Reato d’autore/Comunicato congiunto della Rete di Resistenza Legale

Riceviamo e pubblichiamo un importante comunicato della Rete di Resistenza Legale sul <reato d’autore> che viene di fatto applicato qui in Italia. Il principio del reato d’autore fu coniato nel diritto penale della Germania nazista, Taterstrafreecht. Invece di punire un fatto dannoso si puniva l’ autore in base a una visione razziale e ideologica. L’attenzione viene spostata sulla pericolosità del soggetto invece che sul reato.

Leggete qui Detenzione amministrativa

COMUNICATO CONGIUNTO
RETE DI RESISTENZA LEGALE

Oggetto: fermo preventivo di 91 attivist3
Di fronte al fermo preventivo disposto nei confronti di 91 persone, riteniamo necessario intervenire. La storia dimostra che le misure emergenziali tendono a trasformarsi in strumenti ordinari di controllo sociale, erodendo progressivamente le garanzie fondamentali.
I fatti
Nella giornata del 29 marzo 2026 è stato applicato l’art. 11-bis del d.l. 59/1978, introdotto dal recente decreto sicurezza. Numerose persone sono state condotte negli uffici di polizia e trattenute per ore, mentre intendevano partecipare a una commemorazione pacifica in ricordo di due attivisti scomparsi, portando soltanto fiori.
Il fermo è stato adottato in modo generalizzato nei confronti di tutt3 i partecipant3 non risultando verificabili i presupposti per l’applicazione della misura che è una misura atipica adottata nell’ambito delle competenze di pubblica sicurezza e, come quella di cui all’art. 11, è svincolata dalla commissione di un reato.
Le ragioni del fermo sembrano basarsi esclusivamente sulla (presunta) adesione ideologica dei partecipanti all’anarchismo e sulla violazione di un divieto del Questore, motivato in termini incompatibili con i principi costituzionali di libertà di pensiero.
L’iniziativa, infatti, è stata vietata inquanto ritenuta “in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica attesa l’inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito…”.
Il fermo, invece, richiede per la sua adozione che sussista un fondato motivo di ritenere che le persone fermate possano realizzare condotte idonee a determinare un concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, da valutarsi in considerazione a specifiche circostanze di tempo e di luogo (possesso di armi, strumenti per il travisamento, artifici pirotecnici, ecc.). Elementi assolutamente assenti nel caso di specie.
Anche il requisito dei precedenti penali o di polizia, necessario per l’applicazione del provvedimento, non sembra essere stato verificato (né verificabile) al momento del fermo, richiedendo accertamenti individuali incompatibili con interventi indiscriminati e immediati.
Il ricorso al fermo, allora, appare essere stato finalizzato unicamente a impedire la commemorazione, attraverso un uso generalizzato e distorto dello strumento (che vorrebbe, stando alla lettera, tutelare il pacifico svolgimento delle manifestazioni).
Il vuoto di tutele
Il fermo preventivo presenta gravi criticità sul piano delle garanzie: non è previsto alcun controllo giurisdizionale, né preventivo né successivo. Si configura così una compressione della libertà personale in assenza di adeguate tutele, in contrasto con i principi costituzionali sul diritto di difesa, sulla tutela contro gli atti della pubblica amministrazione e sulla riserva di giurisdizione. In più, l’applicazione con le modalità alle quali abbiamo assistito, non fa che affermare una logica di “pena del sospetto”, che consente limitazioni della
libertà senza accertamento di responsabilità. Non è sicurezza: è la logica del “diritto penale d’autore” che ritorna, aggirando ogni garanzia processuale e trasformando una valutazione astratta in privazione concreta della libertà.
Una scelta politica
Colpisce che sia stata vietata una semplice commemorazione, espressione di pietà e memoria, anziché disciplinarla con eventuali prescrizioni. Ancora più significativo è che tale azione sia stata oggetto di uno specifico intervento della presidente del consiglio, a fronte di ben più gravi questioni sociali ed economiche.
D’altra parte, esperienze passate ci ricordano come misure emergenziali vengano spesso sperimentate su ambiti di dissenso politico, trasformati in laboratori di pratiche repressive.
Il ruolo dell’avvocatura
Come avvocate e avvocati impegnati nella difesa dei diritti, anche di coloro che praticano il dissenso, riteniamo necessario prendere posizione.
La funzione difensiva non è neutrale: è presidio delle garanzie costituzionali.
È per questo che anche in assenza di rimedi immediati, promuoveremo iniziative di tutela e strategie di contrasto rispetto a quelle che appaiono violazioni della libertà personale e del diritto di manifestare. Invitiamo la società civile e la comunità dei giuristi a esprimersi: il nostro ruolo impone la difesa attiva dei principi fondamentali.
La libertà personale non si negozia in nome dell’emergenza: resta inviolabile ed il nostro impegno per tutelarla è politico quanto tecnico.

Ravensbruck, campo di internamento per donne e giovani ragazze, internate non per quello che avevano fatto ma per quello che erano.

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 2 aprile 2026

Zardins Magnetics di giovedì 2 aprile 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

“Abbiamo un’altra idea della vita, perciò abbiamo un’altra idea della morte”

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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AbecedariA/ Il patriarcato, questo sconosciuto

AbecedariA/Il patriarcato…questo sconosciuto

qui la presentazione di AbecedariA

Il termine patriarcato viene usato con sistematicità da tutte e tutti quando si parla dell’oppressione delle donne, delle diversità, in svariatissime occasioni collaterali, anche quando il femminismo parla di guerra. ma il patriarcato non è qualcosa che si aggira per il mondo seminando violenza e sopraffazione, è qualcosa di preciso e di molto di più…

clicca qui

Questa puntata è stata registrata da Elisabetta, Noemi e Renata (una coordinamenta nuova nuova di sette mesi!)

Saluti e baci

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Protocollo: uno strumento del potere.

Protocollo: uno strumento di potere (eleuthera 2026) di Enrico Gargiulo

dialogheranno con l’autore Gianluca Bascherini e Margherita Croce vi  aspettiamo/ Libreria Anomalia – Centro di Documentazione Anarchica via dei Campani, 73 – (San Lorenzo) Roma

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Una vergogna senza confini

Una vergogna senza confini

Le compagne e i compagni che ieri sono andati a portare fiori e ricordi sul luogo dove sono morti Sara e Sandro sono stati circondati, identificati, perquisiti, fatti salire su autobus e portati in questura. Questo comportamento dello Stato e della polizia, tra cui c’erano anche delle donne, travalica qualsiasi giudizio politico e posizionamento ideologico e può essere definito soltanto miserabile.

Come miserabili sono anche gli operai che si sono prestati a cancellare subito le scritte di ricordo sui muri per Sara e Sandro.

Come femministe siamo scandalizzate.

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Questa sera a L38 Squat/La Brigada Callejera

Primo incontro con la Brigada Callejera di Città del Messico, ore 19
inizio della discussione con la presentazione de la gira e confronto

A seguire
cena vegan benefit

La Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer, “Elisa Martínez”, A.C. è un’organizzazione apartitica composta da lavoratrici del sesso, lavoratrici del sesso transgender, sopravvissute alla tratta di esseri umani, donne migranti e altre donne solidali, attiva dal 1993 a Città del Messico. La Brigada effettuerà diversi incontri in Italia e in Europa per affrontare le ragioni della lotta contro lo sfruttamento dei corpi nelle sue varie forme dettato dalla tratta, per la riappropriazione della dignità e la salute delle sex workers.

L38 Squat – Via Giuliotti, 8x (Sesto Ponte – Laurentio 38)

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Sabato 28 marzo a Udine/ Foragers

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì 26 marzo 2026

Zardins Magnetics di giovedì 26 marzo 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

“Nemmeno i morti saranno al sicuro se il nemico vince”. Impediamo al capitalismo predatore, al colonialismo, al patriarcato che si riproduce di vincere, teniamo aperta la ferita!

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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Per Sara e Sandro

Per Sara e Sandro

Come femministe esprimiamo grande dolore per la morte di Sara e Sandro.Chiunque lotti per l’uscita da questa società è nostr* compagn* di strada.

Le coordinamente

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La Parentesi di Elisabetta del 21 marzo 2026/Mistificazione

Mistificazione

di Elisabetta Teghil

Il patriarcato è un processo di sovranità, non c’è peggiore mistificazione che considerare il patriarcato capace di autoregolazione. E’ sempre un rapporto tra chi comanda e chi obbedisce.

Che cos’è il femminismo? assumere il rapporto patriarcale non come concluso e definito, ma come rapporto di forza che di volta in volta si modifica sulla base della lotta, dei modi della lotta e pertanto delle figure della progettualità.

Più precisamente l’analisi femminista oggi si scontra con il ruolo delle patriarche. Queste nella nostra stagione quando la vita intera è sussunta nel capitale e la valorizzazione dello stesso è prodotta da una società messa al lavoro con una femminilizzazione che caratterizza tutto il rapporto produttivo e lo sfruttamento tipico della società patriarcale, si diffondono sull’intero tessuto sociale. E’ a partire da questo momento che la condizione femminile si trasforma perché non riguarda più solamente la condizione materiale femminile ma anche le dimensioni dei soggetti produttivi socialmente.

Patriarcato e patriarche vivono in simbiosi. I disastri di questo connubio, di questa costituzione materiale, sono sotto gli occhi di tutte. Guerra di poche elette contro la stragrande maggioranza delle donne e degli oppressi tutti.

E questo passare, armi e bagagli, dalla parte del patriarcato corrisponde all’esigenza che lo stesso ha di spezzare le lotte della “classe donne” strumentalizzando la parola femminista. Si è data la stura ad una strana situazione, ambigua, perversa, ma prepotente e violenta che consiste da parte del patriarcato nello spostare i limiti, le forme e gli spazi del suo essere e del suo comando.

Da qui la necessità, il desiderio di ogni donna sfruttata, derisa, umiliata nella stagione neoliberista. I processi di disciplinamento delle donne con i metodi tradizionali lasciano ora spazi a nuove, diffuse e ramificate strutture di controllo. A questo punto diviene fondamentale il problema di come resistere, ribattere e riprendere l’iniziativa contro il nuovo assetto patriarcale nella stagione che questo ha cooptato chi per tornaconto personale o di ceto si è venduta. Il femminismo non è stato sconfitto, né riassorbito nelle dinamiche neoliberiste, è un insieme di singolarità che lottano contro il potere neoliberista e patriarcale che cerca di trovare nuove mitologie di coesione e di identificazione.

Il femminismo, come negli anni ’70, è un’affermazione di singolarità che si riconoscono in una lotta collettiva, è una forza di metamorfosi sociale e antropologica, è una concezione militante e creativa, non è solo un nuovo modo di vivere, anche se lo è, ma è soprattutto produzione di soggettività politica che si può realizzare solo producendo libertà.

Dentro il processo neoliberista che ha prodotto l’alleanza tra patriarcato e patriarche siamo tutte povere, vale a dire siamo tutte nelle mani di un potere che ci fa regredire e ci rende completamente asservite ad uno sfruttamento totale e a tutto campo.

Le patriarche mettono in atto un meccanismo per cui presentano l’emancipazione come il femminismo realizzato e concretizzato proprio nella loro posizione di privilegio al servizio del potere, e, allo stesso tempo, dietro questo specchio che riflette una falsa immagine lavorano per il neoliberismo. Approvano e sponsorizzano leggi che mettono sul lastrico tutte le altre donne togliendo loro indipendenza economica e possibilità di scelte autonome, attivano e sollecitano una legislazione securitaria e di controllo che rende la vita militarizzata, contrabbandando per sicurezza quella che invece è cultura dello stupro, promuovono l’affidamento ai tribunali, alle forze di polizia e agli esperti/e togliendo quella che è la base di ogni scelta di autonomia non solo nostra ma di ogni soggettività, predicano l’antirazzismo e promuovono invece politiche di discriminazione avallando tutte le scelte che riguardano le politiche neocoloniali e di aggressione ai paesi non allineati con l’occidente e la colonizzazione di interi territori interni, impostando così gerarchie di razza e di classe che rafforzano le gerarchie di genere in tutta la società, vanno a braccetto con chi sul fronte interno ed esterno pratica l’aggressione militare ed armata strumentalizzando la discriminante antifascista, sponsorizzando gli USA, cavalcando gli opposti estremismi, dichiarandosi pacifiste e democratiche, glissando sul ruolo di Israele, facendo distinguo sul genocidio del popolo palestinese ,avallando l’aggressione al Venezuela e all’Iran e arrogandosi così il diritto di essere loro ad esercitare violenza. Continua a leggere

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Luoghi di confine/Violenze e resistenze del territorio italiano

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Venerdi 20 marzo/Assemblea pubblica alla Sapienza per la costruzione di un 25 aprile antifascista e antisionista

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/ giovedì 19 marzo 2026

Zardins Magnetics di giovedì 19 marzo 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

<<Prendere la terra, ma non per permettere lo sfruttamento di chi la lavora. La quantità di terra alla quale l’individuo, il nucleo familiare e la comunità di amici hanno naturalmente diritto è quella che possono lavorare individualmente o collettivamente.>>
Suggestioni da un testo di Elisée Reclus

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
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Udine 14 marzo/Presidio contro la stretta securitaria in corso

Assemblea NO DL Sicurezza NO Zone Rosse promuove un PRESIDIO in centro città a UDINE SABATO 14 MARZO ore 16.00 contro la stretta securitaria in corso

CONTRO l’ultimo decreto legge Sicurezza  appena entrato in vigore

CONTRO il disegno di legge Antisemitismo  appena approvato dal Senato che ha lo scopo di  criminalizzare ogni critica alla politica genocida di Israele

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Ascoltate questa sera Zardins Magnetics/giovedì12 marzo 2026

Zardins Magnetics di giovedì 12 marzo 2026

Questa sera ascolta Zardins Magnetics su Radio Onde Furlane, dalle ore 20 alle 21 e 30 circa.

Gli argomenti:

✓ Il lavoro imposto e il lavorìo di Dino Campana: rifiuto del lavoro non significa rifiutare l’impegno e può richiedere sforzi strenui
✓ Non si parte!

Ascolta la diretta:
FM 90.0 MHz
https://radioondefurlane.eu/

Riascolta le trasmissioni passate:
https://zardinsmagneticsradio.noblogs.org/

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