTE

Raccolta di scritti su disagio mentale e critica alla civilizzazione

https://anarcoqueer.wordpress.com

clicca qui     riappropriati-della-tua-mente_imposed

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