Ci stanno apparecchiando un mondo nuovo, rovesciamo la tavola!

Ci stanno apparecchiando un mondo nuovo, rovesciamo la tavola!

Assemblea popolare – Busto Arsizio/il rovescio.info

Il vaccino
Quelli che vengono propagandati come vaccini in realtà sono profilassi. La differenza è sostanziale: un vaccino garantisce immunità sterilizzante, mentre una profilassi previene soltanto dai sintomi più gravi di un virus. Quindi l’iniezione non offre garanzie: è comunque possibile contrarre il virus in qualunque variante e contagiare altre persone.
Inoltre, essendo stata compressa la fase di sperimentazione, non sarebbe possibile la rivalsa legale nei confronti dell’azienda farmaceutica, nel caso in cui malauguratamente si dovessero subire danni, come sta succedendo a migliaia di persone. La campagna militar-vaccinale ha un approccio concorde con il futuro scellerato che qualcuno auspica e si
adopera per realizzare: adattare progressivamente l’umanità e tutto il vivente alle nocività ormai diffuse ovunque, invece che intervenire radicalmente sulle cause. Viene imposto dall’alto con propaganda di massa e presentato come un obbligo morale imprescindibile a difesa della salute collettiva mentre se l’obiettivo, realmente fosse limitare la
circolazione del virus in ambienti affollati, sarebbe stato logico perlomeno provare a fornire tamponi rapidi gratuiti per tutti, ad accesso libero, promuovendo un atteggiamento responsabile e non passivo.
2. La scienza
L’idea della neutralità della scienza è un concetto ingenuo che non tiene conto del fatto che essa si sviluppi all’interno di precise condizioni economiche, sociali e culturali. Chi finanzia le ricerche? Tutti hanno preso e continuano a prendere soldi da multinazionali legate ai vaccini, all’ingegneria genetica, digitale e robotica: Bassetti (Pfizer), Cingolani (Ansaldo), Crisanti (Fondzione Gates, DARPA, Ricerca militare americana), Colao (Verizon), Burioni (tutto il farmaceutico). I conflitti d’interesse sono diventati ormai una barzelletta. La scienza, a ragion del vero, non è mai statica ma in continua evoluzione, quindi va approcciata con senso critico, non come un dogma che violenta le differenze soggettive, la nostra storia, il nostro vissuto, le nostre specificità di individui imperfetti ed unici. Lo scientismo annichilisce gli approcci alternativi alla conoscenza etichettandoli come non altrettanto attendibili, la scienza, vissuta come un dogma, ci farebbe assomigliare a delle macchine, tutte uguali, prive di emozioni e bisogni. La libertà dell’individuo andrebbe messa al centro e non ridotta a strumento di ricatto o merce di scambio: per noi quest’ultimo è un concetto dal valore imprescindibile.
3. Il libero arbitrio
Un vero e proprio ricatto morale, oltretutto basato su di un falso altruismo. Non esiste nessuna effettiva ragione sanitaria che giustifichi limitazioni di libertà personali perché la salute non si mantiene o ottiene isolando forzatamente gli individui dal mondo come successo durante lockdown e coprifuoco o ora limitando l’accesso a determinati luoghi con il ricatto del passaporto sanitario. Abituati sin da piccoli all’obbedienza, potremmo pensare che chiudersi (in casa ed in sé stessi) per paura possa essere il male minore. Un pensiero comprensibile che attraversa ognuno di noi in molte situazioni di difficoltà. Tutti proviamo paura ma una ragionevole prudenza è cosa ben diversa dall’adeguarsi a misure imposte pretestuosamente. In questo la politica ha gioco facile perché il campo è stato di certo ben preparato: una società composta da individui soli, diffidenti, confusi e manipolabili è una società infelice, violenta, e propensa alla sottomissione come esemplificato dai continui casi di violenza tra le mura domestiche. I singoli individui sono disposti ad accettare qualunque condizione purché possano tornare a vivere la maledizione quotidiana che ci hanno insegnato a chiamare “normalità”: è ora di interrompere questa spirale autodistruttiva.
4. La normalità
La normalità è ormai l’unico orizzonte al quale anelano i più. Il concetto di normalità è già di per sé fuorviante ed in questo contesto parrebbe significare il desiderio di tutti di ritornare alla vita che facevamo prima dell’avvento dell’”epidemia” di Covid. Se è così, forse dovremmo provare ad uscire dalla pigra abitudine di credere che gli eventi, soprattutto quelli di questa portata siano casuali sfighe da aggiustare in qualche modo o meglio, costi quel che costi. Una vita serena, libera, degna di essere vissuta: questo sistema non ha i requisiti per garantirla, serve un cambio di rotta netto. Un atteggiamento
passivo, di sopportazione o collaborazione non ci renderebbe solo passivi spettatori ma anche utili collaboratori: non fare niente e fare qualcosa hanno entrambi conseguenze, prima o poi. È utile ricordare che è proprio la normalità che molti rimpiangono ad averci portato nella situazione attuale. Continua a leggere

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25 settembre 2021/manifestazioni contro il Green Pass!

Oggi in sessanta città d’Italia manifestazioni contro il Green Pass e i dispositivi di controllo sociale. A Roma una manifestazione partecipatissima a piazza San Giovanni.

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Grup Yorum/ per Helin Bolek e Ebru Timtik 

Per Helin Bolek e Ebru Timtik uccise dallo Stato turco, per Selma Altin e Ezgi Dilanm arrestate e torturate dalle forze di sicurezza turche e per gli altri compagni e compagne del Grup Yorum imprigionati, torturati, uccisi per il loro impegno politico. 

Domani, 25 settembre 2021il Grup Yorum sarà qui a Roma. Alle ore 18 all’ExSnia, via Prenestina 173, si terrà la conferenza stampa. Sarà la prima tappa del tour che porterà il gruppo anche a Cagliari il 27, a Bari il 29 e a Lecce il 2 ottobre.

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 23 settembre 2021

Zardins Magnetics di giovedì 23 settembre 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Pensieri, musica e parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Per contatti:
liberetutti@autistiche.org

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L’umanità è un rischio da correre

L’umanità è un rischio da correre. Contro il green pass, l’obbligo vaccinale e molto altro

Abbiamo compreso da tempo che le varie questioni che si presentano in questo mondo non sono scollegate. Un mondo in guerra, presenta il suo conto di miseria, morti, persone in fuga. Un pianeta sfruttato e inquinato, presenta il suo conto in termini di cambiamenti climatici, devastazione della natura, malattie e ancora persone in fuga. Un mondo in cui accumulazione di ricchezze significa accumulazione di potere, ciò che ne deriva è la esclusione e repressione di coloro che a quelle ricchezze non possono accedere. Questi argomenti, ripetuti ormai da secoli, non sembrano cogliere il segno in un periodo in cui, a verificarsi, sono tutte le condizioni descritte, in maniera accelerata ed esponenziale. I discorsi fatti attorno alla pandemia, alla salute e alla gestione repressiva e mercificata che ne è conseguita, come possono essere separati da tutto il resto?

Come è possibile guardare alla guerra, in atto in tanti Paesi nel mondo, di cui i venditori di armi sono responsabili fino al midollo (Italia in prima fila) e non rendersi conto di quanto il militarismo abbia invaso anche il nostro quotidiano, con una richiesta continua di obbedienza e disciplina? Come è possibile guardare e opporsi ad una grande opera o una nocività che devasta e colonizza un territorio e non rendersi conto che il profitto e lo sfruttamento che ne sono la causa sono gli stessi che regolano la produzione e somministrazione di vaccini (o meglio terapie geniche) che utilizzano come cavie miliardi di corpi nel mondo, poiché di capitalismo stiamo parlando?

E infine come è possibile non rendersi conto della stretta securitaria, discriminatoria e totalitaria che l’utilizzo di uno strumento come il green pass comporta? Non è solo la socialità ad essere preclusa per molte persone che rifiuteranno di vaccinarsi, così da stigmatizzare chi deciderà di continuare a scegliere, ma molte persone si troveranno a dover fare i conti con la sopravvivenza, sospesi dal lavoro e impossibilitati a trovarne un altro. Ciò che dovrebbe essere intimo e personale, vaccinarsi o meno, diventa un ricatto costante, da esibire e mettere in mostra, da controllare costantemente, da punire.

L’umanità è un rischio da correre. Obbedire e accettare passivamente ciò che è ingiusto non farà altro che stringere le catene, per tutti. Poiché la libertà non è un confine, essa aumenta laddove aumenta quella degli altri e viceversa. Strumenti come il green pass invece sono strumenti di controllo, ricatto, esclusione, e come tali inaccettabili. Non più esseri umani, solo numeri e codici. È importante rifiutarsi di chiederlo, scaricarlo, esibirlo, laddove è possibile. E non curarsi delle conseguenze legali. Non cedere al ricatto della paura e praticare solidarietà.

Poiché nessun cambiamento importante è possibile senza opposizione e rifiuto.

 https://disordine.noblogs.org/post/2021/09/10/lumanita-e-un-rischio-da-correre-contro-il-green-pass-lobbligo-vaccinale-e-molto-altro/

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22 settembre/ L’unica sicurezza è la libertà

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Contro il lasciapassare e per una cultura clandestina

Torino: Tre giorni al Prinz Eugen contro il lasciapassare e per una cultura clandestina

[…]Il TEATRO, essendo esperienza collettiva, non può che essere laboratorio permanente, che mette perennemente in discussione il suo rapporto, la sua relazione con l’altro, quindi ecco cosa ci spinge a convocare un primo incontro per ragionare sul :
“Teatro e cultura in tempi di Lasciapassare/Greenpass”[…] Che possono fare i teatranti? Possono accettare di fare spettacoli in luoghi e situazioni dove possono entrare solo le persone che mostrano un “lasciapassare”, il famigerato “green Pass”? Si può accettare di appendere sulle porte dei teatri questa frase? “Ricordiamo che per accedere ai luoghi della cultura è necessario esibire il Green Pass, in osservanza della normativa vigente in materia di contrasto al Covid-19”.
E’ tempo di un arte Clandestina, un teatro Clandestino. E’ tempo di creare luoghi di CULTURA CLANDESTINA . Luoghi, situazioni dove non entrino impunemente né gli artisti, né gli spettatori o meglio i testimoni.[…]

Riceviamo e diffondiamo:

https://ilrovescio.info/

SETTEMBRE 2021.
ANNO 1 DELLA PANDEMIA.

DIFESA A OLTRANZA del giardino (a rischio cantiere!!).

VENERDI’ 24 Ore 21.00 proiezione :” la donna elettrica”. Film in giardino

SABATO 25. Ore 20.30. Lunga notte di teatro e letture in giardino- a difesa di questa area inselvatichita, perché rimanga tale. Verde, non domata, casa per centinaia di uccelli, insetti, cani e gatti.

DOMENICA 26. Ore 17.00 Assemblea su TEATRO E CULTURA IN TEMPI DI LASCIAPASSARE.
Come costruire reti di cultura necessaria e clandestina.

“Non siamo più spettatori, osservatori, giudici di questi avvenimenti. Ora noi stessi siamo gli interpellati, i colpiti.”
Dietrich Bonhoeffer

Chi lo avrebbe mai detto di aprire una lettera con la citazione di un teologo protestante? Bonhoeffer non è solo un teologo, un pensatore, ma un intellettuale che capì che non fosse più sufficiente lamentarsi e difendersi contro il regime nazista, infatti si impegnò attivamente per cercare di attentare alla vita di Hitler.
Chiaro che i tempi son ben diversi e che non ci sia nessuno da far fuori, ma che la situazione sia drammatica è sotto gli occhi di tutti.
Che possono fare i teatranti? Possono accettare di fare spettacoli in luoghi e situazioni dove possono entrare solo le persone che mostrano un “lasciapassare”, il famigerato “green Pass”? Si può accettare di appendere sulle porte dei teatri questa frase? “Ricordiamo che per accedere ai luoghi della cultura è necessario esibire il Green Pass, in osservanza della normativa vigente in materia di contrasto al Covid-19”.
E’ tempo di un arte Clandestina, un teatro Clandestino. E’ tempo di creare luoghi di CULTURA CLANDESTINA . Luoghi, situazioni dove non entrino impunemente né gli artisti, né gli spettatori o meglio i testimoni.
Vi starete chiedendo e allora? Non ne abbiamo ancora abbastanza di “seghe mentali”?
Queste poche righe non vogliono essere “seghe mentali” e tanto meno l’ennesima lamentela per poi continuare a far finta di nulla e tornare a coltivare il proprio orticello Queste poche righe sono la convocazione per un primo incontro per aprire un dibattito su che fare, contro la situazione drammatica nell’epoca del “lasciapassare/greenpass”.
Un dibattito, ragionamenti, discussioni prive di ansia. Una situazione che possa portare alla creazione di un luogo dove l’ARTE si materializzi per necessità e non per estetismo.
Un luogo dove creare un’Arca “personale” dove possono salirci gli “artisti” che sentono l’incombere di una catastrofe. Catastrofe che è sotto gli occhi di molti, ma sottovalutata dalla maggioranza.
L’Arca non è una metafora, ma è una azione concreta, è giunto il momento (forse siamo in ritardo, ma è ancora possibile) di creare un Teatro Clandestino, Necessario, un teatro dove far vivere “un altro sguardo per dare senso a ciò che barbaramente muore ogni giorno omologandosi”.
Il TEATRO, essendo esperienza collettiva, non può che essere laboratorio permanente, che mette perennemente in discussione il suo rapporto, la sua relazione con l’altro, quindi ecco cosa ci spinge a convocare un primo incontro per ragionare sul :
“Teatro e cultura in tempi di Lasciapassare/Greenpass”
26 settembre 2021 ore 17

Prinz Eugen
Corso Principe Eugenio 26
Torino
tel. 338 3480422
346 6737160
vermiinermi@anche.no

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Madri contro la repressione/Contro l’operazione Lince

Comunicato delle Madri Contro la repressione Contro l’operazione Lince

https://www.facebook.com/Madri-Contro-la-repressione-Contro-loperazione-Lince-106337598214263/

Ieri 14 settembre 2021 il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Cagliari, la Dott.ssa Manuela Anzani , ha rinviato a giudizio i 43 giovani, nostri figli, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Guido Pani, capo della DIA di Cagliari sull’indagine condotta dalla Digos dalla Questura.
I vari capi d’imputazione vanno da rapina, lesioni, lancio di oggetti, resistenza a pubblico ufficiale fino all’ accusa di associazione con fini terroristici e sovversione dell’ordine democratico.
Lo Stato Italiano attraverso la sua pubblica accusa decide così della vita di 43 attivisti delle lotte contro l’occupazione militare della Sardegna , definendoli paradossalmente TERRORISTI.

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Riascoltate Zardins Magnetics di giovedì 16 settembre 2021

Per motivi tecnici non siamo riuscite a caricare giovedì la trax di Zardins Magnetics, riascoltatela!

Zardins Magnetics di giovedì 16 settembre 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

* Sulla sorveglianza speciale.
* 11 settembre 1973: colpo di Stato militare in Cile.
* 2021 Cile – Il vento porta buoni segnali – parole di Monica Caballero,
compagna anarchica prigioniera nel carcere di San Miguel.

Pensieri, musica e parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Per contatti:
liberetutti@autistiche.org

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NATO: SETTANT’ANNI DI TROPPO!

Documento/Comunicato degli ANTIMILITARISTI CAMPANI

*NATO: SETTANT’ANNI DI TROPPO!*

Venerdì 17 settembre il Presidente della Repubblica sarà in visita
ufficiale a Giugliano, purtroppo non per rendersi conto di persona del
grave disastro ambientale di quel territorio, un dramma che coinvolge
l’intera Area Vasta e coloro che vi abitano, vittime da anni di un
criminale smaltimento di rifiuti tossici, intombati e incendiati senza
sosta, con inquinamento irreversibile delle matrici ambientali e danni
incalcolabili sulla salute umana.

Mattarella viene invece a celebrare i 70 anni della NATO in Italia
nell’evento che si terrà presso il Comando J.F.C. Naples di Lago Patria,
centro nevralgico per l’Europa e l’Africa delle strategie belliciste USA e
‘alleate’; *hub* di una guerra sempre più globale e tecnologica, che semina
morte e distruzione su tutto il pianeta, che risucchia ingenti risorse
sottraendole alla creazione di benessere per i popoli e, proprio per il suo
ruolo, rende se stesso e le popolazioni che vivono intorno ad esso  un
bersaglio militare.

A fare gli onori di casa sarà l’Ammiraglio Robert Burke, Capo del Comando
Interforze Alleato di Napoli e di quello delle Forze Navali U.S.A. in
Europa e in Africa, che accoglierà il  Presidente Mattarella insieme al
vicesegretario generale della NATO, Mircea Geoana, reduce dalla visita alla
base di Sigonella, insieme a un gruppo di ambasciatori NATO.

Come ha dimostrato di saper fare in tutti gli svolti critici che hanno
caratterizzato il suo settennato (dalla legittimazione di governi tecnici
fino al sugello alla gestione militarizzata della pandemia), il Presidente
Mattarella coglie un’altra occasione per difendere il “sistema Italia”
celebrando lo strumento per eccellenza di difesa e di imposizione degli
interessi occidentali e italiani nel mondo e  per ribadire la comunione di
valori e la fedeltà al primo e grande alleato atlantico, gli USA.  Una
conferma di quanto già espresso solo qualche mese fa nell’incontro tenutosi
al Quirinale con il Segretario di Stato Usa Antony Blinken e ribadita nel
recentissimo viaggio del ministro della Difesa Lorenzo Guerini negli Stati
Uniti per incontrare la sua controparte al Pentagono e altri esponenti
governativi.

In nome di questa fedeltà, il “nostro” Presidente ed il “nostro” governo
chiedono agli amici statunitensi un maggiore riconoscimento del ruolo
svolto dall’Italia, sia come piattaforma militare indispensabile per la
NATO ed il Pentagono, sia come maggiore contribuente a tutte le missioni
militari NATO: primo contingente dopo gli USA tanto in Afghanistan che in
Iraq, dove sostituirà gli Stati Uniti nella direzione della missione NATO.

Dietro alla ripetuta necessità di un rafforzamento delle relazioni
bilaterali fra Roma e Washington e di un maggior coordinamento nell’ambito
dei consessi multilaterali per affrontare le cosiddette “sfide globali”
imposte in particolare da Russia e Cina, c’è la sempre meno nascosta
richiesta italiana di un appoggio USA alla campagna africana che l’Italia
sta portando avanti, in Libia come in Niger, in Mali come nel golfo di
Guinea, per tutelare, armi in mano, gli interessi delle imprese italiane,
ENI su tutte, dai competitors internazionali e da quanti in quei Paesi si
rifiutano di piegarsi al giogo italiano e occidentale.

Gli Antimilitaristi Campani denunciano questo ennesimo atto di celebrazione
di uno strumento di morte e di sopraffazione dei popoli. Denunciano il
bellicismo ed il militarismo del governo italiano, che oltre a procedere ad
una esasperante militarizzazione interna, sta accrescendo l’impegno
militare italiano all’estero (ben 40 missioni militari, più di 9 mila
militari coinvolti, più di 1,2 miliardi di costo per il 2021).

Fermare la guerra si può e si deve, manifestando sia contro chi da 70 anni
organizza i suoi *wargames* sul nostro territorio e sulla pelle di chi vi
abita sia contro il governo italiano; denunciando le nostre crescenti spese
militari (che hanno ‘contagiato’ anche il PNRR), insieme all’inquinamento
militarista dell’economia, della società civile, della cultura e perfino
della scuola.

ANTIMILITARISTI CAMPANI

Napoli 16/09/21

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Bollette della luce

Contro il controllo sociale/Il tempo è adesso!

Sono arrivate le bollette della luce del bimestre agosto-settembre, carissime! E il così detto ministro della transizione ecologica ( veramente ridicola questa nuova creazione neoliberista) ha già decretato che a ottobre aumenteranno ulteriormente del 40% e con una faccia tosta senza confini si è detto preoccupato per la parte più debole della popolazione!

C’è stata e continua ad esserci una sottovalutazione molto forte da parte della sinistra di classe rispetto a tutta una serie di passaggi di controllo che hanno caratterizzato la trasformazione della società. Nel caso specifico ad esempio l’aver accettato e fatto passare senza colpo ferire l’installazione dei contatori elettronici per cui l’elettricità viene staccata a distanza e rende difficoltosa qualsiasi forma di resistenza e di lotta. Questo rende necessario ripensare le forme di boicottaggio delle scelte di sistema con nuove forme di autorganizzazione.

Questo ci deve far riflettere immediatamente sulla necessità di non far passare forme di controllo sociale, di nessun tipo, che si tratti del lasciapassare sanitario o della digitalizzazione dei documenti, che si tratti delle telecamere o dei droni, della digitalizzazione della sanità e dei servizi pubblici  o dei controlli dei trasporti, dei dispositivi sul posto di lavoro o dell’abolizione del contante…perché tutto questo è contro la possibilità di lottare.

Il tempo è adesso!

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Ieri a Parigi

Ieri, 11 settembre 2021, a Parigi quattro manifestazioni contro le imposizioni governative, il lasciapassare sanitario, il controllo sociale. 

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Oggi, 11 settembre 2021/ manifestazione a Parigi

 “Maintenant, la révolution est une obligation vitale: c’est une révolution pour la vie.

Le Dernier Rempart 11/09/21

Le seuil a été franchi. La mise en place d’un dispositif de PASS sanitaire et d’un dispositif de contrôle généralisé, de surveillance de masse et de fichage générale de la population. Sous prétexte d’une urgence sanitaire, chaque déplacement de la population sera contrôlé, suivi. Et cela par le même gouvernement qui avait coupé des milliers de lits d’hôpitaux, qui a licencié des soignants et détruit le droit à la santé pour tous.

La perspective qu’ouvre le passeport sanitaire est l’institution de la carte d’identité biométrique, l’institutionnalisation du contrôle généralisé de nos corps.

Cette procédure, l’exploitation de moments de crise pour adopter des mesures d’urgence liberticides, n’est pas nouvelle. Elle a été adoptée récemment avec l’institutionnalisation de l’état d’urgence qui a permis de détourner nos droits et nos libertés fondamentales. Continua a leggere

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11 settembre 1973/ per non dimenticare e per il presente

11 settembre 1973/per non dimenticare

11 settembre/Cile/Per non dimenticare

Ogni anno, l’11 settembre, ricorre l’anniversario del colpo di Stato in Cile.

Tre riflessioni mi vengono subito in mente.

La prima riguarda il silenzio che lo circonda, accompagnato dalla rimozione nell’immaginario collettivo.

La seconda fa riferimento al fatto che il colpo di Stato è stato eseguito materialmente dai militari cileni, ma organizzato e su commissione degli Stati Uniti.

Tacendo su questo aspetto importante, si accredita  la vulgata corrente secondo cui il fascismo è altro rispetto alla società capitalista, mentre ne è una variante, scelta quando il sistema ritiene più opportuno utilizzarla e, dimenticando che la regia è sempre la stessa, siamo criticamente disarmate quando colpi di Stato e guerre umanitarie avvengono ai nostri giorni.

La terza riflessione che, per certi versi, ci interessa più da vicino, riguarda il fatto che si vuole far passare il colpo di Stato in Cile come il frutto di ambienti reazionari e oscurantisti.

Non è così.

La dittatura militare in Cile è stata il debutto del neoliberismo.

Tutte le elaborazioni del neoliberismo, che fino ad allora erano solo teoria, sono state applicate al Cile (…)

da “Il sociale è il privato” ed. Bordeaux 2012, pag.93

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14 settembre 2021/appello al boicottaggio del green pass a partire dal mondo della scuola

<La forza esibita dal sistema è solo specchio della nostra rassegnazione.>

Appello alla mobilitazione in tutte le città per il 14 settembre – uscito da un’Assemblea di solidarietà docenti e personale scolastico contro il green pass del Trentino ilrovescio.info

E’ TEMPO DI FARSI SENTIRE

Appello al boicottaggio del “green pass” a partire dal mondo della scuola

L’introduzione dell’obbligatorietà della c.d. “certificazione verde” (lasciapassare sanitario) rappresenta un salto qualitativo senza precedenti in quella che – ormai è evidente – costituisce una strategia di governo basata sulla logica emergenziale le cui origini risalgono a ben prima dell’emergere dell’epidemia-evento Covid-19.

L’utilizzo stesso del termine stesso “green pass” (in luogo di espressioni più opportune e circoscritte come “covid-pass”) rinvia a scenari di applicazione futuri in una società tecnologica che del possesso di certificazioni digitali farà la base di nuove forme di controllo e discriminazione sociale.

Occorre cogliere appieno questa tendenza di fondo poiché da certi passaggi non si torna indietro.

La tendenza dello Stato italiano è quella di imporre crescenti “giri di vite” mantenendo i parametri della democrazia, e puntando di conseguenza sul controllo e la vessazione degli individui “non allineati”.

Si tratta di una strategia di logoramento, efficace proprio perché lenta, capillare, pervasiva. Ma che mostra anche i suoi limiti. Col teatrino della paura e del terrore si possono raggiungere risultati importanti ma alla lunga non si ha più lo stesso effetto. Le mobilitazioni crescenti dell’ultimo periodo sono lì a dimostrarlo.

L’imposizione dell’obbligo vaccinale ai sanitari prima e, poi, della certificazione digitale ai docenti riflette il modo di procedere empirico dell’attuale sistema politico. Si “butta l’esca” e poi si raccolgono i frutti e i dati. In questo senso il sistema politico ostenta in questo momento forza per nascondere una debolezza – e forse – una fragilità di fondo.

Certo, il ricatto lavorativo è una spada di Damocle che difficilmente non si abbatterà su chi non vorrebbe allinearsi a questa chiamata. Ma proprio per questo ora si rende necessario un salto qualitativo nella mobilitazione. Occorre superare il piano individuale dell’integrità di scelta e della testimonianza (che resta di fondamentale importanza) e sviluppare strategie comuni per contestare e inceppare sul nascere questa imposizione. In una parola: organizzarsi.

Che fare, quindi?

Da un lato queste strategie comuni possono assumere la forma di pedagogie alternative (scuole parentali, “homeschooling”) ma è necessario anche sviluppare gesti di disobbedienza attiva individuale insieme a strategie comuni che diano linfa (e solidarietà!) a questi gesti e al tempo stesso creino lo spazio per poter esprimere collettivamente un dissenso più ampio, anche da parte di chi dovrà cedere al ricatto lavorativo.

La storia e la letteratura – anche quella che circola ancora oggi nelle scuole – sono colmi di figure e movimenti di protesta (quasi sempre, all’inizio, minoranze) che con i loro “no” autentici e ostinati hanno dato un contributo fondamentale nella difesa o riconquista di libertà sociali.

Oggi, come docenti, studenti e personale scolastico “non allineato” dovremmo rispondere a un altro tipo di chiamata ossia ritrovare dentro di noi ed esprimere collettivamente uno slancio.

Uno slancio che non abbia a che fare con le solite dinamiche di potere istituzionali e guardi verso un orizzonte radicalmente diverso da quello abitato (e significato!) dai vari Figliuolo, Mattarella, green pass, vaccini sperimentali e tamponi.

Uno slancio che non si limiti a provvisori “stratagemmi” ma che risolutamente osteggi il mondo che ci stanno confortevolmente imponendo.

Uno slancio che si esprima anche come gioia collettiva nel manifestare una parte importante della propria vita e del proprio essere, che è quella politica e morale.

Un primo passo concreto: perturbiamo l’inizio d’anno scolastico con gesti di disobbedienza attiva.

In ogni città Martedì 14 settembre, secondo giorno di scuola, come docenti, studenti e personale rifiutiamoci di entrare negli edifici scolastici (non accettiamo per un giorno la logica del “green-pass”) e ritroviamoci alle ore 10 davanti a un istituto superiore della città per manifestare il nostro dissenso con cartelloni e in modo rumoroso.

La forza esibita dal sistema è solo specchio della nostra rassegnazione.

Rete e Cassa di Solidarietà docenti e personale scolastico contro il green pass – Trentino

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