Peggio di quanto si possa immaginare!!

Peggio di quanto si possa immaginare!! 

Peggio di quanto potessi immaginare, la madre lo denuncia perché ancora si pensa che le canne siano una droga pesante, agghiacciante il discorso in chiesa concetto molto fascista meglio un figlio morto che traditore così recitavano dei manifesti di propaganda fascista per mandare la gente in guerra qui basta cambiare con meglio un figlio morto che un figlio drogato o un figlio obbediente alla norma. Qui la norma è tutto, vale più della vita, stare nei ranghi comportarsi bene e rimanere nel recinto è ciò che conta questo è quello che significa vivere nei ruoli impostati dal regime, una madre coraggio devota alla legge e alla morale che fa il suo dovere. nemmeno un minimo dubbio si insinua nella testa dei protagonisti anzi si erge questa parabola a summo esempio a pio gesto da imitare tutti nella comunità. Questa madre quasi mi ricorda la santa inquisizione che convince tutti che le donne siano streghe da uccidere, scusate il paragone forzato ma convincere una massa dal pulpito di una chiesa sulla bontà e genuinità di un gesto materno di denuncia come azione di giustizia morale al di là di ogni conseguenza sembra un gesto che ricorda molto i tempi bui. Nemmeno più il potere che fa il suo dovere cioè reprimere e opprimere come ha sempre fatto ma l’asservimento totale delle persone ad una morale alla quale deve obbedire solo e soltanto chi è oppresso senza però che ci sia un rifiuto diffuso di quella moralità di quel precetto, una sorta di illegalità diffusa o un minimo riconoscimento tra oppressi e oppressori, no, siamo tornati a mettere le lettere scarlatte a fare processi alle intenzioni a bruciare i nostri cari sul rogo perchè la retta via è l’unica da seguire nient’altro importa. La vergogna come male supremo ci uccide e si diffonde come una macchia d’olio, senza comprendere che è ancora guerra di classe e di genere che solo noi subiamo questa vergogna e la borghesia invece la impone ma possiede salvacondotti e indulgenze per la sua vita, la nostra non vale abbastanza e non serve più di tanto, al neoliberismo si può sacrificare sempre di più. Siamo noi a sentirci in colpa pensando che se perdiamo il lavoro sia solo colpa nostra che il salario si debba meritare che siamo noi a meritare l’amore di qualcuno in base a quanto siamo addomesticate che lo stupro sia la conseguenza di un nostro comportamento o vestiario poco opportuno. Viviamo nella colpa per non esserci comportate bene. Di contro l’unica alternativa a cui tutte aderiscono è la nuova corporazione di donnine che richiedono in ordine i loro diritti tutte in fila per� fucsia e un pò indignate facendo finta di essere ribelli ma che l’aborto però solo come ce lo permettono va bene, perchè nemmeno l’immaginazione rivoluzionaria vogliamo avere quella in cui l’aborto libero e depenalizzato non significhi rimettersi in mano ai ginecologi che ci truffano e uccidono ma quello dove noi decidiamo cosa fare del nostro corpo e lo mettiamo in pratica, certo senza nulla togliere che la sanità ce lo deve garantire a prescindere. Dove non chiediamo il permesso ma spacchiamo la porta urlando: VOGLIAMO LA LUNA!

Nella

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