Campeggio senza frontiere (ITA-FR-ENG) 5-10 Agosto 2016

 5-10 AGOSTO CAMPEGGIO SENZA FRONTIERE [ITA-FR-ENG]

campeggio senza frontiere

5 – 10 AGOSTO 2016

SENZA FRONTIERE: campeggio di lotta contro i confini a Ventimiglia e dintorni

Dopo lo sgombero del 30 settembre del campo autogestito nato durante l’estate ai Balzi Rossi, l’arrivo a Ventimiglia di persone in viaggio verso il confine francese non si è mai arrestato.

Nell’aprile 2016 il ministro Alfano arriva in visita a Ventimiglia, dichiarando la sua intenzione di “risolvere il problema e ripulire la città dai migranti”. Il dispositivo di

controllo e repressione messo in atto si manifesta con tutta la sua violenza: viene chiuso il centro gestito dalla Croce Rossa, i migranti vengono rastrellati sui treni e nelle strade, identificati con l’uso della forza e deportati in tutta Italia. Anche la repressione nei confronti dei solidali diviene sempre più aggressiva.

Negli ultimi mesi, nonostante la violenza e le difficoltà si siano moltiplicate, nasce l’esigenza di costruire momenti condivisi di lotta e riconquistare spazi di agibilità: la città è sempre più militarizzata e si registra un crescendo di dimostrazioni di intolleranza e razzismo.

Perciò sentiamo la necessità di costruire un importante momento di solidarietà attiva e lotta diffusa contro il sistema di apartheid e la chiusura delle frontiere: rompiamo insieme questi meccanismi di esclusione.

Appuntamento Venerdì 5 Agosto alle ore 9.00 a Tenda (Valle Roia) per iniziare con una mobilitazione contro il raddoppio del tunnel e la devastazione della valle: fermiamo i camion, aboliamo le frontiere.

Chi avesse bisogno di ospitalità per la sera del 4 agosto è benvenuto e può contattarci per avere ulteriori informazioni.

Si invitano tutti quelli che parteciperanno a provare ad essere il più possibile indipendenti, portando con se il necessario da campeggio.

Inoltre è molto gradito tutto l’aiuto che può arrivare nei giorni precedenti per accompagnarci nell’organizzazione e nella logistica.

La zona del campeggio verrà comunicata soltanto all’ultimo momento.

Per info e contatti:

mail: senzafrontiere at inventati.org

numero di telefono:

0033605789487

https://campeggiosenzafrontiere.noblogs.org/

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Resistenza agli espropri!

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Martedì 19 luglio giornata di resistenza agli espropri

http://notavterzovalico.info/2016/07/05/martedi-19-luglio-giornata-di-resistenza-agli-espropri/

Nessuno avrebbe scommesso che quattro anni dopo il primo tentativo di esproprio Cociv, consorzio costruttore del Terzo Valico, non fosse ancora riuscito a chiudere questa partita. In questi anni sono state decine le giornate di lotta organizzate dal movimento per impedire la presa in possesso dei terreni necessari alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ed è a partire da questo che sono stati accumulati due anni di ritardo sulla tabella di marcia dei lavori.

Martedì 19 luglio Cociv torna alla carica con l’intento di eseguire gli ultimi due espropri mancanti (sempre che non se inventino qualcun altro) e lo fa cercando di espropriare due luoghi altamente simbolici e strategici per il movimento.

Il primo è il terreno collettivo acquistato a Pozzolo Formigaro da 101 No Tav – Terzo Valico. Un piccolo appezzamento di 180 metri quadrati che sorge proprio sul tracciato della linea ferroviaria e che pertanto è indispensabile per proseguire i lavori. Un tentativo di esproprio in “Zona Cesarini” considerato che neppure una settimana dopo scade il decreto autorizzativo che non potrebbe più essere rinnovato visto che è anche scaduta la dichiarazione di pubblica utilità.

Il secondo è un grande bosco a Fraconalto di proprietà dell’Agriturismo La Sereta, un luogo amico del movimento a partire dalla militanza dei suoi proprietari fra le nostre fila e dal rifiuto a fornire vitto e alloggio agli operai del Cociv. Il bosco in questione che avrebbero voluto espropriare già a febbraio serve per ampliare il cantiere della galleria di servizio di Fraconalto con la costruzione di uno sfiatatoio e di una nuova strada.

Manco a dirlo i due espropri, che sono ad oltre 45 chilometri di distanza fra loro, sono stati fissati con lo stesso orario così da determinare la ripartizione delle forze del movimento che ha comunque deciso di provare a resistere con la stessa fierezza del 30 luglio ad entrambe le esecuzioni. Proprio per suddividere con cognizione le forze in campo si è deciso di dare indicazioni precise rispetto a dove convergere in quella giornata.

L’appuntamento per l’esproprio di Pozzolo è alle ore 7,00 sul lato sinistro della strada provinciale 211 della Lomellina in direzione Tortona. Qui convergeranno gli attivisti dei comitati piemontesi e tutti gli altri solidali in arrivo dalle altre città.

L’appuntamento per l’esproprio di Fraconalto è sempre alle ore 7,00 presso l’agriturismo La Sereta via San Rocco 47a località Sereta di Tegli. Qui convergeranno gli attivisti dei comitati liguri e i tanti amici dell’agriturismo La Sereta.

Dalle ore 18 di lunedì 18 luglio (il giorno prima) campeggio libero sia a Pozzolo che a Fraconalto.

Si fa appello ai tanti solidali che hanno sostenuto in questi anni la battaglia contro il Terzo Valico ad organizzarsi per scrivere insieme una nuova pagina di resistenza contro le grandi opere.

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Campagna per il NO al referendum di ottobre!

13)Votiamo NO per dire NO al controllo invasivo e poliziesco della società!

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Venaus, dall’assemblea dei movimenti proposte per l’autunno

Venaus, dall’assemblea dei movimenti proposte per l’autunno

assUna ricca due giorni di discussione si è appena conclusa in Val di Susa su appello del movimento No Tav.

Da qui siamo partiti, perché qui c’è una lotta in grado di indicare una via praticabile da tutti nelle reciproche differenze.

Tanti territori in lotta, comitati, collettivi studenteschi e sindacati si sono incontrati, convergendo sull’analisi di come il referendum costituzionale sia un’opportunità per far accrescere il dissenso contro il governo Renzi.

Dalla discussione è quindi emersa chiara la volontà di non rinchiudersi nella sterile difesa di una costituzione ormai svuotata di ogni suo significato sostanziale, ma nel provare a “generalizzare” un’ostilità contro Renzi e il Partito della nazione, con le sue politiche di austerità, i suoi corollari clientelari-mafiosi e la sua supinità ai diktat della troika.

In questo senso un’importanza centrale è stata data al processo di contrapposizione che dobbiamo riuscire a costruire nell’autunno, per renderlo maggioritario non solo nelle urne, ma soprattuto nel protagonismo sociale di chi è ricattato dalla crisi e vede nella possibilità di vittoria del NO un’occasione di presa di parola.

Pensiamo a chi lotta per la casa, in difesa dei territori e contro le grandi opere, per i diritti primari, per il diritto di movimento oltre i confini imposti dall’Europa e dentro gli stati nazione e chi lotta, semplicemente, per un presente ed un futuro migliori.

Crediamo di doverci innestare su questo bisogno di opposizione che sta emergendo in maniera sempre più chiara, anche se spesso lontana dai nostri linguaggi e dai nostri attuali percorsi di lotta.

Prima del momento referendario chiediamo a tutti e tutte, insomma, di costruire un NO sociale al governo, da declinare secondo le specificità dei propri territori e ambiti d’intervento. A partire dai nostri territori dobbiamo essere capaci a rilanciare le tante lotte, le riappropriazioni e sostenere il protagonismo giovanile e la rabbia delle periferie.

Il proposito è quello di raccogliere quanto costruito in una grande manifestazione nazionale a Roma, da convocarsi la settimana precedente al referendum e capace di puntare non tanto su una ricomposizione politica della sinistra, ma piuttosto di mettere a disposizione i nostri percorsi ai moltissimi che, isolati e impauriti, rispondono col cinismo e con la delega alla miseria che ci viene imposta.

Manifestazione come momento dalle forme aperte ancora da decidere all’interno di una progettualità comune e che deve poter essere attraversato anche da chi non può o non vuole votare. Sarà altresì soltanto un passaggio in cui aprire degli spazi per poter dopo il referendum mandare a casa Renzi, costi quel che costi.

Un passaggio a cui non dobbiamo avvicinarci con preoccupazioni immotivate, ma che dev’essere sostanziato da un percorso reale nelle nostre città.

È necessario, pertanto, incontrarci a Roma nell’ultimo weekend di settembre presso l’Università La Sapienza, per verificare i processi che da qui metteremo in moto e organizzarci tutti insieme.

17 giugno, Venaus, Val Susa

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Ai sommi procuratori

Ai sommi procuratori

la legge è uguale per tuttiLeggiamo dalle pagine della Stampa (l’articolo è al fondo) la presa di parola, tutta politica, da parte dei 3 big della procura torinese: Francesco Saluzzo (Procuratore Generale), Armando Spataro (Procuratore della Repubblica) e Alberto Perduca (Procuratore Aggiunto). Una presa di posizione che ci aspettavamo (che anche l’ex procuratore Caselli ha fatto in più occasioni), alla luce dei numerosi e recenti passi falsi fatti dai loro uffici e dal fatto che stanno diventando di dominio pubblico una serie di fatti, non opinioni,  che chiaramente delineano una strategia repressiva persecutoria nei confronti del movimento No Tav.

Anche noi decidiamo di procedere secondo un principio di sobrietà, andando per ordine, per dimostrare che ciò che dicono è sì una difesa politica argomentata ma purtroppo fallace sotto molti punti di vista.

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Campeggia matriarcale

Campeggia Matriarcale 25-28 agosto 2016

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In ricordo di Petra Schelm

Petra Schelm

16 agosto 1959-15 luglio 1971

SchelmPetra

Questo è quanto

Jayne Cortez

E se non lottiamo
se non resistiamo
se non ci organizziamo ed uniamo e
prendiamo il potere di controllare le nostre stesse vite
allora indosseremo
l’aspetto esagerato della cattività
l’aspetto stilizzato della sottomissione
l’aspetto bizzarro del suicidio
l’aspetto disumanizzato della paura
e l’aspetto decomposto della repressione
nei secoli dei secoli e per sempre
E questo è quanto

Con calma

Denys

(..)Ero calmo e la mia calma mi ha fatto uno e più regali
un filo per cucirmi la bocca
un taglierino per scucirmi dalla testa
ciò che non potevo pronunciare.

Un giorno fui più calmo del solito
ma un sopruso causò problemi tecnici:
applicai la mia capacità di problem solving
e scoprii rabbioso e potente
con tutta la mia forza di femminuccia
che una stoccata di compasso
nel collo del proprio aguzzino
val bene un’estate di tunnel carpale
passata a voler morire.

Ero calmo e la mia calma ha tentato di uccidermi
ho chiamato il centro assistenza e non l’hanno voluta.
Ho deciso di tenermela.

Ora il filo tesse idee e ponti
e la lama recide
dalla punta della mia lingua
dalla punta della mia penna.
Sono ancora calmo:
con calma miro e colpisco
meglio.

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Secondo incontro del ciclo ALLA RADICE

Secondo incontro del ciclo ALLA RADICE : Cibo e Crudeltà/la delega della violenza e il valore della morte.

Abbiamo notato come sempre più spesso l’accezione “crudele” (dal latino crudus, crudo in senso figurato si, ma anche dall’origine “gastronomica”) venga
associato a modalità non reputate “etiche” all’interno della vastissima gamma delle possibilità di procacciarci un pasto.
La crudeltà, come concetto, sottende il piacere associato alla sofferenza inflitta. E’ certo che anche il verbo pascere, ovvero godere, da origine a pasto, momento di alto benessere per corpo e spirito. Ma forse l’errore è nella tesi per cui dare la morte per soddisfare questo piacere primario non sia frutto di sadismo bensì di più che naturali tensioni armoniche col mondo che ci circonda?
L’essere umano moderno, ben lontano da tale equilibrio, si trova a delegare, qui sì piacevolmente, la morte dell’ambiente animale e vegetale, al commercio alimentare.

A volte affidandosi a etichette inneggianti al bio e al cruelty free si perde di vista la devastazione ambientale attuata dalle aziende e multinazionali alimentari.
Se pensiamo che per ottenere 1 kg di farina c’è bisogno di 10 mq di terreno coltivato con conseguente devastazioone e trasformazione del territorio, possiamo almeno provare ad immaginare che cosa significhi entrare in un supermercato e raccogliere tutti i chili di farina che gentilmente qualcuno ha riposto su quegli scaffali. Questo è solo uno degli esempi per capire l’impatto che abbiamo sulla Terra. Certo è che delegando a qualcun altro il lavoro sporco non ci  sentiamo responsabili quanto lo è quest’ultimo. Perchè uccidere un maiale che magari abbiamo cresciuto con tanto amore ci sembra più violento che comprare un pacco di pasta al negozio dietro casa?
Che di carne o di ortaggi e cereali si parli non sembra forse lo stesso tipo di triste scenario? Riprenderci le nostre vite non dovrebbe significare per lo meno riappropiarci del piacere e della libertà di soddisfare i nostri bisogni? E se pure questo ci mettesse di fronte a problemi “etici” instillatici dalla società non sarebbe forse un modo per cercare di superare tali limiti?
Forse questo sistema capitalista ha proprio bisogno che noi non ci confrontiamo con la morte, animale o vegetale che sia, che non sviluppiamo capacità di affrontarla in ogni suo aspetto. E così usciamo dalla catena alimentare,per entrare a far spese in ben altro tipo di catene, perdendo, dimenticando, la possibilità individuale del soddisfacimento personale o credendo di poterlo sopperire coi servizi per le masse adeguatamente infiocchettati.

La sensibilità di ciascuno di noi è fondata su istinti soggettivi che possono avere le origini più disparate. Si può partire da categorie scientifiche, come sono le suddivisioni dei regni (animali, vegetali,funghi) che se da un lato sembrano ricalcare differenze evidenti come possono essere quelle tra un elefante e una margherita, nelle zone d’ombra mostrano tutti i propri limiti: pensiamo a un corallo e a una pianta carnivora. Teniamo sempre presente che queste suddivisioni sono state create dalla stessa forma mentis che ha creato tutte le aberrazioni che ben conosciamo e cerchiamo di criticare. Perchè quindi lasciare che siano il fondamento delle nostre analisi, senza cercare di metterle in discussione?

Qualcun altro sentirà particolare rispetto per un albero molto grande come una quercia secolare rispetto a un getto di rovo, o d’altro canto per una mucca piuttosto che per un moscerino, andando a stabilire dei criteri basati sulla grandezza.E potremmo fare esempi basati sulla piccolezza o su qualsiasi altro aspetto. Non è forse vero che un gesto, se giudicato violento, rimane tale verso qualunque di questi insiemi? Un discriminante valido potrebbe essere il movente per cui lo si compie;
e ancora, siamo sicuri che un atto se reputato violento debba essere eliminato dalle nostre possibilità?

Anche in questo secondo incontro vorremmo analizzare alla radice concetti sedimentati in noi, che troppo spesso diamo per scontati, utilizzandoli come base della nostra critica.
Provando a distruggere tutte le categorie coglieremmo in un lampo la caduta immediata di tutti i castelli di sabbia che ci costruiamo giornalmente e non resterebbe che il nulla. Non resterebbe che la volontà individuale di perseguire un proprio biSogno.

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Frida Kahlo

Frida Kahlo

6 luglio 1907-13 luglio 1954

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“Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. E’ in quel fuoco che sono nata, pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammata per il resto della mia vita. Da bambina crepitavo. Da adulta ero una fiamma.”

“Nessuno è separato da nessuno. Nessuno lotta per se stesso. Tutto è uno. L’angoscia e il dolore, il piacere e la morte non sono altro che un processo per esistere. La lotta rivoluzionaria in questo processo è una porta aperta all’intelligenza.”

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Campagna per il NO al referendum di ottobre!

12)Votiamo NO per dire NO alla macelleria sociale!

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Stop TTIP!!!!! mobilitazioni

Stop TTIP!!!!!!!

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Il Comitato Stop TTIP di Milano questa mattina (martedì 10 n.d.r.) è stato protagonista di uno straordinario flash mob a Piazza Affari che coinvolge la famosa scultura “dito medio” di Cattelan. E’ una cartolina indirizzata a Bruxelles dove si aprirà domani il 14esimo tavolo di negoziato Usa-Ue per tentare di chiudere il negoziato TTIP in zona cesarini.

https://stop-ttip-italia.net/2016/07/10/cartolina-da-milano-in-vista-del-14esimo-round-negoziale/

Qui altre foto della straordinaria azione: https://goo.gl/photos/ibyNyMrR6Vok32bq5 Leggi il resto di questa voce

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Lesbia Yaneth Urquia

Lesbia Yaneth Urquia

lesbia

Qualche giorno fa è stata assassinata in Honduras Lesbia Yaneth Urquia. Come Berta Cáceres, anche lei si opponeva al progetto Aurora, un progetto idroelettrico nel comune di San José, nel dipartimento di La Paz che prevede la costruzione di una diga sul fiume Chinacla che sottrarrebbe le terre agli indigeni Lenca.

Il Copinh (Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras) organizzazione ambientalista e per la tutela degli indigeni e dei diritti sociali, ha denunciato l’assassinio, ribadendo che l’obiettivo delle multinazionali americane e del governo golpista honduregno è impedire qualsiasi determinazione di autonomia e di decisionalità dei popoli indigeni sulla loro terra instaurando un regime di terrore.

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Campeggio No Tav 14/31 luglio 2016

Campeggio No Tav, 14/31 Luglio. Programma

programma-campeggio-Inizia il 14 luglio il campeggio di lotta No Tav a Venaus che durerà fino al 31 luglio.

Come tutti gli anni ci ritroviamo nella valle che Resiste e non si arrende per confrontarci su vari temi e continuare la lotta.

Questo programma probabilmente subirà ancora delle variazioni, nel frattempo organizzate tenda e sacco a pelo.

Ci vediamo in Val di Susa,

Avanti No Tav!

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2° campeggio antimilitarista in Sardegna 2016

2° campeggio antimilitarista, 5-9 ottobre, sud sardegna.

https://nobordersard.wordpress.com/2016/05/30/2-campeggio-antimilitarista-5-9-ottobre-sud-sardegna/#more-2655

In questo momento l’asse Base Aerea di Decimomannu – Poligono di Capo Frasca può diventare, se già non è così, l’anello più debole della presenza militare in Sardegna. La crisi innescata dall’annunciata dipartita dell’aeronautica tedesca al termine del 2016 potrebbe mettere in forte dubbio l’esistenza stessa dell’aeroporto militare e, conseguentemente, del poligono di Capo Frasca.

Per questi motivi vogliamo creare un clima sempre più ostile contro i militari, affinché possibili nuovi affittuari (in sostituzione dei tedeschi) rivedano i loro propositi e gli italiani stessi vadano sempre più in crisi. L’anno scorso e quest’anno si sono tenute diverse manifestazioni e iniziative nei territori intorno all’aeroporto di Decimomannu, con l’obiettivo di bloccarne le attività, come quella dell’11 giugno contro la STAREX. Queste pressioni hanno dato dei risultati, minando le “condizioni per operare con la serenità necessaria”, come hanno dichiarato i vertici militari a pochi giorni dal corteo.

Annunciamo l’iniziativa del campeggio con largo anticipo, al fine di poter creare un percorso legato al territorio che ci permetta di arrivare ai primi giorni di Ottobre con idee, progetti e partecipazione più ampia e consapevole possibile.

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La guerra continua

La guerra continua

Pubblicato il 10 luglio 2016 · in Schegge taglienti ·

di Alessandra Daniele

Uncle_SamGiovedì notte a Dallas quello che è stato per anni un massacro unilaterale è diventato una guerra a tutti gli effetti.
Il cecchino che ha ucciso cinque poliziotti non l’ha fatto perché li ritenesse personalmente responsabili della sistematica strage di afroamericani che aveva contato due nuove vittime il giorno prima, ma per la divisa che portavano, considerata ormai quella d’un esercito nemico, una forza d’occupazione.
Per i loro colori, compreso quello bianco della pelle, perché i colori del nemico.
Gli USA sono in guerra ai quattro angoli del mondo come al loro interno.
La guerra è ciò che li contraddistingue da sempre, nella realtà fisica come nell’immaginario collettivo.
La guerra è la loro religione di Stato, il cui primo comandamento, portare armi, è fissato nella Costituzione fra i diritti inviolabili. Il loro fuoco zoroastriano che arde perennemente, il principale motore di molte loro industrie chiave, compresa quella dello spettacolo.
Il bagno di metallo fuso col quale vogliono purificare il mondo.
La fornace nella quale forgiano la loro identità nazionale, e nella quale la loro identità nazionale si dissolve.
Il cecchino, afroamericano reduce dall’Afghanistan, è stato ucciso con un drone esplosivo molto simile a quelli usati in Afghanistan.
Il giorno dopo, un altro afroamericano è stato ammazzato dalla polizia.
Il fronte eterno e infinito sul quale gli americani combattono percorre tutto il pianeta.
Non c’è ritorno a casa, non c’è tregua.
La guerra continua.

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