Oggi a Genova contro la guerra della Nato, contro l’invio di armi in Ucraina, contro la gurra sul fronte esterno e interno! Il nemico è in casa nostra!
E per Alfredo!


<La pandemia sembra finita, il green pass no, anzi è uno strumento di controllo in perpetua evoluzione. I paradigmi al suo interno si sviluppano sul piano del controllo dei corpi, del vivente e dei dati; sulla guerra interna ed esterna che il capitale esercita sui popoli.
Lo Stato attraverso nuove schedature digitali promuove l’esclusione o la meritevolezza dei cittadini, dispensa bonus o divieti a seconda del comportamento, dello status e della volontà di piegarsi ai dettami sociali imposti.>

✓ La patria di Beccaria? Una patria di becchini
✓ La possibilità della lotta e l’essenza politica della legge. Due lotte, una stessa data e altre analogie
✓ Monopolio statale della violenza e dell’agonia – L’amore romantico uccide! – 8 marzo antimilitarista alla base NATO di Teulada. Pensieri, parole, azioni femminist*

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Il 24 e 25 febbraio ci saranno diverse manifestazioni in tutto il Paese contro la guerra finalmente con parole chiare contro la Nato e l’aggressione occidentale e contro il Nemico in casa nostra. Pubblichiamo il volantino che abbiamo ricevuto dalla Rete contro la guerra e il militarismo di Napoli
GUERRA E SACRIFICI: IL VERO NEMICO E’ IN CASA NOSTRA. FERMIAMOLO!
L’Italia, con la NATO, è nei fatti in guerra contro la Russia. Non solo con le armi sempre più distruttive fornite a Kiev, non solo con il dispiegamento di uomini (oltre 3 mila) e mezzi nei paesi Baltici e nei paesi confinanti con l’Ucraina, ma con la partecipazione sempre più attiva alle operazioni militari. Le basi militari presenti sul territorio italiano, in particolare Sigonella, sono diventate le piattaforme di decollo dei droni che spiano i movimenti delle forze armate russe e forniscono le coordinate per gli attacchi ucraini.
Malgrado, quindi, il netto schieramento contro la guerra della maggioranza degli italiani, le scelte guerrafondaie dei nostri governi stanno trasformando intere regioni in zone operative di guerra, e le comunità, in particolare quelle a ridosso delle basi, in obiettivi militari.
Le cause della guerra vengono ribaltate e mistificate. Erano anni che la Nato si stava adoperando con sanzioni ed un vero e proprio accerchiamento militare della Russia. L’obiettivo dichiarato è quello di distruggerne lo Stato e piegarla agli interessi dei “padroni occidentali”: disporre delle sue risorse energetiche a prezzi stracciati e di milioni di lavoratori da sfruttare a salari da fame.
Per questo hanno prima operato un colpo di stato nel 2014, per fare dell’Ucraina l’avamposto da cui condurre la loro offensiva ad Est, e poi, come ammesso dai rappresentanti dei governi occidentali (ad es. Nuland e Merkel), hanno usato gli accordi di Minsk (mai rispettati) per guadagnare tempo ed armare l’Ucraina nel mentre favorivano l’aggressione contro le popolazioni russe del Donbass (14 mila morti in 8 anni). L’intervento russo era, quindi, solo una questione di tempo.
La guerra la vogliono da Occidente.
La popolazione ucraina è utilizzata come carne da macello per sostenere quest’offensiva imperialista.
Dopo aver visto negli ultimi anni peggiorare le proprie condizioni di vita, oggi paga con il sangue e la soppressione dei propri diritti la sottomissione del proprio paese agli sponsor occidentali che, attraverso l’indebitamento, stanno lavorando alla sua ulteriore svendita. Altro che libertà per gli ucraini!
Nessuna illusione, quindi: chi ha preparato e voluto questo massacro non ha alcuna intenzione di raggiungere un accordo di pace.
I lavoratori, i precari, i disoccupati stanno pagando con enormi sacrifici il sostegno dell’Italia all’Ucraina e gli interventi militari in altre aree del mondo a difesa degli interessi e dei profitti del capitale. Non solo perché le crescenti spese militari sottraggono risorse alle spese sociali, non solo per le gravissime conseguenze delle sanzioni (altra arma di guerra) contro la Russia (come l’aumento delle bollette), ma anche per la crescente militarizzazione della società. Infatti, come è accaduto nei due anni di emergenza pandemica, la guerra viene utilizzata per imporre ulteriore disciplinamento e controllo sociale e per reprimere ogni opposizione a questo sistema o voce fuori dal coro.
Per convincerci ad accettare tutto questo e ad aderire alla loro guerra, il governo, i partiti ed i mass-media asserviti, ci chiedono di restare uniti per difendere la “nostra libertà” ed i “valori europei” minacciati dall’unico “vero nemico” da contrastare e unico responsabile del conflitto: la Russia.
Nulla abbiamo da guadagnare da questo appello all’unità nazionale in favore della guerra.
La guerra si può fermare solo fermando la mano assassina di chi la fomenta, a partire dal nostro governo.
Abbiamo, perciò, un’unica possibilità:
– Rompere la pace sociale, organizzarci e lottare per la difesa dei nostri interessi di classe, distinti e contrapposti a quelli del capitale!
– Opporci all’invio di armi all’Ucraina, all’aumento delle spese militari e ad ogni intervento militare italiano all’estero!
– Opporci all’utilizzo di basi militari sui nostri territori per colpire la Russia!
– Chiedere lo stop immediato alle sanzioni!
Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia – Rete contro la guerra e il militarismo
Lavoratori manutenzione stradale SOL Cobas – Banchi Nuovi
Napoli, 24/02/23
per contatti: Comitato.cgap@autistici.org

Dall’ Assemblea Lotto3antimilitarista
CORTEO TRANSFEMMINISTA ANTIMILITARISTA
ALLA BASE NATO DI TEULADA
MERCOLEDÌ 8 MARZO 2023 ORE 10.30
APPUNTAMENTO A SANT’ANNA ARRESI IN PIAZZA MARTIRI
(scalinate della Chiesa di Sant’Anna)
Esercitazioni Nato in Sardegna, i generali: “Straordinarie opportunità per turismo e lavanderie” I vertici delle Forze armate illustrano i piani di utilizzo dei poligoni per la primavera e decantano i (presunti) vantaggi: «Ottima occasione per l’economia: chi viene ad addestrarsi potrebbe tornare» (UNIONE SARDA, 3 FEBBRAIO 2023)

Lavandieri! Cameriere! Lavapiatti! Albergatrici! Preparate i vostri portafogli, stanno arrivando “straordinarie opportunità” per voi! A bordo di scintillanti navi Ro-Ro e mimetici aerei, ecco qua migliaia di soldati portatori di panni sporchi da lavare e stomaci da riempire! E non solo! Vedendo quale paradiso sia quest’isola, POTREBBERO ADDIRITTURA TORNARCI IN VACANZA CON LA FAMIGLIA! CHE CULO! Come da tradizione colonialista, la Sardegna viene offerta come parco giochi a turisti e militari. Noi che ci abitiamo, circondate da petrolchimici, pale eoliche, cattedrali nel deserto, gasdotti reali e prospettati, continuiamo ad essere mera manodopera in funzione di queste economie di sfruttamento.
Prepariamo i fustini di detersivo, l’alta stagione quest’anno inizia prima! I quotidiani garantiscono che dal 17 aprile al 26 maggio le esercitazioni nei poligoni sardi non si fermeranno mai: Mare Aperto 2023, Joint Stars 2023 (JOST23), Noble Jump 2023 (NOJU23), potremo vedere e lavare uniformi non solo italiane, ma pure quelle esotiche degli eserciti appartenenti alla NATO! Siamo accoglienti e inclusive: qui si lavano tutte le divise, senza discriminazioni.
Evidentemente c’è bisogno di fare pulizia: è di poche settimane fa la notizia che il Ministero della Difesa ha richiesto alla Regione Sardegna la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per effettuare una fantomatica bonifica della penisola Delta, qualche anno fa dichiarata praticamente imbonificabile. Bombardato da decenni durante le esercitazioni a mare nel poligono di Teulada, questo Sito di Interesse Comunitario (SIC) è talmente contaminato da far tremare i polsi pure ai soldati, che vogliono ripulirlo per poi… TORNARE A BOMBARDARLO!
Ci disgusta che le forze armate lavino di verde le loro devastazioni (greenwashing) e che persino la fabbrica di bombe e droni killer Rheinmetall-RWM a Domusnovas si tinga di rosa (pinkwashing) e venga premiata per la sua “attenzione alla gender diversity” e al multiculturalismo, mentre continua impunita la sua produzione letale con la nuova commessa per Israele.
Laverete caro, laverete tutto!
Siamo coscienti di vivere in un territorio dove, sì, le armi vengono prodotte e sperimentate e l’ambiente viene devastato e inquinato, ma facciamo anche parte di quell’occidente dove la guerra viene preparata per continuare a colonizzare, distruggere e uccidere altrove.
Tutto questo serve alla fortezza Europa per depredare altri territori e risorse, oliare il business degli armamenti, difendere gli interessi di poche persone a costo di molte morti e vite spezzate.
Per questo ci sentiamo di dover partire da qui.
Non vogliamo lasciare agire indisturbati coloro che, tramite un’ordinanza di Stato, impediscono alla popolazione di nuotare, ormeggiare, lavorare o anche semplicemente di recarsi in quel tratto di costa definendolo pericoloso perché costellato di ordigni inesplosi lasciati dagli stessi militari. Poi di colpo il pericolo e l’ordinanza spariscono quando è Prada a volerlo usare come scenario per la sua nuova collezione, come è successo nella primavera 2021!
La guerra inizia qui, fermiamola qui.
Quest’anno torniamo a Teulada a fare il bucato alle reti, perchè questa base NATO rappresenta uno dei punti nodali della filiera bellica nell’isola. Il poligono in questione ospita da oltre cinquant’anni costanti esercitazioni in mare, a terra e in aria per addestrare militari di mezzo mondo a portare altrove morte e devastazione.
Violenza, sopraffazione, gerarchia, autorità, appropriazione dell’esistenza e annientamento della libertà altrui, sfruttamento e depredazione delle risorse naturali sono elementi strutturali del militarismo.
Come femministe, donne, lesbiche, trans*, persone non binarie sappiamo che senza militarismo non c’è patriarcato e che questi sistemi sono interconnessi, le nostre elaborazioni teoriche e le nostre pratiche vogliono metterlo in luce e farla finita con entrambi.
Così come vogliamo farla finita con i Tribunali e i loro sgherri che perquisiscono, processano e incarcerano le nostre compagnx per non aver abbassato la testa. Siamo solidali con chi è colpitx dalla repressione per la sua presenza nelle lotte; siamo solidali con Alfredo Cospito cui hanno negato non solo di camminare libero, ma pure di autodeterminare il proprio corpo e le proprie cure; siamo solidali con la nostra compagna da poco perquisita a Cagliari per aver partecipato a maggio 2022 ad un’azione dimostrativa di fronte al Comando Militare della Sardegna; siamo solidali con le imputatx dell’Operazione Lince che hanno lottato e lottano contro le basi e il militarismo. Non abbiamo solo un posizionamento solidale, ma coinvolto: rientriamo fra i soggetti politici oggetto di repressione e vogliamo prendere parola in quanto tali.
Per questo l’8 marzo torneremo alla base NATO di Teulada per dire a gran voce che a bloccare la macchina della guerra c’eravamo e continuiamo ad esserci tutte, tuttx, tutti.
Vogliamo percorrere delle zone militari invalicabili, risignificare con i nostri corpi quelli che ora sono confini, creare nuovi immaginari, restituire nuove identità.
Vogliamo farlo a partire da noi, sperimentandoci in una pratica separatista riservata a donne, lesbiche, persone trans* e non binarie, che ci permetta di pensare e agire collettivamente i nostri femminismi.
I nostri corpi e la terra che con essi attraversiamo non sono luoghi di conquista: scegliamo di farne luoghi di resistenza.
Invitiamo tutte e tuttx (no uomini cisgenere) a partecipare l’8 marzo alle 10.30
al corteo alla base NATO di Teulada
Appuntamento a Sant’Anna Arresi in piazza Martiri (scalinate della Chiesa di Sant’Anna).
Assemblea Lotto3antimilitarista
Sono gradite improvvisazioni femministe situazioniste, saltimbanche, tamburelliste, TRATTORISTE, elettriciste, corali, sferruzzanti, performative, contributi a sentimento.
Indossa scarpe comode, porta con te pranzo al sacco, acqua, coppette da svuotare, mollette, panni e mutande da lavare.
————————————————————
email lotto3antimilitarista@grrlz.net
facebook @FemministeAntimilitariste
instagram lotto3antimilitarista
In Francia ormai da tempo si susseguono le proteste contro la riforma delle pensioni. Insieme agli scioperi e alle manifestazioni partecipatissime e determinate è stata messa in atto da tecnici e operai delle società elettriche e del gas, un forma di lotta importantissima di cui dovremmo fare tesoro.
Il sito francese Mediapart ha di recente raccontato come alcuni tecnici delle principali società francesi di distribuzione del gas e dell’energia elettrica, oltre a partecipare agli scioperi e alle manifestazioni di piazza, stiano attuando in modo piuttosto coordinato un’altra forma di protesta: manomettono i contatori di gas e energia elettrica in modo che gli utenti paghino solo la metà del loro consumo effettivo, oppure non lo paghino affatto. Queste pratiche, che non sono comunque una novità, sono state soprannominate “azioni Robin Hood”, il popolare eroe inglese che “rubava ai ricchi per dare ai poveri” e che restituiva ai cittadini le tasse raccolte dallo sceriffo di Nottingham.
continuate a leggere qui https://www.ilpost.it/2023/02/16/tecnici-manomettono-contatori-francia-protesta/

Parigi – Gli studenti della Sorbona si sono riuniti alle 11 (ieri 16 febbraio n.d.r.) per un corteo studentesco in attesa di partecipare insieme al più grande corteo intersindacale che si terrà nel pomeriggio. Barricate e strade bloccate nel centro di Parigi

Fabrizio De Andrè Coda di lupo

Tano D’Amico, La Sapienza,17 febbraio 1977,La dacciata di Lama,

Riceviamo e diffondiamo la comunicazione di un interessante incontro, femminista e separato, a Napoli il 25 e 26 marzo 2023. Lo ribadiremo anche più avanti ma intanto è importante segnarsi la data! 
per info e programma https://memoriacomeresistenza.noblogs.org/
SABATO 25 E DOMENICA 26 MARZO: INCONTRO FEMMINISTA PER ASCOLTARE LE VOCI DI CHI, NEGLI ANNI ’70 E ’80, HA LOTTATO CON OGNI MEZZO NECESSARIO.
Un incontro femminista e separato dedicato al recupero della memoria storica dell’esperienza delle donne che hanno attraversato il periodo della lotta armata degli anni ’70 e ’80 in Italia, militando nelle organizzazioni rivoluzionarie combattenti di quell’epoca, spesso pagando le proprie scelte con la libertà e senza mai dissociarsi.
Femminista perché ci interessa ripercorrere le storie di compagne che, con le loro scelte rivoluzionarie, hanno sfidato il potere e l’autorità dello stato, del capitale e del patriarcato, detentori del monopolio della violenza. Vogliamo ascoltare le voci delle donne che, identificandosi o meno nel femminismo dell’epoca, hanno determinato la rottura dei ruoli di genere che sostengono questo monopolio, scardinando la logica che ci vorrebbe soggetti passivi e vittime impossibilitate a reagire a ciò che ci opprime.
Separato perché crediamo nell’importanza della creazione di spazi autonomi tra le soggettività oppresse dall’etero cis patriarcato. Spazi in cui la nostra forza, le nostre rivolte, le nostre lotte non vengano ingabbiate negli stereotipi patriarcali mostrificanti, psichiatrizzanti, romantici. Spazi in cui sia possibile rafforzare la nostra consapevolezza individuale e collettiva. Vogliamo quindi incontrarci tra donne, lesbiche, trans* e identità non binarie.
Di storia orale perché vogliamo privilegiare il racconto diretto, dando spazio alla condivisione di singole esperienze anche nella loro dimensione personale, perché il femminismo ci ha insegnato che il personale è politico. Affinché il partire da sé ci permetta di ricostruire una storia collettiva, contro la volontà dello stato di silenziare, cancellare, distorcere le voci che non rientrano nelle narrazioni storiche ufficiali.
Recuperare la memoria storica delle donne rivoluzionarie è un atto di resistenza necessario contro l’intento del sistema – statale, capitalista, razzista e patriarcale – di disinnescare la potenza dell’immaginario in cui la sovversione dell’esistente è possibile.
Per non lasciare in mano al nemico la nostra storia,
per riappropriarci di ciò che la repressione vorrebbe farci dimenticare,
per continuare a sentire vive le possibilità di una radicalità femminista in lotta
contro ogni oppressione e autorità.
✓ Lotte per l’autogestione della nostra vita a partire dalla necessità di un progetto rivoluzionario. La proposta di Unit3 nel disagio (Nunatak n° 65)
✓ Monopolio statale della violenza e dell’agonia – L’amore romantico uccide! Pensieri, parole, azioni femminist*
✓ Aggiornamenti su lotte e iniziative solidali contro l’autorità e la repressione

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Riceviamo e pubblichiamo
Aggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito al 119esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (15 febbraio 2023)
In queste ultime settimane è in corso una campagna mass-mediatica di calunnia e denigrazione nei confronti del compagno anarchico Alfredo Cospito. Svariate testate giornalistiche hanno dato parecchio risalto al fatto che il compagno negli ultimi giorni avesse ricominciato ad assumere degli integratori e che avesse mangiato degli yogurt. La notizia di oggi è che il corpo di Alfredo, ormai dopo troppi giorni di sciopero della fame, ha rigettato sia questi due yogurt che gli integratori: ciò che sta al momento assumendo è unicamente zucchero, sale e potassio. Si tratta di una notizia drammatica sia per quanto riguarda la possibilità del compagno di poter arrivare vivo al 24 febbraio (giorno in cui si terrà alla cassazione l’udienza per il ricorso contro l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Roma che ha confermato la detenzione in 41 bis), che per quanto concerne la capacità di riprendere ad alimentarsi a seguito di una eventuale revoca del provvedimento di 41 bis.
L’AMORE ROMANTICO UCCIDE !!!

Il paradigma dell’amore romantico è parte fondamentale della strutturazione socio-economica di assoggettamento delle donne come idealizzazione della felicità dipendente da qualcun altro, come inadeguatezza e mancanza senza la metà che ci dovrebbe completare per destino, che porta le donne, educate fin dall’infanzia nell’attesa del principe azzurro, nelle sue più svariate accezioni modernizzate, a considerare la conquista dell’ “amore” come realizzazione imprescindibile, a tollerare la violenza nel rapporto, a considerare la sofferenza come prezzo da pagare pur di mantenere l’affetto dell’altro, a non considerarsi mai persona compiuta in sé.
L’amore romantico è uno dei fattori più insidiosi a sostegno della violenza sulle donne ed è una strutturazione così forte che il sistema è riuscito a far entrare così profondamente nella nostra costruzione personale da investire anche i rapporti non eteronormati.
https://coordinamenta.noblogs.org/post/2017/02/13/14-febbraiolamore-romantico-uccide/