La Parentesi di Elisabetta del 3/03/2020

“Mezzo di distrazione di massa”

   Il neoliberismo ha creato un insieme sociale caratterizzato non solo da un impoverimento generalizzato delle classi subalterne, dalla proletarizzazione delle classi medie, ma anche dall’incapacità di riconoscere i meccanismi attraverso i quali  viene attuato l’asservimento cosicché  individualismo, mancanza di solidarietà, incapacità di riconoscimento del nemico, fascistizzazione del comune sentire si traducono in un asservimento volontario incardinato sulla filiera gerarchica, sul feticismo della legalità, sulla sacralità dell’autorità costituita.

Alla rottura del patto sociale attuata in maniera unilaterale dal neoliberismo e che ha annullato e continua ad annullare le conquiste degli anni ’70, seppure parziali e limitate ma ottenute con anni di lotte, dai livelli salariali e dal lavoro dignitosamente sicuro alla sanità pubblica, dalla scuola ai trasporti dalle pensioni alla casa tanto per citare solo gli ambiti più eclatanti, si accompagna la distruzione delle economie di sopravvivenza e la demonizzazione di chi vive di espedienti con il conseguente trascinamento sul piano delinquenziale di chi vive ai margini della società e una pressione fiscale diretta ed indiretta asfissiante con la predazione dei risparmi e delle piccole proprietà della popolazione.

L’ impostazione del sistema di potere rispetto ad una situazione sociale potenzialmente deflagrante di questo tipo è la militarizzazione dei territori, la creazione nelle persone di una sensazione di insicurezza e la conseguente necessità di politiche “securitarie”, la spinta all’affidamento ai poteri di pubblica sicurezza e alla contemporanea avversione alla così detta casta rappresentata dalle istituzioni elettive, parlamentari, partitiche, sindacali, un allontanamento della popolazione dalla politica che viene percepita come “sporca” e un affidamento mani e piedi legati allo scientismo e al tecnicismo e alle forze di sicurezza in senso lato, polizia, carabinieri, esercito e così via. Dal Rapporto Italia Eurispes 2019 si rileva che la fiducia degli italiani/e nelle forze dell’ordine ha subito un notevole balzo in avanti arrivando ad un indice di gradimento che varia dal 70 all’80 per cento, con una media del 73, a seconda del Corpo preso in considerazione.   

Questo processo di trasformazione della società e di impoverimento generalizzato non è ancora concluso, anzi sta per approssimarsi un ulteriore tracollo dovuto all’esaurirsi degli accantonamenti, delle proprietà e dei risparmi delle famiglie italiane che finora hanno provveduto anche al mantenimento dei familiari che non riescono a trovare un lavoro o una fonte di sostentamento degna di questo nome.

Le varie componenti dell’arco costituzionale non sono assolutamente interessate a un cambiamento di rotta o a porre almeno un freno a questa situazione. Da una parte il PD annessi e connessi è il principale e diretto responsabile della trasformazione neoliberista della società, dall’altra i posizionamenti nazionalistici e populisti sono solamente parole prive di fondamento portate avanti strumentalmente da imbonitori invece succubi dei diktat dell’Unione Europea per un verso e degli USA per un altro.

In questa situazione socio-economica-politica i mezzi di distrazione di massa sono uno strumento fondamentale per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali e per tenerla impegnata in cose presentate come importantissime, determinanti o pericolose in modo che non si parli d’altro e la persona qualunque sia bombardata da un diluvio di notizie e quindi si occupi solo di quello che viene presentato come un accadimento fondamentale per l’esistenza di tutti.

E’ il caso della così detta epidemia da coronavirus.

Infatti vengono spontanee delle domande proprio perché porsi le domande è importante per potersi dare delle risposte che abbiano un qualche fondamento: perché ora questa attenzione spropositata verso un agente infettivo come il Covid-19 che produce una malattia poco più grave di un’influenza? perché questa risposta emergenziale così forte, con l’isolamento di intere aree geografiche, con il dispiegamento di forze di polizia e dell’esercito che controllano ingressi e uscite da interi centri abitati? Perché l’obbligo di autodenuncia per chi si sposta dalle regioni “colpite” dal virus pena sanzioni penali? perché questi controlli a tappeto su tanta parte della popolazione sana che poi magari risulta portatrice asintomatica o addirittura che risulta aver avuto la malattia e averla superata senza neanche accorgersene?

I telegiornali non parlano d’altro, dal panettiere o al bar all’angolo l’argomento del giorno è la paura del contagio, chi dà la colpa ai cinesi e chi li assolve, chi se la prende con il servizio sanitario e chi con gli untori che non si autodenunciano, chi ha piena fiducia nella scienza, chi si interroga sulla validità della risposta organizzativa.  

Obiettivo raggiunto. Poco importa infatti se poi passa la legge sulle intercettazioni o se arriva l’ennesima cartella dell’Agenzia delle Entrate, l’importante è procurarsi una inutile mascherina a caro prezzo.

A margine di tutto questo mi frullano anche pensieri inquietanti.

Tempo fa, quando è stata varata la Legge 31 luglio 2017 n.119 sulle vaccinazioni che prevede dieci vaccinazioni obbligatorie e altre quattro in “offerta attiva e gratuita”, un salto numerico notevole rispetto alla “bivalente” di recentissima memoria, si è scatenato un putiferio tra chi si opponeva alle vaccinazioni ritenendole dannose e chi le difendeva a spada tratta come parametro di civiltà. Ma quello che, in effetti, saltava subito agli occhi al di là di ogni posizionamento preconcetto era l’arroganza di uno Stato che, senza discussione alcuna, operava nei confronti dei cittadini/e un’imposizione così importante, oltre tutto con sanzioni economiche e penali. Mi direte che lo Stato non è nuovo a questo tipo di impostazione ed è vero, ma ci sono cose che stridono più di altre perché è evidente anche agli sprovveduti lo squilibrio tra necessità e imposizione. Poi, andiamo, per caso, a leggere sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che, come dice la legge, deve essere garante della disponibilità dei vaccini, una notizia che ci fa sobbalzare.

Si legge che alla fine del 2014 …nell’ambito del Global Health Security Agenda […] l’Italia è stata designata quale capofila per i prossimi cinque anni delle strategie e campagne vaccinali nel mondo. A ricevere questo prestigioso incarico alla Casa Bianca a Washington, alla presenza di Barack Obama, il Ministro Lorenzin e il Presidente dell’AIFA Pecorelli che commentano: “Un importante riconoscimento scientifico e culturale internazionale per il nostro Paese”.

L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo […].

[…] È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini – ha dichiarato il prof. Pecorelli -. Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni. Si tratta di un’operazione che l’Italia intende condurre con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori, incluse le Università. Per prevenire la diffusione di malattie da tempo eradicate nei paesi occidentali e che, oltre all’impatto drammatico che hanno su decessi e patologie evitabili, impongono costi rilevanti ai sistemi sanitari”.

Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale – ha affermato il Ministro Lorenzin -. Il tema dei vaccini sarà una delle priorità durante il semestre italiano di Presidenza Europea. Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa. L’Italia, attraverso l’operazione Mare Nostrum, ha svolto oltre 80.000 controlli sanitari negli ultimi mesi. Abbiamo già sufficiente esperienza per coordinare campagne di prevenzione contro nuove possibili epidemie”.

Ma l’impegno dell’Italia per questa campagna – ha proseguito Pecorelli – a favore della vaccinazioni si realizzerà anche con il coinvolgimento degli atenei, partendo da importanti esperienze già maturate con il progetto Salute 10+, promosso da Healthy Foundation in due Regioni, Lombardia e Veneto […]

Siamo territorio di sperimentazione?

L’Italia si trova in un punto strategico, di fatto è un fronte, un avamposto nel mediterraneo. Ora vogliono forse verificare se siamo in grado di fronteggiare un’emergenza epidemica? E’ un’esercitazione?

Risposte non ne abbiamo, ma rimangono le perplessità dettate dal buon senso e dall’esperienza storica. Una cosa comunque è certa, l’Italia è una colonia nel senso più vero del termine, priva di sovranità, e questo asservimento vale per tutto l’arco costituzionale, senza esclusione, al di là di belle parole umanitarie e democratiche o di finte retoriche nazionaliste.

Non bastavano le basi Nato e americane, le atomiche altrui sul nostro territorio, le postazioni di controllo satellitare missilistico, la militarizzazione di intere popolazioni, non bastava fare da portaerei per i bombardamenti dove e come meglio credono la Nato e gli USA, ora dobbiamo volontariamente farci carico di testare la nostra popolazione, la sua capacità di obbedienza, la sua disponibilità a fare da cavia.

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