Riportiamo dal blog https://sabotiamolaguerra.noblogs.org/post/2026/05/08/guerra-e-repressione/questo testo estremamente utile e importante e vi preghiamo di leggerlo fino alla fine…
SABOTIAMO LA GUERRA_INTERVENTO CONCLUSIVO
TESTO
Questo testo è il contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra al convegno «Sabotiamo la guerra e la repressione» che si è tenuto l’8 febbraio 2026 a Viterbo. Il testo è stato in parte rielaborato per la pubblicazione.
Con questo testo cerchiamo di fare una panoramica, a grandi linee, del tema guerra e repressione e degli argomenti proposti dagli interventi del convegno. Partiamo da i rapporti internazionali nel periodo in cui ci troviamo, per poi delineare quelle che sono le caratteristiche attuali della guerra e arrivare così a definire il legame tra guerra e repressione, per finire con alcuni spunti su come rapportarsi con queste fondamentali questioni. Lo scopo è quello di definire dei temi che meritano di essere approfonditi, sia per arrivare a comprendere la realtà nella quale siamo immersi sia per affilare le nostre capacità di intervento.
La fine del mondo unipolare
Partiamo quindi affrontando la questione che sta all’origine della costituzione della nostra assemblea: la guerra.
Dal nostro punto di vista esiste un unico principale conflitto in corso, da cui tutti i singoli episodi di guerra derivano come diversi terremoti lungo una linea di faglia e dai quali si sfoga la tensione esistente. Il conflitto principale consiste in «un ampio scontro tra blocchi di Paesi capitalisti per la spartizione del mondo, in cui sono in gioco la supremazia economica, militare, tecnologica e la ridefinizione degli equilibri internazionali.»¹
Si tratta di un importante passaggio storico che segna la fine del mondo unipolare, cioè di un assetto degli equilibri mondiali durato per quarant’anni, dove una potenza, gli Stati Uniti (e attorno ad essi un ampio numero di Paesi vassalli occidentali, portatori di loro specifici interessi, ma sempre in un quadro di compatibilità con i disegni di Washington) pretendeva di dominare il mondo e determinare le politiche globali. Questo periodo è giunto al termine, nuove realtà sono emerse e sono in grado di mettere in discussione la supremazia statunitense.
L’avvento del mondo unipolare si era imposto a partire della dissoluzione dell’Unione Sovietica, avvenuta tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, e quindi alla fine di un periodo in cui il mondo era spartito in aree di influenza egemonizzate da due potenze nucleari.
Il mondo unipolare si è auto-rappresentato attraverso il concetto di “fine della storia”², uno snodo epocale a partire dal quale si sarebbe aperta una fase finale di conclusione della storia in quanto tale, un punto di arrivo in cui la democrazia liberale si proponeva come “il migliore dei mondi possibili”.
Si è fondato sul trionfo del modello economico della globalizzazione, sul predominio dell’ideologia neoliberista, su una concezione estrattivista e neo-coloniale del pianeta. Questo assetto è stato garantito dalle armi di un autoproclamato gendarme globale, gli Stati Uniti, che dispongono, ancora oggi, del più grande apparato industriale-militare, di centinaia di basi militari all’estero, e sono gli unici in grado di proiettare forza in ogni area del pianeta.
Oggi questo ordine è giunto alla sua fase conclusiva, dimostra tutti i suoi limiti, e i paesi che lo rappresentano attraversano una profonda crisi che si manifesta a tutti livelli, da quello finanziario a quello tecnologico, da quello militare a quello etico.
Non siamo certamente appassionati di guerra né utilizziamo lo strumento della geopolitica per orientarci, in quanto non riteniamo che il mondo sia un Risiko in cui le dinamiche sono determinate unicamente da forze statali. Quello che ci interessa analizzare è l’influsso di grandi temi sulle vite di tutti, il nostro punto di vista è quello della lotta di classe, con l’intento di capire come noi sfruttati possiamo cambiare il corso della storia. Pace agli oppressi, guerra agli oppressori.
Negli ultimi anni, attorno al gruppo dei BRICS, si sono aggregate le principali economie emergenti ed alternative al precedente polo dominante. Si tratta di un insieme di paesi in grado di competere per la supremazia a livello mondiale su diversi piani, a partire da quello della demografia passando per quello del possesso delle risorse energetiche e delle materie prime, per quello della competizione tecnologica e della capacità produttiva industriale, per quello della finanza (tramite l’importante progetto di creare un sistema finanziario alternativo a quello a guida statunitense, riducendo la dipendenza dal dollaro), per arrivare fino a quello della forza militare.
Il centro del mondo capitalista si sta quindi spostando dall’Occidente, inteso come Stati Uniti e i loro alleati, all’Asia o meglio Eurasia, in quanto Cina e Russia sono i principali attori attorno ai quali si sta aggregando la nuova potenza globale. Possiamo simbolicamente ritenere che il punto di passaggio tra questi due assetti globali sia la guerra tra Russia in Ucraina, questo in conseguenza della dimostrata incapacità delle forze atlantiche di sottomettere con la forza la federazione Russa.
La tendenza alla guerra è quindi originata dalla scontro tra vecchi e nuovi protagonisti, con questi ultimi che mirano ad emanciparsi dall’egemonia statunitense e conquistare un loro spazio nel mondo, ed i primi, con al seguito i loro alleati – o meglio sottoposti – che cercano di mantenere tramite l’uso della forza militare l’egemonia globale e l’ordine mondiale da loro stabilito, o perlomeno, in seconda battuta, un’egemonia su quella grande parte del globo che ancora riescono a dominare e che dichiarano di loro esclusiva pertinenza (America, Europa, Giappone e Corea del Sud, Asia occidentale).

La guerra, come prodotto della crisi e tentativo di uscirne arrivando alle estreme conseguenze, è destinata a perdurare, espandersi e aumentare di intensità fino al punto in cui non verranno stabiliti e sanciti nuovi equilibri internazionali. Lo scontro per la supremazia globale in atto è un fatto politico totale, cioè che a cascata determina tutti gli eventi politici di diversa scala di importanza ed ed estensione geografica. Singoli episodi di rilevanza locale, in campo militare politico e sociale vanno quindi ricondotti alla medesima origine. Quanto accade, in fatto di conflitti, non è assolutamente transitorio od episodico, ma si tratta di processi di medio e lungo periodo. Non è neppure espressione di tale o talaltra corrente politica al potere, ma di una strategia più profonda che mantiene una sostanziale continuità, di cui l’una o l’altra fornisce al massimo un’interpretazione.
Questi processi incidono pesantemente sull’andamento delle società che ne sono investite, e possono giungere a trasformarle fortemente. La repressione rientra tra i fenomeni sociali connessi e prodotti da questa dinamica più generale, quindi anche la tendenza all’aumento della repressione non è legata a fenomeni transitori e contingenti, quali appunto la presenza al governo di una determinata forza politica, che al massimo può darne una coloritura ideologica, ma bensì alle necessità da parte del potere di governare gli effetti di processi strutturali e profondi.
Alcune caratteristiche della guerra contemporanea
Se dopo il crollo dell’Unione Sovietica il rischio di una guerra nucleare e della fine dell’umanità sembrava sospeso, questo non vuol dire che gli anni seguenti siano stati un periodo di pace.
A partire dall’affermazione del nuovo ordine mondiale, che ha cominciato a mostrarsi con le guerre in Jugoslavia ed è stato in seguito dichiarato esplicitamente dopo l’11 settembre 2001, inizia una serie ininterrotta di conflitti che sono stati definiti «la guerra infinita». Si è trattato di interventi militari, giustificati dal paravento di dichiarazioni propagandistiche quali «esportare la democrazia» e «sconfiggere il terrorismo», che avevano lo scopo reale di realizzare l’egemonia occidentale sul mondo, impossessarsi di risorse, conquistare mercati ed aumentare i profitti dell’industria e della classe militare. Continua a leggere→