Askatasuna vuol dire libertà!

Un bel resoconto di contropiano.org.sulla manifestazione nazionale di ieri 31 gennaio 2026 a Torino a sostegno di Askatasuna

Decine di migliaia di persone hanno oggi attraversato Torino, per il corteo chiamato da Askatasuna dopo lo sgombero del 18 dicembre. Erano tre i concentramenti (da Palazzo Nuovo, l’università; da Porta Nuova, dove era presente soprattutto il movimento Notav; e da Porta Susa), una scommessa rischiosa che però è nettamente riuscita, vista la marea di persone presenti.

Già dalla mattina la città è stata militarizzata, come era successo al momento dello sgombero. Una militarizzazione a cui aveva risposto in massa la città nei giorni successivi, con intere famiglie, compresi i bambini, scesi in piazza a difendere il centro sociale. Eppure, Lucia Musti, Procuratrice generale del Piemonte, ha voluto ribaltare i fatti, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi il 30 gennaio.

“I torinesi patiscono una limitazione della propria libertà di vita in una città blindata e sotto scacco di pochi e violenti facinorosi“, ha detto all’evento, aggiungendo inoltre che, a suo avviso, esisterebbe “un’area grigia di matrice colta e borghese che ha una benevola tolleranza verso queste manifestazioni“, attaccando in sostanza i “ceti medi” che nella socialità creata dal centro sociale vedono un fattore positivo.

Il dispiegamento repressivo e preventivo ha raggiunto livelli che palesano l’attacco profondo condotto contro il diritto a manifestare e a esprimere dissenso. Stando ai dati forniti dalla questura, sono state 747 le persone identificate a partire già da ieri, con 236 veicoli e persino 4 voli controllati. 24 persone sono state colpite da fogli di via con divieto di ritorno nel comune di Torino, per periodi che variano da 1 a 3 anni, mentre 7 sono i Daspo urbani.

Ad ogni modo, tornando alla manifestazione, i tre cortei si sono mossi in contemporanea verso Piazza Vittorio, dove si sono ricongiunti dietro lo striscione “Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali”. Parole d’ordine chiare rispetto alle responsabilità politiche di uno sgombero, quello del centro sociale torinese, che è solo un tassello di una deriva più generale di guerra, esterna e interna.

I manifestanti si sono diretti verso Viale Regina Margherita, in Vanchiglia, come già avevano dichiarato detto di voler fare e dove si trova appunto lo stabile ora sgomberato, in un quartiere ancora militarizzato. Già da Corso San Maurizio un ingente dispositivo poliziesco ha provato a confinare il corteo, chiudendo anche gli accessi ai vicini parchi pubblici. Ma una parte di esso è riuscito ad arrivare deciso nel viale dove c’è lo stabile dell’Askatasuna.

Cercando di avanzare verso l’edificio, è partito il lancio di lacrimogeni e l’uso di idranti mentre dalle prime file del corteo venivano lanciati fuochi d’artificio. Sono seguite cariche della celere, mentre un lacrimogeno (alcuni lanciati anche ad altezza uomo) ha colpito una redattrice di Radio Onda d’Urto, si legge sul loro sito.

I manifestanti hanno resistito, con la polizia che si è mossa anche sulle vie laterali, procedendo con manganelli e fermi. Un corteo fatto da migliaia di persone si è infine ricompattato su Corso Regio Parco, portando a conclusione la manifestazione. Si segnala una violenta attività delle forze dell’ordine.

Prevedibili e pesanti le dichiarazioni come quella dell’assessora regionale di Fratelli d’Italia, Elena Chiorino, che ha detto: “qui non c’è dissenso, non c’è protesta: ci sono solo odio organizzato e terrorismo politico“. Anche in questo caso, la categoria di “terrorismo” torna ad essere usata per demonizzare chi continua a mobilitarsi da mesi. Ma è merce ormai scaduta

In aggiornamento….

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Cosa sta succedendo in città? / giovedì 5 febbraio seconda assemblea di confronto su speculazione e gentrificazione

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 29 gennaio 2026

Zardins Magnetics di giovedì 29 gennaio 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

“I giovani del campo avevano visto abbastanza per credere che sarebbero stati uccisi, che avessero combattuto o meno. Così hanno iniziato a chiedersi: ‘Perché aspettare che ci uccidano?'”

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Viterbo 7 e 8 febbraio contro la guerra

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Ricordare il passato e riconoscerlo nel presente

Ora come non mai quando Israele, Stati Uniti e paesi occidentali stanno portando avanti il genocidio del popolo palestinese e la colonizzazione violentissima del territorio di Gaza e il capitalismo ha gettato la maschera e ha esplicitamente deciso che vale solo la legge del più forte senza nessuna mediazione seppure fittizia,  è importante ricordare il passato per riconoscerlo nel presente.

Leggete qui

https://coordinamenta.noblogs.org/post/2024/01/27/27-gennaio-giornata-della-memoria-di-cosa-di-chi-per-chi/

Uckermark-Ravensbruck “Campo di protezione giovanile” per ragazze e giovani donne “asozialen”    https://coordinamenta.noblogs.org/post/2018/01/26/ricordare-il-passato-e-riconoscerlo-nel-presente/

https://coordinamenta.noblogs.org/post/2020/01/27/storia-e-memoria-27-gennaio-2020/

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Allarme Rosso 27/ La guerra per i bambini

Allarme Rosso 27

La guerra è entrata nella quotidianità dei bambini : divertimento di guerra.

I bimbi delle elementari a lezione di irruzione con i militari: bufera sul parco MagicLand

A Valmontone, alle porte di Roma, spunta l’evento militare. Caos sui social: “Come l’Ice”. La replica: “Abbiamo scritto il post con l’Esercito”. Dopo poche ore viene eliminata la locandina dai profili del parco divertimenti

Uomini in mimetica, caschi, fucili puntati, l’irruzione in un edificio. E sopra, in contrasto quasi grottesco, una scritta dai colori accesi: “School Days – A MagicLand giocando s’impara!”. È quanto si vede e si legge in una delle locandine dedicate a un’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, promossa dal parco divertimenti di Valmontone, cinquanta chilometri da Roma, in collaborazione con le forze dell’ordine.

Il progetto nelle intenzioni dichiarate, è un contenitore educativo dedicato agli studenti della primaria e della secondaria di primo grado, ovvero per bambini a partire dai sei anni: azioni dimostrative di soccorso, simulazioni di salvataggio con i cani, momenti di confronto sul cyberbullismo, percorsi di educazione stradale per prevenire la guida in stato di ebbrezza.

Ma, accanto a tutto questo, spunta anche un’attività con l’Esercito che ha fatto esplodere la polemica, generando un’ondata di commenti negativi sui profili social di MagicLand. All’interno del testo pubblicato su Facebook e Instagram per presentare l’iniziativa, la frase che più di tutte ha fatto sobbalzare i genitori non è un dettaglio marginale, ma il cuore dell’evento: “Gli studenti assisteranno a una simulazione realistica di ingresso in un centro abitato con individuazione, immobilizzazione e trasporto di un elemento ostile”. Parole che, secondo chi ha commentato il post, fanno parte di un lessico operativo e militare, lontano dal linguaggio del gioco e della didattica.

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Venerdì 23 gennaio a Strike ore 18,30/Cosa sta succedendo in città

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 22 gennaio 2026

Zardins Magnetics di giovedì 22 gennaio 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

-Pensieri sull’indigenità. Il colonialismo è una piaga. Il capitalismo è una pandemia. Noi siamo gli anticorpi.

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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“Terrorista a chi?” Volantino distribuito a Trento nel giorno della condanna di Anan Yaeesh

da ilrovescio.info

Mentre apprendiamo della condanna di Anan Yaeesh a 5 anni e 6 mesi, e ci rallegriamo delle assoluzioni di Alì Irar e Mansour Doghmosh nel processo-farsa dell’Aquila, diffondiamo questo volantino dell’Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese di Trento, distribuito al presidio per tutti i colpevoli di Palestina tenuto nel giorno della sentenza.

Qui in pdf: terrorista a chi

Per un approfondimento sulla storia del concetto di “terrorismo”, si veda qui: https://ilrovescio.info/2025/09/18/terrorizzare-e-reprimere-da-disfare-2/

TERRORISTA A CHI?”

Il concetto di “terrorismo” nasce all’indomani della Rivoluzione Francese per indicare la violenza indiscriminata esercitata da un governo. È solo dopo la sua applicazione alle rivolte dei popoli colonizzati che questa parola assume piano piano il senso corrente, indicando la violenza dei rivoluzionari e più in generale degli oppressi che si ribellano ai loro oppressori. Se questa operazione di rovesciamento di senso ha una lunga storia, è soprattutto negli anni Ottanta del secolo scorso che gli ambienti atlantisti cominciano a fare del “terrorismo” il nuovo nemico pubblico da combattereimbastendo una narrazione tanto inconsistente quanto efficaceNessuno vorrà stare dalla parte dei ribelli, se pensa che questi sono pronti a diffondere il terrore colpendo chiunque in modo indiscriminato. Viceversa, tutti applaudiranno alla violenza realmente terroristica delle guerre e della repressione poliziesca, dal momento in cui queste sono perpetrate dallo Stato. È su questa scia che si è partiti dall’applicare l’etichetta “terrorismo” alle organizzazioni armate marxiste o agli attentatori anarchici, e si è arrivati al suo utilizzo contro chiunque dissenta, anche solo a parole. Bombardare, affamare, falcidiare intere popolazioni – come fa l’IDF a Gaza e in Cisgiordania – non sarebbe “terrorismo”, ma “politica di sicurezza”. Per chi invece sostenga che è semplicemente sacrosanta la rivolta anche armata contro un’occupazione coloniale e genocida, si aprono le porte delle galere.

Così, mentre nel Regno Unito i membri di Palestine Action sono in carcere per delle azioni contro l’industria bellica, chiunque osi solidarizzare con loro anche solo a parole viene arrestato. Così all’Aquila sta arrivando alle ultime battute un processo-farsa contro tre palestinesi – Anan Yaeesh, Alì Irar e Mansour Doghmosh – perseguiti come “terroristi” perché avrebbero progettato azioni contro il colonialismo israeliano, nonostante lo stesso diritto internazionale riconosca la legittimità della resistenza a un’occupazione armata. Così a Torino si tenta di espellere verso l’Egitto – dove lo attendono le galere e gli sgherri di al-Sisi – l’imam Mohamed Shahin, colpevole di aver parlato a favore della resistenza palestinese nel corso di manifestazioni – e solo una forte mobilitazione in città ne ha per ora impedito l’espulsione. Così il palestinese Ahmed Salem si trova incarcerato da mesi per “terrorismo della parola”. Così Tarek Dridi è stato condannato a 5 anni di galera per aver partecipato alla manifestazione per la Palestina del 5 ottobre 2024 a Roma. Così, lo scorso 27 dicembre, nove palestinesi sono stati arrestati a Genova e altrove come “finanziatori del terrorismo” perché avrebbero finanziato Hamas, ovvero una delle organizzazioni per la liberazione della Palestina nonché il governo di Gaza, quindi l’unico canale da cui è possibile fare arrivare soldi alla popolazione locale. Così in tutta Italia piovono denunce e misure cautelari per le mobilitazioni dello scorso autunno, mentre il governo prepara altri due pacchetti-sicurezza che metterebbero di fatto fuori legge la possibilità di manifestare.

A ciascuno, a questo punto, spetta chiedersi chi è il vero terrorista – e soprattutto da che parte stare. Se con chi ci trascina verso l’autodistruzione sociale, ecologica, bellica per mantenere i propri privilegi e profitti, e vorrebbe pure imporci di tacere, oppure con chi si ribella a tutto ciò – prendendo la parola o scendendo in strada, continuando a ripiantare gli olivi espiantati dall’esercito israeliano o impugnando le armi.

Sapete chi è uno dei principali “teorici” della propaganda “antiterrorista” cui accennavamo sopra? Un certo Benjamin Netanyahu, autore, nel 1986, di un libro intitolato Il terrorismo – Come l’Occidente può vincere. E abbiamo detto tutto.

Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 15 gennaio 2026

Zardins Magnetics di giovedì 15 gennaio 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Alle radici della guerra automatica. Spunti di riflessione da un articolo del Collettivo Terra e Libertà
✓ Rompiamo il silenzio per tutti i “Colpevoli di Palestina”

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Roma 14 gennaio ore 18,30/Presidio/Fame di giustizia

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Sweet Bunch mercoledì 14 gennaio ore 20/ Colpevoli di Palestina

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Udine sabato 17 gennaio/presidio di protesta

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Roma 16 gennaio ore 7,30/Autobus per L’Aquila

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Venerdì 9 gennaio 2026 ore 11,30 Roma /Presidio alla DNAA/ Diversi Processi Stessa Regia

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