Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 11 maggio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 11 maggio 2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Udine: resistere e ribellarsi all’occupazione militare degli alpini

✓ “Chi non ha voluto mettere in discussione l’esposizione dei fatti fornita dalle autorità riguardo alla pandemia e al confinamento, e perché?” Un commento all’opuscolo “La sinistra confinata”

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

Canale Telegram:
https://t.me/zardins

In replica il venerdì alle ore 17.00 su RadiAzione, emittente web di Padova
con:
https://diretta.radiazione.org/

Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

Contatto di posta elettronica:
liberetutti@autistiche.org

Contatto di posta (utile soprattutto a chi è incarcerata/o e quindi
l’invito è a girare/segnalare l’indirizzo ai vostri contatti dentro):
Associazione Senza Sbarre
casella postale 129 – Trieste centro
34121 Trieste

Buon ascolto!
Questa Zardins Magnetics è speciale. Ogni Zardins Magnetics è speciale.

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9 maggio 1976/ con Ulrike Meinhof

9 maggio 1976/ con Ulrike Meinhof e con tutt* quell* che hanno combattuto e combattono per uscire da questa società.

[…] Nome: Ulrike. Cognome: Meinhof. Di sesso femminile. Età: 41 anni. Sì, sono sposata. Due figli, nati con parto cesareo. Sì, divisa dal marito. Professione: giornalista. Nazionalità: tedesca. Sono qui rinchiusa da quattro anni in un carcere moderno di uno Stato moderno. Reato? Attentato alla proprietà privata e alle leggi che difendono la suddetta proprietà e il conseguente diritto dei proprietari ad allargare a dismisura la proprietà di tutto. Tutto: compreso il nostro cervello, i nostri pensieri, le nostre parole, i nostri gesti, i nostri sentimenti e il nostro lavoro e il nostro amore. Tutta la nostra vita insomma. Per questo avete deciso di eliminarmi, padroni dello Stato di Diritto. La vostra legge è davvero uguale per tutti, meno per quelli che non sono d’accordo con le vostre sacre leggi. […]

Tratto da Coordinamenta Femminista e lesbica, Femminismo: paradigma della Violenza/Non Violenza, Ed. Bordeaux 2022 pag. 165

Stralcio dal testo “Io, Ulrike, grido” di Dario Fo e Franca Rame in Tutta casa, letto e chiesa, Edizioni F.R. La Comune, Milano, 1981 

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Verso il 13 maggio/ striscioni in preparazione!!!

Per Giorgiana e per noi!

Striscioni in preparazione!!!!!! Dai!!

13 MAGGIO ORE 16:00
Piazza G. Belli (Trastevere)
Presidio separato femminista e transfemminista
PER GIORGIANA, PER NOI.

 

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Lunedì 8 maggio/assemblea alla Sapienza/ 2 giugno NIENTE DA FESTEGGIARE!

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Verso il 13 maggio/per Giorgiana e per noi!

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 4 maggio 2023

Zardins Magnetics di giovedì 4 maggio 2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Impressioni dal corteo del Primo Maggio

✓ Il lavoro, lo sfruttamento, l’esistenza. Chissà! Una lettura da “Alla linea” di Joseph Ponthus

✓ “Abusi secolari furono spazzati via nel giro di una sola stagione”. Gli scontri di piazza del 1902 a Trieste, un esempio di risposta complessiva di classe all’appropriazione illimitata dei padroni sulle vite di proletari e proletarie

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Zardins Magnetics va in onda a cura dell’Assemblea permanente contro il
carcere e la repressione del Friuli e Trieste

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Sabato 13 maggio ore 16 piazza Belli/Per Giorgiana e per noi!

13 MAGGIO ORE 16:00
Piazza G. Belli (Trastevere)
Presidio separato femminista e transfemminista
PER GIORGIANA, PER NOI.

Giorgiana Masi venne uccisa a Roma sul Ponte Garibaldi, colpita da un
proiettile sparato alle spalle dalle forze dell’ordine, il 12 maggio
del 1977 nell’anniversario della vittoria del referendum sul divorzio.
L’allora ministro dell’interno Cossiga aveva vietato la
manifestazione, sostenendo che i gruppi extraparlamentari stessero
fomentando una situazione che avrebbe messo a rischio lo Stato e
l’ordine pubblico, ma il movimento ha rotto il divieto riversandosi in
massa nelle vie della capitale.
Giorgiana,  diciannovenne, studente del Liceo Scientifico Luis
Pasteur, era tra le manifestanti rimaste fino all’ultimo in piazza.
All’epoca – seconda metà degli anni ’70 – la partecipazione politica,
la voglia di cambiamento di studenti, operai/e e femministe aveva
pervaso ogni ambito della società.
La lotta di classe, le mobilitazioni di autodifesa contro governo e
provocazioni fasciste si facevano spazio nonostante la repressione di
Stato che provava ad arrestare “per decreto”ogni forma di conflitto .
Da quel 12 maggio 1977 ogni anno le compagne sono scese in strada per
ricordare Giorgiana e la violenza patriarcale e repressiva dello Stato
che l’ha uccisa.

Quest’anno ci incontreremo in piazza Gioachino Belli, il 13 maggio
alle ore 16, per un appuntamento di lotta femminista e transfemminista
con parole d’ordine antiautoritarie, antimilitariste, antirazziste e
anticapitaliste per noi irrinunciabili.

Continuiamo ad essere in guerra: a quelle armate dallo Stato in tutto
il mondo corrisponde una guerra interna che colpisce le persone
oppresse e chiunque scelga di lottare.
Il militarismo e il nazionalismo marciano in sincrono e la guerra
rende ancora più evidente – se mai ce ne fosse bisogno – l’incapacità,
intrinseca alla cultura capitalista e patriarcale, di guardare in
faccia l’altrx senza sottometterlx e sfruttarlx.
Lo stesso Stato responsabile delle stragi in mare delle persone
migranti, complice della violenza capitalista che devasta e saccheggia
il pianeta, si serve strumentalmente della costruzione di nemici
pubblici per scaricare le responsabilità politiche del proprio agire e
spezzare la complicità tra oppressx e sfruttatx, nel tentativo di
mettere lx unx contro lx altrx.

Viviamo un tempo in cui la cultura reazionaria e autoritaria si mostra
in tutta la sua ferocia, rivendicando il potere di disporre dei nostri
corpi e attaccando frontalmente la nostra libertà di
autodeterminazione: cercano di impedirci di abortire, ci trasformano
in imputate nei processi per le violenze che abbiamo subito,
riaffermano con forza paradigmi eteronormativi e binari, militarizzano
i nostri quartieri in nome del decoro e del contrasto alla criminalità
quando il vero obiettivo è criminalizzare chi è oppressx, costringerci
a rimanere chiusx in casa.
Eppure la casa e la famiglia sono spesso gli spazi in cui ci sentiamo
meno al  sicuro, dove la violenza patriarcale si manifesta in modo
ancora più feroce e pervasivo.
Questo Giorgiana lo sapeva bene: lottare per il divorzio è stato il
primo passo per liberarci da un contesto di relazioni che impone
ruoli, generi e genitorialità definite.

Ieri come oggi vogliamo riprenderci la vita, rivendichiamo
l’autodifesa e l’autorganizzazione, continuiamo a costruire memoria
collettiva e a riattualizzarla perché ci parla sempre.
Vogliamo riprenderci tutto e non sarà la repressione a fermarci.

qui il volantino Volantino 13 maggio (1)

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Oggi a Pesaro contro i biolaboratori, contro la Nato, contro la guerra!

Oggi a Pesaro contro i biolaboratori, contro la Nato, contro la guerra, contro le emergenze infinite!!!

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1 Maggio in Francia!

                        

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1Maggio 2023 Pesaro / Stop ai biolaboratori bsl3 & 4 !

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28 aprile 2023/ A fora sa NATO/ manifestazione a Decimomannu

28 APRILE H14 – MANIFESTAZIONE CONTRO LA BASE DI DECIMOMANNU

 

Diamo una risposta alle esercitazioni Nato che invadono e distruggono la Sardegna e preparano la guerra.

Diamo una risposta al carovita, al caroenergia, causato dalla guerra e peggiorato dallo stato degli ospedali, dei servizi e delle condizioni lavorative in cui viviamo.

Per la liberazione della Sardegna, dalle servitù militari storiche ed energetiche future, e da tutto quello che ci impedisce di vivere pienamente nella nostra terra

28 aprile, ore 14: piazza Matteotti, Villasor.
Manifestazione contro la base militare di Decimomannu.

A fora sa NATO

Gherraus impari po una Sardinnia libera

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 27 aprile 2023

Zardins Magnetics di giovedì 27 aprile 2023

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ 25 Aprile a Udine e Trieste tra antifascismo fuori tempo massimo, fascismo camuffato ma conclamato e iniziative di resistenza antiautoritaria

✓ Non si entra in un mondo migliore senza effrazione!

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carcere e la repressione del Friuli e Trieste

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34121 Trieste

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Podcast dell’Incontro assembleare “Le varianti dell’indisciplina” 22 aprile 2023

Pubblichiamo la registrazione dell’Incontro assembleare “Le varianti dell’Indisciplina” del 22 aprile 2023 organizzato dall’Assemblea romana contro il green pass, di cui facciamo parte, a partire dall’opuscolo edito dall’Assemblea che potete trovare qui variante indisciplina

Un incontro denso di contenuti, di analisi, di domande, di spunti alla ricerca di risposte e soluzioni quanto mai impellenti per uscire dallo stato delle cose presenti. Potrete trovare dei momenti di discontiuità perchè alcuni compagni non hanno voluto che il loro intervento fosse registrato. Buon ascolto!

clicca qui parte prima

clicca qui parte seconda

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Contro emergenze, guerre e militarismo/Napoli mercoledì 26 aprile

   

Di seguito il documento estremamente interessante della Rete Antimilitarista della Campania per l’iniziativa di oggi, MERCOLEDÌ 26 aprile DALLE ORE 17:00 ALLE 20:30
RIPRENDIAMO L’INIZIATIVA CONTRO EMERGENZE, GUERRE E MILITARISMO!
Santafede Liberata – via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 2 Napoli

RIPRENDIAMO L’INIZIATIVA CONTRO EMERGENZE, GUERRE E MILITARISMO! Non si intravede nessuna luce in fondo al tunnel della guerra in Ucraina, e questo per la semplice ragione che chi, per anni, ha preparato e voluto questo massacro non ha alcuna intenzione di raggiungere un accordo di pace. Anzi!

USA, Europa e NATO sono pienamente impegnati ad alzare ulteriormente la tensione, rendendo sempre più concreto l’allargamento del conflitto ed il rischio di uno scontro militare mondiale. La fornitura di armi offensive all’Ucraina e la presenza di cosiddetti consiglieri/istruttori occidentali sul terreno; il massiccio dispiegamento di mezzi e di militari statunitensi in Europa (oltre 100 mila uomini), in particolare nei Paesi dell’Est, insieme a migliaia di uomini e mezzi dei Paesi alleati; il sabotaggio del Nord Stream 1 e 2; il mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale contro Putin per crimini di guerra; l’applicazione di altre dure sanzioni alla Russia e, per finire, l’ingresso appena avvenuto della Finlandia nella NATO e la prossima entrata della Svezia: sono solo gli ultimi fatti alla base dell’escalation che abbiamo sotto i nostri occhi.

La volontà statunitense e dei suoi alleati è quella di prolungare questa guerra per dissanguare l’economia russa puntando a rieditare i meccanismi di implosione che determinarono il crollo dell’URSS. L’obiettivo, come indicano i piani tutt’altro che segreti di uno spezzettamento della Russia, è quello di piegare l’orso russo agli interessi dei “padroni occidentali”: disporre delle sue risorse energetiche a prezzi stracciati e di milioni di lavoratori da sfruttare a salari da fame. Per sostenere quest’offensiva, l’Occidente utilizzerà fino all’ultimo ucraino come carne da macello. L’unica cosa che potrebbe mettere fine a questa mattanza fratricida sarebbe la resa incondizionata della Russia alle mire espansionistiche dei Paesi NATO accettando sia l’accerchiamento da parte dell’enorme apparato militare dell’alleanza atlantica sia una posizione subordinata e dipendente dalle altre potenze mondiali.

Una resa che non sembra né può essere nelle intenzioni di Putin. Dopo anni di attacchi portati ad Est dall’imperialismo occidentale (l’allargamento della NATO a buona parte dei Paesi dell’ex Patto di Varsavia; i ripetuti tentativi di fomentare rivoluzioni colorate e di destabilizzare Paesi alleati di Mosca; il colpo di stato in Ucraina nel 2014, per farne l’avamposto della NATO; il sabotaggio degli accordi di Minsk per guadagnare tempo ed armare l’Ucraina nel mentre favorivano l’aggressione contro le popolazioni russe del Donbass (14 mila morti in 8 anni); gli affossamenti di tutti i tentativi di Mosca di trovare una soluzione che conservasse la neutralità dell’Ucraina e fermasse definitivamente l’aggressione alle regioni autonome), l’intervento militare in Ucraina è stato, dal punto di vista di Mosca, un’azione difensiva. La reazione di uno stato pienamente capitalista che punta a tutelare una propria sfera d’influenza sia economica che politico-militare, a ritagliarsi un proprio spazio all’interno del mercato capitalistico internazionale, ad uscire dalla fossa di paese semplice fornitore di materie prime e a sottrarsi al controllo finanziario occidentale che, attraverso la gestione dell’intermediazione nella vendita di gas e petrolio, riesce ad appropriarsi persino della maggior parte dei profitti di questo comparto produttivo fondamentale. Continua a leggere

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25 APRILE 2023/ UNA GARA

25 APRILE 2023/ UNA GARA

Una gara ipocrita e grottesca: chi è fascista si dichiara antifascista, chi dovrebbe essere antifascista, ed è invece fascista, si dichiara antifascista, anche i nazisti ormai si dichiarano antifascisti… gli spaghetti sono antifascisti e anche i parchi e i musei, ma per un solo giorno. I partigiani si rivoltano nella tomba, ma non importa, tanto non si vede. E in testa a tutto questo ci sono due donne Giorgia Meloni e Elly Schlein, in rigoroso ordine alfabetico visto che sono intercambiabili nel perseguimento degli stessi obiettivi di fondo. Tutti fanno finta di dimenticare che il fascismo è prima di tutto un’idea di società e di rapporti economici e sociali.

Il fascismo è caratterizzato dal governo diretto dei potentati economici e infatti i nostri governi non sono autonomi, sono semplicemente funzionari delle multinazionali anglo-americane a cui devono continuamente dare prova di affidabilità. La società fascista è caratterizzata da una rigida collocazione di classe: la conflittualità fra le classi è demonizzata e/o taciuta, a seconda delle esigenze, perché ognuno, nel posto che gli viene assegnato nel sociale, deve contribuire alla grandezza di una cosiddetta “patria”, dove non esisterebbero più sfruttati e sfruttatori bensì persone che, rimanendo ognuna al proprio posto, dovrebbero remare nella stessa direzione.

Una società fascista esalta le catene di comando, in tutti gli ambiti della vita produttiva riproduttiva e associata, utilizzando i rapporti di gerarchia e la divisione in ruoli nell’ottica efficientista della gestione manageriale e del conseguimento del risultato. Una società in cui i conflitti sociali dovrebbero essere risolti con il “confronto democratico”, con la “civile convivenza”, con la “serena tolleranza delle posizioni altrui”, così che ogni tentativo di ribellione allo stato di cose presenti possa essere privato di dignità politica e trascinato nella sfera delinquenziale. I decreti contro i rave o le occupazioni delle case sono solo l’ultimo atto di un lungo percorso che ha visto susseguirsi politiche securitarie, militarizzazione dei territori e persecuzione dei poveri e dei/delle migranti.

In una società fascista, chi non rema nella direzione auspicata è un nemico pubblico: il dissenso viene affrontato in maniera poliziesca e il controllo sociale è serrato a tutti i livelli. In una società fascista, vengono coltivate ed esaltate le caratteristiche peggiori dell’essere umano: servilismo, delazione, autocensura, controllo del vicino di casa e del collega di lavoro, autocontrollo comportamentale. Strategie di disciplinamento fondate in gran parte su un rigido e ampio programma di infantilizzazione della popolazione, volto a stimolare una obbedienza cieca e senza critica: degli atti di fede verso uno Stato etico, verso una cultura della legalità considerata depositaria della morale e della verità. Continua a leggere

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