The only winning move

di Alessandra Daniele

kabulNon ho mai visto I Cannoni di Navarone.
Non ho mai visto Salvate il Soldato Ryan.
Non guardo serie belliche o parabelliche, Band of Brothers, Falliing Skies, Homeland, non importa quanto trash o trendy diventino, e se una serie che guardo s’infila in uno story arc bellico che non sia satirico o di denuncia, di norma la mollo.
Non guardo i bollettini coccodrilli che piangono il massacro di Aleppo, ma vantano la reconquista della Tripolitania come una medaglia olimpica.
Non sono il tipo di persona che è contraria alla guerra per motivi ideologici e/o umanitari, ma poi la trova affascinante al cinema e nelle news.
A me la guerra fa schifo.

Non sopporto la retorica patriottica, la mistica del sacrificio, della fratellanza d’arme, sono convinta che il primo nemico di ogni soldato sia sempre chi lo ha spedito al fronte.
Non sopporto il massacro predatorio mascherato da impresa eroica, da intervento umanitario, da Scontro di Civiltà.
Uno dei motivi per cui apprezzo gli zombie movies è perché decostruiscono la retorica bellica, strappano via tutta la facciata glamour smascherando lo scheletro putrido e cannibale che c’è sotto.
Quando non lo fanno, quando s’arruolano come quella cagata di WWZ mi ripugnano quanto American Sniper.
C’è qualcosa che mi manca molto della Guerra Fredda: il fatto che un’eventuale guerra termonucleare globale fra USA e URSS sarebbe durata solo pochi minuti.
Non ci sarebbe stato tempo per Emilio Fede di esultare per le prime bombe, perché sarebbero state anche le ultime.
L’umanità però non poteva tollerare a lungo che l’unica mossa vincente del suo gioco preferito fosse non giocare, e così per la prima volta nella Storia l’escalation bellica ha subito un downgrade tecnico, ed è proseguita con altri mezzi che consentono all’aggressore di sopravvivere alla sua vittima, e di godersi il frutto delle sue razzie.
Tutte le proxy war dell’area che s’erano avvicendate e sovrapposte nei decenni sono state accorpate sotto un solo stendardo, e quella Terza Guerra Mondiale che sembrava ormai impraticabile s’è materializzata per la gioia di chi piangeva la fine della Storia.
La Storia però non finisce, né si cancella.
E tutte quelle testate nucleari capaci di distruggere l’intero pianeta in pochi minuti sono ancora attive.

[Nella foto la Kabul sovietica, prima che la CIA cominciasse a finanziare i talebani] 

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I soliti sospetti

I soliti sospetti

Pubblicato il 14 agosto 2016 · in Schegge taglienti ·

di Alessandra Daniele

tvIl COPASIR ci avverte che l’ISIS cacciato da Sirte potrebbe trasferirsi a Gallarate.
La Boschi però ci assicura che la riforma renziana servirà a combattere l’integralismo islamico.
Forse perché fa carne di porco della Costituzione.
Intanto i media ormai di default fino a prova contraria attribuiscono qualsiasi fatto di cronaca all’ISIS.
Se un locale va a fuoco non si sospetta più la mafia, ma la jiad. Non si pretendono migliori norme di sicurezza contro gli incendi, ma contro il terrorismo. Non si chiede d’aprire un idrante, ma di chiudere una moschea.
È il sistema definitivo per risolvere il problema dell’ordine pubblico percepito.
Se non possiamo eliminare la criminalità, possiamo però derubricarla interamente come terrorismo.
T’hanno scippato? È stato un foreign fighter per pagarsi il viaggio in Siria, usando i tuoi documenti per espatriare.
T’hanno svaligiato l’appartamento? È stata una cellula dell’ISIS per finanziare la jiad coi tuoi CD.
Il tuo vicino ha strozzato la moglie? Evidentemente era d’origine mediorientale, anche se lo credevi toscano da sette generazioni.
Non ci si può fidare di nessuno.
Il prossimo scandalo bancario o edilizio sarà smascherato come complotto dello Stato Islamico per destabilizzare l’economia occidentale.

Potremo in seguito derubricare come vittime del terrorismo anche i morti per incidenti stradali, incidenti sul lavoro, inquinamento, malasanità.
Chi potrà smentire con certezza che non sia stata l’ISIS ad allentarti i freni, o a scambiare le flebo? Quell’infermiera non era velata? Sarà stata davvero una suora?
Il nemico è sempre alieno. Se mai ci sembra uno di noi, è solo in virtù di qualche suo astuto travestimento.
Incidenti e crimini comuni sono inutilmente deprimenti. Invece il terrorismo è carburante per lo Scontro di Civiltà, ricompatta i cittadini occidentali attorno alle loro autorità politiche, militari, religiose, li distrae dal disastro dell’economia, fornisce la giustificazione per bombardare civili a casaccio, e sentirsi migliori.
Con la collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità poi, si potrà riconoscere la matrice terroristica anche del cancro e dell’infarto.
Le cellule cancerose saranno considerate cellule dell’ISIS.
Gli attacchi cardiaci saranno reputati attacchi dell’ISIS.
Entro il 2020, l’ISIS sarà ritenuto la principale causa di morte sul pianeta.
Entro il 2030, l’unica.
Chi potrà più dire allora che la nostra guerra non sia giusta?

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Campagna per il No al referendum di ottobre!

19)Votiamo NO per dire NO alla società dell’antisessismo sessista!

votare NO

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Teresa Rebul-L’Oreneta

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Campagna per il NO al referendum di ottobre!

18)Votiamo NO per dire NO alla società dell’antirazzismo razzista!

votare NO

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Manifestazione 7 Agosto a Ventimiglia!

7 agosto 2016

A causa delle politiche migratorie di Italia, Francia e Unione Europea, la violenza e il disagio del confine continuano ad aumentare nella zona di Ventimiglia.

Costruiamo insieme un importante momento di solidarietà e lotta contro il sistema di apartheid e per la libertà di movimento, qui e ovunque.

CAMPEGGIO
5 Agosto, sera – 10 Agosto, mattina
secret location (area Ventimiglia)

MANIFESTAZIONE
Domenica 7 Agosto h15:00
Concentramento: Piazza Costituente (Ventimiglia)

INFO
mail: senzafrontiere@inventati.org
facebook: Campeggio Senza Frontiere
+33 605 789 487

 

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L’hymne des femmes

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Diezienmil

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Aggravamento misure restrittive per Nicoletta

Aggravamento misure restrittive per Nicoletta

nicoletta

Questa mattina è stato notificato a Nicoletta l’aggravamento dell’obbligo di firma a cui è sottoposta dalla fine di giugno. Le misure cautelari sono state permutate in obbligo di dimora nel paese di residenza con rientro notturno dalle 18.00 alle 8.00.

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Sventola la bandiera nel fortino!

Passeggiata No Tav. Sventola la bandiera nel fortino.

fuochi

Ieri sera è tornata a sventolare la bandiera No Tav all’interno del fortino a difesa di quel cantiere che ormai da anni continua a devastare la nostra terra.

Gli attivisti si sono dati appuntamento intorno alle 17.00 a Giaglione, da li circa 200 persone si sono mosse in corteo verso la Val Clarea.

Nessun jeresey ad attenderli questa volta. Nell’attesa che tutti gli attivisti raggiungessero il posto per la cena in programma, un gruppo ha dunque proseguito la passeggiata e raggiunto il ponte del Clarea ritrovandosi di fronte reparti di polizia e carabinieri in assetto antisommossa posizionati  li per impedire il passaggio ai No Tav.

Ma questo non ha assolutamente spaventato il popolo No Tav, che ha continuato a presidiare il ponte e ha proseguito successivamente con un momento di convivialità poco distante da li, dove nel frattempo era stato allestito il posto con tavoli, panche e cibo a volontà.

Finita la cena, complice la notte senza luna e l’estate con i suoi fitti boschi, un gruppo di attivisti è riuscito a raggiungere il cantiere ed attaccarlo con i fuochi d’artificio illuminando il cielo della Clarea e sventolando la nostra bandiera nel fortino violato, mostrando a tutti quanto nella realtà anche la sicurezza di quel posto, per cui vengono spesi ogni giorno migliaia di euro, sia una grande truffa.

Verso l’una di notte la manifestazione si è conclusa e, tra cori e soddisfazione, si è fatto ritorno al presidio di Venaus.

Non poteva avere chiusura migliore il campeggio lanciato dal movimento che ha tenuto sulle spine per due settimane i signori del Tav  e le forze dell’ordine a guardia del “mostro”.

Ma l’estate non è ancora finita, ci saranno ancora molte altre iniziative come quella di questa sera alle 19.30 al presidio di Venaus dove ci sarà un apericena e a seguire la proiezione del film ” Il cartun d’le ribeliun”.

Avanti No Tav!

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Campagna per il NO al referendum di ottobre!

17)Votiamo NO per dire NO alla dittatura delle multinazionali!

votare NO

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Jolie Mome- Ils n’empecheront jamais le printemps d’arriver…

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Ci rivedremo presto!

Festival dell’Alta Felicità, ci rivedremo presto!

festivalSi è concluso da poche ore il Festival Alta Felicità e tra uno “smontaggio” e l’altro si tirano le prime somme di questa incredibile esperienza.

I volti delle migliaia di persone che hanno attraversato la valle basterebbero a rendere l’idea di come Venaus sia diventata, per pochi giorni, il centro di un mondo “diverso”, dove il piacere di stare insieme e condividere il proprio tempo sono state le protagoniste assolute.

Tanto impegno da parte dei No Tav impegnati in turni lunghissimi a grigliare, cucinare, garantire la sicurezza per tutti e tutte, i bar, i trasporti, le questioni tecniche e logistiche, la regia, la gestione del palco, le gite ed escursioni, i reading, i dibattiti, i laboratori ecc.

Ognuno di noi ha messo a disposizione le proprie capacità e il proprio entusiasmo, sapendo che per tutti gli altri era esattamente lo stesso.

Volevamo mostrare qual è lo spirito che vive all’interno della lotta No Tav e dai rimandi che ci arrivano da tantissime persone di tutta Italia crediamo proprio di esserci riusciti.

Noi siamo questo e la dura lotta che portiamo avanti, contro la miitarizzazione del territorio, le continue intimidazioni da parte della questura e della procura cittadine e la devastazione della valle, sono anche il prodotto della forza che questa comunità ha saputo costruire in tanti anni. L’altra è la convinzione di essere nel giusto, per questo non ci siamo mai inginocchiati di fronte al potere e mai lo faremo.

Abbiamo raccontato anche di molte altre lotte che dai monti del Kurdistan, passando da Taranto, dalla Terra dei Fuochi e dai Paesi Baschi, arrivano fino alla nostra valle perchè l’obiettivo è sempre lo stesso, la lotta è una sola.

Questa tre giorni ci restituisce un grande entusiasmo e la consapevolezza rinnovata che possiamo fare tutto, se siamo uniti.

Da domani ripartiamo da questo, con la ferma consapevolezza che solo continuando la nostra lotta potremo liberare i nostri compagni in carcere e tutti gli altri sottoposti ancora a misure cautelari.

Ripartiremo dalla difesa del nostro territorio e dall’attacco di quel cantiere, emblema di un sistema che per quanto ci riguarda non ha più motivo di esistere.

In questi giorni molti hanno rosicato, tentato di disturbare e appannare la semplice meraviglia di questa esperienza: non possono niente contro di noi e pensiamo che, in fondo, lo sappiano bene.

Ringraziamo tutti coloro che sono venuti in Valsusa e che ci hanno permesso di vivere questi giorni all’insegna dall’Alta Felicità.

Portate la nostra lotta nelle vostre città e consideratevi i benvenuti ogni volta vogliate tornare.

Ci vedremo presto, sui sentieri di queste montagne e in tutte le piazze in cui la parola “lotta” è sinonimo di libertà.

Avanti No Tav!

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Campagna per il NO al referendum di ottobre!

16)Votiamo NO per dire NO alla società della delazione!

votare NO

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26 luglio 1953

26 luglio 1953, assalto alla Caserma Moncada a Santiago de Cuba!

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