Il nemico marcia alla tua testa
Facendo uno strappo alla nostra linea editoriale vi proponiamo una canzone quanto mai adatta ai tempi!
Facendo uno strappo alla nostra linea editoriale vi proponiamo una canzone quanto mai adatta ai tempi!

Non deleghiamo allo stato la soluzione a un problema di cui è artefice
Contrastiamo la logica dell’accoglienza e dei centri di detenzione, non rendiamoci complici della violenza e del razzismo di stato.
Solidarizziamo con chi sabota e lotta contro le frontiere e le galere.
SABATO 25 NOVEMBRE PRESIDIO AL CPR DI PONTE GALERIA
APPUNTAMENTO ALLE ORE 10:00 A STAZIONE OSTIENSE PER ANDARE TUTTX INSIEME
dall’assemblea contro i CIE
Da molti anni la propaganda mediatica dei governi dei paesi occidentali proclama che “le nostre donne” sono libere perché hanno gli stessi diritti degli uomini.
Tale rivendicazione viene portata avanti in contrapposizione alla presunta condizione delle donne nei paesi colonizzati, che vivono, nell’immaginario occidentale, una situazione di passività e sottomissione.
Si riafferma ancora una volta il discorso razzista che assegna a noi brave europee il compito di salvare queste “vittime” dalla barbarie, specialmente se donne, ancor più migranti e/o sex workers.
Di fatto, a braccetto con questa vocazione salvifica della narrazione imperialista, ci passeggia un sistema eteropatriarcale che dalla vittimizzazione della donna accresce il proprio potere e le proprie forme di dominio e controllo sui corpi, dipingendoli come non in grado di autodeterminarsi e incapaci di assumere il controllo della propria esistenza, e pertanto giustificandone la privazione di libertà in nome della “loro” sicurezza.
Come se un’emancipazione dalla condizione di vittime non fosse neppure immaginabile. Come se non esistessero esperienze di autodifesa collettive e individuali, e ci si potesse soltanto rassegnare alla propria condizione soggettiva. Continua a leggere

Con questo comunicato il Movimento No Tav intende esprimere piena solidarietà alle famiglie, ai figli, ai contadini che, insieme ai Sindaci e Amministratori, formano il Movimento No Tap.
Tutti insieme sono il cuore della lotta popolare che riesce a coinvolgere trasversalmente un intero territorio, per la sua tutela e difesa, contro un’opera ormai vecchia e folle quale è il gasdotto Trans – Adriatico (TAP). Una follia che tutti insieme dobbiamo contrastare.
Il Gasdotto Trans-Adriatico TAP è un’opera che peggiorerà il grave problema del riscaldamento globale che affligge il nostro Pianeta perché la sua realizzazione incentiverà il consumo delle fonti fossili e sottrarrà risorse agli investimenti nelle energie rinnovabili, eolica e solare, i cui costi sono in continua diminuzione.
L’Europa tra cinquant’anni pagherà ancora un inutile gasdotto, inutile come molte delle grandi opere che sono state costruite e non funzionano, vedi: “Il Mose a Venezia “.
Gli effetti del cambiamento climatico hanno conseguenze terribili e sono sotto gli occhi di tutti. Temporali, nubifragi, trombe d’aria e grandine, insieme agli incendi boschivi, causati da periodi di siccità molto lunghi, hanno devastato, in questi anni, la nostra Penisola, nell’indifferenza della Politica.
Quello che sta avvenendo nei vostri territori, così come nei nostri, rappresenta una menzogna della politica organizzata, che impone opere inutili contro il popolo che lotta a difesa del proprio territorio e del proprio futuro.
Quando la Prefettura adotta provvedimenti sproporzionati, contro una popolazione che rivendica la difesa del proprio territorio, alimenta solo la consapevolezza di essere dalla parte del giusto.
Vogliamo unirci nella lotta insieme a Voi, perché da oltre 25 anni subiamo un’azione, da parte dello Stato, di prepotenza e arroganza che ha il solo obiettivo di prevaricare e calpestare la volontà della popolazione della Valsusa.
Rivendichiamo il nostro status di cittadini che insieme al popolo No Tap si oppone, ai detentori del potere ed alla militarizzazione, a difesa del proprio territorio.
Il movimento No Tav scenderà in piazza il prossimo 8 Dicembre e dedicherà la giornata al Movimento No Tap.
Avanti No Tap!
Il Movimento No Tav
https://www.facebook.com/events/163880217537997/



Marzabotto: partita di calcio. Gol! Esultanza! Mostra una maglia della RSI e braccio teso verso la curva. Poi dopo scuse manco fosse una confessione davanti al prete su facebook certo se ne occuperà l’avvocato, alla fine ha solo messo una maglia ‘qualunque’. Va di moda il politicamente corretto e voi da vili, indegni fascisti che siete lo usate, vi nascondete dietro.

Nel varesotto due figli si riprendono la madre che scappava con l’amante. Beh, non era chiaro che siamo dei beni ad uso e consumo della famiglia?

Dove i numeri dell’abbandono scolastico sono alti mancano pari opportunità! risponde la Fedeli. Eh no non parliamo di donne ma di maschi possibilmente stranieri (a quello che dice il Miur). La scuola è classista ha provato a non esserlo ma l’istituzione che forma le menti per il capitalismo non le forma certo solo per sorseggiare tè di fronte a buon libro. Continua a leggere

Elementi fondanti
self defence/patrolling/separatismo/black power/organizzazione territoriale:Free Breakfast for Children (programma di colazioni gratuite per i bambini neri), People’s Free Food Program(programma di sostegno alimentare), scuole liberate, assistenza sanitaria gratuita, assistenza ai neri-e incarcerati e alle famiglie/ rifiuto dell’integrazionismo e del collaborazionismo/ anticapitalismo/marxismo-leninismo/antimperialismo.


Statuto di fondazione 1966/ Ten point plan, “piano dei dieci punti”
Le militanti del Black Panther Party


POLIZIA VIGLIACCA, STIAMO TUTTI/E CON MAYA!
Questa mattina presto la Digos si è presentata nella casa in cui Maya vive per sequestrare degli oggetti peronali a proposito della vicenda cominciata lo scorso giugno.
Tutti ci ricordiamo più o meno com’era andata: una sera mentre Maya tornava a casa, assiste a un controllo di polizia su due ragazzi e decide di avvicinarsi. È bastato questo perché la polizia decidesse di chiamare dei rinforzi e di portarla in commissariato. Durante il viaggio Maya subisce varie violenze e insulti da parte dei poliziotti, in particolare all’interno del commissariato le viene tirato un pugno in un occhio. Viene rilasciata con un verbale molto poco chiaro in cui le veniva contestato l’oltraggio e il possesso di alcuni chiodini da muro nel marsupio.
La mattina dopo Maya decide di farsi refertare gli evidenti segni di violenza, e sporgere denuncia.
Numerose sono state le iniziative in solidarietà a Maya da parte di persone a lei vicine e ancor di più da parte di chi non l’aveva mai conosciuta prima.
Circa un mese fa c’è stato il primo interrogatorio riguardante la denuncia sporta da Maya come parte offesa, interrogatorio difficile in cui il pubblico ministero, che è la stessa che fra l’altro segue la denuncia sporta invece nei confronti di Maya, non faceva altro che soffermarsi sui dettagli e cercare di farla apparire come una bugiarda. Conosciamo questi teatrini nei tribunali, in cui la donna offesa diventa l’imputata e si dubita di lei.
Non non ne avevamo bisogno per sapere che Maya dice la verità, ma durante il processo si è venuti a conoscenza anche di un video all’interno del commissariato in cui si vede perfettamente il poliziotto che le tira un pungo. Dopo il processo infatti la denuncia contro ignoti diventa denuncia contro noto, della cui identità però né maya né le perone a lei vicine sono state messe a conoscenza.
La polizia è vigliacca, e poiché tutti sanno cosa è successo quel giorno, ora cercano di vendicarsi su Maya. Lo hanno fatto quando l’hanno successivamente incontrata alle iniziative, insultandola e cercando di umiliarla, e lo hanno fatto anche stamattina, quando sono piombati in casa sua per sequestrarle il cellulare con un mandato poco chiaro.
La motivazione con cui giustificano ciò che è accaduto oggi è che nel telefono di Maya sarebbero presenti delle richieste di aiuto mandate per sms ai suoi amici durante la notte di tensione e per il pubblico ministero quello sarebbe un materiale necessario ai fini del processo. Ma non pensino di prenderci in giro, perché è sotto gli occhi di tutti che questi sono gesti intimidatori: non hanno nemmeno rispettato la procedura che prevedeva, in quanto il materiale era in possesso della parte offesa, la richiesta al suo avvocato per entrare in possesso del “necessario”.
La vicenda è emblematica di come ancora una volta si cerca di nascondere il lavoro sporco della polizia e di come una donna che subisce violenze ha sempre qualche motivo per meritarsele.
La loro coda di paglia si vede anche se cercano di camuffarla sotto una divisa, la loro vigliaccheria è è visibile sulle loro facce come il pugno che avevano dato a Maya.
Maya non è sola. Non lo è mai stata e non lo sarà nemmeno stavolta!
#iostoconmaya #setoccanounatoccanotutte #vigliacchi



“La memoria del movimento femminista non edifica monumenti a sua gloria, ma ha un carattere decisamente creativo, vive nella dialettica e nella dialettica si alimenta e si espande. Non teme la pluralità dei linguaggi, nè il loro proliferare, bensì la loro assenza e la lettura e l’interpretazione che le missionarie del verbo borghese fanno, riducendo tutto nell’alveo di questa società e della sua conservazione, producendo in questo modo un’esclusione a priori, condannando all’oblio tutti quegli aspetti dell’esperienza storica e sociale del femminismo che erano legati ad un’ipotesi di superamento della società patriarcale e borghese. Per questo è necessario conquistare una memoria autonoma e collettiva della trasgressione femminista…Il femminismo non può abbandonare mai la lotta di liberazione che è possibilità di comunicare, di dare voce a tutte le lotte del presente come del passato e alle loro ragioni…è portare fuori ogni lotta dall’ambito riduttivamente femminile, è vanificare così tutti i tentativi di ghettizzazione, è smascheramento dei codici linguistici del potere che costituiscono la rete essenziale del controllo sociale…” Memoria collettiva, Memoria femminista” coordinamenta femminista e lesbica/ 2012
