Sabato 6 novembre/No Green Pass/Assemblea pubblica

VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRÀ SABATO 6 NOVEMBRE IN PIAZZA MALATESTA ALLE ORE 15.

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NO GREEN PASS
NO ALLO STATO D’EMERGENZA
DISERTIAMO LA GUERRA DEL CAPITALE
Dopo quasi due anni di stato d’eccezione, di emergenza sanitaria da sindemia covid,
di stravolgimento delle nostre vite e delle relazioni sociali e affettive a suon di
lockdown, coprifuoco e campagne vaccinali a tambur battente, ci ritroviamo tutti e
tutte a dover fare i conti con l’illegittima e discriminante istituzione del lasciapassare,
o ricatto vaccinale, conosciuto come green pass.
Il green pass non è uno strumento di tutela della salute, ma di controllo digitale delle
nostre vite che di emergenza in emergenza potrà imporci nuovi obblighi e divieti,
come già si sta verificando sul lavoro, sullo studio, sulla mobilità e sulle relazioni.
È uno strumento di disciplina sociale e un richiamo all’adesione alle logiche di
comando del capitale: un’accelerazione brutale delle dinamiche paternaliste ed
infantilizzanti che da sempre gli stati applicano sulla popolazione.
Veniamo colpevolizzate, messe una contro l’altra e ci vengono imposti comportamenti
al di là della nostra volontà e dei nostri desideri ed esigenze, pena la perdita di quote
di libertà personale e collettiva e di autodeterminazione e autogestione della salute
propria e delle persone che ci circondano.
Crediamo nella libertà di scelta sul proprio corpo, rifiutiamo la medicalizzazione
forzata e la nuova frontiera della telemedicina che spersonalizza la cura e rafforza
un’idea statistica della salute personale e pubblica, a causa delle quale ognuno di noi
diventa un entità sacrificabile in base a valutazioni economicistiche costi/benefici.
L’italia sta funzionando da laboratorio per l’instaurazione di nuove forme di
autoritarismo neoliberista, basate sul sistema cinese di crediti sociali. La
normalizzazione dello stato di emergenza agisce esattamente in quest’ottica.
La narrazione dominante propone la vaccinazione come panacea di tutti i mali,
contrapponendo vaccinati e non vaccinati che nella realtà già lottano insieme. Si
rimuove completamente che una società malata produce malattia, ignorando la
complessità della situazione. Una complessità in cui si intrecciano grandi temi come
ad esempio la definizione dei concetti di salute, qualità della vita e libertà, le
mutazioni antropologiche derivate dalla digitalizzazione forzata della società, le
questioni geopolitiche e finanziarie, la catastrofe ecologica nella quale viviamo.
Lo sfruttamento capitalista del pianeta genera disastri ambientali, miseria ed
epidemie. L’evidente emergenza è che questo sistema mette a profitto ogni aspetto
delle nostre vite.
È per questo che riteniamo che la lotta contro il lasciapassare sanitario sia prima di
tutto una lotta anticapitalista, che altresi’ non puo’ prescindere dalla volontà di creare
un mondo altro in cui le persone collaborino in maniera costruttiva nell’interesse
collettivo della cura della propria comunità, a prescindere da provenienze e status:
una lotta intrinsecamente antifascista e antiautoritaria.

VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRÀ SABATO 6 NOVEMBRE IN PIAZZA MALATESTA ALLE ORE 15.

ASSEMBLEA ROMANA CONTRO IL GREEN PASS

qui il volantino stampabile  NoGP

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Contro la contenzione psichiatrica, contro la contenzione sociale!

Contro la contenzione psichiatrica, contro la contenzione sociale!

[…] Le istituzioni totali, oltre che veri e propri apparati di controllo e repressione, sono da secoli i laboratori in cui vengono sperimentati i dispositivi che, all’occorrenza, possono essere applicati nelle istituzioni ordinarie. Ad esempio, quando viene dichiarato uno stato di emergenza.[…] Per tutte queste ragioni ci sembra importante partecipare all’iniziativa contro la contenzione psichiatrica, portando anche una analisi sulla contenzione sociale.

Variante umana

artaudpisa.noblogs.org

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PNRR/Piano nazionale di radiazione di ogni resistenza(umana)

PNRR/ Piano Nazionale di Radiazione di ogni Resistenza (umana)

ilrovescio.info

Pubblichiamo molto volentieri queste preziose riflessioni sulla Sanità 4.0, scritte da una compagna che da trent’anni si occupa di salute (in senso professionale e non solo) ispirandosi alla medicina tradizionale cinese. Dai corpi ai campi, dai laboratori alle strutture sanitarie, l’intreccio tra digitalizzazione e biotecnologie ci sta portando verso un “nuovo ordine sociale” in cui l’umanità stessa viene concepita e trattata come un “prodotto difettoso”. Diventa allora sempre più urgente, secondo l’autrice del testo, pensare e praticare percorsi di autorganizzazione anche in ambito medico. Uno stimolo, insomma, ad aprire un’ampia discussione che coinvolga sia compagne e compagni sia quella parte del personale sanitario che è ancora e vuole restare umana.

PNRR: Piano Nazionale di Radiazione di ogni Resistenza (umana)

È ormai evidente che un’emergenza sanitaria reale è diventata il cavallo di Troia attraverso cui limitare in modo sempre più accelerato le libertà individuali e plasmare un nuovo ordine sociale, in cui il valore di ogni specie, compresa quella umana, e del pianeta diventano esplicitamente secondari rispetto alla sopravvivenza ed al funzionamento adattato del sistema.

Premetto che per me è importante in questo momento sottolineare che non si tratta di un banale virus; che si tratti di un prodotto di laboratorio o che sia conseguenza della devastazione ambientale nel suo complesso, è un dato di fatto che esso richiede di essere trattato per tempo ed in modo appropriato, specifico e da persone competenti (ovvero che hanno studiato e praticato la medicina) e che il cosiddetto “long Covid” riguarda il 14% dei contagiati, in proporzione maggiore nelle fasce più giovani, con conseguenze sul lungo termine ancora ignote. Sminuirne la gravità è a parer mio un errore, sia perché esso è l’ennesima dimostrazione di quanto il sistema in cui viviamo sia inaccettabile, sia perché “saltare le curve” corrisponde alla tendenza diffusa in questo periodo ad isolare le critiche ed i fenomeni, perdendo di vista il rapporto fra ciò che si produce e le cause che lo generano. Forse è proprio la portata della situazione a determinare questa difficoltà nella lettura globale di quanto sta accadendo. Continua a leggere

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Dal ventre della bestia sanitaria

Una testimonianza dal ventre della <bestia sanitaria> (parte I)

 di Nicoletta Poidimani

Per supportare l’estensione del lasciapassare chiamato eufemisticamente ’green pass’ in tutti i luoghi di lavoro, il 15 ottobre scorso Radio 3 ha trasmesso l’audio, risalente al marzo 2020, del trasporto delle bare dei morti di covid-19 coi camion militari, a Bergamo.

La scelta di rievocare scene rimaste profondamente impresse nell’immaginario italiano per mantenere scientemente il clima di terrore ‘pandemico’, mi ha fatto ripensare a ciò che avevo scritto su Krisis:

Mai come in quei giorni la popolazione era stata ridotta ad un «problema al contempo scientifico e politico». Mai come in quei giorni, d’altra parte, il «processo d’esclusione progressiva della morte» – che dalla fine del XIII secolo ne aveva trasformata la ritualizzazione pubblica in qualcosa di privato, nascosto, vergognoso – andava trasformandosi nella sua spettacolarizzazione mediatica.
I morti – negati ai loro cari per un ultimo saluto – assumevano lo stesso ruolo dei cadaveri degli schiavi fuggiaschi o dei partigiani: esibiti per terrorizzare e confermare l’onnipotenza del potere. Solo che, questa volta, i cadaveri erano virtualizzati, come ormai l’intera vita relazionale, e 
transustanziati in estenuanti elenchi quotidiani di numeri o di lunghe file di mezzi militari convertiti a carri funebri collettivi.
Alludendo senza mostrare, «il più freddo di tutti i mostri» – lo Stato – sanciva quella «antinomia centrale della nostra ragione politica» che consiste nella «coesistenza, nelle strutture politiche, di meccanismi di distruzione su larga scala e di istituzioni orientate alla cura della vita degli individui». In sostanza, ribadiva il proprio potere di vita e di morte, specchio del legame tra 
biopolitica e tanatopolitica. Sarà forse per questo che analoga enumerazione quotidiana non viene fatta quando si tratta di morti per cancro? E che per intere settimane i media mainstream hanno parlato solo di covid facendo scomparire le guerre in atto che ci vedono coivolti con contingenti militari o come venditori di armi?

Pochi giorni dopo, lo scorso 18 ottobre, è stata sancita a livello istituzionale la “non correlazione” tra la strage di anziani/e alla “Baggina” di Milano e la gestione scriteriata e criminale della sanità in Lombardia – e, direi, in tutta la penisola.

Per non dimenticare e per impedire che la narrazione dominante venga sovrascritta sulla nostra memoria critica, ho recentemente intervistato un’infermiera che all’epoca lavorava in una Rsa del nord-est.
Il suo racconto, diretta testimonianza dal ventre della “bestia sanitaria”, non ha bisogno di commenti, tanto è limpido nell’esprimere l’abisso tra l’arrogante e disumana gestione dall’alto – con le sue militaresche task forces – e l’etica di chi quotidianamente ha davvero a che fare coi corpi, con le malattie, con la vecchiaia.

Qui potete ascoltare la prima parte dell’intervista. A breve ne pubblicherò la seconda parte.

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No Green Pass!

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Contro il Green Pass/La posta in gioco:disciplina e sorveglianza

Contro il Green Pass. La posta in gioco: disciplina e sorveglianza.

di Giovanna Cracco      https://rivistapaginauno.it/contro-il-green-pass-la-posta-in-gioco-disciplina-e-sorveglianza/

Gli ultimi studi su vaccini, contagiosità e immunità naturale, la blockchain europea del Green Pass con le ‘condizionalità’ che implementa e l’identità digitale, i corpi docili e la disciplina come pratica di potere

“Il corpo è anche direttamente immerso in un campo politico: 
i rapporti di potere operano su di lui una presa immediata, 
l’investono e lo marchiano, lo addestrano, lo suppliziano, 
lo costringono a certi lavori, l’obbligano a delle cerimonie, 
esigono da lui dei segni. Questo investimento politico del corpo 
è legato, secondo relazioni complesse e reciproche, alla sua 
utilizzazione economica. È in gran parte come forza di produzione 
che il corpo viene investito da rapporti di potere e di dominio, 
ma, in cambio, il suo costituirsi come forza di lavoro è possibile 
solo se esso viene preso in un sistema di assoggettamento: il corpo 
diviene forza utile solo quando è contemporaneamente corpo 
produttivo e corpo assoggettato.”
Michel Foucault, Sorvegliare e punire
“Chi non astrae da ciò che è dato, chi non collega i fatti ai 
fattori che li hanno prodotti, chi non disfà i fatti nella sua mente, 
in realtà non pensa.”
Herbert Marcuse, L’uomo a una dimensione

Ciò che ruota attorno a Covid-19, vaccini e Green Pass andando a investire le sfere politiche, economiche e sociali, è molto ampio. Circoscrivere un’analisi a un focus è inevitabile. Su ciò che è stata la gestione politica della pandemia abbiamo già scritto ad aprile 2020 (1), e con il passare del tempo la situazione non è affatto cambiata. La novità degli ultimi mesi sono i vaccini. Non si intende qui approfondire l’intricata questione – sperimentazione, produzione, brevetti, effetti collaterali, sviluppo alternativo del protocollo per le terapie di cura ecc. – ma la campagna vaccinale italiana e l’introduzione del Green Pass, con la tecnologia blockchain e la rete europea Gateway che lo caratterizzano.

Partiamo dai punti fermi. Continua a leggere

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G20 Roma/ manifestazione a piazzale Ostiense ore 15

Questo il volantino dell’<Assemblea romana contro il Green Pass> che distribuiremo alla manifestazione.

inoltre

VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRÀ SABATO 6 NOVEMBRE IN PIAZZA MALATESTA ALLE ORE 15.

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NO GREEN PASS
NO ALLO STATO D’EMERGENZA
DISERTIAMO LA GUERRA DEL CAPITALE
Dopo quasi due anni di stato d’eccezione, di emergenza sanitaria da sindemia covid,
di stravolgimento delle nostre vite e delle relazioni sociali e affettive a suon di
lockdown, coprifuoco e campagne vaccinali a tambur battente, ci ritroviamo tutti e
tutte a dover fare i conti con l’illegittima e discriminante istituzione del lasciapassare,
o ricatto vaccinale, conosciuto come green pass.
Il green pass non è uno strumento di tutela della salute, ma di controllo digitale delle
nostre vite che di emergenza in emergenza potrà imporci nuovi obblighi e divieti,
come già si sta verificando sul lavoro, sullo studio, sulla mobilità e sulle relazioni.
È uno strumento di disciplina sociale e un richiamo all’adesione alle logiche di
comando del capitale: un’accelerazione brutale delle dinamiche paternaliste ed
infantilizzanti che da sempre gli stati applicano sulla popolazione.
Veniamo colpevolizzate, messe una contro l’altra e ci vengono imposti comportamenti
al di là della nostra volontà e dei nostri desideri ed esigenze, pena la perdita di quote
di libertà personale e collettiva e di autodeterminazione e autogestione della salute
propria e delle persone che ci circondano.
Crediamo nella libertà di scelta sul proprio corpo, rifiutiamo la medicalizzazione
forzata e la nuova frontiera della telemedicina che spersonalizza la cura e rafforza
un’idea statistica della salute personale e pubblica, a causa delle quale ognuno di noi
diventa un entità sacrificabile in base a valutazioni economicistiche costi/benefici.
L’italia sta funzionando da laboratorio per l’instaurazione di nuove forme di
autoritarismo neoliberista, basate sul sistema cinese di crediti sociali. La
normalizzazione dello stato di emergenza agisce esattamente in quest’ottica.
La narrazione dominante propone la vaccinazione come panacea di tutti i mali,
contrapponendo vaccinati e non vaccinati che nella realtà già lottano insieme. Si
rimuove completamente che una società malata produce malattia, ignorando la
complessità della situazione. Una complessità in cui si intrecciano grandi temi come
ad esempio la definizione dei concetti di salute, qualità della vita e libertà, le
mutazioni antropologiche derivate dalla digitalizzazione forzata della società, le
questioni geopolitiche e finanziarie, la catastrofe ecologica nella quale viviamo.
Lo sfruttamento capitalista del pianeta genera disastri ambientali, miseria ed
epidemie. L’evidente emergenza è che questo sistema mette a profitto ogni aspetto
delle nostre vite.
È per questo che riteniamo che la lotta contro il lasciapassare sanitario sia prima di
tutto una lotta anticapitalista, che altresi’ non puo’ prescindere dalla volontà di creare
un mondo altro in cui le persone collaborino in maniera costruttiva nell’interesse
collettivo della cura della propria comunità, a prescindere da provenienze e status:
una lotta intrinsecamente antifascista e antiautoritaria.

VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRÀ SABATO 6 NOVEMBRE IN PIAZZA MALATESTA ALLE ORE 15.

ASSEMBLEA ROMANA CONTRO IL GREEN PASS

qui il volantino stampabile  NoGP

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G20/ I padroni del mondo e i loro tirapiedi.

Di nuovo gli esecutori delle direttive delle multinazionali  si riuniscono, questa volta a Roma, per giocarsi ai dadi le nostre vite.

Decideranno cosa dovremo mangiare, come dovremo lavorare, quanti figli dovremo o non dovremo fare, quanto ci dovremo odiare tra noi e quanto ci dovremo amare, quando e come dovremo morire per loro!

Non hanno più senso le sfilate di protesta e le processioni, le giaculatorie e le litanie, il neoliberismo ha chiuso ogni spazio di contrattazione, cammina come una macchina da guerra calpestando e tritando tutto quello che trova sul suo cammino. L’ iper-borghesia è caratterizzata da un’arroganza senza pari e da una violenza senza confini.

E’ indispensabile e vitale trovare modi e strumenti per combattere questo stato di cose, che siano i gatti selvaggi o gli zoccoli nell’ingranaggio, il sabotaggio o i picchetti, il salto della scocca o togliere loro la terra sotto i piedi…l’unica cosa certa da cui cominciare è sottrarsi, disobbedire, disertare, rifiutare…si comincia da qui…si comincia col dire NO.

NO al loro mondo del lavoro, no alla meritocrazia, alla produttività, allo smart working…

NO allo Stato della sorveglianza, no al green pass, ai ricatti, allo stato d’emergenza…

NO alla medicalizzazione della vita, all’obbligo vaccinale, al controllo dei corpi…

NO alla loro società della colpevolizzazione, della digitalizzazione, della delazione, dei permessi, dei controlli, delle multe, delle sanzioni amministrative, della sorveglianza speciale, dei fogli di via…

IL TEMPO E’ ADESSO!

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 28 ottobre 2021

Zardins Magnetics di giovedì 28 ottobre 2021

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

FM 90.0 MHz https://radioondefurlane.eu/
https://www.facebook.com/radiazioneinfo/
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Gli argomenti:

* “Visite sgradite”
sulla perquisizione a casa di una compagna
* “Cosa ne dice il dottore…?”
uso manipolatorio del linguaggio all’epoca del COVID e non solo
* Letture su fascismo, antifascismo e manipolazione di storia, concetti e
pratiche a partire dai tentativi di screditare la lotta contro il green
pass e tutto ciò che ne consegue.

Pensieri, musica e parole:
Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

Per contatti:
liberetutti@autistiche.org

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La maledizione e l’assassino

Tratto da <Medicina maledetta ed assassina> edizione originale Parigi 1992, edizione corrente ACRATI, Bologna 2020, p.52,55

1. La morte non esiste soltanto, naturalmente, nella fine della vita biologica, ma altrettanto nella paresi costante della sopravvivenza. La società capitalista neomoderna uccide soprattutto con la glaciazione. Ma la società è articolata in parti.Anche la medicina uccide.

2. Ti spacciano la resistenza contro la morte per vita: per non farti morire ti impediscono di vivere e, spesso, dopo averti abbindolato, cedono le ideologiche armi e desistono, consolati, rinfrancati e giustificati  dall’inevitabile e inconfutabile verità: tutti prima o poi dobbiamo morire.Peccato che in nome della battaglia contro la morte vengano sacrificate tutte le pulsioni vitali. Peccato che così si glorifichi solo la statistica: aumenta il tempo medio della vita, cioè della non morte.

3. Ti smontano, ti aprono, ti studiano, ti riattaccano, ti<donano> o ti fanno <donare>, ti amputano e tutto con l’unico e fondamentale intento di restituirti al mondo della produzione/fruizione. L’importante è che tu sia funzionale. Non soltanto funzionale all’essere inorganico che ti domina e ti coarta, non soltanto al capitale come <soggetto> fuori in positivo ( e impositivo), ma ancor più e sempre più a quell’idea di umanità che si nutre solo di astrazioni e di protesi, nemica degli uomini concreti, materiali.

4. In questo contesto mai, proprio mai, l’uomo è paradigma di se stesso: si desume il necessario non dalla qualità della vita ma dalla quantità di riproduzione capitalista che il soggetto in questione è in grado di porre in essere. Quando l’individuo non è più utile come agente della riproduzione allargata e iterativa, viene sfruttato nella sua stessa carne: diventa materia prima di un ciclo ri/lavorativo. Gli ospedalizzati, come i carcerati, come gli eccetera, divengono materia prima su cui costruire l’edificio utevole delle riproduzioni, nell’insana utopia del trionfo delle protesi e della clonazione.

Continua a leggere

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Oggi 23 ottobre 2021 a Roma/ no green pass! no allo stato di emergenza!

e le Oke sono sempre più inkazzate!!!!

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Udine /perquisizione a casa di una compagna!

Udine/perquisizione a casa di una compagna

COMUNICATO

Ieri 20 ottobre una nostra compagna ha subìto nella sua casa una perquisizione da parte della Digos di Udine. Gli sbirri si sono presentati nell’abitazione situata nell’amena campagna friulana poco dopo le 7 del mattino, già con la videocamera accesa, a riprendere stanze, muri, arredi e effetti personali della compagna, alla ricerca di un volantino.
Un ignobile e arbitrario pretesto (oltre che per intimidire) per raccogliere dettagli e caratteri antropometrici, per profilare possibili nemiche e nemici dello Stato di dominazione militar-vaccinale attualmente in vigore. La compagna ha prontamente ottenuto che le riprese cessassero, il volantino non è stato trovato, gli sbirri si sono portati via il portatile della compagna.

Il volantino in questione è stato diffuso nel piccolo centro friulano dove la responsabile sanitaria del carcere di via Spalato di Udine svolge la professione di medico di base, e in esso si rappresentava il degrado sanitario che regna in quella galera, nel più totale disinteresse dell’area medica.

La repressione non è un’illegittimità, commessa per distrazione da qualche ufficio di commissariato periferico, ma la precisa continuazione di un rapporto di dominazione, ci è stato spiegato anni fa. Chi reprime deve aspettarsi come risposta una sola cosa: la lotta!

Udine-Trieste, 21 ottobre 2021


Assemblea permanente contro il carcere e la repressione FVG
liberetutti@autistiche.org

Associazione “Senza sbarre”
c.p.129, 34121 Trieste

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Autodeterminiamo l’informazione e la prevenzione

AUTODETERMINIAMO L’INFORMAZIONE E LA PREVENZIONE

di Nicoletta Poidimani

Prevenire è meglio che curare, dice un vecchio proverbio quanto mai attuale…

Un buon sistema immunitario è la prima garanzia per il mantenimento della propria salute, soprattutto se capiamo a fondo che il nostro sistema immunitario siamo, in primis, noi stesse e non qualcosa che è altro da noi. Cerchiamo allora di partire dal covid per andare oltre e ritrovare noi stesse e le nostre difese immunitarie.

Non sono medico né operatrice sanitaria e non intendo improvvisarmi ‘esperta’ di alcunché: mi è sufficiente esserlo di me stessa!

Le informazioni che trovate in questo post provengono da saperi, pratiche ed esperienze consolidati (talvolta millenari!) ma censurati, quando non apertamente derisi, dalla narrazione dominante al solo scopo di ingrassare i portafogli delle big pharma e dei loro fedeli servitori.

Di seguito troverete Guarire dalla paura: il racconto di «un’infermiera, che vive in una valle piemontese, e che nell’ultimo anno e mezzo si è spesa senza sosta – insieme a diversi colleghi e colleghe – nel cercare di dare una mano a chi, ammalatosi di covid, si è trovato abbandonato dal servizio sanitario nazionale», e che ha salvato molte persone applicando il protocollo di cura di IppocrateOrg.

Troverete anche il punto di vista di alcune cosiddette medicine non convenzionali.
Chi pensa che si tratti di ciarlatani/e, smetta immediatamente di leggere e vada pure da Burioni & C. E buona fortuna!

Nel sito di Nunatak trovate estratti dal numero 61 che riguardano l’intervista Guarire dalla paura (registrata e trascritta), nonché il “protocollo di prevenzione e cura” stilato da una naturopata e pubblicato sullo stesso numero della rivista. Continua a leggere

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Una prospettiva sulle mobilitazioni contro il Green Pass a Trieste

di alcune compagne e compagni di Trieste

ilrovescio.info

Premessa

Scriviamo questo contributo per provare a mettere nero su bianco l’esperienza che stiamo facendo da aprile, ed in particolare nell’ultimo mese e mezzo, all’interno del movimento contro il Green Pass a Trieste, sperando possa essere utile per il dibattito.

Si tratta di un percorso che, per quanto ci è noto, ha acquisito una serie di specificità che lo differenziano da alcune altre piazze calde nel resto d’Italia, o che perlomeno lo smarcano da una lettura univoca, soprattutto adottando un punto di vista militante. Dopo i recenti fatti romani, infatti, è ritornata ad imporsi su tutto il movimento contro il lasciapassare verde l’ombra di un’egemonia fascista o comunque la sua interpretazione come un fenomeno piccolo borghese, assimilabile alle piazze dei commercianti per le riaperture, organizzate nell’ultimo anno e mezzo.

Qua a Trieste, invece, abbiamo intravisto e attraversato delle potenzialità nuove, che danno forma ad un movimento per certi versi assimilabile ai gilet jaunes francesi, con una forte connotazione di classe e ben distante dalle derive destrorse che dominano la narrazione mediatica. Non si tratta di negare l’esistenza – in potenza – anche di queste derive, ma al contrario di aprire la complessità di questo movimento, senza ridurla ad un ammasso confuso di pulsioni egoiste, facile preda di gruppi neofascisti e della destra aperturista.

Nascita

Dalla primavera del 2021, e per tutta l’estate, si sono susseguite a Trieste diverse piazze che hanno messo in discussione la “verità sui vaccini” e finanche l’esistenza stessa – o la nocività – del virus Sars-Cov2. Diffuse prevalentemente tramite messaggi nelle chat, queste manifestazioni sono state organizzate, di volta in volta, da gruppi come il Movimento 3v (partito nato per opporsi agli obblighi vaccinali che proprio qua a Trieste ha visto il miglior risultato alle recenti elezioni comunali, guadagnando il 4,5 % dei voti – anche se con affluenza bassissima del 45%), o dall’Associazione Alister, storico presidio locale impegnato nella critica ai vaccini.

Alcune di queste piazze – tuttavia – ci hanno colpito per composizione e discorsi all’opera, anche perché convocate da realtà parzialmente diverse e non completamente sovrapponibili ai due gruppi citati. Per citarne alcune, il No Paura Day Trieste del 2 maggio 2021, le svariate manifestazioni dei sanitari contro l’obbligo vaccinale per gli operatori del settore (svoltesi nei sabati tra aprile e maggio), la piazza sulle cure domiciliari precoci del 19 agosto e, infine, anche se non cronologicamente, le camminate/fiaccolate contro il coprifuoco dell’aprile-maggio 2021, in cui diverse centinaia di persone hanno deciso di sfidare questa misura da stato militare. Si è trattato di momenti in cui abbiamo notato una composizione trasversale, complessivamente una partecipazione molto ampia (nell’ordine delle migliaia di persone: numeri importantissimi, per una città come Trieste), e una serie di ragionamenti (non tutti, ovviamente) estremamente seri e articolati, che certamente non miravano a “buttare in vacca” il discorso sulla pandemia e la sua gestione, tentando, invece, di mettere a fuoco alcune critiche – a nostro dire più che legittime – rispetto al pensiero unico sul Covid ed il vaccino.

Al tempo stesso, abbiamo notato che i partecipanti a queste piazze, in molti casi, anziché essere gli ignoranti novax di cui ci parlavano i giornali, si scoprivano molto inclini alla riflessione critica, ascoltavano gli interventi con grande attenzione: insomma, stavano lì anche per informarsi attraverso canali alternativi, e, con loro, lo stesso facevano anche quelli/e di noi che le frequentavano. Continua a leggere

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Ieri al Porto di Genova/Varco Etiopia

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