Da Radio Blackout/ la violenza maschile sulle donne:un approccio post-vittimista

La violenza maschile sulle donne: un approccio post-vittimista

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Contro l’imperialismo a casa nostra

CONTRO L’IMPERIALISMO A CASA NOSTRA
https://panetteriaoccupata.noblogs.org/ 

 Sabato 20 gennaio h 13 concentramento in P.za Roma a Ghedi (Bs) e corteo alla RWM (azienda produttrice di bombe utilizzate anche dall’Arabia Saudita contro i civili in Yemen). H 15.00 Manifestazione alla aerobase di Ghedi. Questa base militare è stata attiva in tutte le missioni di guerra a cui l’Italia ha preso partenegli ultimi anni (dal Kuwait alla Jugoslavia, dall’Afghanistan fino alla guerra alla Libia), all’interno della base sono presenti testate nucleari in dotazione all’esercito USA. Attualmente si sta provvedendo ad un ampliamento della base ed al cambio degli aerei(dai Tornado ai nuovi F35) compatibili al trasporto delle nuove bombe nucleari B61-12.

“Nelle metropoli europee si sta formando un proletariato internazionale composto da immigrati che vivono le stesse condizioni di sfruttamento di vita e di lavoro del proletariato europeo.
Spesso gli immigrati sono considerati come capri espiatori, come coloro che creano disoccupazione, criminalità e ricevono aiuti dallo stato. Non viene detto invece che una parte consistente dei contributi pensionistici provengono proprio dal loro lavoro, che difficilmente ne usufruiranno perché per loro è sufficiente perdere il posto di lavoro per diventare clandestini ed è proprio questo meccanismo che garantisce alle imprese lavoratori ricattabili e a basso costo. Questi lavoratori sono al nostro pari sfruttati, proletari che vivono le nostre stesse contraddizioni e condizioni sociali, quindi nostri potenziali alleati con cui trovare percorsi comuni di lotta ed accrescere la nostra forza, così come ha dimostrato e ci insegna l’esperienza dei lavoratori della logistica.
Qualunque sia la sua origine, la lingua, il colore della pelle, il proletariato non potrà difendere i suoi interessi se non sviluppando la solidarietà di classe internazionale, rifiutando la divisione tra lavoratori immigrati e autoctoni, tra legali ed illegali.
Non viene detto che gli immigrati giungono in occidente per scappare dalla miseria prodotta dai grandi monopoli oltre che per cercare di sfuggire alle guerre imperialiste. Provengono da diversi paesi anche da quelli più “insospettabili”, che godono di credibilità internazionale e con i quali si intrattengono sostanziose relazioni economiche, dove, però, le proteste per ottenere migliori condizioni sui posti di lavoro vengono pagate con la tortura e la morte, come in Egitto, o dove protestare contro una riforma pensionistica scatena una brutale repressione poliziesca, come in Argentina.
 
L’Italia è in prima fila nelle guerre imperialiste, come parte integrante sia dell’Unione Europea che della Nato, partecipando a ben 29 missioni in 20 paesi, con una spesa militare complessiva stanziata per il 2017 di oltre 23 miliardi di Euro. Spesa militare che, ricordiamo, passa sempre più a colpi di decreto piuttosto che tramite dibattito parlamentare che renderebbe quantomeno palesi le posizioni dei partiti sulla guerra e le mistificazioni che la coprono. Continua a leggere

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27 gennaio 2018/Presidio contro il CPR di Ponte Galeria

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22 gennaio al Tribunale de L’ Aquila

Il 22 gennaio alle ore 9 inizia il processo per diffamazione nei confronti di 3 donne

Si va e si torna insieme

Prima avvennero lo stupro e le violenze, poi l’ignobile processo e infine la denuncia a quante avevano sostenuto la donna sopravvissuta.

Lo stupro e le violenze:
È il 12 febbraio del 2012 quando Rosa si trova con una sua amica in una discoteca a Pizzoli (L’Aquila). Nella discoteca non ci sono tante persone se non quei militari che il terremoto ha portato là per l’operazione “strade sicure”. Verso le 4 del mattino Rosa verrà ritrovata in mezzo alla neve, con una temperatura sotto lo zero, mezza nuda, sanguinante e in stato di non coscienza. Altri cinque minuti e sarebbe morta. Quello che Rosa ricorderà sarà solo che si trovava al guardaroba a parlare con la sua amica. Si risveglierà poi in sala operatoria. Lo stupro è evidente e anche la brutalità con la quale è stato commesso. Il militare del 33° reggimento artiglieria Aqui de l’Aquila, Francesco Tuccia, difeso dagli avvocati Antonio Valentini e Alberico Villani, sarà l’unico indagato e condannato per i fatti.

Il processo:
Da quando la violenza sessuale è entrata nei codici penali, tra Sette e Ottocento, i processi per stupro sono stati processi alle donne che li denunciavano, di cui si cercava di dimostrare il consenso o la provocazione distruggendone la reputazione, le intenzioni, la vita, discutendo chi frequentavano, come si vestivano, a che ora uscivano e con quanta forza si erano opposte. I movimenti delle donne negli ultimi cinquant’anni hanno fatto di quello che succedeva nelle aule dei tribunali uno dei terreni-chiave nella campagna contro la violenza. Si richiedeva, e lo si continua a fare, da una parte che le donne che denunciano e scelgono di intraprendere la via del processo penale non debbano essere sottoposte a processi di vittimizzazione ulteriore, vale a dire di colpevolizzazione, ritenute parzialmente o interamente responsabili di ciò che è accaduto loro; dall’altra che si riconosca che la condotta assunta in aula dagli avvocati che difendono gli stupratori e dai giudici che sostengono simili impianti è di natura politica, e in quanto tale implica una responsabilità individuale. Un avvocato che sceglie di difendere uno stupratore e insinua, come avvenuto in questo processo e come diversi avvocati hanno fatto nel corso della storia dei processi per stupro, che la donna fosse consenziente e avesse provato piacere durante le violenze compie una scelta precisa, niente affatto neutra o tecnica, figlia della stessa cultura dello stupro che dovrebbero processare.

Al processo di Rosa, come tante altre volte è successo in passato, hanno partecipato molte donne e femministe da tutta Italia, per sostenerla e per vigilare sull’andamento del processo.

La denuncia:
Nel novembre 2015 l’avvocato Valentini è invitato ad un convegno, organizzato dall’associazione Ilaria Rambaldi Onlus di Lanciano, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, un luogo simbolico per la libertà delle donne.

Molte donne si mobilitano e alla fine la Casa delle donne di Roma segnala all’organizzazione del convegno che l’avvocato Valentini non può varcare quella soglia, perché indesiderato. Ma l’avvocato Valentini non ci sta e denuncia per diffamazione tre donne, colpevoli di avere diffuso una lettera di una aquilana in cui si cercava di spiegare alle donne romane chi fosse l’avvocato Valentini (ciriguardatutte.noblogs.org).

La posta in gioco:
A sembrarci grave non è la denuncia di per sé. A sembrarci grave è che un avvocato di uno stupratore che ha impostato il processo colpevolizzando la sopravvissuta, possa pensare che due anni dopo può impunemente varcare come ospite d’onore la soglia di una Casa delle donne; la cosa che ci sembra grave è che rifiutato, si senta nella posizione di forza e di diritto di intentare lui un processo contro tre donne; la cosa che ci sembra più grave è che uomini del genere invece di vergognarsi, nascondersi, defilarsi, continuino ad occupare la scena pubblica e a condizionare la vita delle donne.

Questa vicenda, lo abbiamo detto dall’inizio, ha un valore simbolico che non si può trascurare.

Vogliamo che diventi l’occasione per evidenziare cosa sono i processi per stupro, la responsabilità politica e individuale di chi partecipa al teatro della giustizia e chi colpisce le reti di solidarietà femminista.

Si va e si torna insieme abbiamo intitolato questo scritto.Alludendo al fatto che insieme siamo state al processo contro gli stupratori di Rosa e insieme ritorneremo a L’Aquila nel processo che coinvolgerà tre di noi per diffamazione. Il riferimento, però, è anche alla necessità di riprendere in mano, per le vecchie e nuove generazioni di donne, pratiche e strategie di autodifesa: in discoteca, nei centri sociali, per strada, ad una festa, si va e si torna insieme, ci si guarda le spalle e ci si protegge l’una con l’altra.

 Appuntamento per tutte il 22 gennaio 2018 ore 9 presso il Tribunale dell’Aquila.

Assemblea Romana Ci Riguarda Tutte

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Riaperto il confine del Monginevro in Alta Val di Susa

Riaperto il confine del Monginevro in Alta Val di Susa

Inizia presto la giornata dei no tav domenica 14 gennaio. E’ festa ma non per tutti, non per chi marcerà attraverso il confine e neanche per chi ogni giorno senza i documenti in regola prova a varcarlo. Domenica è una giornata di lotta, ma si sa in val susa anche la lotta può diventare un momento di festa. E’ in programma una marcia sulle nevi tra l’Italia e la Francia, da mesi pericoloso passaggio delle migrazioni interne europee, prima tappa “difficile” dopo le traversate del mediterraneo. Sicuramente il concentramento di partenza a Claviere, comune dell’alta val di Susa al confine con la Francia stona un po’ dagli abituali clichè dello sci di massa e dei grandi villaggi turistici.  Ci sono i fornelli in lotta della vicina val chisone che preparano i panini per il viaggio e ci sono i numerosi attivisti della valle di Susa, ci sono i giovani e gli anziani, le bandiere e i foulard, persone di ogni origine provenienza e colore della pelle. Tante, centinaia di persone non disposte a tollerare ciò che sta accadendo.

Da mesi lungo quella che viene chiamata la “rotta delle Alpi” ogni giorno decine di migranti rischiano la vita. Nella neve lungo sentieri difficili cercando di non cadere nella rete della polizia francese. Il gioco della morte si ripete per alcuni anche 7/8 volte. Arrivati a Briancon primo paese francese o anche semplicemente sorpresi lungo la strada vengono caricati su anonimi minibus e riscaricati alla stazione di Bardonecchia, di nuovo in Italia. Ogni sera il soccorso alpino, i comitati e gli attivisti soccorrono persone in difficoltà. Decine gli interventi gravi per ipotermie e i continui ricoveri. Se ad oggi non abbiamo un morto su quei sentieri ( e ci auguriamo di non ritrovarlo in primavera con il disgelo) è solo grazie all’attività strenua e incessante di chi ogni giorno si prodiga per non lasciare da solo nessuno lungo il cammino. La rete Brisier le frontieres sul lato italiano e Tous Migrantes su quello francese. Se invece ogni giorno si rischia l’ennesimo morto (ventimiglia folgorato dai cavi elettrici 14-01-2018 il sedicesimo da quando è stato chiuso il confine) è grazie alle polizia italiane e francesi che su ordine dei rispettivi governi hanno deciso di eliminare il diritto alla libera circolazione.

La giornata è così incominciata, al freddo, almeno 5 gradi sotto zero costanti che accompagneranno la camminata Claviere-Montegeneve andata e ritorno. Ad attendere al vicino confine immancabile lo schieramento misto di polizia italo-francese. Durante tutto il giorno presente arrivando anche alle scaramucce finali, permalosi per alcune palle di neve e infastiditi per la manifesta impotenza. E sì perchè domenica i documenti non servivano per arrivare in Francia e per alcune ore, grazie alla mobilitazione i gendarmi non hanno potuto controllare e impedire il transito a nessuno. Questo il grande obiettivo della giornata, segnalare il problema e porre immediatamente una soluzione di mobilitazione e lotta. Insieme non ci possono fermare.

Curiosi i ragionamenti colti durante la giornata, nonostante il freddo e le sinapsi in difficoltà. Ma come? un confine quello della valle di Susa definito strategico. I commissari straordinari di governo come Virano e Foietta che citano la discesa attraverso le Alpi di Annibale. Buchi di 56 km per far passare con più velocità i treni da Torino a Lione e poi si richiudono le frontiere. Evidentemente come nel progetto tav, i confini e gli spostamenti interessano alle banche e a chi governa. Chi nei territori vuole vivere in pace e serenità e chi li attraversa sono uno scomodo inconveniente da gestire  a suon di manganello.

La mobilitazione si è così chiusa con molti pensieri e buoni propositi condivisi con gli amici francesi. Come in mare sulle nostre montagne nessuno deve essere lasciato solo. Questo  l’impegno da portare avanti nonostante la fatica di questi mesi.  Con tutta la forza della lotta no tav raccoglieremo dunque questo impegno, riempiendo di contenuti questa mobilitazione. Anche sulla neve e oltre il confine A sarà dura!

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Acidità di Stomaco N°10

La rubrica settimanale di Noemi Fuscà ogni domenica!L’ironia è una grande arma che vi  aiuterà a far passare quell’acidità che prende allo stomaco quando vi sentite sommerse da notizie stupide, pericolose, irritanti, strumentali, false, tendenziose…

Canone Rai

Lorella Zanardo paladina del nuovo femminismo streaming è pro canone rai anzi meglio ci dice che è giusto che ci sono sei motivi per cui mantenere la Tv pubblica (perché lo é ancora?) ricorda quanto questo strumento abbia aiutato per l’alfabetizzazione e la diffusione della cultura. Classista pure nelle argomentazioni. La tv è solo cultura, mezzo per migliorarsi o addirittura superare il gender gap. Educatevi bene mi raccomando!

Scimmie fighe

H&M pubblica una foto con un bimbo nero che veste una felpa con scritto: The coolest monkey in the jungle”. Cattivo giusto check  sia per la felpa (gusto mio ovvio) che per la scelta pubblicitaria. Solita indignanzione di tutti. Ma la parità non era vestire tutti uguali?

Elezioni

Ho rimuginato parecchio, volevo scrivere qualcosa sull’elezioni nostrane ma non c’è necessità di essere satiriche ci pensano da soli. Tipo c’era un nano, una fascista e un leghista oppure c’era D’Alema, Bersani e… ahhahahhahahhahahahahah

Sindacato

Il sindacato nella sua funzione novecentesca ammirevole e combattiva non c’è più e fino a qui ok, ma a quanto pare il punto è che sono diventati luoghi del populismo ommmmiodddio tutta colpa delle destre scrive e noi che pensavamo che si fossero semplicemente venduti e che il neoliberismo avesse vinto.

Gomorra

Saviano e la retorica pure fatta male che se avessi mai pagato per uno spettacolo del genere vorrei un cesto di frutta marcia da lanciare come si faceva una volta. Dice che una cosa vera (ma insomma non ci voleva un genio) non è colpa delle serie tv. Insomma guardate Narcos “senza pensieri”. Cosa ci salverà? La scuola tadadadannn e il coraggio (banale). Perchè la scuola è uguale per tutti e il coraggio è tale solo se combatte il male che il sistema identifica come tale.

Occupazione

Il problema non è la mancanza di lavoro ma mancano le figure che si servono. Mmm interessante. Benvenuti nel Workfare. Che poi ricordo una volta una discussione sul fatto che a Cuba negli anni ’90 la scelta universitaria fosse mediata dallo Stato in base a ciò che serviva alla comunità e tutti a dire che era contro la libertà. Invece dire se lavori ti aiuto perché è solo colpa tua se non lavori perchè non sei flessibile alle richieste del mercato invece rende liberi e felici. E poi ma come adesso va bene migrare per lavoro? Così per dire.

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Tanto non potete fermare il vento!

Iniziato il processo per il 28/6/2015, ve la siete presa?

Si è aperto oggi il dibattito in tribunale per il processo ai 23 No Tav accusati di aver partecipato a vario titolo alle azioni di protesta del 28 giugno 2015, giorno in cui la marcia No Tav ruppe i divieti e fece cadere con orgoglio le reti e le barriere poste dalla Questura a protezione del cantiere. (arresti restrizioni e obblighi di firma ancora un attacco contro il movimento notav – La marcia notav rompe i divieti e fa cadere reti e barriere con l’orgoglio! )

Una rapida udienza quella di oggi, a causa dei pasticci del pubblico ministero Rinaudo che avrebbe voluto far parlare esponenti delle forze di polizia non in lista e quindi rifiutati dalle difese.

In un’aula gremita di digos e guardie del corpo, imputati no tav e alcuni sostenitori giunti dalla valle, si è assistito al solito show in salsa questurina, con l’unico teste (definitosi coordinatore sul campo) che tra valutazioni personali, fatti riportati e deduzioni arbitrarie ha delineato alla giudice il quadro “criminale” che portò all’arresto di diversi No Tav il 21 giugno 2016.

Di quella giornata di lotta, ricordiamo con piacere il presidio fisso messo dalla questura a protezione dell’accesso al cantiere venire giù con pochi tiri di fune e la reazione orgogliosa con cui tanti No Tav tra cui Andrea, Nicoletta, Luca, Giuliano, Eddi, Gianluca, Fulvio ecc hanno deciso si sottrarsi alle misura cautelari per mesi, in alcuni casi finendo anche in carcere.

Il Movimento si strinse subito attorno agli imputati, sostenendoli nella loro evasione organizzando presidi diurni e notturni, accompagnamenti ed iniziative di protesta. Da tutta Italia arrivò forte la solidarietà dei tanti che riconobbero l’orgoglio di un popolo che non accetta di inginocchiarsi ai propri carcerieri.

Oggi questa bellissima storia di coraggio e solidarietà No Tav c’è chi vorrebbe riscriverla nelle aule di tribunale. Sosteniamo gli imputati e le imputate!

Prossime udienze:

mercoledì 14 febbraio dalle 9 alle 13 aula 81

giovedì 15 febbraio dalle 11,30 in poi aula 45

giovedì 29 marzo dalle 9,30 aula 45.

Avanti No Tav!

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19 gennaio 2018 a Parma

19 gennaio a Parma/La violenza maschile sulle donne:un approccio post-vittimista

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La Parentesi di Elisabetta del 10/01/2018

“Il passo e il sogno”

La nostra società si sta esprimendo ed ha compiuto atti importanti nella realizzazione dello sfruttamento illimitato. Questa violenza strutturale si è incarnata nell’ideologia neoliberista che è una sorta di macchina infernale e che è stata veicolata attraverso la divinizzazione del potere dei mercati. Sotto gli occhi di tutti ci sono gli effetti di questa nuova organizzazione sociale a partire dalla miseria di una parte sempre più grande delle società economicamente più avanzate e lo straordinario aumento del divario fra i redditi. Quindi, un’affermazione scomposta della vita personale intesa come una sorta di darwinismo che instaura la lotta di tutti contro tutti, il cinismo come norma, la ricchezza come premio di questa selezione, la traduzione nella vita quotidiana con l’assuefazione alla precarietà, all’insicurezza e all’infelicità che permea l’esistenza. Con una precarizzazione così diffusa da ridurre il lavoratore/trice a mano d’opera docile sotto la permanente minaccia della disoccupazione. L’aspetto paradossale è che questo ordine economico e sociale si spaccia e si promuove sotto il segno della libertà e addirittura come società armoniosa.

E’ questo un momento storico che produce un inaudito cumulo di sofferenze. Tutto ciò a partire dal dominio assoluto della flessibilità con contratti a tempo determinato, con assunzioni ad interim, con una concorrenza spietata, non più quella tradizionale fra imprese, ma oggi all’interno della stessa impresa tra lavoratore e lavoratore con l’individualizzazione del rapporto salariale, con l’introduzione di colloqui preassunzione e successivamente di valutazione individuale. La valutazione permanente con una forte dipendenza gerarchica, con lo spacciare i lavoratori come categoria di operatori autonomi, con l’estensione a tutti del ”coinvolgimento” si traduce in un iperinvestimento sul lavoro e in una perenne condizione di insicurezza che tende ad abolire i riferimenti e le solidarietà collettive.

Questo, a livello più generale, si realizza con la privatizzazione a tutto campo dei servizi pubblici e sociali, con l’incoraggiamento sistematico del part-time, naturalmente con un salario anch’esso parziale, con i lavori a tempo determinato e porta ad un impoverimento dei lavoratori cassando più di un secolo di lotte che spingevano per una redistribuzione della ricchezza collettiva e per una maggiore uguaglianza.

Siamo nel regno degli eufemismi, del rovesciamento del significato delle parole, una cannibalizzazione dei diritti sociali che ha investito ambiti impensabili a partire dai sistemi scolastici piegati in funzione dei bisogni del mercato del lavoro, dalla sanità pubblica e dalle pensioni. Le pensioni, la liquidazione, l’assistenza sanitaria sono i temi umanamente più scottanti, ma al centro della macchina dell’ineguaglianza c’è l’istruzione. Nulla è più dovuto, casa, gas, acqua, luce, al cittadino/a non spetta più niente. Un terrorismo sociale forte e vincente annichilisce le persone, colpevolizzandole, avvilendole, frustrandole, trascinando perfino ogni comportamento dovuto al bisogno nella sfera delinquenziale. Questo è il pensiero unico cioè l’ideologia neoliberista.

Le società occidentali sono sempre più vicine alle colonie come dimostra l’arroganza della borghesia sovranazionale convinta di far parte di una categoria superiore più civilizzata, più progredita e il suo disprezzo per i colonizzati, per i poveri, per chi non ce l’ha fatta. In questo contesto tutto è lecito, inasprire le pene, aumentare i casi di carcerazione, ampliare la fascia dei reati penali, dilatare i tempi della flagranza di reato fino ad etichettare tutti come terroristi che è la premessa per garantire l’impunità a chi esegue le pene di morte extra legem e la tortura.

La “vera democrazia” si attuerà quando saremo tutti colpevoli. Continua a leggere

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Acidità di Stomaco N°9

La rubrica settimanale di Noemi Fuscà ogni domenica!L’ironia è una grande arma che vi  aiuterà a far passare quell’acidità che prende allo stomaco quando vi sentite sommerse da notizie stupide, pericolose, irritanti, strumentali, false, tendenziose…

Dimmi in che mese nasci e ti dirò come morirai

Ebbene la scienza può far meglio della chiromante, alcuni studi pare dimostrino la correlazione tra la data di nascita e possibili malattie. Pare che i fortunati siano quelli dei mesi autunnali, ma pure agli estivi dice culo, per noi dell’inverno-primavera è meglio sotterarci subito perché saremo colpiti da bipolarismo, depressione e attacchi di cuore. Fatevene una ragione è la Scienza che parla e quando parla lei, la Ragione si può pure fottere .

Iran

ECCOCI.

Imposimato

Quando muore un magistrato è sempre stato un brav’uomo, ha lottato per i diritti ecc. Ma non vi preoccupate in sua memoria ci scasseranno con qualche altra commissione inutile.

Ferie

Ci suggeriscono sul quotidiano come fare un mese di festa  chiedendo solo 10 giorni di ferie. Però poi appena scioperi o stai male, o ti serve il giorno ti rompono perché “Fai il furbo attaccando “finte” malattieindisposizioniocavolituoi al sabato”… Fate pace con il cervello, almeno non suggeriteci come scappare da lavoro per poi giudicarci tutti. Fatevi le ferie vostre, grazie, che noi ci facciamo le nostre!

Voce del verbo rottamare

Sono decenni oramai che ci sono gli incentivi per rottamare auto. Troppe auto vecchie ancora in circolazione dicono. È per l’ambiente dicono. E quindi in giro ci sono troppi “rottami”! Allarme sicurezza dicono! L’unica sicurezza è che della nostra mobilità non frega niente a nessuno.

Plastica

Tassa obbligatoria sui sacchetti dicono sempre per l’ambiente di cui sopra, come se invece i materiali biodegradabili fossero il bene assoluto come se poi le coltivazioni di mais ad esempio facessero bene al mondo. Siate bio che sarete buoni. Gli ecologisti: TUTTA COLPA NOSTRA! I consumatori: DOBBIAMO PAGARE DI PIÚ. Ma se capissimo che le categorie sono altre forse vedremmo il Nemico. È proprio un mondo di plastica. 😛

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Esserci/ W le streghe!!!!!

6 gennaio 2018

W le streghe! Vogliamo la luna!!!!

Esserci quando è il momento

/non quando hai un momento/

questo è il mio augurio.

Stefania Gerini

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Forbici per tutte!

https://anarcoqueer.files.wordpress.com/2016/02/forbici-per-tutte.pdf

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2 gennaio 1959/ Cuba libre!!!

Il 2 gennaio 1959 le rivoluzionarie e i rivoluzionari entrano a L’ Avana!

 Vilma Espin

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CAPODANNO AL NIDO DI VESPE!

Ciao a tutte e tutti,
anche quest’anno faremo Capodanno al Quadraro

Dalle ore 19 iniziamo con le previsioni astrali per l’anno che verrà con l’oroscopo di Astronza

dalle ore 21 Gran Cenone a sottoscrizione
Menù parziale: tartine in varie salse, polentata al sugo di spuntature e salsicce o funghi per vegetarian/vegani, contorni spaziali, lenticchie, cotechino…

…a seguire DjSet Improbabile a cura dei presenti e pilotato da Torino dall’assente Caciotta (fischi per lui)…bar attivo… capace che spunterà una chitarra sul finire…

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7 gennaio 2018/ Briser les Frontières!

Da diversi mesi la Valle di Susa, come altre terre di confine, si trova ad assistere a continui tentativi di passaggio di persone migranti verso la Francia. Spesso alle spalle si lasciano un futuro negato, dal sistema in cui viviamo, accompagnato da distruzione, miseria, guerre e traversate in mare passate miracolosamente indenni. Ad aspettarli, oltre alla rigidità dell’inverno alpino, c’è una pesante e spietata militarizzazione.

La barriera fisica delle montagne alla testata della vallata è resa selettiva dai governi, per le persone ma non per le merci. Per l’inutile e sovrastimato passaggio di queste ultime ci opponiamo come Movimento No Tav alla realizzazione di un’opera da miliardi di euro. Per il passaggio delle persone ci battiamo per la libertà di circolazione. Il Movimento No Tav è Antifascista, in quanto la nostra è una lotta contro le decisioni dall’alto che condizionano la vita delle persone ed è Antirazzista perché queste ultime devono avere eguali diritti. Scegliere dove costruirsi un futuro non deve implicare per forza intraprendere sentieri pericolosi con il rischio di morire sui nostri colli. Riteniamo inaccettabile l’utilizzo della montagna come strumento per l’arricchirsi di pochi, scavando un buco verso la Francia dall’inutilità conclamata. Allo stesso tempo rifiutiamo l’utilizzo di queste stesse montagne nel distruggere la vita delle persone che vi transitano. Per questi motivi il Movimento No Tav aderisce alla marcia del 7 Gennaio 2018 da Claviere a Montegèvre organizzata dalla Rete di Solidarietà “Briser Le Frontières”: contro le frontiere, per muoversi liberamente.

http://www.notav.info/post/701-il-movimento-no-tav-aderisce-alla-marcia-briser-les-frontieres/

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