1 luglio 2022/ Vi aspettiamoooo!

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L’autodeterminazione rovesciata in diritto concesso dall’alto

Dedicato a Sylvia Rivera e alla bottiglia che lanciò

di Nicoletta Poidimani

Come è noto, una recentissima sentenza della Corte suprema statunitense ha reso illegale l’interruzione di gravidanza, rendendo ancora più difficile la vita delle donne in quella che continuano a spacciare come ‘patria dei diritti’ – malgrado si sia poco-niente evoluta dalla mentalità da Far West su cui è stata fondata, sterminando la popolazione nativa o relegandola nelle riserve.

I peggiori guerrafondai sono immancabilmente proprio quelli che si sbracciano contro le donne che abortiscono. Si chiama difesa ipocrita della vita.
Verrebbe da pensare che ritengano le donne delle mere incubatrici-riproduttrici da sfruttare in base alle esigenze del capitale e della propagazione della ‘razza bianca’, in particolare se si tiene conto delle campagne statunitensi per la sterilizzazione forzata del secolo scorso e di quelle ancora in atto oggi in quei territori…

Per parlare di difesa ipocrita della vita, per altro, non c’è bisogno di andare Oltreoceano: l’altra sedicente ’patria dei diritti’, l’Europa, non è da meno.
Che dire della Polonia, oggi più guerrafondaia&antiabortista che mai? O della stessa Italia che pullula di obiettori negli ospedali, che ha imposto ‘per il nostro bene’ sieri sperimentali i cui effetti deleteri emergono di giorno in giorno con sempre maggiore chiarezza e che si affanna ad alimentare una guerra dopo l’altra? Continua a leggere

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1 luglio a piazza delle Gardenie: Servitù volontaria/ Ribellione necessaria

Servitù volontaria/Ribellione necessaria

coordinamenta femminista e lesbica e assemblea romana contro il green pass 

1 luglio a piazza delle Gardenie ore 18,30 presentazione di

FEMMINISMO: PARADIGMA DELLA VIOLENZA/ NON VIOLENZA.<coordinamenta femminista e lesbica/Bordeaux 2022> con

NICOLETTA POIDIMANI e SILVIA DE BERNARDINIS

Vi aspettiamo!!!! discussione, confronto, dibattito…

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Storia e memoria/ 25 giugno 1876/ Little Big Horn

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Riascoltate Zardins Magnetics di giovedì 23 giugno 2022

Zardins Magnetics di giovedì 23 giugno 2022.

Riascoltatela  qui https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

✓ Contributi sui militanti di base
✓ Ulteriori considerazioni su guerra, anarchia e internazionalismo

Pensieri, musica, parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Contatti di posta:
Associazione Senza Sbarre
Casella Postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

Contatti di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

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9 luglio a Saronno/corteo contro la sorveglianza speciale e le misure repressive!

LOTTARE E’ SPECIALE!!!

9 giugno ore 17 piazza caduti saronnesi, Saronno

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Di emergenze,armi biologiche e altre amenità del presente

Di emergenze, armi biologiche e altre amenità del presente.

di Nicoletta Poidimani  

La notizia della scoperta di decine di laboratori per la guerra biologica in Ucraina aveva fatto immediatamente sorgere in me un’ovvia domanda: quanti altri laboratori di quel genere ci sono in Italia e nel mondo? E dove, di preciso?

Inutile cercare nel web le risposte perché non se ne trovano (segreto militare…).
Anzi, nel sito della Rappresentanza permanente d’Italia alle Nazioni unite troviamo affermazioni quali:
La Convenzione sulle armi biologiche (Convention on Biological Weapons – BWC) vieta lo sviluppo, la produzione e la detenzione di armi batteriologiche (biologiche) e tossiniche (virus, batteri, microrganismi, spore, tossine) e impone la distruzione degli stock esistenti. Entrata in vigore nel marzo 1975, essa è il primo trattato multilaterale che vieta la produzione e l’utilizzo di un’intera categoria di armi. A oggi è stata ratificata da 183 Stati e firmata da altri 4
oppure
Per l’Italia, che considera la BWC uno strumento fondamentale per il divieto della produzione, sviluppo, acquisizione e utilizzo di agenti biologici e tossinici come armi di distruzione di massa, l’universalizzazione della Convenzione e il suo rafforzamento, soprattutto sul versante della sua applicazione da parte dei Paesi membri, costituiscono delle priorità
o, ancora,
Infine, l’Italia è particolarmente impegnata nell’assicurare un appropriato monitoraggio e valutazione degli sviluppi tecnologici e scientifici in campo biologico suscettibili di avere impatti negativi sull’attuazione della Convenzione.

Eppure se si scava un po’ a fondo, le cose non stanno proprio così. Anzi!
Senza farla lunga, vi invito caldamente ad ascoltare l’intervista a J. Tritto sulle “Chimere emergenti” pubblicata da Ovalmedia, che dà risposta a queste e a tante altre domande.

Ora diventa chiaro che l’”emergenza sanitaria”, inventata di punto in bianco col pretesto del covid-19, era in realtà una emergenza bellica.
D’altra parte lo ha dimostrato anche il susseguirsi di generali della Nato – Figliuolo prima e Petroni poi – alla carica di “Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 e per l’esecuzione della campagna vaccinale nazionale”.
Se di guerra si tratta ci vogliono i generali, mica i medici!

Alcuni giorni fa sono stata invitata da un gruppo di studenti contro il green pass per parlare del paradigma scientifico riduzionista, di cui qui potete ascoltare l’intervento iniziale (molte altre cose sono state dette nel corso del dibattito, non registrato).

Come sempre, quando ho spiegato che secondo me il problema non è tanto il green pass quanto lo stato d’emergenza di cui quel lasciapassare non è che un corollario come corollari ne sono stati il lockdown, il coprifuoco, la militarizzazione e tutte le altre vessazioni più o meno belliche cui siamo stati sottoposti per oltre due anni delle nostre preziose vite, ho notato degli sguardi perplessi. Ancor più perplessi nel momento in cui ho spiegato come, a mio parere, dietro le quinte ci sia sempre la guerra.

Eppure non un complottista-terrapiattista ma uno scienziato come Tritto ci spiega con dovizia di particolari, di fondo, la stessa cosa: tra guerra e pandemia non c’è soluzione di continuità. E, soprattutto, non è che l’inizio.

Non mi dilungo oltre.
Preferisco lasciare che ciascuno e ciascuna provi a ragionare – malgrado le torride giornate che l’incazzatissima natura ci sta ‘regalando’ a monito – su cosa significhi deterrenza batteriologica e che implicazioni abbia sulla nostra salute e sulla nostra esistenza nel suo complesso.
E, auspicabilmente, decida che è ora di mobilitarsi per l’uscita dell’Italia dalla Nato e dalla colonizzazione statunitense. E anche per lo scioglimento della Nato. Perché no?!

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Recita di fine anno

Recita di fine anno

di Fernanda Mazzoli

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/23264-fernanda-mazzoli-recita-di-fine-anno.html

Giù la maschera! Il volto è condizione primaria di riconoscimento dell’Altro e dunque di sé

Il potere ha calato la maschera e mostrato il suo volto, che sia il ghigno da pescecane del Primo Ministro, o il faccione curiale e mellifluo del titolare del MIUR. Fattezze che si combinano l’un l’altra alla perfezione e che campeggiano al centro delle fotografie che li ritraggono senza mascherina in mezzo a classi ed insegnanti naturalmente plaudenti, naturalmente imbavagliati.

Immagini che ci consegnano, con irrefutabile evidenza, lo stato delle cose, l’abissale differenza fra noi e loro, il nostro statuto di sudditi contenti di esserlo. Non solo: esse sottolineano, a conclusione di un anno scolastico contrassegnato da pesanti, incostituzionali ed inedite discriminazioni nei confronti di alunni e personale non vaccinato, che la scuola è il terreno di elezione per la fabbrica dell’obbedienza, il terminale di un’articolata catena di comando, l’humus più fertile per il condizionamento delle condotte, con buona pace per chi ha pensato, come chi scrive, che essa possa e debba trasformarsi in luogo di messa in discussione dell’esistente, in virtù della centralità che vi dovrebbero occupare le sovversive arti dell’argomentare razionalmente e del conoscere criticamente.

Ad essere messa in discussione, invece, è la scuola come luogo di formazione alla libertà intellettuale e civile e all’eguaglianza, se non altro formale, dei cittadini, categoria storica, politica e giuridica della quale, d’altra parte, le misure di contrasto alla pandemia hanno accelerato il dissolvimento, a vantaggio di una cittadinanza condizionata, autorizzata e a scadenza.

Le mascherine, il cui valore simbolico è stato non a caso rimarcato da diversi esponenti governativi di fronte alle numerose perplessità espresse in merito alla loro effettiva efficacia e sicurezza da parte di tanti medici e scienziati, investono un aspetto fondamentale della nostra relazione con il mondo che è quello del nostro rapporto con l’Altro, a partire dal volto che incontrandone un altro sprigiona domande che sollecitano risposte. Continua a leggere

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No alla sorveglianza speciale!

Comunicato dell'<Assemblea Romana contro il green pass>

NO ALLA SORVEGLIANZA SPECIALE 

L’assemblea popolare di Busto Arsizio è stata tra le più attive nella lotta contro la gestione autoritaria della pandemia e contro il green pass.

Ora ad uno dei suoi partecipanti viene richiesta, per un periodo di tre anni, l’applicazione di una misura di prevenzione: la sorveglianza speciale.

Se ciò avvenisse questo compagno subirebbe pesanti limitazioni della libertà personale e gli sarebbe vietato di partecipare attivamente alle mobilitazioni.

Si tratta dell’ennesimo caso in cui, da alcuni anni a questa parte, questa misura di chiaro stampo fascista viene proposta al fine di reprimere politicamente le lotte e le persone che le portano avanti.

Anche a Roma ci sono state nel tempo diverse richieste. Alcune sono state accolte e la misura è stata applicata ad alcuni compagni del movimento di lotta per la casa.

Nonostante gli ultimi decenni non siano stati caratterizzati da conflitti in grado di mettere in crisi il sistema, lo Stato italiano ha costantemente recuperato, innovato ed implementato i propri dispositivi giuridici al fine di reprimere duramente, e preventivamente, il cosiddetto “nemico interno”.

Un ventaglio di strumenti, vere proprie armi in una guerra impari, che permettono allo Stato di intervenire su tutte le possibili forme in cui può esprimersi il conflitto sociale: dall’estensione dell’articolo 270bis (associazione con finalità di terrorismo) a contesti sempre più allargati, alle condanne per devastazione e saccheggio (un reato storicamente concepito per reprimere fenomeni di carattere insurrezionale, ora applicato come punizione esemplare per inibire la partecipazione a cortei conflittuali). Dal ricorso sempre più frequente alle misure di sicurezza (fogli di via, divieti ed obblighi di dimora, sorveglianza speciale), all’utilizzo di sanzioni pecuniarie e misure amministrative quali il DASPO urbano.

Va citato, all’apice degli strumenti repressivi, l’utilizzo sempre più estendibile dell’infame regime detentivo 41 bis, vera e propria tortura di Stato, applicato nel tempo anche ai/alle rivoluzionari/e, come recentemente avvenuto nel caso dell’anarchico Alfredo Cospito.

Identifichiamo il costante aumento della repressione come una difesa preventiva attuata dalle classi dominanti di fronte al rischio di rottura della pace sociale da parte degli esclusi, condannati da anni ad una sopravvivenza che si riduce sempre più ai minimi termini.

L’insostenibilità del sistema di produzione capitalista è palese.

Di fronte a noi abbiamo una feroce transizione industriale ed energetica che costituirà un pesante attacco alle condizioni di vita di milioni di persone anche all’interno dell’occidente, una tendenza alla guerra sempre più generalizzata, l’evoluzione tecno-autoritaria di quella democrazia borghese che si vantava di essere un modello pluralista partecipativo ed inclusivo.

Andiamo verso forme di governo che limitano in maniera crescente la libertà e considerano ogni voce critica come un nemico pubblico, il “nemico interno”, appunto, da combattere e mettere a tacere.

La sorveglianza speciale colpisce una persona non per quello che ha fatto ma per quello che è: in questo caso un attivista, un dissidente, un compagno che lotta, cioè un nemico dello Stato. L’obbiettivo è bloccare una persona per bloccare un processo collettivo, punirne uno per spaventarne molti/e.

Di fronte a questo diciamo che le idee, le iniziative, le azioni compiute dal compagno appartengono all’intero movimento di lotta contro il green pass.

Non accettiamo intimidazioni. Ci impegniamo a non lasciare nessuna e nessuno solo, a portare avanti con ancora maggiore determinazione la lotta contro il green pass e contro questo sistema nocivo e liberticida.

Ci impegniamo a promuovere e supportare iniziative a sostegno del compagno minacciato di essere sottoposto a sorveglianza speciale.

Roma, giugno 2022

Assemblea Romana contro il green pass

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Contro il 41bis e tutte le carceri/17 giugno ore 18

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 16 giugno 2022

Zardins Magnetics di giovedì 16 giugno 2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ “Cani perduti senza collare”. Una lettura per iniziare
✓ Lettera aperta dalla Val Susa su no tav, green pass e prospettive comuni
✓”Nessuna guerra ma guerra di classe. Contro il nazionalismo di Stato e la
guerra inter-imperialista in Ucraina”. Un contributo da anarchici di
Oakland, San Francisco, New York e Pittsburgh

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Pensieri, musica, parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Contatti di posta:
Associazione Senza Sbarre
Casella Postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

Contatti di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

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CONtAGIO CULTURALE/ a Pisa 17-18-19 giugno/studenti contro il green pass

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Medea è una di noi/ le donne che non difende nessuno

Medea è una di noi

di Noemi Fuscà

La storia si ripete e qui pare che nessuno abbia voglia di imparare la lezione.
Una madre uccide un* figli* e i titoli di giornale, la televisione la infamano
perché la figura materna è l’esempio sacro di una famiglia che, invece, non è
mai esistita, una famiglia modello che assomiglia al Sacro Graal, se ne parla
ma nessuno l’ha mai vista.
Madri perfette e prostrate al lavoro di cura, multitasking, presenti e amorevoli
sulle quali puoi passare sopra con un caterpillar senza che nemmeno dicano
Ahia! Noi madri dobbiamo saper soffrire in silenzio, è una regola non scritta.
Noi siamo sempre sole, perché non è detto che chi ti circonda sia in grado di
aiutarti senza giudicarti, perché se ti tradiscono è colpa tua, se tuo figlio fa
qualcosa che non deve è colpa tua, se non ti pagano è colpa tua.
Siamo giudicate doppiamente, non solo come donne ma ovviamente come
portatrici di un valore, la maternità, che non ha materialità, è astratto ed è
santificato. Mi hanno detto che una madre non può odiare perché l’odio è
troppo, forse sarà solo insopportazione, stanchezza, desiderio di volere che
tutto finisca (non intendo solo il suicidio), malessere, dolore, fastidio, rabbia ecc
magari non si chiama odio quel sentimento ma sicuramente è profondo e
squarcia il cuore. Noi siamo spesso tutte sole e anche se abbiamo accanto
qualcun* che ci sostiene e vive in comunità con noi, siamo giudicate sempre in
maniera diversa. Nel caso di coppie eterosessuali comunque lui verrà giudicato
bene anche se mette solo un bicchiere nel lavandino dopo averlo usato, mentre
se sei tu a fare questo verrai giudicata una lavativa, lui potrà non
saper stendere i panni e anzi se lo farà sarà considerato un uomo perfetto che
tu devi ringraziare, se invece sei tu a stendere male significa che sei nata
difettosa. Meglio nascere con un difetto fisico congenito che poco brava nel
lavoro di cura! Noi siamo l’emblema del sacrificio e siamo sempre sbagliate.
Essere madri significa avere la colpa di tutto, significa essere inadeguate,
l’amore come nel resto non basta, è una bugia che i bei sentimenti siano il
motore del mondo.
Dobbiamo imparare a vedere il mondo con un occhio politico, a capire la
ragione delle cose, una modalità che cerca le cause e dove il giudizio morale
sull’atto in sé non esiste. Significa schierarsi, prendere una posizione, dire le
cose come stanno (e ovviamente non empatizzo con le patriarche anche se il
discorso maternità vale pure per loro). Ho anche letto di madri che giudicano
violentemente le loro “colleghe” accusandole, in casi come quello di cronaca
recente, di aver ucciso un innocente. Perché quando diventiamo mamme
diventiamo aguzzine delle altre? Certo i bambini non hanno nessuna
responsabilità, subiscono purtroppo, ma forse dovremmo smetterla di dire che
essere madri è bellissimo, che dà tanta gioia e che poi viene tutto facile e che
solo una madre può capire. Sono tutte bugie. Ci vogliono così solo per il welfare
e per la demografia dei nostri paesi.
Pensate che dire tutto questo sia giustificare un comportamento omicida? No, è
solo femminismo applicato.
​Io sono al fianco di Medea.
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Le donne che non difende nessuno

Le donne che non difende nessuno

Una ragazza di 23 anni, Martina, che vive in un paese del catanese, casalinga, iscritta ad un corso di infermieristica, separata dal compagno coetaneo, ha ucciso la figlia di quasi cinque anni.  Questa la notizia

...la ribellione delle donne al patriarcato si esprime spesso in forme estreme, violente e disperate in cui  è dominante la sensazione di impotenza e di non aver vie d’uscita oppure di rabbia repressa per anni.

Queste donne non le difende nessuno perché l’infanticidio tocca il sacro, il mito. Rimette in discussione lo status sacrale del bambino e il ruolo sacrale della madre che dà la vita.  Per questo è un tabù. Nessuno cercherà le ragioni strutturali di questo atto, nessuno si chiederà che cos’è il patriarcato.  Le donne sono così costrette al silenzio, non racconteranno mai le loro ragioni, non prenderanno mai parola,  allo stesso tempo per la minaccia di una pesante condanna e per la riprovazione morale di tutta la società, ivi comprese loro stesse. Saranno preda di psichiatri e psicologi, studiosi della devianza, magistrati e giudici, saranno considerate pazze.  La società patriarcale non può accettare un tale rifiuto del ruolo e della maternità.

Per approfondire cliccate il tag <Le donne che non difende nessuno> oppure andate ai nostri materiali sulla barra del blog

Ci vengono in mente dei flash di un’intervista ad una donna di qualche anno fa su un giornale maistream che ci aveva colpito perché la donna aveva dichiarato di avere un figlio ormai grandicello ma ogni volta che lo guardava sapeva che lei quel figlio lo aveva avuto ma non lo voleva. Che nessuno l’aveva costretta a portare a termine la gravidanza, ma che in effetti l’avevano costretta tutti: quelle/i che le dicevano che se avesse aspettato poi sarebbe passata l’età, quelle/i che le dicevano che se non avesse avuto figli poi si sarebbe pentita di quello che aveva perso, quelle/i che squittivano di gioia ogni volta che lei diceva di essere incinta, quelle/i che in sala parto la riempivano di sorrisi melensi e lei cercava di scacciare dalla sua mente tutto quello che avrebbe voluto fare e che non avrebbe potuto fare più, quello che avrebbe voluto essere e quello che non sarebbe stata più…I condizionamenti che le donne subiscono ogni giorno sono di una violenza inaudita e sembrano normalità.

Vi invitiamo a rileggere queste righe che abbiamo pubblicato tempo fa:

Riflessioni su un tabù, l’infanticidio-prima puntata

Seconda puntata           Terza puntata           

Quarta puntata              Quinta puntata

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15 giugno Milano/ contro sorveglianza speciale, daspo, fogli di via, multe

Assemblea popolare di Busto Arsizio

Presidio solidale sotto il tribunale di Milano

Sorveglianza speciale, DASPO Urbano, Fogli di Via e multe, sono tutte misure di polizia impiegate anche contro chiunque esprima attivamente il proprio disallineamento alle volontà di Stato.

Il tribunale di Busto Arsizio ha richiesto la Sorveglianza Speciale per un nostro amico e compagno della durata di 3 anni.
Abbiamo deciso di presenziare durante la prima udienza.
L’accusa sarebbe, non l’aver compiuto reati specifici, ma la sua presunta “pericolosità sociale” motivata dalla sua attiva partecipazione a momenti di Piazza contro le ingiustizie sociali.
Una misura che parla sa sé e che chiarisce quanto, per lo Stato, a dover essere represso è e sarà chiunque non reagisca passivamente a Stato di Polizia, impoverimento generalizzato, sfruttamento e propaganda inquinata.
È importante esprimere solidarietà a chiunque si trovi sotto attacco da parte dell’autorità.
Nessuno verrà lasciato solo!
Mercoledì 15 giugno, ore 10.
Via Carlo Ferguglia 1, Milano.

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