La Parentesi di Elisabetta del 13/02/2013

“Qualche granello”

Elisabetta Teghil

La distruzione dello stato sociale, lo smantellamento del sistema pensionistico, la disoccupazione e la precarizzazione di massa e stabile, la riproposizione dei ruoli e delle gerarchie, l’annullamento delle economie marginali, la guerra ai poveri, il controllo sociale sono i tratti distintivi dell’ideologia neoliberista nel mondo occidentale.
Contemporaneamente, nei confronti dei paesi del terzo mondo, a partire da quelli africani, la stessa ideologia ha riaffermato il principio e la pratica della colonizzazione, il dominio imperiale del XIX secolo, accompagnato dalla distruzione delle economie di autosussistenza, della piccola proprietà contadina, e caratterizzato dall’emigrazione interna verso le grandi città ed esterna verso i paesi occidentali.
Tutto ciò, non è effetto collaterale sgradito e/o non previsto, ma è l’essenza stessa dell’ideologia neoliberista.
Il neoliberismo non è la prova della crisi del capitalismo, ma è la forma compiuta del suo sviluppo.
E,in questo scenario, ci saranno fra poco,qui in Italia, le elezioni politiche che ci presentano, formalmente, svariate forze in campo, che si autodefiniscono di sinistra, di centro, di destra, ma tutte informate ad un’adesione  ai valori neoliberisti e tutt’al più caratterizzate da soluzioni che non mettono in discussione il dominio del capitale, né, tanto meno, la sua variante attuale, ma vogliono offrire indicazioni utili a correggere questo o quell’aspetto particolarmente odioso. E, in questo, in particolare nell’ambito della così detta sinistra, si fanno notare coloro che riducono tutto ad una lettura tecnicistica del problema, dimenticando che l’economia non è altro che l’essenza della politica e non è neutrale.
E il Pd e i partitini reggicoda sono i più strenui assertori delle politiche neoliberiste che hanno portato avanti con determinazione in questi anni attraverso l’attacco al diritto di sciopero, la svendita del patrimonio pubblico alle multinazionali anglo-americane, l’attacco allo stato sociale, il sostegno attivo alle guerre neocoloniali, l’affossamento della scuola pubblica, l’attuazione di una normativa di controllo sociale, le politiche securitarie, la creazione dei Cie, lo stravolgimento del mondo del lavoro attraverso l’introduzione della precarietà, della meritocrazia, della gerarchia, dell’ossequio all’autorità….
Le forze politiche tradizionalmente socialdemocratiche hanno occupato il posto che una volta  era della destra, facendosi destra moderna.
Perché non è vero, come tenta, invece, di far passare questo sistema, che destra e sinistra sono  concetti superati.
La destra e la sinistra esistono e sono diverse ,eccome!
Il PD e i suoi alleati non sono di sinistra, sono partiti reazionari ,con forti connotati clericali e punte fasciste , sono i missionari del verbo neoliberista in questo paese.
Hanno screditato l’idea di sinistra , consegnando tanta parte delle periferie e dei giovani al fascismo , hanno usato strumentalmente le lotte delle diversità, dei migranti, delle donne tanto che l’idea di femminismo è ormai associata a lotte corporative e utilitaristiche.
Assistiamo alla disaffezione dalla politica, alla rinuncia della conflittualità. Il numero delle/dei militanti politici è ridotto ai minimi termini, come mai in passato.
Si è propagato un enorme discredito nei confronti della politica, intesa come un magma indistinto: il ritorno al qualunquista “la politica è sporca”.
Tutto ciò, ci ricorda la vigilia della prima guerra mondiale, quando c’erano interventisti e non interventisti. Gli uni legati agli industriali che prosperavano con le commesse militari e puntavano all’esportazione dei loro prodotti, gli altri che riflettevano gli interessi dei latifondisti e dell’industria che produceva beni per il mercato interno.
Oggi, il PD e gli alleati rappresentano gli interessi delle multinazionali anglo-americane e dei Circoli Atlantici e il blocco economico-finanziario che si identifica in Berlusconi rappresenta gli interessi di una borghesia legata alle commesse nazionali.
Da qui l’opzione dei poteri forti internazionali per un PD al governo e/o per un “quisling”.
Ma, alla vigilia della prima guerra mondiale c’era altro.
C’era il pacifismo convinto dei socialisti, c’erano gli anarchici che ritenevano immorale mandare al macello esseri umani per gli interessi della borghesia nazionale , c’erano i comunisti, per i quali la guerra avrebbe dovuto essere la leva per fare una rivoluzione sociale.
Così anche ora  c’è un movimento, di cui il femminismo fa parte, che non vuole farsi irretire in queste due false scelte.
E la dea non voglia che, come la prima guerra mondiale ha consegnato l’Italia al fascismo, non avvenga qualcosa di simile dopo il prossimo governo a guida PD.
Noi non ci facciamo irretire da false alternanze. Le nostre scelte appartengono ad un’altra tradizione e si collocano in un altro campo ed è in questo che vogliamo lottare
E’ ora di gettare qualche granello che inceppi il barbaro meccanismo neoliberista e di impegnarci  per uscire da questa società..
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