Fronte esterno/La legge del più forte-Neocolonialismo/L’aggressione all’Iran

«Non intendo presentare alcun appello contro una condanna a morte e non accetterò nessun perdono, anche se lo Scià deciderà di accordarmelo. Il perdono è per i traditori ed io sono invece la vittima di un intervento straniero.»(dichiarazione durante il suo processo, 9 novembre 1953)

Dopo il colpo di Stato , lo Scià Mohammad Reza Pahlavi consolidò il suo potere assoluto emarginando il parlamento e trasformando l’Iran in un regime autoritario filo-occidentale. La repressione del dissenso fu violentissima, nel 1957 fu creata la polizia segreta SAVAK.  Lo Scià operò una modernizzazione forzata del paese,  chiamata rivoluzione bianca, aumentarono a dismisura disuguaglianze e autoritarismo ma grazie alle entrate petrolifere degli accordi con le compagnie straniere l’Iran visse un rapido sviluppo economico e militare con la nascita di una borghesia filo occidentale e divenne  il principale alleato USA nel Golfo Persico. Le proteste  della maggior parte del paese diventarono massicce e presero un connotato religioso  con la figura dell’Ayatollah Khomeini. Nel gennaio del 1979 lo Scià fu costretto a fuggire e nacque la Repubblica islamica. La rivoluzione islamica fu una vera e propria rivoluzione di popolo. Le disgrazie dell’Iran sono tutte frutto delle ingerenze occidentali e della violenza coloniale, dovremmo fare molta attenzione nel tranciare giudizi, L’Iran deve costruirsi da solo il futuro che vorrà.

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