Domani 10 aprile 2022/iniziativa al Parco degli Acquedotti

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16 aprile/marcia No Tav

16 aprile marcia popolare No Tav contro le devastazioni e le guerre 

 

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 7 aprile 2022

Zardins Magnetics di giovedì 7 aprile 2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Allarme rosso! Contro il controllo sociale partecipativo e delatorio
✓ La guerra è sempre stata qui. Contributi dell’Assemblea Pubblica “Per chi
sente il ticchettio” di Catania
✓ Considerazioni femministe contro la guerra, il militarismo e
l’imperialismo

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Pensieri, musica, parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Contatti di posta:
Associazione Senza Sbarre
Casella Postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Contatti di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

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La Parentesi di Elisabetta del 6/04/2022

Allarme rosso!

La <democratica e civile> Bologna ha lanciato, in via sperimentale e su base volontaria, la patente del buon cittadino sulla falsariga di quella cinese. Viene chiamata smart citizen wallet e veniamo a sapere che qualcosa di simile sarebbe in procinto di essere lanciato anche a Roma.

D’altra parte non dobbiamo meravigliarci, Bologna ha una lunga tradizione consolidata rispetto a provvedimenti di controllo sociale elevato a cominciare dai sindaci-sceriffo come Cofferati e Roma ha un precedente illustre con Veltroni sindaco quando furono affissi per la città dei manifesti comunali con tanto di numero di telefono da chiamare che invitavano i cittadini alla delazione e alla denuncia di chi imbrattava la città.

Per ora il meccanismo della patente del buon cittadino è impostato su base premiale. Vale a dire che la persona accumulerà punti e otterrà delle regalie in sconti di vario tipo se avrà dei comportamenti in linea con le richieste dell’amministrazione. Sono considerati comportamenti “etici” fare la raccolta differenziata dei rifiuti, usare i mezzi pubblici, gestire in maniera oculata il consumo di energia, non prendere multe, essere attivo con la Card Cultura, una carta varata per le attività culturali nell’area metropolitana di Bologna. Piccola osservazione a margine: la cultura che conta è solo quella ufficiale e istituzionale? Insomma essere dei cittadini rispettosi del “vivere civile” e della “civile convivenza”. Ma il passaggio a bastone e carota sarà breve. La sinistra antagonista dovrebbe entrare in allarme rosso.

Il sindaco Matteo Lepore, PD tanto per non sbagliarsi mai, dice che questo patentino fa parte di un progetto più vasto che intende dare ai cittadini/e una grande rete digitalizzata ma allo stesso tempo personalizzata sull’esperienza di ciascuno. Ci viene in mente il film di Spielberg del 2002 < Minority Report> in cui viene descritta la società del futuro e il relativo controllo sociale. In una scena il protagonista Tom Cruise prende la metropolitana e la metropolitana è piena di pubblicità, ma non di pubblicità qualunque, di pubblicità fatta per lui. Ci sono delle piccole videocamere che riescono a catturare la sua iride, riconoscerlo e dargli dei messaggi fatti apposta e che lo chiamano addirittura per nome. Quella che potrebbe sembrare un’attenzione particolare legata alle esigenze individuali, anche se di stampo pubblicitario e consumistico, è invece nella sostanza controllo sociale. La gente esce dai vagoni del treno e man mano che esce a ciascuno si illuminano gli occhi e in questo modo vengono riconosciuti così il protagonista che sta scappando verrà trovato dalla polizia.

Lo scorso 17 febbraio a Fidenza, in provincia di Parma, il consiglio comunale ha deliberato il nuovo regolamento unico comunale in materia di edilizia residenziale pubblica. Vale a dire l’edilizia economica per le persone meno abbienti. Nell’articolo 8, Titolo III, Parte II, del predetto regolamento viene introdotto un sistema a punti per chi abita le case popolari che istituisce la <Carta dell’assegnatario> sulla quale ogni nucleo familiare che abita una casa popolare riceve un punteggio iniziale di 50 punti. Attraverso il comportamento dei residenti il credito può aumentare o diminuire: nel caso i punti vengano esauriti, i residenti ricevono lo sfratto e devono lasciare l’alloggio. Continua a leggere

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Oggi a Busto Arsizio

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La ‘femminista’ con l’elmetto non è una novità!

La ‘femminista’ con l’elmetto non è una novità!

di Nicoletta Poidimani

Leggo qua e là commenti sorpresi alle dichiarazioni di Rosi Braidotti sul criminale aumento delle spese militari. Nemmeno fosse una novità questo suo posizionamento guerrafondaio e neoliberista! Già durante la guerra contro la Jugoslavia Braidotti aveva preso posizioni apertamente filo-Nato, quindi non c’è proprio da sorprendersi.

Nel lontano 2004 avevo scritto una lettera aperta al proposito, raccontando quello che avevo visto e vissuto nel dipartimento da lei diretto a Utrecht. La ripropongo oggi, perché è bene coltivare la memoria.

A lei e alle tante altre come lei erano dedicate anche le mie Riflessioni su ‘sorella’ Atena.

Una volta per tutte, la si smetta di sbandierare i nonni partigiani – veri o millantati – per difendere i propri privilegi!

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Occupata la facoltà di Lettere alla Sapienza!

Nella serata di ieri, mercoledì 30 marzo, è stata occupata la Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma in solidarietà ai portuali di Genova in mobilitazione contro l’invio delle armi in Ucraina.

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Per finirla con la pandemia

Per finirla con la pandemia

di Daniela Danna

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/22682-daniela-danna-per-finirla-con-la-pandemia.html

Sento parlare di pandemia come entità agente in tanti, troppi discorsi di chi suppone di lottare contro gli attuali poteri (la solita classe capitalistica) che spingono verso l’ingabbiamento dei lavoratori con l’identità unica digitale e il controllo delle esistenze tramite l’acquisizione di dati – cosa che peraltro rappresenta un’impossibile distopia, data la finitezza delle risorse con cui costruire questi apparati di controllo: 5G e 6G (internet delle cose e internet degli umani), e tutti i server per l’accumulo di questa pretesa “materia prima”, oro o petrolio del XXI secolo (sarebbero i nostri dati), in realtà ennesima bolla che dà fiato al capitalismo morente per la carenza di energia vera a buon mercato. La pandemia ha fatto questo e quello, la pandemia ci ha costretti a vivere isolati, a interrompere l’istruzione dei ragazzi e la sanità come la conoscevamo, la pandemia forse ha addirittura fermato la lotta di classe, e naturalmente oggi viviamo le conseguenze della pandemia – per chi comincia ad accorgersi che, se mai pandemia c’è stata (tasso di letalità dello zero virgola qualcosa per cento ed età media dei decessi quasi in linea con l’aspettativa di vita, persino nei primi mesi), una mediocre influenza che la gente cerca di contrarre per evitare le terapie geniche rese obbligatorie da un governo perfettamente in linea con le azioni dei medici nazisti, forse non è più degna di questo altisonante nome.

Dovremmo capire una volta per tutte che una qualunque malattia non è un soggetto sociale, che la risposta ai patogeni è determinata da azioni umane, che “la pandemia” la si è voluta e cercata e realizzata, prima nel 2009 con il cambio della definizione di “pandemia” dell’Organizzazione mondiale per la sanità, che non usa più la parola per malattie letali ma per qualunque patogeno che si diffonda in molte nazioni, poi dal 2020 con il divieto di curare, la persecuzione dei medici che lo facevano, il divieto di fare autopsie e quindi ridurre il numero di morti – mentre per realizzare la pandemia e la sua pretesa stringente logica di azione, i morti servivano, eccome. La prossima volta che sentite “la pandemia ha fatto questo e quello”, correggete, prego, in “i Signori della pandemia”. I soliti noti. Quelli che hanno oscenamente accresciuto il loro patrimonio. Quelli che si incontrano a Davos e in molti altri luoghi. Quelli di cui i politici sono i burattini. Quelli che organizzano esercitazioni per addestrare e addestrarsi a mettere in atto i loro piani di perfezionamento del dominio. Quelli contro i quali dobbiamo lottare per smantellare l’apparato di controllo informatico che ci vogliono imporre, addirittura prestandoci i soldi per farcelo realizzare con il nostro lavoro (PNRR). La pandemia non ha fatto un bel niente, è un concetto che serve a far sparire, a nascondere e ad assolvere i responsabili di questi due anni di misure dittatoriali che nulla peraltro hanno a che fare con la salute: le terapie geniche sperimentali spacciate per vaccini non fermano la malattia, e rendono più vulnerabili ad essa già qualche mese dopo le inoculazioni (quando non ammazzano direttamente o invalidano con miocarditi, trombosi e compagnia bella); il green pass non certifica nulla se non la propria presenza in determinati luoghi insieme a determinate persone, acquisendo dati nei vari punti di controllo; le mascherine sono inutili a chi non è malato, fanno semplicemente parte del pacchetto “homo homini virus” con cui si distanziano fisicamente e socialmente le persone (peraltro già assenti psicologicamente per dedicarsi ai loro schermini persino in mezzo alla strada). Come ha scritto qualcuno: l’idea più ridicola che hanno spacciato in questa “pandemia” è che chi ci governa abbia a cuore la nostra salute. Si tratta non di “pandemia” ma di politica, decisa mettendo il coronavirus a bersaglio e pretesto, una politica di rottura con le apparenze democratiche degli Stati liberali, per ragioni economiche che – in un modo o nell’altro – hanno sempre a che fare con la ricerca del profitto, e per la perpetuazione e il raffinamento del dominio di classe. La pandemia non è capace di azioni, non è un soggetto. Quando si usa così la parola non si fa altro che legittimare le politiche che ci spingono verso la cosiddetta “Quarta rivoluzione industriale” e il Grande reset. Finiamola di esprimerci come i padroni, accettando e diffondendo la loro visione del mondo.

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 31 marzo 2022

Zardins Magnetics di giovedì 31 marzo 2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ “Siamo tornate!” Riprende il percorso della Consultoria Autogestita di
Milano – letture su utero, vagina e materialità corporea
✓ Approfondimenti di Barbara Duden, Luciana Percovich e altre su Corpi
soggetto e lotte contro la loro medicalizzazione e rimozione
✓ Sulla Magni*fica di Firenze
✓ Ucraina: il paese dell’utero in affitto low cost

Ascolta la diretta:
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Pensieri, musica, parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

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La violenza dell’Impero del Bene

Car* tutt*, a giorni uscirà per le Edizioni Bordeaux il nostro ultimo libro. Vi anticipiamo un testo sulla situazione internazionale, contenuto nella pubblicazione, scritto nel dicembre 2017  che  ci sembra quanto mai attuale.

FEMMINISMO: PARADIGMA DELLA VIOLENZA/ NON VIOLENZA

ATTI del Ciclo di incontri 2017/2021

[…] Oggi, / il mio corpo tornato normale, / siedo e imparo / il mio corpo di donna / come il tuo /bersagliato per strada, / rubatomi a dodici anni / come il petrolio venezuelano / con la stessa spiegazione. / Sei ignorante / ti insegno io / poi ridatomi indietro goccia a goccia… / Guardo una donna osare / oso guardare una donna / osiamo alzare la voce / rompere le bottiglie / imparare[…]
Jean Tepperman

La violenza dell’Impero del Bene

Siamo immerse in scenari di guerra. Dovunque volgiamo il nostro sguardo la guerra e la militarizzazione sono diventate paesaggio urbano e dimensione internazionale. Ma tutto questo non è dovuto al Fato, ad una particolare congiuntura, a personaggi particolarmente malvagi… bensì non è altro che lo stadio di maturazione del Capitale. Il neoliberismo è la dimensione politico-ideologica a cui è giunto il capitalismo nella sua necessità di espandersi e di distruggere ogni altra configurazione economica, marginale nei paesi occidentali, di sussistenza nei paesi del terzo mondo che ostacoli il suo processo di crescita. La così detta crisi non è altro che lo strumento per la ridefinizione dei rapporti di forza tra Stati e multinazionali e con le oppresse e gli oppressi tutte/i.

E, in questo procedere, la guerra è strumento di potere e assoggettamento e, allo stesso tempo, momento di crescita economica e di sfruttamento. Non a caso è tornato prepotentemente sullo scenario internazionale il colonialismo, mascherato non più sotto la veste di una superiore civiltà da portare ai popoli del terzo mondo, bensì sotto quella della “democrazia”, della tutela dei diritti umani, di quelli delle donne e delle diversità. In questo processo di ridefinizione degli assetti su fronti interni e fronti esterni, gli Stati Uniti si pongono come Stato del capitale, rivendicando a sé il ruolo guida e mettendolo sistematicamente in atto con la Nato diventata esercito di aggressione e polizia internazionale. Gli Usa, con l’alleata Inghilterra e con gli Stati vassalli, stanno procedendo ad una sistematica destabilizzazione di tutte le aree, i governi, gli stati, che sono asimmetrici rispetto ai loro interessi…dalla Jugoslavia passando per l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, la Siria, l’Ucraina… La Francia e la Germania si barcamenano, strette tra la necessità di piegarsi agli interessi statunitensi e quella di tutelare i loro interessi economici. L’Italia è asservita agli Usa, i governi riformisti e a guida PD sono semplicemente dei funzionari statunitensi. In questo quadro il femminismo si trova di fronte alla necessità imprescindibile di fare chiarezza politica, di collocarsi e di scegliere da che parte stare. Le posizioni neutrali non esistono, non esistono più orticelli privati da coltivare o giardini protetti. Si devono necessariamente smascherare i meccanismi che vengono posti in atto per perpetuare la nostra oppressione sotto le mentite spoglie di un’attenzione pelosa e attraverso la promozione sociale di donne che si prestano all’asservimento di tutte le altre donne e degli oppressi tutti/e. Il loro compito è di fornire un paravento dietro il quale la società patriarcale e neoliberista può nascondere i propri obiettivi reali quali l’inasprimento della disoccupazione, la precarizzazione della vita, le crescenti diseguaglianze, le guerre umanitarie, il ruolo di cura da cui dicono di essere affrancate e in cui viene prepotentemente confermata la stragrande maggioranza delle altre donne. Poiché questi obiettivi sono inconfessabili, si veicolano come emancipazione, come transizione, che dovrebbe condurre alla nostra liberazione Continua a leggere

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28 marzo/ per ricordare Annamaria Ludmann

Il 28 marzo 1980 veniva uccisa dai carabinieri nella base di via Fracchia, insieme ad altri tre compagni, Annamaria Ludmann, militante delle BR.  A lei il nostro affettuoso ricordo perché la memoria è parte e strumento del presente.

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Il nemico è in casa nostra! oggi a Torpignattara!

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In nemico è in casa nostra! 25 marzo ore 17 a piazza Perestrello

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24 marzo 1999/ L’aggressione alla Jugoslavia

Nell’anniversario dei bombardamenti Nato del 1999 sulla Serbia, il ricordo di un incontro a Belgrado, con una famiglia di rifugiati serbi che avevano dovuto lasciare Sarajevo tempo prima. E’ stato pubblicato nella raccolta Racconti dal mondo, Premio Pietro Conti IX edizione.

Cara Vesna, la tua casa in mezzo alla strada

di Marinella Correggia   emigrazione-notizie.org

Le guerre spostano i popoli e anche qualche pacifista occidentale. Fortunati, noi della delegazione italiana di solidarietà con gli abitanti della Serbia sotto i bombardamenti della Nato, fra aprile e maggio 1999. Arrivati in pullman a Belgrado, avevamo bussato all’hotel Jugoslavia. C’erano tutte le stanze libere ma costava troppo per noi auto-paganti; l’equivalente di 40.000 lire per notte. Finimmo in un albergo più economico nel quartiere Zemun. Il giorno dopo, il portiere ci disse che l’hotel Jugoslavia era stato bombardato quella notte.

Due notti ardenti a parlare con voi. Vivevate da tempo nella stanza accanto. Vesna, Neboish e vostro figlio Stephan di sette anni, begli occhi allungati come i tuoi. Sfollati ormai stabili dalla sventurata Sarajevo, sventurata per tutte le etnie, da quando queste erano diventate un fattore che conta.

La sedia in più per me entrava a malapena nella vostra stanza già piena: il letto dove dormivate in tre, i quaderni di scuola, il fornellino dove friggeva la frittatina palacinka, «se non c’era la guerra te la facevo più buona con le noci», i fagotti da profughi, le foto della vostra casa e di un’antica gita a Venezia, la chitarra e la Bhagavad Gita di Neboish. Ti dichiaravi «jugoslava, io sono ancora jugoslava», e Neboish taciturno annuiva. Un po’ sdrammatizzavi le bombe che ci cadevano a poca distanza: «Non c’è morte senza destino. Anche a Sarajevo faceva…troppo caldo, ci siamo abituati. Ma certo il cielo ci è nemico. Il bambino di notte ha paura. Il 5 aprile hanno colpito a 100 metri. Devo chiedere il risarcimento danni psicologici alla Nato!» Vesna, tuo marito mobilitato durante la guerra in Bosnia era diventato invalido; da 4 anni vegetariano per amore degli animali, questo pericoloso soldato serbo non trovava lavoro, solo una pensione di 50 marchi. Ti arrangiavi tu, commerciando in biancheria intima, «ma adesso temendo una lunga guerra tutti risparmiano».

Vesna, non dormivamo mai. Il tuo senso di ospitalità e la nostra voglia di amicizia ci tenevano sedute, mentre a gesti incrociavamo io italiano e inglese, tu serbo e tedesco. Mi obbligavate a bere tazze piene di quel pastoso e forte caffè turco che ho sempre detestato, ma come dirvelo? Cosa mangiava Neboish, in questa Belgrado di guerra dove sembrava esser rimasta solo carne e io infatti ero a stecchetto? Scherzavi: «E già, i serbi mangiano i bambini. Violentano le donne. Invece le bombe Nato sono buone». Ridevate amaro. «Il problema era antico, in Kosovo. C’erano conflitti, certo. Ma l’intervento militare porta non solo altri morti, altri senzatetto, porta anche odio». E tu? Profuga di guerra, in un’altra guerra, che pensavi di fare? «Già prima vivevamo giorno per giorno. Adesso è ora per ora. Siamo sfortunati. Forse abbiamo costruito la nostra casa in mezzo alla strada, così si dice da noi. Ma quasi sette settimane di bombe sono tante, non lo auguro a nessuno». Potevi forse tornare a Sarajevo? «No, la nostra casa è abitata da altri, e poi non saremmo al sicuro. Spero nella pace qui, un giorno».

Vesna, la nostra sorellanza nell’emergenza.

Dopo qualche tempo mi mandasti con un volontario che faceva la spola un regalino e io – sempre con lui – ricambiai. Poi ti ho persa. Non avevi email. Non avevo un cellulare.

Dove sei adesso?

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 24 marzo 2022

Zardins Magnetics di giovedì 24 marzo 2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Proposte anarchiche contro la guerra
✓ Militanza e movimenti alla prova del ’68: lettura di testi e contributi
audio

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