Tremate,tremate, perché non ce ne siamo mai andate!

Riceviamo dalla Coordinamenta transfemminista di Udine  e pubblichiamo con tutta la nostra solidarietà!

Tremate, tremate, perchè non ce ne siamo mai andate!

Oggi 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile
sulle donne e di genere, vogliamo parlare di una delle forme di violenza che lo Stato
esercita in modo sempre più capillare e pervasivo: la repressione.
Iniziamo esprimendo la nostra incondizionata SOLIDARIETA’ alla compagna e al compagno dell’Assemblea permanente contro il carcere e la repressione che, a seguito di
alcuni interventi pubblici di denuncia della malasanità in carcere e per aver espresso
solidarietà con compagni e compagne imprigionate per aver lottato contro le istituzioni totali, il militarismo e il neo-colonialismo (fatti durante presidi e cortei, tra cui uno
anche promosso da noi), sono stat* accusat* dei reati di istigazione a delinquere e diffamazione e stanno subendo un processo.
Abbiamo saputo che, durante un’udienza, siamo state tirate in causa e nominate ripetutamente: si voleva sapere se la compagna e il compagno imputat* facessero parte
della Coordinamenta Transfemminista e si voleva appurare il perchè o percò un* dei
due avesse parlato durante una nostra manifestazione contro la violenza di genere del
novembre 2019.
Vogliamo rispondere così: ai nostri cortei è benvenuta/o chi lotta contro i soprusi e le
violenze che lo Stato esercita su soggettività oppresse e inferiorizzate (come sono in
questo caso le persone detenute in qualsivoglia istituzione totale) e chi è solidale con
queste lotte. Ai nostri presidi parla chi vogliamo noi, cioè chi ha la nostra stima, la nostra fiducia, le persone con cui sentiamo un’ affinità politica.
Parlano le persone generose, che si espongono per chi non puo’ avere voce, come chi
sta dentro ad un cpr o ad un carcere.
Parlano le persone coraggiose, che si esprimono senza fronzoli correndo il rischio di
dire le cose come stanno perché E’ GIUSTO FARLO!
Ma ci teniamo a dirvi anche chi non parlerà mai. Continua a leggere

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Sabato 27 novembre a piazza Trilussa/ Contro la violenza patriarcale

Sabato 27 novembre a piazza Trilussa dalle ore 10 contro la violenza patriarcale!

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25 novembre 2021/La violenza dello Stato diventa società.

La violenza dello Stato diventa società.

Non c’è giorno in cui una donna non venga ammazzata dal padre, dal marito, dal figlio, dall’ex, dall’amante. Abbiamo gridato nelle piazze che le donne le uccidono gli uomini, che il problema non è di ordine pubblico e che nessuna legge sulla sicurezza deve sfruttare i nostri corpi e le nostre morti.

Ma assistiamo tutti i giorni ad una violenza delle Istituzioni senza confini. Una violenza che cammina su un doppio binario, da una parte si esprime direttamente con la repressione e lo stigma, dall’altra si ammanta di un’ipocrisia senza pari presentandosi come antifascista, antisessista, antirazzista, sensibile agli oppressi, alla violenza sulle donne e sulle diversità purchè queste collaborino alla perpetuazione del potere.

Con il pretesto di una così detta pandemia, ma il processo era già in atto da tempo, lo Stato si è arrogato il diritto di decidere, per tutti e tutte, quello che è bene e quello che è male, quello che dobbiamo fare, dire e sentire. E’ lo Stato etico. Non è ammessa nessuna obiezione, nessun dissenso, il solo pensiero diverso è relegato nella sfera del disturbo psichico e della deviazione delinquenziale. Anche i <bravi cittadini> sono chiamati a dare il loro contributo, vengono scatenati contro i così detti cittadini refrattari e vengono incentivati, promossi ed auspicati atteggiamenti e comportamenti decisamente violenti verso chi non si adegua alle direttive del  potere.

Il controllo è generalizzato e di tipo militare, lo stigma e la punizione verso chi è refrattario auspicato e attuato.

Nelle carceri i detenuti che protestano muoiono di <morte naturale>, è stata reintrodotta la pena di morte extra legem, si spara a chi non si ferma a un posto di blocco o a un ladro disarmato, gli operai e le operaie lavorano dodici ore al giorno e muoiono come mosche, gli immigrati, i lavoratori stagionali vivono in condizioni disumane e in semischiavitù ma vengono additati come i colpevoli di ogni nefandezza, si internano i così detti irregolari con il principio della detenzione amministrativa ma si piangono lacrime di coccodrillo per quelli che affogano in mare, fioccano condanne  non per quello che si fa ma per quello che si è, l’impoverimento della popolazione è generalizzato e sempre crescente ma i media maintream ci parlano soltanto in maniera terrorizzante di pandemia e di covid mentre viene distrutta la sanità pubblica e le persone non sono più in grado di curarsi.

Ma la violenza dello Stato etico ha un risvolto particolarmente odioso e pericoloso, diventa società. Diventa pensiero dominante e si espande in ogni sfera del vivere.

E così i rapporti lavorativi diventano violenti, il collega prevarica il collega, per la promozione, per un aumento di stipendio. Si mandano lettere anonime, la delazione è pratica comune e incentivata. Il cittadino controlla il cittadino, chiama la polizia, denuncia il comportamento fuori della norma. I lavoratori <irregolari> diventano il capro espiatorio dei cittadini <regolari>, i non vaccinati dei vaccinati.

Noi siamo consapevoli che il femminicidio  si è sempre perpetuato nel tempo ed è trasversale, ma lo stillicidio a cui assistiamo ha le radici in quello che succede qui e ora.

Il neoliberismo ha promosso la violenza delle Istituzioni e dei cittadini contro chi è percepito/a come più debole, ha incentivato la prevaricazione e l’aggressione come modalità di porsi con i diversi e la possibilità di scaricare, su chi è sentito come inferiore, frustrazioni e impossibili rivincite. Tutto questo viene sdoganato anche nel rapporto maschile-femminile.

In una società che ha fatto del sopruso sostanza di vita, perché il sopruso non dovrebbe sostanziare il rapporto che gli uomini hanno con le donne e legittimare l’uso della violenza per ottenere ciò che si vuole?

In una società dove non c’è più partecipazione umana per i poveri e i diversi, ma disprezzo, dove l’unica misura di autoconsiderazione è il successo e il tracollo economico finisce in tragedia, la perdita  da parte del maschio del ruolo e della <proprietà> affettiva lo autorizzano ad azioni violente in sintonia con il clima culturale-politico corrente.

La violenza delle istituzioni trasforma e deteriora anche i rapporti personali e interpersonali e trasforma gli esseri umani nel profondo.

E’ in questo contesto che la violenza maschile già presente e insita  nel rapporto dominante del maschio sulla femmina, viene esaltata. Così il sistema di potere ottiene due ottimi risultati.  Si autoassolve scaricando la colpa sugli esecutori e, secondo una strumentalizzazione ormai abituale, introduce forme di repressione sempre più accentuate e funzionali al controllo.

Per questo dobbiamo opporci con fermezza a tutte le misure di controllo sociale, al ricatto sul lavoro, alla vaccinazione obbligatoria, al green pass, alla digitalizzazione di ogni atto della vita, alla divisione tra buoni/e e cattivi/e, al legalismo imperante, alla normatività debordante…

Per questo dobbiamo recuperare l’autonomia di pensiero, la voglia di decidere per noi, la forza di opporci, la  capacità di dire no.

Per questo dobbiamo fare chiarezza politica. Ribadire che chi aderisce ai valori di questa società e, in particolare, a come oggi si presenta nella sua configurazione neoliberista che vede tutti i partiti e i partitini compatti nelle scelte di fondo, è partecipe e responsabile di tutti i crimini che questa stessa società induce  e provoca.

Per questo dobbiamo rifiutare il collaborazionismo con il potere che in cambio della nostra svendita, della nostra schiavitù volontaria vorrebbe buttarci qualche osso spolpato che dovremmo contenderci a morsi con le nostre simili.

Chi condivide ed è partecipe di questo progetto ne è complice e corresponsabile.

Dobbiamo organizzarci e lottare.

Coordinamenta femminista e lesbica

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Oggi a Piazza dei Mirti

OGGI A PIAZZA DEI MIRTI

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25 novembre 2021/contro la violenza patriarcale

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Dal ventre della bestia sanitaria/parte seconda

Una testimonianza dal ventre della <bestia sanitaria> (parte II)

 di Nicoletta Poidimani

[…]Per non dimenticare e per impedire che la narrazione dominante venga sovrascritta sulla nostra memoria critica, ho recentemente intervistato un’infermiera che all’epoca lavorava in una Rsa del nord-est.
Il suo racconto, diretta testimonianza dal ventre della “bestia sanitaria”, non ha bisogno di commenti, tanto è limpido nell’esprimere l’abisso tra l’arrogante e disumana gestione dall’alto – con le sue militaresche task forces – e l’etica di chi quotidianamente ha davvero a che fare coi corpi, con le malattie, con la vecchiaia.[…]

qui la prima parte

In questa seconda parte l’intervistata continua a raccontare la sua esperienza come infermiera in una Rsa, ma ci concediamo anche qualche digressione su scuola e (desertificati) dintorni…

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì18 novembre 2021

Zardins Magnetics di giovedì 18 novembre 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

✓ Un resoconto sulle ultime iniziative anticarcerarie a Udine
✓ Considerazioni sulle imputazioni del processo a carico di due compagn*
dell’Assemblea
✓ PNRR Piano Nazionale di Radiazione di ogni Resistenza (umana)

Pensieri, musica e parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Per contatti:
liberetutti@autistiche.org

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No Green Pass!/ sabato 20 novembre a piazza dei Mirti!

Sabato 20 novembre ore 15 a piazza dei Mirti a Centocelle

www.nogreenpassroma.org

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E’ nato il sito dell’assemblea romana contro il Green Pass!

www.nogreenpassroma.org

no green pass Roma

Dopo quasi due anni di stato d’eccezione, di emergenza sanitaria da sindemia covid, di stravolgimento delle nostre vite e delle relazioni sociali e affettive a suon di lockdown, coprifuoco e campagne vaccinali a tambur battente, ci ritroviamo tutti e tutte a dover fare i conti con l’illegittima e discriminante istituzione del lasciapassare, o ricatto vaccinale, conosciuto come green pass.

Il green pass non è uno strumento di tutela della salute, ma di controllo digitale delle nostre vite che di emergenza in emergenza potrà imporci nuovi obblighi e divieti, come già si sta verificando sul lavoro, sullo studio, sulla mobilità e sulle relazioni. È uno strumento di disciplina sociale e un richiamo all’adesione alle logiche di comando del capitale: un’accelerazione brutale delle dinamiche paternaliste ed infantilizzanti che da sempre gli stati applicano sulla popolazione.

Crediamo nella libertà di scelta sul proprio corpo, rifiutiamo la medicalizzazione forzata e la nuova frontiera della telemedicina che spersonalizza la cura e rafforza un’idea statistica della salute personale e pubblica, a causa delle quale ognuno di noi diventa un entità sacrificabile in base a valutazioni economicistiche costi/benefici.

Lo sfruttamento capitalista del pianeta genera disastri ambientali, miseria ed epidemie. L’evidente emergenza è che questo sistema mette a profitto ogni aspetto delle nostre vite.

È per questo che riteniamo che la lotta contro il lasciapassare sanitario sia prima di tutto una lotta anticapitalista, che non può prescindere dalla volontà di creare un mondo altro in cui le persone collaborino in maniera costruttiva nell’interesse collettivo della cura della propria comunità, a prescindere da provenienze e status: una lotta intrinsecamente antifascista e antiautoritaria.

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Ieri 13 novembre a Napoli

Ieri 13 novembre a Napoli!

<Mario Draghi, Christine Lagarde, Carlo Bonomi, l’associazione a delinquere sono loro>

https://youtu.be/wTQpRfGifQw

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Sulla nave dei folli

Sulla nave dei folli

<Quando, come scrisse Ingeborg Bachmann in una sua splendida poesia, «l’inaudito è divenuto quotidiano / e l’ombra d’eterno riarmo ricopre il cielo», non è più possibile né scansarsi né transigere. Bisogna scegliere.>

ilrovescio.info

Mai come in questo periodo ci sentiamo come il mozzo di cui parlava Theodore Kaczynski nel suo racconto La nave dei folli. La storia è nota. La nave – metafora della società tecno-industriale – sta procedendo verso degli iceberg su cui è destinata a frantumarsi. Il mozzo lancia l’allarme ai suoi compagni di viaggio, cercando di far capire loro che cambiare rotta è l’unica scelta che contiene tutte le altre (dove approdare e come cambiare i rapporti tra l’equipaggio; insomma quelle questioni di libertà, uguaglianza e solidarietà che si pongono agli umani fin da quando esistono il dominio, la gerarchia, lo sfruttamento). Il resto dell’equipaggio elenca i problemi a suo avviso ben più gravi e urgenti da risolvere: le differenze di salario, il razzismo, il sessismo, l’omofobia e la brutalità verso gli animali. Insistendo sul fatto che per cambiare la vita sulla nave è necessario che una nave ancora esista – e cioè che la priorità di cambiare rotta fa diventare secondarie tutte le altre giuste rivendicazioni – il mozzo diventa l’oggetto degli strali incrociati da parte dell’equipaggio: reazionario, specista, omofobo, sessista! Gli insulti risuonano ancora mentre la nave si frantuma contro gli iceberg e si inabissa. Continua a leggere

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Chi siamo, Cosa vogliamo/assemblea romana contro il green pass

assemblea romana contro il green pass
Chi siamo Cosa vogliamo

Il 31 gennaio 2020 è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitario. Ciò ha comportato la
sospensione della libertà di movimento, gravi limitazioni dei diritti politici e del diritto al lavoro e gravi impedimenti della vita sociale ed affettiva. Accanto a queste limitazioni abbiamo assistito ad una straordinaria intromissione dello Stato nelle nostre vite: maggiore controllo, incentivo alla delazione sociale e costante minaccia di sanzioni.
Quanto durerà tutto questo? Lo stato di eccezione sta diventando la norma e l’ eventualità di continue proroghe si fa sempre più reale.
Attendere che vada tutto bene è illusione, chiedere maggior rispetto delle garanzie costituzionali è inutile.
La libertà non è una concessione ma una conquista. La libertà si difende con la lotta.
Lottiamo per l’abolizione dello stato di emergenza.
In questi anni abbiamo visto le autorità ridicolizzare ogni possibile cura e criminalizzare chi vuole autodeterminare la propria salute ed il proprio corpo, propagandando strenuamente la vaccinazione di massa attraverso una campagna di stampo militare, non a caso gestita dal generale NATO Figliuolo.
Tutto questo nonostante esistano molti dubbi sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini, soprattutto per quanto riguarda i loro effetti a lungo termine. Ciò che, invece, è certo e sotto gli occhi di tutti è lo smantellamento del sistema sanitario, soprattutto per quanto riguarda la medicina territoriale.
Non possiamo accettare la logica che contrappone vaccinati a non vaccinati. Rigettiamo questa forma di contrapposizione interna alla società che ha l’unico effetto di non rivolgere la nostra rabbia verso i responsabili di questa situazione
Il green pass, introdotto dal Governo è, di fatto, un obbligo vaccinale poiché agisce tramite il ricatto, discriminando e condizionando pesantemente la vita privata, l’attività lavorativa, l’accesso all’istruzione.
Inoltre, il green pass è uno strumento di schedatura e controllo elettronico che, sulla strada ormai aperta con la digitalizzazione di ogni comportamento umano mette a rischio la libertà di tutti.
Ci opponiamo alla società del controllo, non vogliamo cittadini di serie A e cittadini di serie B :
Mobilitiamoci per abolire il grenn pass.
Le manipolazioni dell’opinione pubblica effettuate dai mezzi di comunicazione, la diffusione dell’insicurezza e della paura hanno fatto accettare a gran parte della popolazione l’insediamento del governo neo-liberista capeggiato da un banchiere già macellaio della Grecia.
Questa gestione della pandemia non ha lo scopo di proteggere la salute ma la crescita economica dei grandi gruppi industriali e finanziari.
Per i comuni mortali questo significa un futuro fatto di lacrime e sangue.
Cacciamo il governo Draghi, lottiamo per abolire il green pass ma anche contro tutta la politica antipopolare del governo: licenziamenti, sfratti, devastazioni ambientali militarismo e repressione.
Ci siamo uniti per vincere la solitudine e l’isolamento degli individui, discutere e formarci delle idee, sviluppare progetti e unire le forze per cambiare lo stato delle cose.
Per ottenerli è indispensabile rompere l’isolamento in cui il potere ha relegato chi dissente,
diffondere contro-informazione, sostenere le mobilitazioni in corso e organizzarsi sul posto di lavoro.
Il blocco della produzione e del trasporto delle merci si è dimostrata l’arma più efficace nelle nostre mani, come dimostrato dal blocco del porto di Trieste dal 15 al 18 ottobre scorsi.
Ci organizziamo dal basso, decidiamo in comune accordo, agiamo direttamente.

assemblea romana contro il green pass
contatti: nogproma@riseup.net

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Sabato 13 novembre/ manifestazione a Napoli del Movimento dei disoccupati

Sabato 13 novembre l’ <Assemblea romana Contro il Green Pass> parteciperà alla manifestazione nazionale chiamata  dal <Movimento dei disoccupati 7 novembre> a Napoli in piazza Garibaldi alle ore 14.

Questo il loro appello

UNITI VINCIAMO   Il 13 novembre tutti/e a Napoli!

Manifestazione contro governo Draghi e Confindustria

APPELLO PUBBLICO!/ Aderisci, sostieni, partecipa!

La crisi pandemica e la gestione dell’emergenza sanitaria hanno palesato, una volta di più, le priorità del sistema di sfruttamento capitalistico.

Il governo italiano ha subordinato la salute e la sicurezza agli interessi del profitto e del mercato sin dall’inizio della diffusione del Covid 19 obbedendo servilmente ai diktat di Confindustria.

I risultati di questa gestione criminale sono sotto gli occhi di tutte e tutti: le 132 mila vittime che ad oggi si contano in Italia sono il risultato della totale inadeguatezza e del carattere caotico delle misure sanitarie di contenimento dei contagi in un paese con un sistema sanitario pubblico devastato da decennali politiche di privatizzazioni e tagli degli investimenti, del personale lavorativo e dei servizi socio-sanitari sul territorio.

Lo Stato e i padroni, come sempre accade, hanno provato e stanno provando in tutti i modi a disconoscere le proprie responsabilità in questo disastro.

Misure come il “green pass” sono la foglia di fico dietro cui nascondere le proprie responsabilità, Continua a leggere

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sabato 13 novembre a piazza Nuccitelli/ Incontro-dibattito

L’assemblea romana contro il green pass invita tutt* e tutt* all’incontro-dibattito a partire dal libro <Lo spillover del profitto/ Capitalismo, guerre ed epidemie>

sabato 13 novembre alle ore 10 a piazza Nuccitelli

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 11 novembre 2021

Zardins Magnetics di giovedì 11 novembre 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

* Solidarietà ai denunciati per la manifestazione NO Green Pass di sabato a
Trieste
* Un articolo di Monica Caballero sulla memoria delle pratiche anarchiche,
su Sacco e Vanzetti anarchici d’azione e non vittime
* Aggiornamenti sulla dittatura militare vaccinale

Pensieri, musica e parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Per contatti:
liberetutti@autistiche.org

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