Bombe a grappolo: gli USA inviano le micidiali bombe a Zelensky

L’ipocrisia non ha confini

 

Il 3 ottobre del 2017 qui in Italia  è stata approvata una legge che sancisce un principio netto e inequivocabile: nessuno può finanziare, direttamente o indirettamente, le società che producono o vendono bombe a grappolo (cluster bombs) e mine antiuomo. Una legge la cui applicazione è prevista per qualsiasi istituto finanziario: banche, fondazioni, fondi pensione…però si può partecipare attivamente alla guerra alleati efficienti di chi le usa e di chi le produce visto che gli Stati Uniti hanno approvato l’invio delle bombe a grappolo a Kiev!

Nel concreto, la legge metterebbe al bando qualsiasi investimento in società che in qualche modo sono coinvolte nel mercato delle mine antiuomo, delle munizioni a grappolo e delle loro componenti. Non solo produttori, quindi, ma anche chi le sviluppa, assembla, importa ed esporta, utilizza, fa ricerca di sviluppo…ma evidentemente  non chi le usa!!! Se gli organismi di vigilanza, sempre secondo la legge, dovessero scoprire delle violazioni, gli intermediari finanziari sarebbero puniti con una sanzione che va da 150mila euro a un milione e mezzo, con pesanti multe anche per i loro dirigenti.

L’ipocrisia dell’occidente capitalista non ha confini a riprova che le leggi, i decreti,  le petizioni di principio lasciano il tempo che trovano…

Autorganizzarci e lottare contro la guerra, contro la Nato, contro il progetto di asservimento totale delle nostre vite è l’unica strada.

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9 luglio/ L38 SQUAT non si tocca!

NON CHIEDIAMO IL PERMESSO PER VIVERE LIBERX!!!!!

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NO ZTL!!! Venerdì 14 luglio ore 19/Piazza dei Consoli

NO ZTL! VOGLIAMO ANDARE IN GIRO DOVE, COME E QUANDO CI PARE!!!!

Venerdì 14 luglio ore 19 piazza dei Consoli

Assemblea romana contro il greenpass

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In giro per Roma!!

La città dei 15 minuti!!!

La vostra sicurezza, la nostra sicurezza…!!

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 6 luglio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 6 luglio 2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ “I CPR si chiudono col fuoco” presentazione dell’opuscolo curato da nocprtorino e presenza solidale a Gradisca sabato 8 luglio

✓ Lo schema “migrante economico/rifugiato” come potete dispositivo retorico dell’offensiva neoliberista, riprendiamo un’intervista alla studiosa Siobhán McGuirk

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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giovedì 6 luglio/Archivio Riavvolte

Giovedì 6 luglio h 19:00

SGUARDI PRIVATI. TEORIE E PRASSI DEL CINEMA AMATORIALE

PRESENTAZIONE DEL VOLUME ALLA PRESENZA DELL’AUTORE PAOLO CANEPPELE

Bibliobar

Lungotevere Castello (Roma)

IL VOLUME

È importante e cruciale, soprattutto nell’analisi del cinema amatoriale e di famiglia, spostare l’attenzione dalle cose alle pratiche, dagli oggetti alle persone. La necessità di empatia nella catalogazione, analisi, interpretazione e riproposizione di tali materiali è divenuta oggi fondamentale.
Nonostante il considerevole fiorire di contributi nell’ultimo decennio, il cinema amatoriale resta un territorio poco esplorato e ancor meno teorizzato. Il bisogno di nuove metodiche e di nuovi sguardi è quindi concreto. Il volume presenta alcune riflessioni – fra teoria, storia e prassi – sulle riprese amatoriali e di famiglia. Anche se tali considerazioni sono ispirate dal lavoro d’archivio e talvolta da oggetti quasi banali, come i contenitori ove sono conservate le pellicole, l’intento è teorico. Lo scopo è di aprire a nuove categorie e strumenti concettuali che aiutino a comprendere la genesi e l’evoluzione del multiforme fenomeno delle riprese cinematografiche (e video) non professionali. In particolare, il volume si propone di mettere in primo piano caratteristiche e pratiche dei film amatoriali e di famiglia rimaste finora “sottotraccia”. Spaziando dall’aura e dalla memoria alla cultura materiale, dai ritratti agli sguardi, dalla “cinesorveglianza” alle documentazioni biografiche e alle filmografie del cinema di famiglia, il libro si configura come un appassionato appello, in dodici capitoli, per un empatico approccio alla raccolta, conservazione, catalogazione e riproposizione delle riprese amatoriali e come un manuale teorico per tutti coloro che promuovono e praticano la conservazione delle memorie private.

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PAOLO CANEPPELE è docente di Archivi e fonti cinematografiche all’Università degli Studi di Udine. Dottore in Storia moderna all’Università di Bologna e PhD in Studi artistici e culturali all’Università di Linz, è stato curatore di progetti di ricerca e pubblicazioni al Filmarchiv Austria (1997-2002) e ha diretto l’Archivio fotografico e grafico della Biblioteca Renzo Renzi – Cineteca di Bologna (2002-2004). Dal 2004 al 2018 è stato il responsabile delle collezioni dell’Austrian Film Museum di Vienna, istituto per cui oggi cura le collezioni non filmiche. Numerosi sono i suoi studi sulla storia dello spettacolo cinematografico, sulla censura, sugli home movies e sulla storia locale del cinema. Tra le sue pubblicazioni, i due volumi interdisciplinari tra cinema, pubblicità, arti figurative e letteratura – La repubblica dei sogni (2004), sullo scrittore polacco Bruno Schulz, e I capelli della cometa (2008), sulla paventata fine del mondo nel 1910 – e La documentazione cinematografica (con D. Lotti, 2020). 

 

ARCHIVIO RIAVVOLTE è il primo archivio di film e video amatoriali del Lazio. Obiettivo dell’associazione è raccogliere, conservare e valorizzare gli archivi audiovisivi privati che per loro natura sono in costante pericolo di dispersione e sparizione. AR si occupa inoltre di diffondere la cultura cinematografica, di metodologia della ricerca storica applicata al cinema di prossimità e di educazione alla conservazione delle memorie.

ARCHIVIO RIAVVOLTE

telefono e whatsapp: +39 0689538442 • e-mail: info@archivioriavvolte.it

www.archivioriavvolte.it • facebook • instagram

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Sguardi privati/Teoria e prassi del cinema amatoriale

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Torino 1 luglio 2023

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SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE DI TRIESTE!

Riceviamo dall’ ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE DEL FRIULI E DI TRIESTE

SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE DI TRIESTE!

Nella prima mattina del 22 giugno, alcuni compagni e compagne di Trieste sono stati oggetto di una perquisizione da parte della Digos, per fatti relativi alla solidarietà nei confronti del prigioniero anarchico Alfredo Cospito, durante lo sciopero della fame da egli condotto per 180 giorni tra la fine del 2022 e l’inizio di quest’anno, contro il regime del 41 bis e l’ergastolo ostativo. La solidarietà che Cospito ha saputo raccogliere, all’esterno e all’interno delle galere, il valore politico della sua e nostra battaglia, contro la tortura “democratica” e il carcere a vita, hanno naturalmente portato lo Stato ad una rappresaglia verso tutti e tutte coloro che, in quei giorni, con le pratiche più diverse, hanno rotto la cappa delle infamie più pesanti del sistema penitenziario italiano. L’inchiesta contro i compagni e le compagne di Trieste rientra in questa rappresaglia, che sta colpendo con altre inchieste in diverse città e pure con misure cautelari (per il corteo dell’11 febbraio a Milano).
Lor signori si illudono che, con questo terrorismo, piegheranno la volontà di lottare contro il carcere e il sistema che lo produce e lo pone a estremo deterrente difensivo. Si sbagliano di grosso. La lotta al fianco dei rivoluzionari prigionieri e di tutti i proletari detenuti (in questo momento, in particolare, a Bancali, Domenico Porcelli è in condizioni preoccupanti in seguito a uno sciopero della fame intrapreso il 28 febbraio contro la detenzione in 41 bis a cui è assegnato), la lotta andrà avanti, con ancora più rabbia, amore e determinazione.

Solidarietà a tutti e tutte i perseguitati dallo Stato per la lotta contro il 41 bis!
Solidarietà ad Alfredo Cospito, Anna Beniamino e a tutti i compagni prigionieri!
10 100 1000 azioni contro la tortura di Stato!

Udine-Trieste, 29 giugno 2023

ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE DEL FRIULI E DI TRIESTE
liberetutti@autistiche.org

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Esercitazioni militari e prove di tiro a Sabaudia!

Le spiagge laziali di Sabaudia saranno chiuse da settembre ai bagnanti perché oggetto di esercitazioni militari! 

Già a fine maggio c’era stato un tentativo di esercitazioni per sei giorni con bombe a mano all’interno del Parco nazionale del Circeo. Alle lezioni avrebbe dovuto prendere parte il 235^ reggimento addestrativo volontari “ Piceno”, ma erano state fermate  dall’Ente che gestite l’area protetta. Ora le esercitazioni sono state spostate a settembre, ma il problema non sono le date bensì il fatto che il nostro paese è un immenso territorio militare e a questo bisogna opporsi assolutamente. Noi  viviamo su una polveriera!

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Dalla Francia: non ci sono più telecamere nel quartiere!

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In giro per Roma!

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IT Alert ovvero la pericolosità della pericolosità!

Che cos’è IT Alert?

questa è l’informativa sul sito della Presidenza del consiglio dei Ministri, Dipartimento della protezione civile:

IT-alert è un nuovo sistema di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione, che dirama ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso. IT-alert è attualmente in fase di sperimentazione.

E’ un progetto europeo che qui da noi si chiama appunto IT Alert e che è stato già testato il 28 giugno in Toscana.  Il 30 giugno sarà testato in Sardegna, leggete qui https://www.it-alert.it/it/ e poi in Sicilia, Calabria, Emilia Romagna.

E’ chiaro che un simile sistema si inserisce in quella condizione di emergenza continua in cui ci vogliono far vivere, dall’emergenza pandemica a quella di guerra, a quella climatica, ed  è utilissimo al potere per diffondere sensazione di insicurezza e di costante allerta per cui la popolazione è portata all’obbedienza acritica.  Ci viene subito in mente quello che sta succedendo in Francia in seguito all’uccisione a sangue freddo da parte della polizia di un ragazzo di 17 anni a Nanterre e alle relative rivolte, manifestazioni e proteste in tutte le banlieues. Macron ha decretato lo stato di emergenza e il coprifuoco: quale messaggio pensate che arriverebbe alla popolazione sui telefonini con un tale sistema di allarme pubblico?

IT Alert è l’ennesimo passo per il controllo totale della popolazione, è necessario boicottarlo e rifiutare qualsiasi tracciamento.

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Venerdì 30 giugno ore 18/ presidio solidale a Olgiate Olona

Dall’assemblea popolare di Busto Arsizio

Venerdì 30 dalle 18:00
Presidio solidale a OLGIATE OLONA
Piazza volontari della libertà

Il 26 Giugno sono state notificate a 6 persone delle misure cautelari (divieti di dimora e obblighi di dimora), tali provvedimenti limitano la libertà individuale impedendo di andare in una determinata città o di non poter uscire dal proprio comune di residenza. In caso di violazione di queste restrizioni è previsto anche l’arresto.

Tali misure sono state emanate per il corteo in solidarietà ad Alfredo Cospito svoltosi a Milano l’11 Febbraio. In quello stesso giorno Cospito, in sciopero della fame da ormai 5 mesi contro il regime di tortura chiamato 41bis veniva portato in ospedale.
Il corteo venne improvvisamente interrotto da più cordoni di Polizia in antisommossa e da lì scaturirono momenti di tensione che portarono a fermi e feriti.

Perché andremo ad Olgiate Olona?

Saremo ad Olgiate Olona perché una delle persone soggette a queste misure è anche una partecipante dell’assemblea popolare di Busto ed ora che è obbligata a non varcare i confini di quel comune vogliamo andare noi là, non solo per starle vicino ma anche per mandare un messaggio solidale a tutte le persone colpite dalla repressione e dimostrare che lo Stato non può spezzare i legami di solidarietà!

Quei legami di solidarietà che sono sotto attacco proprio in questi giorni attorno alla sentenza del processo che vede Alfredo Cospito e Anna Beniamino condannati rispettivamente a 23 e 18 anni di reclusione per un’azione dimostrativa che non ha provocato nè morti nè feriti.

Vogliamo anche ricordare come la repressione si fa sempre più violenta e soffocante per tutti. Non si tratta solo di Cospito, degli anarchici e di chi gli ha portato giustamente solidarietà. La repressione ci riguarda tutti.
Pensiamo anche solo ai due anni di gestione autoritaria dell'”emergenza covid” dove lo Stato ha ancor più palesato il suo vero volto prevaricatore e ricattatore.
Tale clima da Stato di Polizia, che si intensifica sempre più, deve preoccupare e spingere ad agire chiunque si senta stretta questa vita fatta di continue vessazioni, di imposizioni dall’alto, sfruttamento e alienazione.

Stiamo vivendo tempi cupi: la guerra alle porte d’Europa non accenna a fermarsi e un’escalation globale sembra sempre più probabile. Le condizioni di vita si stanno deteriorando; non solo l’aumento dei prezzi dei generi di prima necessità è insostenibile, ma anche la mancanza di condizioni lavorative dignitose. Oltre a salari e orari disumani, si contano almeno 200 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno.

Far sentire la propria voce e agire si fa sempre più urgente!

Non ci lasceremo intimidire dalla loro sporca strategia di colpire qualcuno duramente per spaventare tutti gli altri.
Crediamo fortemente che la ribellione sia l’unica dignità rimasta a  noi oppressi.
Lo ripetiamo: Staremo sempre affianco a chi si ribella contro questo mondo di ingiustizie e sopraffazione!
La solidarietà è la nostra forza. Invitiamo a passare al presidio Venerdì alle 18:00 in Piazza volontari della libertà a Olgiate Olona.

Assemblea popolare di Busto Arsizio

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Per Michelle e per noi.

La violenza dello Stato diventa società.

La violenza dello Stato <etico> ha un risvolto particolarmente odioso e pericoloso, diventa società. Diventa pensiero dominante e si espande in ogni sfera del vivere.

Non c’è giorno in cui una donna non venga ammazzata dal padre, dal marito, dal figlio, dall’ex, dall’amante. Abbiamo gridato nelle piazze che le donne le uccidono gli uomini, che il problema non è di ordine pubblico e che nessuna legge sulla sicurezza deve sfruttare i nostri corpi e le nostre morti.

Ma assistiamo tutti i giorni ad una violenza delle Istituzioni senza confini. Una violenza che cammina su un doppio binario, da una parte si esprime direttamente con la repressione e lo stigma, dall’altra si ammanta di un’ipocrisia senza pari presentandosi come antifascista, antisessista, antirazzista, sensibile agli oppressi, alla violenza sulle donne e sulle diversità purché queste collaborino alla perpetuazione del potere.

Con il pretesto dell’emergenza pandemica e poi dell’emergenza di guerra e poi di quella climatica, ma il processo era già in atto da tempo, lo Stato si è arrogato il diritto di decidere, per tutti e tutte, quello che è bene e quello che è male, quello che dobbiamo fare, dire e sentire. E’ lo Stato etico. Non è ammessa nessuna obiezione, nessun dissenso, il solo pensiero diverso è relegato nella sfera del disturbo psichico e della deviazione delinquenziale. Anche i <bravi cittadini> sono chiamati a dare il loro contributo, vengono scatenati contro i così detti cittadini refrattari e vengono incentivati, promossi ed auspicati atteggiamenti e comportamenti decisamente violenti verso chi non si adegua alle direttive del potere.

Il controllo è generalizzato e di tipo militare, lo stigma e la punizione verso chi è refrattario auspicato e attuato.

Nelle carceri i detenuti che protestano muoiono di <morte naturale>, è stata reintrodotta la pena di morte extra legem, si spara a chi non si ferma a un posto di blocco o a un ladro disarmato, gli operai e le operaie lavorano dodici ore al giorno e muoiono come mosche, gli immigrati, i lavoratori stagionali vivono in condizioni disumane e in semischiavitù ma vengono additati come i colpevoli di ogni nefandezza, si internano i così detti irregolari con il principio della detenzione amministrativa ma si piangono lacrime di coccodrillo per quelli che affogano in mare, fioccano condanne  non per quello che si fa ma per quello che si è, la vicenda di Alfredo Cospito e di chi lo ha sostenuto e lo sostiene è esemplare, l’impoverimento della popolazione è generalizzato e sempre crescente ma i media maintream che ci hanno parlato prima in maniera terrorizzante di pandemia ora ci parlano della necessità della guerra mentre viene distrutta la sanità pubblica e le persone non sono più in grado di curarsi, mentre vengono spesi milioni e milioni di euro in armi e in sistemi di controllo e la popolazione è sempre più impoverita.

Ma la violenza dello Stato etico ha un risvolto particolarmente odioso e pericoloso, diventa società. Diventa pensiero dominante e si espande in ogni sfera del vivere.

E così i rapporti lavorativi diventano violenti, il collega prevarica il collega, per la promozione, per un aumento di stipendio. Si mandano lettere anonime, la delazione è pratica comune e incentivata. Il cittadino controlla il cittadino, chiama la polizia, denuncia il comportamento fuori della norma. I lavoratori <irregolari> diventano il capro espiatorio dei cittadini <regolari>, ragazzi a cui è stata tolta ogni speranza massacrano di botte chi dorme per la strada, sfogando su chi è più debole una rabbia di vita che non riescono a indirizzare altrove.

Noi siamo consapevoli che il femminicidio  si è sempre perpetuato nel tempo ed è trasversale, ma lo stillicidio a cui assistiamo ha le radici in quello che succede qui e ora.

Il neoliberismo ha promosso la violenza delle Istituzioni e dei cittadini contro chi è percepito/a come più debole, ha incentivato la prevaricazione e l’aggressione come modalità di porsi con i diversi e la possibilità di scaricare, su chi è sentito come inferiore, frustrazioni e impossibili rivincite. Ha promosso e promuove la guerra, al di là delle belle parole e delle frasi fatte, come risoluzione dei problemi internazionali.  Tutto questo viene sdoganato anche nel rapporto maschile-femminile.

In una società che ha fatto del sopruso sostanza di vita, perché il sopruso non dovrebbe sostanziare il rapporto che gli uomini hanno con le donne e legittimare l’uso della violenza per ottenere ciò che si vuole? Continua a leggere

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