25 aprile 2020

Dedichiamo il 25 aprile femminista alla partigiana Alma “Maria” Vivoda!

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Alma “Maria” Vivoda è ritenuta la prima partigiana caduta. Aveva 32 anni e sulla sua testa di ribelle irriducibile pendeva una taglia di 10mila lire.

Femminista e internazionalista, fu uccisa in un’imboscata il pomeriggio del 28 giugno 1943 (quindi prima dell’8 settembre!) dal carabiniere Antonio Di Lauro mentre andava con un’altra compagna, Pierina Chinchio, all’appuntamento con Ondina Peteani – staffetta partigiana della “Brigata Proletaria”, composta da centinaia di operai dei cantieri di Monfalcone.

Racconta la stessa Pierina Chinchio:
«Alma ed io salivamo per la via Pindemonte. Incontrammo un milite della Polizia Ferroviaria, voltammo il viso per non essere riconosciute. Scorgemmo allora, tra i cespugli, un carabiniere a noi ben noto, di servizio a Muggia. Tutto accadde repentinamente. Il carabiniere cominciò a sparare, per fermarci. Alma estrasse una pistola e una bomba a mano, forse per dare anche a me un’arma per difenderci. Il carabiniere continuò a sparare all’impazzata e colpì Alma alla tempia. Io ero a terra, insanguinata. Egli mi affrontò (forse per eliminare l’unico testimone). Gli gridai se fosse impazzito. Intervenne il milite della Polizia Ferroviaria; il carabiniere gli ordinò di tenermi sotto tiro. Arrivò la Croce Rossa. Ritrovai Alma all’ospedale. Fino all’ultimo le restai vicina, tenendole la mano».

All’indomani del suo efferato omicidio un battaglione autonomo internazionale della 14ma Brigata “Garibaldi Trieste” – operativo in Istria e composto anche dalle compagne di lotta di “Maria” – prese il suo nome diventando la Brigata “Alma Vivoda”.

Alma non ha ricevuto alcun riconoscimento alla memoria (se non un piccolo monumento posto nel luogo in cui è stata uccisa) mentre invece nel 1958 l’Italia repubblicana insignì della medaglia di bronzo al valore militare per l’omicidio di Alma il carabiniere Di Lauro, con queste motivazioni:
«DI LAURO Antonio […] classe 1920, carabiniere, legione carabinieri di Trieste. Con prontezza di spirito e repida [sic] decisione non disgiunta da coraggio, reagiva a reiterata azione di fuoco da parte di un pericoloso ricercato riuscendo ad ucciderlo ed a catturare, dopo averlo ferito, altro delinquente. Trieste, 28 giugno 1943».

“Pericoloso ricercato”: Alma è stata uccisa due volte, come partigiana e come donna, dal fascismo e dall’Italia repubblicana.

Ricordare “Maria” con spirito ribelle in questo 25 aprile che vorrebbero blindato e imbavagliato è fondamentale.

Altro che cantare dalle finestre l’inflazionata e accomodante “Bella ciao”!

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