In relazione al percorso ABECEDARIA della coordinamenta verso l’8 marzo che vi abbiamo presentato qui pubblichiamo la
PREMESSA 2
Consenso o Autodeterminazione?
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[…] Il neoliberismo fagocita nell’universo mercantile tutto, il lavoro, la natura, la sostanza vivente e, pertanto, anche l’immaginario e la mente. La donna merce è donna incarcerata tra sbarre di segni ideologici e culturali della società patriarcale e borghese, è donna che inizia a essere programmata sin dalla nascita, facendosi riproduttrice di merce e, quindi, anche di se stessa come merce… Ogni donna realizza, inconsapevolmente, un programma che in lei è stato introdotto. La sua “normalità” è così il dramma sociale dell’esecuzione automatica, inconscia, della propria programmazione fabbricata per lei dal capitale, espressione attuale del patriarcato. La donna merce è senza “coscienza per sé”, è coscienza del capitale che opera per il suo tramite. Dominio reale del capitale significa assoggettamento della coscienza individuale delle donne ai programmi di comportamento patriarcali; è il trionfo della “coscienza illusoria di sé”, una catena che va spezzata e si può spezzare solo ponendo le proprie pratiche sociali in rapporto antagonistico con l’intera società borghese patriarcale […] (E. Teghil, Coscienza illusoria di sé, Bordeaux, Roma 2013, pp. 80-81).
Questa è praticamente l’inconsapevolezza con cui la maggior parte delle donne porta avanti un discorso che è contro se stessa, con il quale è stata programmata sin dalla nascita e la considera normalità.
La capacità di autodeterminarsi è un percorso faticoso e difficile ma è l’unica strada per costruire liberazione dalla violenza patriarcale dei singoli, dello Stato, del sistema di potere.







