Corteo di donne a Roma/femministe antifasciste antirazziste

CORTEO DI DONNE A ROMA VENERDI’ 20 MAGGIO ORE 18 DA LARGO AGOSTA

FEMMINISTE  ANTIFASCISTE E ANTIRAZZISTE

20 maggio

Qui l’evento https://www.facebook.com/events/875303745913495/

Questo il nostro comunicato

Contro la violenza maschile sulle donne la risposta è una sola

Autodifesa militante femminista

Pochi giorni fa, vicino a via Teano, qui a Roma, è stata stuprata una donna. E, tanto per cambiare, questo ennesimo episodio di violenza sulle donne è stato strumentalizzato con la solita richiesta di leggi securitarie e sicurezza, telecamere e lampioni, provvedimenti razzisti, tentativi di mettere cittadini/e “legittimi” contro i diversi/e, i più poveri/e, i migranti.

Tutta la nostra solidarietà a tutte le donne che hanno subito e subiscono la violenza maschile dovunque!

La violenza maschile contro le donne è parte fondante della società in cui viviamo, una società basata sulla gerarchia, sul possesso materiale e affettivo, sul concetto di autorità, sul profitto, sullo sfruttamento. Le donne sono oggetti da conquistare, da possedere, da usare, da mercificare e sono un benefit che si offre al maschio per compensare frustrazioni e concedere impossibili rivincite. La violenza maschile è strutturale al modello patriarcale oggi indissolubilmente legato al modello capitalista-neoliberista.

Il neoliberismo, PD in testa, fa finta di promuovere politiche a favore delle donne, mentre usa proprio la violenza sulle donne per promuovere la così detta “sicurezza”, il controllo e la militarizzazione del territorio, le guerre umanitarie, mettendo così oppressi/e contro oppressi/e e cittadini/e occidentali contro migranti.

Un piano programmatico che si alimenta della collaborazione attiva delle donne di potere, come ci dimostra, tra i tanti esempi, la recentissima nomina di una donna a Prefetto di Roma. Mai come in questo momento alcune donne contribuiscono in maniera fondamentale al funzionamento e alla riproduzione di questa società e all’oppressione di tutte le altre. Mai come in questo momento l’insieme delle donne è attraversato dalla lotta di classe.

La strumentalizzazione della violenza sulla donne, ammantata della retorica sui diritti, è così l’ennesima violenza fisica e politica. Il sistema di potere che ci opprime vorrebbe la nostra partecipazione attiva!

Una sola risposta è possibile: autodifesa militante femminista!

Ciò significa lottare contro questa società, contro la gerarchia, contro la militarizzazione, lo sfruttamento e il profitto ovunque si trovino e ovunque ci troviamo perché non possiamo pensare che quello che succede nel sociale non si riversi anche nel privato e viceversa!

Come si può pensare che un uomo arrivista, carrierista e delatore sul posto di lavoro sia un altro quando rientra a casa la sera? Un uomo che porta la guerra, nelle sue infinite varianti, ad altri popoli o nei nostri stessi territori può essere un altro nei rapporti interpersonali? Chi indossa la divisa può stuprarci a L’aquila, in una caserma o in un C.I.E. e poi proteggerci dalla violenza domestica o da quella istituzionale? Un uomo che criminalizza il rom o il migrante e che usa la violenza per regolare i rapporti sociali, come lo ha abituato a fare questa società, perché dovrebbe essere diverso nel privato e con le donne?

Autodifesa militante femminista significa assumerci in prima persona il compito della nostra liberazione, fisicamente, mentalmente, politicamente.

Nessuna delega.

Riappropriazione di saperi, di spazi, di autonomia politica.

Autodifesa militante femminista.

Coordinamenta femminista e lesbica/ coordinamenta.noblogs.org/coordinamenta autistiche.org

qui il volantino Violenza maschile 2

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