Lila Downs-Zapada Se Queda

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Omaggio alla rivoluzione d’ottobre

Questa bella immagine l’abbiamo presa dal FB di Barbara Balzerani. Grazie!

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I nostri corpi e le nostre menti

Nuove colonie da invadere…

http://www.nicolettapoidimani.it/?p=1560

[…] La pandemia di coronavirus ed il confinamento hanno dimostrato ancor più chiaramente come ci hanno ridotto ad oggetti che devono essere controllati, e i nostri corpi e le nostre menti diventano una specie di nuove colonie da invadere. Gli imperi creano colonie, le colonie riuniscono i beni comuni delle comunità autoctone e li trasformano in fonti di materie prime che si estraggono a fini di lucro. Questa logica lineare ed estrattiva è incapace di percepire le relazioni intime che permettono la vita nella natura. È cieca alla diversità, ai cicli di rinnovamento, ai valori del dare e del condividere, così come al potere e al potenziale dell’auto-organizzzazione e del mutuo aiuto. È cieca al disordine che crea e alla violenza che provoca.
Il confinamento prolungato del coronavirus è stato un’esperienza di laboratorio per un futuro senza umanità.
Il 26 marzo 2020, nell’apogeo della pandemia di coronavirus e nel mezzo del confinamento, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) ha concesso a Microsoft una patente. La patente WO 060606 stabilisce che “l’attività del corpo umano associata ad un compito affidato ad un utente si può utilizzare in un processo di estrazione di criptomoneta…”.
La “attività corporale” che Microsoft aspira ad”estrarre” comprende le radiazioni emesse dal corpo umano, l’attività cerebrale, la circolazione dei fluidi corporali, la circolazione sanguigna, l’attività degli organi, i movimenti corporali (come quelli oculari, facciali e muscolari), così come tutte le altre attività che si possano individuare e rappresentare tramite immagini, onde, segnali, testi, numeri o qualsiasi altra informazione o dato.
La patente è una richiesta di proprietà intellettuale sul nostro corpo e sulla nostra mente.
Nel colonialismo i colonizzatori si arrogano il diritto di prendersi le terre e le risorse dei popoli autoctoni, di eliminare la loro cultura e la loro sovranità e, in casi estremi, di sterminarli. La patente WO 060606 è una dichiarazione di Microsoft secondo la quale il nostro corpo e la nostra mente sono le sue nuove colonie. Siamo miniere di “materie prime” da estrarre, i dati estratti dal nostro corpo. Invece di esseri sovrani, spirituali, coscienti e intelligenti che prendono decisioni scegliendo con saggezza e che possiedono alcuni valori etici rispetto all’impatto che le nostre azioni hanno sul mondo naturale e sociale di cui facciamo parte e al quale siamo strettamente legati, siamo “utenti”. Un “utente” è un consumatore senza scelta nell’impero digitale.
Ma la visione di Gates non si limita a questo. Di fatto è ancora più sinistra: si tratta di colonizzare il cervello, il corpo e la mente dei nostri figli ancor prima che abbiano avuto l’opportunità di capire com’è la libertà e la sovranità, cominciando dai più vulnerabili. […] VANDANA SHIVA

Il testo integrale si può leggere qui.

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La rivolta della vita/Domenica 8 novembre al Sweet Bunch

La rivolta della vita/ Tempesta sociale sugli Stati Uniti

Iniziative al Sweet Bunch via Casilina 283/A

Domenica 8 novembre ore 14

Introduzione multimediale alla cronologia dell’insurrezione: cronache corrispondenze, letture, video sottotitolati e suoni della ribellione di George Floyd.

Elementi storici e politici alla base della attuale sfida rivoluzionaria negli Stati Uniti.

Il ruolo delle lotte di liberazione afroamericane tra passato e presente: una conversazione aperta con Silvia Baraldini.

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Zardins Magnetics di giovedì 5 novembre 2020

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, alle ore 20. 

Gli argomenti:

Un contributo sulle donne di repressione: lottare contro il patriarcato non basta, bisogna combattere anche le patriarche; un comunicato del compagno Davide Delogu; la chiamata per le due settimane di mobilitazione a sostegno degli anarchici e delle anarchiche sotto processo; la Musica checccipiace!

FM 90.0 MHz – streaming https://radioondefurlane.eu/ – podcast https://soundcloud.com/radiaz10n3

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Beth Hart- Bad Woman Blues

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Reagiamo/perché nessuna sia sola

Riceviamo da compagne di Milano.

Questo il volantino testo A4

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Ieri a Roma

Tu ci chiudi Tu ci paghi!

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Questa notte a Firenze

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Domenica 1 novembre/ Con Natascia in sciopero della fame!

Leggi qui   manifesto natascia sciopero

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Zardins Magnetics di giovedì 29 ottobre 2020

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, alle ore 20. 

Gli argomenti:

la connivenza tra questura e neofascisti a Trieste, un compagno ci parla di ciò che è successo sabato scorso in piazza; la presentazione del bollettino Olga ora di liberarsi dalle galere; le lettere dal carcere di compagne e compagni anarchiche; un contributo sulle donne di repressione: lottare contro il patriarcato non basta, bisogna combattere anche le patriarche

FM 90.0 MHz – streaming https://radioondefurlane.eu/ – podcast https://soundcloud.com/radiaz10n3

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Oggi a Ponte Garibaldi

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Carovana Bialysturbo in partenza!

https://bialystok.noblogs.org/

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Carovana Bialysturbo!

diffondiamo, diffondiamo!

Ilrovescio.info

CAROVANA BIALYSTURBO

Carovana Bialysturbo : il blog : https://bialystok.noblogs.org/

Carovana Bialysturbo

Complici con i/le prigionierx anarchicx

Solidali con chi si rivolta dentro

Ormai non si contano più le operazioni repressive che colpiscono compagn* negli ultimi anni. Però ce le ricordiamo tutte. L’ultima in data 12 giugno denominata Bialystok si è addirittura spinta oltre le frontiere italiane, arrivando in altri paesi per arrestarl*.

Lungi da noi l’idea di abituarci/rendere banali gli arresti legati a tutte queste inchieste per terrorismo. Anzi ci dipingono come viaggiatori anarchiche del conflitto. Ebbene si, non entreremo mai nei canoni del trittico produci-consuma-crepa, al quale aggiungere «stai zitt* e rimani dove sei a debita distanza dalle altre persone». Non vogliamo riconoscere e legittimare le frontiere cosi come l autorità, ci muoviamo e ci muoveremo, per fare esperienze per dare solidarietà per occupare ancora e ancora nei pezzi di mondo da sovvertire e da liberare, partendo da noi stess*.

Non ci lasceremo soffocare e con la nostra energica presa bene vogliamo prendere la strada insieme in un progetto un po frizzantino creando una carovana con i nostri mezzi, strumenti, autoproduzioni e saperi senza chiedere il permesso a nessuno.

L’asticella della repressione si è alzata non tanto per le inchieste che ci sono sempre state ma per il fatto che qualsiasi cosa fai è un elemento a carico del accusa. E se fare un saluto, un presidio o andare in giro a incontrare gente che resiste e lotta per la libertà sta diventando terrorismo allora continueremo a farlo sempre di più consapevoli che non ci aspettiamo niente dallo stato che vogliamo abbattere, niente di meno.

Questa carovana sarà/diventerà ciò che vogliamo che sia. L’idea è quella di partire dal centro italia verso sud rivendicandoci la solidarietà a tutt* le i compa incarcerat*. Vogliamo occupare strade, piazze, prati sotto le mura delle carceri, andare a incontrare compa che ci possano ospitare nei posti, creando momenti di scambio confronti iniziative per autofinanziare la carovana stessa e magari tirare su qualche spiccio per rifornire le casse antirepressione.

Portiamo nella nostra stiva ciò che vogliamo e facciamo girare la voce per essere pronti a partire prima dell’inverno. Continua a leggere

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I Puntini sulle A/Materiali per il quarto appuntamento

Materiali per il quarto incontro de              <I Puntini sulle A>

“Postvittimismo e autodifesa”

A proposito dell’argomento dell’incontro, Nicoletta Poidimani ci ha fornito i materiali di riferimento e riflessione.  Eccoli qui e buon incontro a tutte!

Questo è il link del blog di Nicoletta per accedere alla voce Postvittimismo che contiene materiali estremamente interessanti

http://www.nicolettapoidimani.it/?page_id=337

Sei pazza!, ci dicono quando andiamo troppo lontane, quando oltrepassiamo i limiti che imprigionano il nostro quotidiano.
Sei pazza!
Lasciateci la nostra follia, a noi donne, nella trasgressione dei limiti che confinano la nostra vita e soffocano la nostra dignità.
Tu sei pazza – è la reazione maschile a questo affrancamento.
La nostra reazione a questa razionalità mortale del patriarcato ci ritorna come ingiuria, come un lazo che dovrebbe catturare la nostra radicalità. Ma noi non abbiamo altra scelta che essere radicali. È l’unico modo per riprendere in mano la nostra dignità e la nostra vita.
Dorothea Brockmann (da un volantino delle Rote Zora, 31 dicembre 1983)

Poi, qui di seguito, due brevi saggi (download da http://www.nicolettapoidimani.it/?page_id=42):

L’autodifesa femminista in Italia: una pratica autogestionaria

di Nicoletta Poidimani
Questo intervento è frutto della mia esperienza personale e delle tracce di memoria – scritta e orale – che il movimento delle donne degli anni ’70 ha lasciato in Italia. Cercherò di mettere in luce le principali linee genealogiche su cui si sono sviluppate, all’interno del movimento delle donne italiano, tanto l’autogestione quanto l’autodifesa come pratica autogestita.
Non mi soffermerò sulle differenze specifiche che sono intercorse tra il nord, il centro e il sud Italia ; tra le diverse città e, nell’ambito di una stessa città, tra i differenti gruppi ; e, all’interno del medesimo gruppo o di gruppi differenti, tra donne eterosessuali e lesbiche. Ciascuno di questi aspetti richiederebbe, infatti, una trattazione approfondita, e limitarsi a farvi cenno rischierebbe di schematizzare in maniera riduzionista la ricchezza e la complessità di una storia che è ancora, in gran parte, da scrivere.

Continua a leggere qui     L’autodifesa femminista in Italia: una pratica autogestionaria in Association Autogestion (a cura di), Autogestion. L’Encyclopédie Internationale, Syllepse 2015

Rabbia è violenza? Per un approccio post-vittimista al nodo della violenza

di Nicoletta Poidimani

Ragionare sulla violenza non è facile né scontato. Si tratta infatti di una tematica ambigua e scivolosa, sulla quale il prevalere dell’ideologia securitaria ha alimentato un proliferare di discorsi e approcci riduzionisti. In questo clima culturale, non si nomina più il fatto che la violenza sia monopolio dello Stato e dei suoi apparati e, d’altra parte, ogni forma di ribellione antiautoritaria viene bollata con il marchio della violenza.

Come filosofa femminista utilizzerò gli strumenti critici di cui dispongo per problematizzare questa categoria, al di là di facili schematismi.

Continua a leggere qui   Rabbia è violenza? Per un approccio post-vittimista al nodo della violenza in Spacco tutto! Violenza e educazione (a cura di Paolo Mottana), Mimesis 2013

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