Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 15 dicembre 29ss

Zardins Magnetics di giovedì 15 dicembre  2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ 15 dicembre, Trieste, voci dall’iniziativa di strada contro il 41 BIS
✓ Riflessioni sulla strategia del terrore messa in atto dallo Stato da
Piazza Fontana al G8 di Genova
✓ 17 dicembre giornata internazionale contro la violenza che colpisce le/i
sex workers, un contributo del collettivo Ombre Rosse
✓17 dicembre, Tolmezzo, davanti al carcere di massima sicurezza con 41 bis,
presidio solidale con i detenuti, contro 41 bis, differenziazione,
ergastolo. Diamo voce ad Alfredo, Anna e a tutti i/le compagni/e e i/le
prigionieri/e

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
l’invito è a girare/segnalare l’indirizzo ai vostri contatti dentro):
Associazione Senza Sbarre
casella postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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In ricordo di Pino, al fianco di Alfredo

Appuntamento e concentramento a Fontana di Trevi, giovedì 15 dicembre alle 23,30.Fuori Alfredo dal 41 bis! Liberi Tutti/e!

https://ilrovescio.info/2022/12/14/in-ricordo-di-pino-al-fianco-di-alfredo/

Nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre del 1969 dalla finestra dell’ufficio del “beato” commissario Calabresi veniva scaraventato Giuseppe “Pino” Pinelli, anarchico, ex partigiano, esempio per i giovani rivoluzionari dell’epoca.
Insieme a lui, quella notte infame della Questura milanese, era rimasto Pasquale “Lello” Valitutti, il quale da allora non ha mai smesso di urlare con rabbia la verità in faccia alla (in)giustizia dello Stato borghese: Pino è stato assassinato; quella di piazza Fontana era una strage di Stato, figlia della collaborazione tra Stato e fascisti.

Oggi, come ogni anno, vogliamo ricordare che lo Stato ha le mani sporche del sangue di Pinelli e che saranno sempre le stesse mani ad essere sporche del sangue del compagno Alfredo Cospito, torturato in 41bis ed in sciopero della fame da due mesi, nel silenzio assordante dell’inquilino del Quirinale.
Per questo, insieme a Lello, saremo presenti davanti alle stanze di questo potere torturatore ed autoritario e faremo in modo di svegliare la coscienza (ed il sonno beato…) di chi dovrebbe tutelare l’incolumità di Alfredo, che insieme ad altri 3 compagni sta rischiando la vita per la libertà di tutti/e.
Appuntamento e concentramento a Fontana di Trevi, giovedì 15 dicembre alle 23,30.
Fuori Alfredo dal 41 bis! Liberi Tutti/e!

Anarchici e anarchiche

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18 dicembre/ La coordinamenta a Verona!

Il 18 dicembre saremo a Verona a presentare <FEMMINISMO: PARADIGMA DELLA VIOLENZA/ NON VIOLENZA>  per parlare, discutere, confrontarci sulla situazione economica, politica, sociale e per trovare insieme percorsi e modalità di lotta.

Vi aspettiamo!

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Lunedì 12 dicembre a Udine

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Sovvertendo l’ordine patriarcale/ Contatti

Pubblichiamo i contatti con le compagne che hanno tradotto, curato e pubblicato la nuova autoproduzione editoriale femminista per eventuali presentazioni o richiesta di copie.

SOVVERTENDO L’ORDINE PATRIARCALE. Storie di donne armate e rivoluzioni

Queste pagine raccolgono testimonianze di donne da diverse parti del mondo che hanno partecipato a movimenti di guerriglia o organizzazioni di lotta armata. Una testimonianza diretta come stimolo per continuare a lavorare sul recupero della nostra memoria femminista rivoluzionaria. Con la proposta di aprire spazi di riflessione e confronto non misti fra compagne/x per incontrarsi, creare e rafforzare legami.

Traduzione dal castigliano del primo numero della rivista “Mujeres mas alla des las armas” (2020) che raccoglie gli atti degli omonimi convegni organizzati annualmente a Barcellona dal collettivo Azadi Jin. Si tratta di incontri separati (non aperti a uomini cis) dove le compagne catalane invitano le donne e le dissidenze sessuali e di genere a raccontare le loro esperienze rivoluzionarie.

Dall’introduzione all’edizione italiana:
“Quando si legge di rivoluzioni, guerriglia e lotta armata, i protagonisti sono sempre uomini, unici soggetti all’altezza di compiere tali gesti. Alle donne, così come alle dissidenze di genere, sembra essere preclusa la possibilità di rivendicare per sé la violenza come strumento di lotta e di liberazione contro un sistema in cui il paradigma del legale istituzionalizza genocidi, sancendo quali sono i corpi da sacrificare in nome della sicurezza e quali quelli da difendere. L’unica violenza legittima sembra allora essere quella di chi opprime e distrugge. Per noi queste pagine sono uno slancio per rompere la logica della narrazione unica. Siamo consapevoli del fatto che il meccanismo che ci spinge a non considerare altre forme di lotta come possibili è lo stesso che ci impone di normalizzare la brutalità degli stati come legittima e normale. Lo stato e il patriarcato si autolegittimano attraverso le stesse logiche, e sono l’uno lo strumento necessario all’altro per perpetrarsi. Questi racconti rendono evidente la fallacia della logica patriarcale, che vuole l’oppressore come legittimo detentore della forza e l’oppressa\x come soggetto inferiore, la cui forza è repressa e ostracizzata. Sulla base di questa doppia morale, le donne che hanno preso le armi per la rivoluzione sono state condannate e perseguitate, stigmatizzate perché non hanno voluto sottostare alla posizione in cui il patriarcato voleva relegarle.”

Distribuzioni e presentazioni

100 pag. Il prezzo è 5 euri, per le distribuzioni 4. Il ricavato dalla vendità sarà utilizzato per finanziare progetti simili. Il libro è disponibile per essere distribuito unicamente in distro femministe e transfemministe.

Le presentazioni del libro sono pensate per essere fatte in contesti separati (senza uomini cis). La logica dietro a queste decisioni è di rimanere coerenti alla scelta delle donne – le cui voci sono raccolte nel libro – di condividere le loro storie in un contesto separato. Ciò ci permette di fare di questa pubblicazione uno strumento di rafforzamento della rete femminista e transfemminista.

Per ricevere copie del libro e/o organizzare insieme delle presentazioni (a partire da gennaio 2023), potete scriverci a: memoriacomeresistenza@riseup.net

Link alla distribuzione dell’edizione catalana: latiendacomprometida.com/feminismo/2257… <https://latiendacomprometida.com/feminismo/2257-mujeres-mas-alla-de-las-armas-vol1.html>

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SOVVERTENDO L’ORDINE PATRIARCALE

12 dicembre 2022 in Villa Villacolle Casa Cantoniera Autogestita Parma  dalle 19.00 presentazione con alcune delle traduttrici in un contesto separato (senza uomini cis) di:

“SOVVERTENDO L’ORDINE PATRIARCALE. Storie di donne armate e rivoluzioni.”

una nuova autoproduzione femminista

Dall’introduzione all’edizione italiana:
“Quando si legge di rivoluzioni, guerriglia e lotta armata, i protagonisti sono sempre uomini, unici soggetti all’altezza di compiere tali gesti. Alle donne, così come alle dissidenze di genere, sembra essere preclusa la possibilità di rivendicare per sé la violenza come strumento di lotta e di liberazione contro un sistema in cui il paradigma del legale istituzionalizza genocidi, sancendo quali sono i corpi da sacrificare in nome della sicurezza e quali quelli da difendere. L’unica violenza legittima sembra allora essere quella di chi opprime e distrugge. Per noi queste pagine sono uno slancio per rompere la logica della narrazione unica. Siamo consapevoli del fatto che il meccanismo che ci spinge a non considerare altre forme di lotta come possibili è lo stesso che ci impone di normalizzare la brutalità degli stati come legittima e normale. Lo stato e il patriarcato si autolegittimano attraverso le stesse logiche, e sono l’uno lo strumento necessario all’altro per perpetrarsi. Questi racconti rendono evidente la fallacia della logica patriarcale, che vuole l’oppressore come legittimo detentore della forza e l’oppressa\x come soggetto inferiore, la cui forza è repressa e ostracizzata. Sulla base di questa doppia morale, le donne che hanno preso le armi per la rivoluzione sono state condannate e perseguitate, stigmatizzate perché non hanno voluto sottostare alla posizione in cui il patriarcato voleva relegarle.”
Le presentazioni del libro sono pensate per essere fatte in contesti separati (senza uomini cis). La logica dietro a queste decisioni è di rimanere coerenti alla scelta delle donne – le cui voci sono raccolte nel libro – di condividere le loro storie in un contesto separato. Ciò ci permette di fare di questa pubblicazione uno strumento di rafforzamento della rete femminista e transfemminista.

***a seguire bar aperto- cibo e convivialità***

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10 dicembre/boicottiamo la guerra!

Sabato 10 dicembre/ Un interessante convegno a Gela 

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 8 dicembre 2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Aggiornamenti su Alfredo e Anna
✓ 12 dicembre (dal 1969 ad oggi, sullo stragismo di Stato) – proiezione a
Udine del video documentario
“Bombe, sangue, capitale” (2006)

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
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Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
l’invito è a girare/segnalare l’indirizzo ai vostri contatti dentro):
Associazione Senza Sbarre
casella postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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Il 3 dicembre in piazza/lo striscione dell’Assemblea!

Lo striscione dell’Assemblea romana contro il green pass in piazza il 3 dicembre!

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La Parentesi di Elisabetta del 4/12/2022

Pensa un po’… 

«Pensa un po’, pensa un po’: avvitare due bulloni e il terzo no».

(Pensa un po’, Paolo Pietrangeli 1969)

 Ci sono due problemi urgenti all’ordine del giorno: uscire dal pensiero del nemico, reiventarsi e attualizzare le forme di lotta che l’universo dei subalterni deve mettere in campo pena l’usura anche di quel poco che si sta risvegliando.

Quando gli operai negli anni sessanta e settanta del secolo scorso presero consapevolezza del loro ruolo e dei loro desideri riuscirono a mettere in atto forme di lotta autonome ed originali. Il salto di qualità della lotta operaia si è concretizzato con l’abbandono della logica lavorista. Il cambiamento importante era stato la nascita dell’operaio-massa e cardine dei primi comportamenti anti-lavoristi degli anni Sessanta era stato l’assenteismo perché era diventato chiaro che l’<abitudine al lavoro> non è altro che <disponibilità ideologica a subire lo sfruttamento>. Vennero messe in pratica operazioni che si concretizzarono nel salto della scocca, nello sciopero a singhiozzo e a gatto selvaggio, nel boicottaggio, nel sabotaggio. E i grandi impianti industriali di organizzazione tayloristica si mostrarono fragili rispetto a questo tipo di lotte.

Ora il neoliberismo ha cambiato in primis nelle società occidentali le modalità dello sfruttamento. Ora ha la pretesa di appropriarsi di ogni più piccolo aspetto della vita anche del quotidiano e del privato e di metterlo a profitto, ha affinato la capacità di estorcere plusvalore dalla nostra stessa esistenza e dalla nostra disponibilità attraverso tutta una serie di meccanismi di precarizzazione e individualizzazione dei rapporti di lavoro, attraverso la messa a profitto dei nostri desideri e delle nostre paure, dei nostri stessi rapporti sociali e perfino delle nostre lotte. Lo ha fatto con una possibilità fino a pochi anni fa impensata dovuta allo sviluppo delle nuove tecnologie e sta mettendo a punto e incrementando il coinvolgimento diretto delle persone nel proprio sfruttamento e controllo sociale attraverso la partecipazione attiva e l’assoggettamento volontario con una vera e propria colonizzazione del pensiero.

L’abitudine e l’assuefazione all’uso delle tecnologie digitali e il coinvolgimento in questo assetto della società non è altro che la disponibilità ideologica a subire lo sfruttamento di cui parlavano le lotte operaie. Continua a leggere

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Il Volantino dell’assemblea romana contro il green pass per la manifestazione di domani 3 dicembre

Questo il volantino di  nogreenpassroma.org 

scaricatelo qui volantino assemblea DEF 3 dic 

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Domani 3 dicembre 2022 saremo in piazza!

Domani 3 dicembre 2022 saremo alla manifestazione nazionale contro la guerra e il carovita insieme all’Assemblea romana contro il green pass. Punta alle 13 e 45 davanti a Santa Maria degli Angeli.

Questo il nostro volantino che potete scaricare qui volantino 3 dicembre DEF

Polli/e da batteria  

Non basta denunciare le brutture del neoliberismo, l’attacco a tutto campo al lavoro, allo Stato sociale, alla scuola, alla sanità… alle libertà individuali e collettive. È necessario anche individuare i passaggi politico-sociali che hanno portato a questo punto e scardinare il controllo sociale digitale, telematico, repressivo, che non permetterà a nessuna lotta non solo di esplicarsi ma neppure di cominciare. Dopo questi ultimi due anni il progetto del potere è chiarissimo e non possiamo dimenticare la sperimentazione di asservimento volontario che si sono permessi di mettere in atto: nulla può essere come prima!

 Tutti i partiti e tutti i governi sono incardinati su principi neoliberisti e al di là di specifiche differenze sono asserviti agli ordini delle multinazionali. Insieme alla rete degli accoliti, delle prefiche della non violenza, delle vestali della legalità, delle strutture annesse e connesse, dei mass-media, tutti portano avanti, con parole accattivanti e “moderne”, un progetto di trasformazione della struttura sociale ed economica dalle fondamenta.

Il neoliberismo ha rotto il patto sociale, ha chiuso ogni possibilità di contrattazione e spinge al collaborazionismo: è questa l’unica forma di rapporto considerata possibile, perché permette al potere di veicolare la propria scala di valori mentre si autorappresenta come attento e disponibile alle istanze sociali.

La caratteristica di questa impostazione è la modalità di guerra. Sul fronte interno è eclatante: la così detta pandemia ha trasformato il vivere nel contesto di una costante militarizzazione, con proclami di chiamata alle armi contro tutti/e coloro che si opponevano o dissentivano rispetto alla narrazione e alle scelte dominanti, e ha accelerato la diffusione capillare del dispositivo di controllo digitale fondato su tre elementi cardine: la repressione diretta delle varie polizie, la repressione economica attraverso l’Agenzia delle Entrate, la manipolazione dell’informazione totalmente asservita al potere. Sul fronte esterno la modalità è altrettanto esplicita: la narrazione della guerra in Ucraina ha la pretesa di diffondere un pensiero unico egemonizzante e di mistificare il ruolo degli Stati Uniti e della NATO che da anni stanno operando una sfacciata politica di aggressione.

Per questi motivi è suicida portare avanti qualsiasi tipo di lotta senza battersi contemporaneamente contro ciò che sta consegnando la nostra vita a una condizione insopportabile: il politicamente corretto, lo Stato etico, la pretesa di asservimento volontario dei cittadini, lo scientismo, la spinta alla guerra fra poveri e tra cittadini così detti “legittimi” e “illegittimi”.

Per questi motivi è suicida opporsi alla guerra ma non denunciare chiaramente la NATO e il suo ruolo. Il rifiuto di allinearsi alle pretese egemoniche e guerrafondaie degli Stati Uniti deve essere molto chiaro, e, contemporaneamente, altrettanto chiaro deve essere il rifiuto della narrazione sulla «sicurezza», della militarizzazione dei territori, del finanziamento di tutto l’indotto militare e bellico.

Per questi motivi non si può continuare a fare i pesci in barile o le finte tonte. Non si può gridare in piazza «viva la democrazia» o «vogliamo la pace» se non si smaschera, non si combatte, non si boicotta e non si sabota ogni singolo meccanismo con cui questo potere si muove. È una necessità imprescindibile per non essere trasformati/e in polli/e da batteria. Ogni tanto a quelle/i sgraditi/e viene tirato il collo e gli altri continuano a razzolare come prima.

Coordinamenta femminista e lesbica 

coordinamenta.noblogs.org/ coordinamenta Fb/ coordinamenta@autistiche.org

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 1 dicembre 2022

Zardins Magnetics di giovedì 1 dicembre  2022

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Approfondimenti storici sul 41 bis
✓ La mia voce è ciò che nuoce – Letture e pensate per non stare zitt* mai!
✓ Pandemia, carovita, guerra e repressione – Stesso disegno unica
soluzione: insurrezione!
Sullo sciopero generale del 2 dicembre

Ascolta la diretta:
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Oggi alle 16 contro il 41Bis!

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Contro il 41bis e l’ergastolo ostativo interrotto l’Amleto all’Argentina!

Riceviamo e pubblichiamo

Interruzione di uno spettacolo al Teatro Argentina in solidarietà con gli anarchici imprigionati in sciopero della fame contro il 41 bis

(Roma, 26 novembre 2022)

Oggi, 26 novembre 2022, è stato interrotto lo spettacolo “Amleto” al teatro Argentina a Roma. Nonostante i lavoratori del teatro si siano trasformati in un vero servizio d’ordine a tutela degli interessi padronali, siamo con determinazione riusciti a salire sul palco, a srotolare uno striscione con su scritto “C’è del Marcio in Italia: NO al 41 bis”, a lanciare dei volantini e a leggere parte del comunicato che, qui sotto, riportiamo integralmente:

Siamo qui perché Alfredo Cospito è al 41 bis. Il 41 bis è un regime di detenzione studiato appositamente per annichilire l’individuo. Siamo qui perché Alfredo è da più di un mese in sciopero della fame. Non siamo qui a piangere su una ingiustizia subita dal nostro compagno anarchico, perché non lo è. Come non è un’aberrazione giuridica. Essa è la reazione logica dello Stato-democratico agli attacchi sferrati da Alfredo. Prima fisici, con il ferimento del burocrate Adinolfi, a suo tempo amministratore delegato della Ansaldo Nucleare e per il quale ha finito di scontare la pena a cui era stato condannato. Poi con le parole con cui, durante la detenzione in alta sicurezza, ha contribuito ai dibattiti del movimento anarchico. Il 41 bis ad Alfredo non è solo vendetta, è anche volontà di togliere la parola. Perché la parola, quando non resta un mero esercizio retorico: è un arma.
Alfredo è in sciopero della fame da più di un mese per ottenere il suo declassamento e contro l’ergastolo ostativo.
A lui si sono aggregati i prigionieri e le prigioniere anarchici ed anarchiche Juan Sorroche, Ivan Alocco ed Anna Beniamino. Usano lo sciopero della fame perché nella condizione d’isolamento in cui si trovano è, forse, l’unica forma di lotta a loro disposizione. Con forza e coraggio mettono a repentaglio la loro incolumità, la loro vita… mentre voi siete seduti qui ad assistere ad una messinscena e non vi rendete conto che tutto lo è. Quotidianamente vi viene sottratto qualcosa, per il momento, su di voi non ha conseguenze ed allora vi girate dall’altra parte. Accecati dai vostri privilegi pensate che la democrazia sia il miglior sistema possibile e guardate indignati nazioni esotiche dove le persone vengono calpestate. Volete verità e giustizia per Giulio Regeni e ve ne fottete dei 14 morti fatti in carcere l’8 marzo 2020 dalla democrazia italiana. Ve ne fottete degli 80 suicidi di carcere avvenuti da gennaio ad oggi. Ve ne fottete dei campi di concentramento per migranti disseminati per il bel paese.
Non siamo venuti a sensibilizzarvi. Se ancora dormite sonni tranquilli… il divertimento ve lo roviniamo.
Rompiamo la pace sociale in cui vi beate.
Morte allo Stato!
Viva l’Anarchia!

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