NO INVALSI

11141288_858254384240575_4636987539553909105_o_converted

Riceviamo da Elena per il boicottaggio dei test Invalsi il 12 maggio!

http://www.studaut.it/scuola/noinvalsi-organizziamoci-verso-il-boicottaggio-di-questi-test-che-vogliono-la-scuola-unazienda/

#NoInvalsi, organizziamo il boicottaggio di questi test che vogliono la scuola come un’azienda!

Questo articolo è stato scritto da il 23 apr 2015 in Scuola, Slider

Di test Invalsi sono ormai decenni che ne sentiamo parlare. Ogni governo è sempre andato a braccetto con il ministro dell’istruzione di turno per portare avanti questo progetto e estenderlo a tutti i gradi possibili dell’istruzione. Dall’esame di terza media si è passati alle seconde superiori, per poi ampliare il raggio alle elementari e probabilmente, dall’anno prossimo, all’esame di maturità. Questi test avrebbero diverse utilità: fornire una griglia sugli obiettivi di base che gli studenti dovrebbero raggiungere a un certo grado d’istruzione, valutare la qualità delle varie scuole identificando le eventuali mancanze, valutare la bravura degli insegnanti.
Insomma, sembra che queste prove siano davvero utilissime per dover essere somministrate praticamente ogni due anni a ogni studente o studentessa. Ma siamo davvero sicuri che lo stesso test uguale per tutti, sia in grado di dare una valutazione su tre ambiti così diversi malgrado così vicini, come istituti, studenti e professori? Noi crediamo di no.Le Invalsi inoltre fin dall’inizio sono state presentate come un calcolo statistico. In primo luogo sono somministrate a quasi la totalità degli studenti italiani, cosa che ne elimina l’aspetto statistico; in secondo luogo vengono sempre di più preparate mesi prima con libretti d’istruzioni per l’uso cartacei e online o test preparativi specifici creati apposta dai professori per non rischiare di rimanere indietro nelle classifiche che si creano e prendere un brutto voto rispetto agli altri. Questo meccanismo di per sé interrompe la continuità didattica e modifica l’insegnamento in base a test unilaterali che si concentrano solo sulla risoluzione di problemi basilari e specifici, senza consentire una contestualizzazione e attualizzazione dei concetti richiesti. Questo tipo di problemi si rivela utilissimo per il mondo del lavoro com’è concepito oggi, infatti si parla sempre di più di capacità di problem solving, cioè non avere un quadro completo dell’ingranaggio della catena di montaggio di cui si fa parte, ma semplicemente riuscire a spingere il bottone o tirare la levetta giusta nel momento giusto. Movimenti basilari e per cui non servono ragionamenti, paragonabili al segnare un test con una crocetta. Queste idee viaggiano a stretto contatto con quello che ha tentato di costruire fino ad ora Renzi con riforme come il Jobs Act e la Buona Scuola: una scuola sempre più proiettata e calata realmente dentro un mondo del lavoro sempre più precarizzato e trasformato in luogo di sfruttamente e inaridimento delle capacità e opinioni personale di ogni individuo.

Ma non è finita qui, perché di aspetti negativi di questo progetto ce ne sono ancora molti. Vi siete mai domandati come saranno premiati/penalizzati quegli istituti che andranno meglio o peggio di tutti gli altri? Al Miur sono molto utili per un principale motivo: poter indirizzare le risorse a meno istituti, chiamando in causa il concetto di meritocrazia, per cui chi risulta più bravo dev’essere premiato. Per quanto riguarda questi test, noi crediamo invece che, a patto che si trovassero giusti criteri di valutazione all’oggi non ancora individuati, i risultati dovrebbero servire a evidenziare quelle scuole, provincie, regioni, in cui gli studenti hanno più difficoltà. Di modo che, anche attraverso impiego di risorse economiche, si permetta agli studenti meno capaci di avere istituti e insegnanti in grado di aiutarli nel percorso scolastico il meglio possibile.

Anche quest’anno come rete Studaut ci mobilitiamo per combattere questi test e il modello che rappresentano e tentano di imporre. In tutta Italia ci stiamo muovendo per cercare di informare tutti quanti gli studenti dei problemi che questi test pongono, perché spesso nelle scuole manca proprio l’informazione, anche grazie al silenzio o all’omissione di notizie da parte della scuola stessa o dei media. Fino al giorno delle Invalsi negli istituti superiori, che sarà il 12 Maggio, lavoreremo, anche cercando un confronto e un appoggio da parte di professori e genitori solidali, per far sì che gli studenti possano capire la pessima influenza che questi test hanno sulla scuola e la loro inutilità nel valutarla.

Inoltre in questo periodo che vede anche l’avvento di un mega-evento come Expo, dobbiamo prendere parola contro questa grande opera come contro le Invalsi. Esse rappresentano, insieme a tante altre nel territorio italiano, un’inutile e dannoso spreco di risorse che potrebbero e dovrebbero essere investite in ciò di cui davvero c’è bisogno. Ad esempio per l’edilizia scolastica, che negli ultimi mesi ha visto una moltiplicazione dei casi di crolli e conseguenti incidenti nelle classi. Dato che lo Stato non è evidentemente in grado di gestire gli investimenti, non conoscendo o facendo finta di non vedere i reali problemi della gente “comune”, sta a noi prendere parola e rivendicare il diritto a avere scuole, ma non solo, degne del nostro valore di persone!

Quindi per lottare in maniera unitaria abbiamo lanciato due date di mobilitazione: il 7 maggio ci saranno iniziative, assemblee, presidi in tutta Italia, per dimostrare anche a chi non va a scuola ciò di cui parliamo, mentre il 12 Maggio dentro e fuori le scuole boicotteremo queste prove con ogni mezzo possibile! Pertanto rilanciamo l’appello al mobilitarsi nei propri istituti e costruire momenti di informazione e confronto. Queste prove riguardano tutto il mondo della formazione ed è quindi necessario che uniti ci opponiamo per ottenere grandi risultati come negli anni passati e, in prospettiva, lavorare per ottenerne sempre di più!

Al boicottaggio! Diciamo NO ai test della scuola-azienda e di chi ci vuole ignoranti e sfruttati!

Questa voce è stata pubblicata in Scuola e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.