Sul presidio del 9 giugno a Ponte Galeria

riceviamo e pubblichiamo!

SUL PRESIDIO DEL 9 GIUGNO DAVANTI AL CPR DI PONTE GALERIA

Domenica 9 giugno un gruppo di compagn* è tornato sotto le mura del CPR di Ponte Galeria per portare solidarietà alle donne recluse all’interno. Numerosi interventi al megafono e il ritmo della murga che accompagnava i cori urlati a gran voce hanno infranto il silenzio che circonda quotidianamente quel lager.

Insieme alla solidarietà portata alle recluse attraverso interventi in varie lingue, si è cercato di condividere i fatti accaduti nelle ultime settimane. Si è parlato degli scioperi della fame portati avanti da due ragazzi detenuti nei CPR di Torino e Bari a causa delle terribili condizioni di vita all’interno dei centri: cibi pessimi e freddi e scarsa assistenza medica.
E’ stato poi ricordato il suicidio di un ragazzo nel CPR di Brindisi Restinco, notizia apparsa solo sui quotidiani locali, come a nascondere quello che accade all’interno di queste prigioni. Spesso è solo attraverso le voci di chi è reclus* che vengono alla luce notizie come questa. Nel novembre dello scorso anno, durante un presidio solidale, i contatti con alcune donne recluse avevano permesso di venire a conoscenza della morte di una donna avvenuta due settimane prima, morte che altrimenti sarebbe rimasta nell’oblio.
E’ seguito un intervento sull’occupazione del Terminal 2 dell’aeroporto Roissy Charles de Gaulle da parte di centinaia di sans-papiers e solidali, contro la complicità della compagnia aerea Air France e degli aeroporti di Parigi nelle deportazioni. E’ stato letto il comunicato con le rivendicazioni della protesta.

Il presidio di domenica aveva anche l’obiettivo di solidarizzare con le compagne Anna e Silvia, detenute nel carcere de l’Aquila e in sciopero della fame dal 29 maggio, e con coloro che in altre carceri hanno deciso di supportarle. Con questo sciopero chiedono il trasferimento in un altro carcere e la chiusura della sezione AS2 femminile de l’Aquila, dove le condizioni detentive sono assimilabili a quelle del regime 41bis.
Durante tutta la durata del presidio non si sono udite risposte dall’interno del CPR.

Per un mondo senza autorità, patriarcato e capitalismo.
Per la libertà di tutte e tutti, insieme ad Anna e Silvia e a tuttx le/i compagnx in lotta nelle carceri di tutto il mondo.

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