Mi scopro intollerante

Di ScateniamoTempeste

Entro dal portoncino e, sulla porta a vetri, un manifesto: “Concerto di Natale in parrocchia”. Pensavo un palazzo fosse una cosa neutra, dove al massimo l’amministratore affigge l’elenco dei numeri d’emergenza, e invece lì hanno messo il volantino natalizio, che guarda verso l’esterno e verso i passanti, come in una vetrina per la pubblicità degli eventi dell’avvento 2013. E’ su un A3.

Mi scopro intollerante. Lo vorrei staccare e strappare. Capirebbero subito che sono io. Sono l’unica strana del palazzo.

Vorrei appendervi sotto il manifesto dei disoccupati della città che si sono riuniti in assemblea permanente, così vediamo se il dirigentino di Cl è più tollerante di me e lo lascia lì. Anzi magari un bel manifesto colorato, che invita a una serata transgender. O a un bell’evento femminista magari contro i medici obiettori. Magari ci metto un manifesto di Moana.

Mi direbbero, se facessi polemica, che la religione è il sentire comune, Moana no. Ma comune a chi? Per me è senso di colpa e oscurantismo. Non sono riuscita mai a staccarmi dalla mia intollerante opinione e in fondo forse è colpa del mio cervello bacato e malfunzionante.

E i preti operai? Sono come i fascisti buoni. Almeno per me. E non esistono più comunque. E anche se esistessero non è un buon motivo per quel manifesto. L’androne del palazzo, le scale, le parti comuni non sono luoghi di propaganda politico-religiosa. È una stupidata, lo so. Non dovrei inviperirmi tanto: è che a casa mia voglio essere lasciata in pace. Voi non volete i rom nei container nella strada di fronte e io non voglio il manifesto di Gesù. Siamo diversi. Siamo incompatibili. Per me i rom possono stare tranquillamente lì, Gesù invece sta in chiesa e, non me ne voglia, ma quella è la sua casa. Lui che ce l’ha e ne ha più d’una. Ha pure San Pietro che è una signora casa e invece deve invadere la mia proprietà privata? Sì sono intollerante!

Mi riscopro intollerante contro coloro che hanno le tasche piene di verità. Mentre devastano territori e ci chiedono di essere umili, pazienti e rispettosi della legge, mentre bandiscono chiunque non è omologato e affine secondo il sentire comune che è comune solo a loro. O sono solo degli sciocchi superstiziosi o in buonafede e non sanno neppure che si può vivere in un altro modo. O magari sono veri credenti ma poco mi importa, non è a me che devono rendere conto

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