Giovedì 9 luglio ore 19/Sotto i palazzi del sesto Ponte al Laurentino 38

Giovedì 9 luglio ore 19/Cocomerata, birrette e brindisi… perché le cose belle vanno festeggiate/Sotto i palazzi del sesto ponte, via Domenico Giuliotti

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Allarme Rosso 28/Il vertice della NATO ad Ankara

Una “rivoluzione industriale della difesa” come dice Rutte? La nostra sicurezza siamo solo noi! E’necessario opporci con tutte le nostre forze alla militarizzazione imperante e all’industria della guerra  sia sul fronte esterno che su quello interno.

Riportiamo da Globetrotter Biljana Vankovska*

[…] Dall’era della “difesa del Mondo Libero” contro il comunismo, passando per l’era dell’”intervento umanitario” e della “Guerra Globale al Terrore”, fino all’odierna presunta lotta esistenziale contro praticamente tutto il mondo non occidentale, l’Alleanza ha ripetutamente reinventato le narrazioni che giustificano la sua esistenza.

Il linguaggio cambia; la logica sottostante, no. La NATO rimane indispensabile, e ogni nuovo nemico (che venga scoperto, esagerato o deliberatamente prodotto) diventa un’ulteriore prova della sua necessità.

Per decenni, i critici con prospettive antimilitariste, anti-egemoniche o di sinistra hanno dovuto impegnarsi molto per decostruire questa mitologia, facendo fronte agli sforzi combinati delle élite politiche nazionali, dei grandi media, delle istituzioni accademiche e degli esperti di sicurezza.

Questo compito intellettuale, di per sé, non è mai stato particolarmente difficile. Le contraddizioni, le ipocrisie e le conseguenze devastanti degli interventi della NATO sono rimaste visibili molto tempo dopo la fine dei bombardamenti. Ciò che richiedeva coraggio era parlare contro il consenso predominante.

Ironia della sorte, oggi gli stessi leader dell’Alleanza sono diventati i suoi più efficaci portavoce della verità. Donald Trump ha ripetutamente spogliato la NATO del linguaggio morale che tradizionalmente la avvolgeva. Mark Rutte, il segretario generale dell’Alleanza, è diventato altrettanto franco, mentre il cancelliere tedesco e il presidente francese parlano sempre più con notevole schiettezza del futuro militare dell’Europa.

Tuttavia, il privilegio di dire la verità su ciò che la NATO è diventata appartiene solo a coloro che sono al potere. Come dimostra la repressione dei movimenti di protesta prima del vertice NATO di Ankara, i cittadini possono conoscere la verità su questo gigante militare, ma non ci si aspetta che si organizzino contro di esso.

Il Vertice di Ankara non è nemmeno iniziato, ma le sue conclusioni sono già note.

L’espressione “vertice storico” è diventata così ripetuta da aver quasi perso significato.

Alcuni osservatori si aspettano una “europeizzazione” della NATO, con gli alleati europei che assumono maggiore responsabilità per il finanziamento e la guida dell’Alleanza. Ma questo rimane, in larga misura, retorica.

L’Europa non può sostituire gli Stati Uniti come spina dorsale militare dell’Alleanza. Può, tuttavia, stringere volontariamente il cappio attorno al proprio collo — e forse attorno all’intero mondo.

Mentre gli atlantisti rimangono preoccupati per il rapporto tra Washington e Bruxelles e se Trump intenda davvero ridurre l’impegno degli Stati Uniti nell’alleanza, una trasformazione più significativa sta avvenendo all’interno della stessa Europa.

Nuove coalizioni militari stanno emergendo all’interno della NATO. Gli Stati baltici e la Polonia perseguono sempre più la propria agenda di sicurezza, spinti da rancori storici e da una profonda russofobia.

La Svezia e la Finlandia, un tempo simboli di neutralità, hanno rapidamente abbracciato la militarizzazione, con Helsinki che ora permette persino lo schieramento di armi nucleari sul proprio territorio (armi americane, naturalmente, il che rende questi Stati sempre più profondamente integrati nell’architettura strategica di Washington).

Configurazioni militari regionali simili stanno silenziosamente prendendo forma nei Balcani, dove Croazia, Albania, Bulgaria e Kosovo parlano sempre più di rafforzare la propria cooperazione nella difesa: una NATO dentro la NATO.

Ciò che distingue veramente la NATO 3.0, tuttavia, non è meramente la sua disponibilità a nominare esplicitamente Russia e Cina come avversari strategici o a proclamare le proprie ambizioni globali.

Lo stesso Rutte ha già detto che la NATO è indispensabile perché permette agli Stati Uniti di proiettare il proprio potere a livello globale attraverso l’Europa. L’Europa, in altre parole, funge sia da piattaforma che da moltiplicatore di forza per la strategia globale americana (come dimostrato dall’operazione Furia Epica). Continua a leggere

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Lunedì 6 luglio ore 9,30/Presidio a Piazzale Clodio a Roma/Colpevoli di solidarietà con la Palestina

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 2 luglio 2026

Zardins Magnetics di giovedì 2 luglio 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

<<In grandi schiere, spinti dall’odio e a mano armata…>>
da una vicenda di eresia e rivolta feudale, considerazioni e insegnamenti per il processo rivoluzionario, alla ricerca di esperienze anti-autoritarie.

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Ascoltate Zardins Magnetics/giovedì 25 giugno 2026

Zardins Magnetics di giovedì 25 giugno 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓Terza parte dell’approfondimento su paradigma scientifico – tecnologico e imperialismo digitale

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Se lo Stato ha ancora paura delle Brigate Rosse vuol dire che queste avevano ragione

“Il 18 giugno scorso un pubblico ministero di Alessandria ha chiesto l’ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti, nell’ambito della riapertura del processo per i fatti di Cascina Spiotta – 5 giugno 1975. Parliamo del rapimento dell’industriale Gancia e della morte, nel corso dell’irruzione dei carabinieri, dell’appuntato Giovanni D’Alfonso e della brigatista Mara Cagol. La richiesta dell’ergastolo è una notizia surreale, che rimette sulle prime pagine dei giornali una serie di fatti accaduti in un’epoca arcaica – dai cui tempi è praticamente cambiata la storia e la geografia politica del mondo. Lo stesso pm Emilio Gatti che ha promosso la richiesta – probabilmente con qualche imbarazzo –, ha ricordato alla Corte che esistono misure alternative alla galera, per un editore di 84 anni che ha già finito di scontare la sua galera negli anni Novanta, e per un ex dirigente delle Br che, arrestato nel 1981, risulta ancora oggi incredibilmente detenuto – sia pure in semilibertà – e il cui nome sarà entrato di sicuro nel Guinnes dei primati delle pene detentive europee.”

Nadia Desdemona Lioce, esponente della cosiddetta terza generazione delle Brigate Rosse, è detenuta in regime di 41 bis praticamente dal momento del suo arresto nel 2003. Il suo 41 bis è una specie di condizione esistenziale: se ventitré anni dopo lo scioglimento della sua organizzazione è ancora ritenuta pericolosamente in grado di tessere rapporti criminali (con chi?), vuol dire che quell’afflizione è destinata a durare in eterno. Una pena metafisica, appunto, sganciata dalla storia, dal trascorrere del tempo, dal mutamento delle condizioni, persino dal diritto o dalle regole dell’ordinamento penitenziario. Un 41 bis dell’anima.”

Di seguito tutto l’articolo https://napolimonitor.it/alla-ricerca-delle-galere-perdute-dopo-la-richiesta-dergastolo-per-curcio-e-moretti/

Alla ricerca delle galere perdute. Dopo la richiesta d’ergastolo per Curcio e Moretti

Esiste un tempo immoto, fermo come uno stagno; un tempo che non passa, che nella sua immobilità trascende tutto – i cambiamenti, la storia, le grandi vicende della geopolitica. Somiglia a certi angoli delle nostre soffitte in cui abbiamo ammucchiato roba che non viene toccata per decenni e si mantiene così, al buio, sepolta da strati e strati di polvere.

Le vicende della lotta armata in Italia hanno assunto questa dimensione a-storica; non le si considera come interne a una fase determinata della vicenda italiana; rappresentano, piuttosto, una specie di enclave metafisica, una sorta di allestimento o rappresentazione che congela quei giorni in un eterno presente; e in questa sua fissità diventa dispositivo operativo, pronto da attivare quando c’è da praticare esorcismi o operazioni ideologiche sulla memoria collettiva. Continua a leggere

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Ascoltate Zardins Magnetics/giovedì 18 giugno 2026

Per ragioni tecniche ieri non abbiamo potuto caricare la trasmissione/ Ascoltatela in replica!

Zardins Magnetics di giovedì 18 giugno 2026

Gli argomenti:

✓ Riflessioni sul paradigma scientifico – tecnologico e l’imperialismo digitale
✓ La parola ad Alfredo e a tuttx quellx che son messi in catene. Contro carcere e 41 bis

Le repliche del venerdì:
alle 11.00 su Radio Eustachio
https://eustachio.indivia.net
alle 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
https://diretta.radiazione.org

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Tutta la nostra solidarietà allo spazio politico Bencivenga che ieri mattina è stato sgomberato

Ieri mattina all’alba lo Spazio politico Bencivenga qui a Roma nel quartiere nomentano è stato oggetto di un blitz delle così dette forze dell’ordine che poi è diventato un vero e proprio sgombero. Continua la scia di sgomberi politici qui a Roma e la caccia agli anarchici:  il  Laurentino38, prima lo Zk Squat, e ancora prima Torre Maura Occupata. Tutti luoghi che non mediavano nulla con le istituzioni, che non volevano riconoscimenti e accordi e che volevano una vita diversa fuori e contro lo stato presente delle cose.

Tutta la nostra solidarietà femminista a chi lotta per uscire da questa società.

 

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AbecedariA/ Leopoldina Fortunati

Rimbalziamo in AbecedariA un’interessante intervista a Leopoldina Fortunati fatta da Radio Onda D’Urto nella trasmissione <La cassetta degli attrezzi>

Leopoldina Fortunati è una femminista di impronta marxista che negli anni settanta ha teorizzato insieme a Mariarosa Dalla Costa e Silvia Federici il principio del salario al lavoro domestico. E’ autrice di un testo importante < L’arcano della riproduzione: lavoro domestico, prostituzione, lavoro e capitale ( 1981) e  di < Il Grande Calibano, storia del corpo sociale ribelle nella prima fase del capitale> con Silvia Federici, altro testo molto importante (1984) che potete trovare nel nostro blog sotto la voce Testi.

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Sui muri di Roma/Identità digitale

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Sabato 20 giugno al Nido di Vespe/La repressione non ci fermerà

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Raccolta fondi di solidarietà per i vandalismi contro lo Spazio Autogestito di Udine

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Un attacco all’autogestione è un attacco all’autodeterminazione di tuttx

Nella notte tra il 19 e il 20 marzo lo Spazio Autogestito di Via De Rubeis a Udine ha subìto un attacco.

“Ignotx” hanno lanciato una decina di sanpietrini contro la vetrata principale, infrangendola. A stretto giro la questura non ha avuto meglio da fare che operare pressioni nei confronti della proprietà dell’immobile, con chiaro intento intimidatorio. La retorica utilizzata pare essere quella del ribaltamento della responsabilità da chi ha agito la violenza a chi l’ha subita, solo per il fatto di essere chi si è.

Ovviamente non ci stupiamo e la cosa non fa altro che rendere ancora una volta più evidente, anche agli occhi più ingenui, “chi protegge chi”.

Con questa chiamata apriamo una sottoscrizione per sostenere le ingenti spese conseguite a questo gesto, che non deve essere letto solo come un attacco a quattro mura ma a tutto ciò che quelle quattro mura rappresentano.

Lo Spazio Autogestito di Udine è uno spazio anarchico, transfemminista, antimilitarista e solidale con la Resistenza Palestinese e di tutti i popoli oppressi e colonizzati, attivo contro la repressione e la società carceraria, aperto alla sperimentazione, a una socialità non mercificata, alla costruzione di nuovi immaginari.

Un luogo di confronto, organizzazione e di solidarietà “per e tra” soggettività
oppresse, di lotta e autodeterminazione. Uno spazio politico per definizione.

L’attacco in sé e le manovre poliziesche che ne hanno cavalcato l’onda
non devono intimidire, non riusciranno a cancellare anni di lotte, relazione e pratiche costruite dal basso.

Difendiamo gli spazi autogestiti!
Difendiamo la possibilità di vivere e organizzarsi fuori da logiche commerciali, gerarchiche e vittimistiche.

Per contribuire puoi venire alle iniziative dello Spazio Autogestito in Via De Rubeis, 43 a Udine oppure usare il link seguente:
https://4fund.com/it/ca2z6k

Udine, giugno 2026

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 11 giugno 2026

Zardins Magnetics di giovedì 11 giugno 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Riflessioni sul paradigma scientifico – tecnologico e l’imperialismo digitale
✓ La parola ad Alfredo e a tuttx quellx che son messi in catene. Contro carcere e 41 bis

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Presenze solidali per Alfredo e per i compagni e le compagne a processo per la mobilitazione del 2022-2023 contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo

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Venerdì 12 giugno 2026 a Roma in via Triboniano fuori dal Tribunale di Sorveglianza/Fuori Alfredo dal 41 bis

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