Podcast della presentazione di Respiro, il nuovo libro di Barbara Balzerani al Nido di Vespe

Podcast della presentazione del 22 dicembre 2023 al Nido di Vespe del nuovo libro di Barbara Balzerani <Respiro>.

Grazie al Nido che ci ha ospitate, grazie a Silvia De Bernardinis, grazie a tutte e tutti quelli che hanno partecipato! Grazie a Barbara che non è potuta stare con noi e a cui va tutto il nostro affetto.

RIMUOVERE LA RIMOZIONE è l’incipit con cui abbiamo cominciato la presentazione e che riguarda la necessità di fare i conti con quello che è successo in questi anni di così detta pandemia ma anche con il prima e con il dopo perché è in atto appunto una rimozione nel tentativo di dimenticare, soprattutto politicamente perché dal punto di vista personale si potrebbe anche capire, e di ricominciare tutto come prima mentre niente è più come prima.

Ognuna di noi ha portato il suo specifico contributo rispetto alle impressioni che il libro le ha suscitato, ma una caratteristica di RESPIRO è quella di essere un libro così denso che ogni riga potrebbe essere oggetto di riflessione, di dibattito, di considerazioni che chiamano in campo il senso della vita, del fare politico, della storia…

Per ascoltare la presentazione     clicca qui

Inoltre riportiamo dal dibattito, che è stato interessante e ricco di interventi anche lunghi e articolati, un piccolo stralcio con l’intervento di due compagne del pubblico che hanno avuto una caratteristica particolare, quella di fornirci carica positiva.   clicca qui

[…] Il tempo. Il campo di battaglia da attraversare. Nel suo spessore, verso l’origine, fino a fare luce su l’opacità che impedisce di vedere e riconoscere. Rialzarsi e andargli incontro, in profondità, con occhi nuovi e nuovo perdersi. Fin dove è necessario per trovare il punto di oblio delle radici da cui ripartire. E dell’orizzonte. Lì dove lo scambio, la comunicazione, il dono non erano ancora commercio. Iniziare a scavare per ritrovare il nesso spezzato dalle trappole del capitalismo che ha mercificato persino il sentire. Che ha conformato a sé anche le rivoluzioni vittoriose del secolo passato. Che ha convinto i più che sia possibile e urgente salvare il mondo mantenendo in salute il fallimentare sistema economico che attenta quotidianamente alla sua vita e alla nostra. Che fa finta di non sapere che a rischio di finire siamo noi, un po’ alla volta o tutti insieme ché al pianeta non sono mai mancate le capacità di autodifesa. Che ha rinunciato ai valori essenziali dell’esistenza per prolungare l’esserci come sia, anche senza più ricordi, né signoria sulle proprie giornate. Che fa da spalla a chi ha stretto accordi con la Libia, chi ha mandato gli ispettori a Riace, chi fa dell’antifascismo una consunta bandiera interclassista e dell’atlantismo la nuova frontiera, chi sgomita dentro un sistema fondato sulla morte per lavoro, chi ha spacciato paura e approvato mille emergenze.

Chi tace di fronte alla pretesa di vita di un militante anarchico, voce potente che attraversa le spesse mura del buco in cui è stato rinchiuso. Quella dei tanti nessuno ammazzati o suicidati per non essere scesi a patti con un sistema che li ha scaraventati in un abisso di esclusioni. Dei sovversivi che hanno tentato di rovesciare l’ordine delle cose presenti.

Chi si illude di salvarsi facendo finta di non sentire, in complicità con un sistema che tortura, ammutolisce e uccide per il reato di non asservimento alle sue regole disumane. Chi non comprende quanto deve agli inadatti, agli sbagliati, ai cattivi esempi se può continuare a mantenere i propri tratti umani.

Disperante.[…]

Respiro pp.88,89

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