Cari e care dirigenti della sinistra milanese

Di ScateniamoTempeste

Cari/e Dirigenti, Assessori, Esponenti, Simpatizzanti dei partiti che si dicono di sinistra della città meneghina,

mi sento di scrivervi, e soprattutto a voi della giunta di Milano, perché la mia casella di posta elettronica viene quotidianamente invasa dalle vostre mail in cui mi dite quanto siete bravi e quanto siete di sinistra, con la cittadinanza ai figli di migranti, una specie di testamento biologico, il riconoscimento delle coppie omosessuali, la richiesta di una legge nazionale contro la violenza sulle donne eccetera eccetera.
Inutile dire che da anni non mi incantate più e che le vostre contraddizioni sono talmente grandi che smascherarvi risulta abbastanza facile. Molti dei vostri provvedimenti sono solo delle buone pubblicità che non solo non intaccano minimamente il sistema (che voi ovviamente non volete abbattere) ma semplicemente, come il miele, contribuiscono ad addolcire la pillola delle ingiustizie.
La simbolica cittadinanza ai figli e alle figlie dei migranti, ad esempio – atto per sé anche condivisibile – non riesce a nascondere il vostro razzismo. Da anni non levate una voce contro la Bossi-Fini, non vi ho mai viste/i protestare contro i Cie, davanti ai Cie, né scrivere disegni di legge “più tolleranti” e, anzi, da quanto mi risulta, siete molto attivi in materia di sfratti e sgomberi, il che ovviamente va a penalizzare ancora di più degli italiani o di chi ha un permesso di soggiorno, chi in Italia si trova nella posizione giuridica di “clandestino”. Siete anche assai solerti contro gli ambulanti abusivi e a favore il decoro urbano, altra faccia della stessa medaglia.
Ricordo ancora a chi se lo fosse già dimenticato che a pochi giorni dall’elezione di Pisapia, il comune mantenne le giornate dedicate a Israele, senza neppure fare cenno al fatto che lo stato di Israele violi i diritti umani costantemente e quotidianamente (di oggi la notizia di un bambino di cinque anni arrestato dalla polizia israeliana e di pochi giorni fa il rapporto dell’Onu sulle violenze sessuali dell’esericto israeliano contro i giovani e le giovani palestinesi). La kefiah, del resto, non va più di moda fra i compagni di palazzo, a tal punto che a settembre 2012 il sindaco stesso ha così commentato: “Israele è un Paese leader nelle innovazioni tecnologiche. È nostra intenzione trasformare la Fiera (Expo 2015) in una ‘città innovatrice e sapiente’ e non ho dubbio che la cooperazione con Israele ci porterà avanti”.
I gay, le lesbiche, le coppie di fatto sono ben accolte nella vostra città, ovviamente se il loro reddito minimo supera le soglie della sopravvivenza!!! Certo che tutte/i dobbiamo avere gli stessi diritti al di là del nostro orientamento sessuale, però al di là della necessità di un riconoscimento giuridico, che resta sacrosanto, vi manca sempre quella spinta propositiva verso leggi sul lavoro che poi garantiscano alle coppie (o ai singoli/alle singole) di sostenersi e di essere economicamente autonomi/e. Credo che la vita di Dolce e Gabbana, insomma, sia non solo economicamente ma anche socialmente molto più facile di quella di un ragazzo omosessuale dell’estrema periferia, che neppure riesce ad affrancarsi da una famiglia, che magari lo ha anche etichettato come un disadattato, senza lavoro e senza prospettive per il futuro! L’indipendenza e la possibilità di camminare con le proprie gambe sono il primo passo verso la libertà.
Sulla povertà ci sarebbe molto da dire, visto che avete tagliato le quote di iscrizione nei nidi e negli asili pubblici, che le quote IMU sulla prima casa hanno raggiunto il tetto massimo e che di conseguenza espellete non solo dal centro storico (?) ma dalla città le fasce più deboli della popolazione.
Ma c’è una cosa su tutte che oggi mi ha fatto infuriare: oggi via mail mi è arrivato un vostro volantino No Muos. Il progetto Muos prevede la costruzione di una stazione di terra, voluta dal Pentagono, in una riserva naturale nella zona di Niscemi (in Sicilia), che si va così a snaturare. Comodo eh parlare di No Muos, quando la giunta Pisapia avrebbe dovuto dire NeExpo? Siete sempre vicini alle cause lontane e su cui non potete avere voce in capitolo, le cause perse senza che le abbiate davvero combattute, quelle che vi ripuliscono la facciata. Non voglio nemmeno sfoderare le vostre finte ambiguità sul Tav: è tanto evidente che non state dalla parte della gente, cioè di quelli che chiamate cittadini, dopo averli ingannati. Non serve nemmeno ricordare l’episodio della presentazione del libro di Caselli, con cui, con grande savoir faire, il sindaco ha giocato contro i No-Tav la carta della “democrazia” (non volete la presentazione di un libro=non siete democratici): “La libertà di espressione – ha detto il sindaco – è alla base della nostra convivenza democratica ed è una delle fondamenta delle nostra Costituzione. Non è accettabile che si cerchi di impedire lo svolgimento di un convegno organizzato a Palazzo Marino da numerose associazioni, tra cui l’Anpi, sul tema della legalità con una figura esemplare come quella di Gian Carlo Caselli […] Il libero confronto democratico e la partecipazione dei cittadini alla vita della città e al dibattito pubblico sono valori irrinunciabili che difenderemo da chi cerca provocazioni e risse”.
E ho detto tutto.

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