[Aggiornamento] Per motivi logistici abbiamo deciso di far slittare di un giorno le date del campeggio, che sarà quindi dal 6 al 10 ottobre.

[Aggiornamento] Per motivi logistici abbiamo deciso di far slittare di un giorno le date del campeggio, che sarà quindi dal 6 al 10 ottobre.

– La vostra nuova formazione politica ha già scelto il nome? – Chiede la conduttrice.
– SI.
– Quale?
L’ospite sorride.
– Gliel’ho appena detto. SI, Sincerità Italiana. Noi siamo infatti convinti che la sincerità sia il valore principale in politica e nell’amministrazione della cosa pubblica. Ci rivolgiamo agli elettori che comprensibilmente hanno perso fiducia nella democrazia rappresentativa – si gira verso la telecamera – I partiti tradizionali vi hanno mentito. I movimenti populisti vi hanno mentito. Entrambi vi hanno promesso onestà e competenza, ed entrambi vi hanno deluso. Noi non lo faremo.
– Perché manterrete la promessa?
– No. Perché noi con sincerità diremo subito agli elettori che siamo un’associazione a delinquere.
– Cosa?…
– Una banda di criminali entrati in politica solo per arricchirsi. Un’accolita di delinquenti, truffatori, farabutti, puttane e puttanieri collusi con tutte le specie di criminalità organizzata italiane ed estere, dalla ‘Ndrangheta alla Yakuza, nonché con le logge coperte e i servizi deviati di tutto il mondo. Noi non ci limiteremo ad appaltare le Olimpiadi alla Mafia. Noi organizzeremo le Olimpiadi della Mafia.
– E lo dite così?…
– Certo. La sincerità assoluta è il nostro valore fondante. Gli italiani da noi avranno esattamente ciò che si aspettano. Le case crolleranno, i treni si scontreranno, le strade si allagheranno di liquami che trascineranno in giro i cumuli di spazzatura, disorientando topi e inviati del Tg. La sanità, l’istruzione, l’economia continueranno ad andare a puttane, mentre il lavoro sarà sempre più precario e pericoloso. L’Italia firmerà tutti gli accordi commerciali più truffaldini, inondando il mercato di merda tossica immangiabile, e continuerà a partecipare a tutte le guerre coloniali disponibili. Noi ci spartiremo gli appalti miliardari che ne deriveranno, ostentando ricchezza e potere nel modo più becero e arrogante possibile, facendo arrestare o ammazzare chiunque cercherà di romperci i coglioni. Riscriveremo la Costituzione su un rotolo di carta igienica, e poi la butteremo nel cesso.
Si volta verso il pubblico in sala.
– Ma tutto questo lo faremo alla luce del sole, senza più mentirvi, senza più cercare di farvi credere che stiamo lavorando per il bene del paese o qualche altra cazzata del genere. Noi saremo. Sempre. Completamente. Sinceri. – Scandisce.
Il pubblico in sala applaude entusiasta.


Per non dimenticare il colpo di Stato in Cile
Per non dimenticarsi mai la destabilizzazione che gli USA esercitano in America Latina e per capire , quindi, in questo momento l’attacco a cui sono sottoposti Brasile, Venezuela, Argentina, Bolivia. Ecuador…..


Chi volesse partecipare può scrivere un messaggio privato a scintilla@canaglie.net
EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/1845934795625795/

Ieri ( 6 settembre n.d.r.) Luki ci ha lasciate. Pioniera della promozione e della diffusione dell’arte e della cultura lesbica, militante della nostra visibilità e delle interconnessioni tra realtà lesbiche di tutto il mondo.
L’abbiamo conosciuta tanti anni fa, quando organizzò, con Visibilia e Casa delle Donne, il primo stage di WenDo. Ricordiamo con affetto gli allenamenti sperimentati insieme a lei dal primo gruppo autogestito…
La salutiamo e ringraziamo con rispetto e amore per tutto quello che ci ha dato. E abbracciamo e ringraziamo Isabel, nostra compagna di lotte contro la violenza maschile, Marta e Elisa, e tutta la comunità di amiche compagne e amanti che si è presa cura di lei.
Venerdì saremo al Centro delle donne in via del Piombo 5, a Bologna dalle 11 alle 14, a salutarla tutte insieme
Amazora
Tu peux voter, pétitionner
Débattre à la télé
ou gamberger sans te bouger
C’est dans la rue qu’ça se passe,
C’est dans la rue qu’ça se passe
C’est dans la rue qu’ça se passe
Quand il s’passe quelque chose
Un bulletin dans une boîte
Ça change pas grand chose
C’est dans la rue qu’ça se passe
Quand il s’passe quelque chose
C’est dans la rue qu’ça se passe
Quand revient le printemps
C’est dans la rue qu’ça se passe
Quand on lâche nos écrans
C’est dans la rue qu’ça se passe
Quand il s’passe quelque chose
C’est dans la rue qu’ça se passe
Quand on s’est rencontré
C’est dans la rue qu’ça se passe
La peur s’en est allée Continua a leggere


Da tempo – all’incirca da quando, qualche mese fa, abbiamo tradotto la Teoria della Donna Malata su Les Bitches – ho cominciato a desiderare di fare coming out della mia condizione di malata cronica. Eppure ho continuato a procrastinare questo scomodo appuntamento con me stessa, distogliendo l’attenzione e proiettandola su altri argomenti, meno intimi e perciò meno delicati da trattare. Persino adesso, mentre scrivo, le parole – solitamente amiche e alleate – si fanno sfuggenti e capricciose, e il cursore lampeggia per un tempo fastidiosamente lungo, mentre cerco di dare una forma compiuta ai miei pensieri.
Molti di coloro che sperimentano la malattia, non come accidente – inevitabile eppure passeggero – ma come compagna di vita, riconoscono un prima e un dopo: il ricordo di un passato nel quale si era “normali”, organismi apparentemente totipotenti, e un presente fatto di compromessi e limitazioni, preoccupazione e dolore. E vergogna.
Il mondo nel quale viviamo elargisce i propri privilegi non solo a chi è maschio, bianco, eterosessuale, benestante, di cultura accademica, eccetera eccetera. L’Uomo paradigmatico, il tipo ideale è intrinsecamente normoabile. Il corpo rappresenta la “macchina meravigliosa” che gli permette di esprimere tutta la potenza del suo essere, il mezzo attraverso il quale si erige sul mondo e ne succhia la forza vitale. Continua a leggere


http://www.notav.info/post/parte-il-no-tav-tour-per-dire-no-al-referendum-e-mandare-via-renzi/
A breve verrà fissata la data per il referendum costituzionale che si terrà nei prossimi mesi.
Renzi ed il suo entourage hanno lanciato da tempo una sfida a tutti coloro che chiedono dei veri cambiamenti e per un governo particolarmente allergico alle elezioni, questo momento diventerà cruciale.
Come tutti e tutte sappiamo si voterà per diverse modifiche al funzionamento delle Istituzioni e del documento fondamentale del nostro ordinamento giuridico, ovvero la Costituzione.
Dietro ad una fantomatica riforma utile allo snellimento delle istituzioni, nella realtà, Renzi intende dare un colpo decisivo alla democrazia (già molto malmessa) del nostro Paese, eliminando diritti e garanzie rappresentati dalla Costituzione, per assicurarsi più potere decisionale e levare il maggiore intralcio al suo operato: la volontà del popolo e delle comunità locali.
Non servono parole per narrare il disastro che in pochi anni questa classe politica è riuscita a fare.
La vita che ogni giorno viviamo con le sue difficoltà sempre maggiori ne è la conferma. Fermarli è necessario, e sebbene lo strumento del voto non sia l’unico ed esaustivo, intendiamo organizzarci con quanti hanno a cuore il futuro di tutti e tutte, mobilitandoci contro questo governo che non ci rappresenta e mai rappresenterà tutti coloro che hanno a cuore i propri territori e la vita di chi li vive.
La nostra lotta su un NO al Tav chiaro ed esplicito si è resa riconoscibile a tanti, un NO forte ed includente, ed anche questa volta crediamo che dire NO alle riforme di Renzi significhi dire che non vogliamo le grandi opere inutili come la Torino-Lione e che vogliamo delle piccole opere utili.
Un NO che sposti gli investimenti sulla messa in sicurezza dei territori e che non ci faccia piangere ad ogni terremoto o evento naturale come una pioggia di troppo.
Un NO alle decisioni di pochi che vogliono salvare le banche e che allo stesso tempo girano le spalle ai piccoli risparmiatori truffati da queste con investimenti pericolosi e inutili.
Un NO che non si limita al voto, ma che deve essere capace di vivere nelle lotte e nei conflitti di questo Paese malandato, ma che in momenti importanti ha saputo rialzare la testa con estrema dignità. La dignità di chi non si rassegna e lotta per il proprio futuro.
Un NO “sociale” e dal basso, detto con forza non solo da chi non vive bene e soffre, senza lavoro, futuro e prospettive ma anche da chi, pur riuscendo ancora ad arrivare dignitosamente alla fine del mese, non accetta questo massacro della scuola, della sanità, delle pensioni e della ricerca.
Un NO per i partigiani che con il loro sudore e il loro sangue si sono ribellati e sono morti per scriverla questa Costituzione, dove i diritti e le persone sono la stessa cosa, presa di mira dai vari aspiranti padrini di stato fin dalla sua emanazione.
Ci sentiamo quindi di dirlo in modo chiaro, dalla nostra Valle e con il nostro movimento No Tav, un NO per tutti, contro le grandi opere inutili e imposte, contro le banche e i banchieri internazionali, contro Renzi e il suo governo.
Per questo partiremo con un tour per il Paese, sperando d’incontrare sulla nostra strada uomini e donne pronti a prendere in mano il proprio presente, per garantire un futuro dignitoso alle future generazioni, per tutti e tutte.
Invitiamo tutte e tutti ad un momento di assemblea nazionale, dopo la due giorni svoltasi a luglio in Valsusa, presso l’Università Sapienza di Roma che si terrà il 1 ottobre e decidere così insieme le prossime tappe di questo percorso.
Il Movimento NO Tav
“(…) Possiamo infatti evitare che la memoria sia solo quella di altre esperienze e che chi si occupi di raccogliere le memorie e scrivere la storia e le storie sia sempre dall’altra parte della barricata rispetto alla nostra. Possiamo essere un ponte importante tra il passato, di cui raccogliere testimonianza, senza idealizzare o appiattire ciò che fu e, d’altro canto, dobbiamo anche raccogliere le nostre di memorie, dobbiamo raccontarci e raccontare, di noi che ancora siamo femministe oggi, di ciò che siamo, per non darci in pasto ai revisionisti e alle revisioniste di domani. In fondo noi siamo un anello di raccordo tra passato e futuro: conserviamo la nostra storia e, nel frattempo, contribuiamo a scriverne una nuova pagina.” Elena/Scateniamotempeste/ “Scrivere storia, raccogliere memorie, fare militanza” ATTI Memoria collettiva Memoria femminista, Coordinamenta femminista e lesbica, dicembre 2012
LUNEDì 5 SETTEMBRE h. 17 @ PIAZZALE RECANATI (Balena, San Basilio):
Prima Assemblea di lancio della mobilitazione
MARTEDì 6 SETTEMBRE h.17 @ VIA DELLA VANGA (Tiburtino III):
Seconda Assemblea di lancio della mobilitazione

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GIOVEDì 8 SETTEMBRE
h. 9 UN FIORE PER FABRIZIO @ Lapide via Fiuminata (San Basilio)
h. 11 UN FIORE PER FABRIZIO @ Lapide Piazza Santa Croce (Tivoli)
h.17 CORTEO CITTADINO
Partenza da via Elena Brandizzi Gianni (Angolo via Tiburtina 1020)
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SABATO 10 SETTEMBRE h.18 @ CASALE ALBA 2:
Presentazione del progetto di memoria storica e dell’opuscolo “San Basilio, storie de Roma”
“QUALI ESPERIENZE E QUALI PROSPETTIVE PER LA NARRAZIONE STORICA DAL BASSO?” Continua a leggere
https://dumbles.noblogs.org/2016/09/01/fertility-day-figliare-figliare-figliare/
Ieri abbiamo letto del Fertility Day lanciato per il 22 settembre dalla ministra Lorenzin.
Poi abbiamo letto le tante e varie critiche a questa oscenità.
Oggi la ministra dice che se la campagna non è piaciuta, si tratterà solo di rimodularla.
Perciò la ministra insiste con questa iniziativa che non è brutta per come è fatta, ma soprattutto perchè è fatta.
Perchè è osceno l’obiettivo di incentivare la natalità nazionale per fare tanti piccoli italiani e italiane da opporre ai piccoli degli altri popoli che lasciamo volentieri annegare e che cerchiamo in tutti i modi di sbattere fuori dalle nostre porte.
Perchè è quello che ha già detto Massimo Fini qualche tempo fa essendo lui in apprensione per il calo della “natività” occidentale scesa, ha detto, a livelli bassissimi mentre gli altri, quelli che tanto temiamo, fanno figli come conigli ed è impensabile di spazzarli via tutti a colpi di droni. Prima o poi ci sommergeranno.
Perchè le donne sono arruolate in questa campagna di salvezza nazionale in quanto la fertilità sarebbe “bene comune”. Ma che, scherziamo? Perchè la propria facoltà riproduttiva dovrebbe essere messa a disposizione della comunità? E se non la mettiamo a disposizione che succede? Siamo esecrabili, perseguibili o punibili? Sono pensate dementi e fasciste. Fascistissime.
Almeno la Danimarca, anch’essa in crisi demografica ha lanciato il messaggio: “fallo per tua mamma” nel senso di farla passare allo status di nonna. Anche il suo “scopa per la Danimarca” è osceno, ma non si nasconde dietro il paravento della salute e non sventola cartoline che tradiscono l’eterno desiderio di normare l’autodeterminazione delle persone.
E poi, se proprio proprio… altrochè Fertility Day… oggi come oggi dovremmo iniziare a pensare al problema inverso, a fertilizzarci di meno. Rispettando le libertà ed i desideri individuali, che è possibile fuori dalle politiche demografiche degli stati.
Un Fertile Brain, intorno a tutto questo, ecco.