Mercoledì 18 giugno ore 18 e 30 a Torpignattara piazza della Marranella


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E’ un dato di fatto che gli sviluppi tecnologici testati in Palestina (ma in generale nelle guerre) vengono venduti all’occidente per essere utilizzati all’interno dei contesti urbani, diventando parte fondamentale della trasformazione in corso. Lo “Stato” di Israele è a oggi leader mondiale per ciò che riguarda le tecnologie biometriche e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Traguardo raggiunto in decenni di occupazione, durante la quale ha potuto sperimentare tutto ciò sulla popolazione palestinese. Ci teniamo a sottolineare inoltre che sono molteplici i progetti direttamente commissionati e finanziati da alcuni Stati occidentali, il che evidenzia ulteriormente quali strumenti si prefiggono di utilizzare anche qui da noi.
Le Smart city, spacciate come eco-sostenibili e luoghi inclusivi, in realtà sono progettate e realizzate per monitorare, gestire, reprimere ed escludere gli individui proprio come accade in Palestina. Troviamo pertanto opportuno definire tale processo di trasformazione globale tecno-colonialismo, per via del fatto che l’implementazione dei sistemi bio-tecnologici-digitali stanno letteralmente colonizzando sia i luoghi che i nostri corpi, arrivando a modificare anche i nostri pensieri e le nostre percezioni, nel tentativo di imporsi come unico paradigma universale. [tratto dal n.3 di Pensiero Critico – Terre in moto]
Assemblea pubblica per ragionare assieme dello sviluppo sul territorio napoletano di tecnologie digitali pervasive volte al controllo della popolazione e proiettate nella costruzione della smart city. Per denunciare che queste tecnologie usate da noi sono le stesse usate dall’entità israeliana per l’annientamento genocidario automatizzato dei palestinesi.
Proiezione di video estratti da tre documentari sulle smart city Palestinesi realizzati da Al Jazeera e doppiati in lingua italiana.
Interventi da Bologna, Milano e dal Collettivo Demand di Napoli. Presenza di esponenti della comunità palestinese in Italia.
PRESIDIO CONTRO L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA ALL’IRAN

Israele ha attaccato l’Iran, dopo mesi di provocazioni e aggressioni in Palestina, Libano, Siria e Yemen, con il pieno sostegno degli Stati Uniti. Non si tratta di autodifesa, ma di un’escalation imperialista volta ad allargare il conflitto e rafforzare l’egemonia imperialista USA-Israele in Medio Oriente.
Contro il genocidio in Palestina e ogni aggressione imperialista
Contro la complicità dell’Italia e dell’UE
PRESIDIO DAVANTI ALL’AMBASCIATA ISRAELIANA
Venerdì 13 giugno – Ore 19:00
Incrocio Via Michele Mercati – Via Ulisse Aldrovandi
✓Dall’internazionalismo alla solidarietà umanitaria. Letture e pensieri a partire dall’omonimo opuscolo
✓Storie e resistenze contadine. Spunti per scongiurare i villaggi Coldiretti

dall’ Assemblea Popolare di Busto Arsizio
La Smart City è una città “intelligente” che usa Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) di ultima generazione, capaci di produrre un’enorme quantità di dati (attraverso sensori, telecamere, smartphone, dispositivi Internet delle Cose) e analizzarli attraverso l’IA e algoritmi, in tempo reale. La città diventa dato, come ogni nostra azione e comportamento, funzionale al controllo ma anche alla riorganizzazione della vita. Infatti, si è materializzata la possibilità concreta di organizzare la vita in una maniera nuova, grazie al rapporto simbiotico tra dispositivi tecnologici e dati.
Onnipresenza di tali dispositivi ed estrattivismo dei dati dalle vite singolari e collettive sono i binari della nuova organizzazione sociale contemporanea: quella che al possibile della vita ha sostituito il probabile del calcolo. La vita non sarà più qualcosa da scoprire, da soli o assieme, nei vastissimi ed infiniti spazi profondi del possibile, dell’incontro casuale, dell’errore, dell’imprevisto e dell’imprevedibile; no, sarà invece un calcolo, dove un evento si calcola probabilisticamente (aggregando e rielaborando dati che riguardano l’evento in questione) per prevedere cosa succede poi, e quindi avere la capacità di influenzare direttamente o indirettamente gli accadimenti.
La realizzazione della Smart City è possibile unicamente grazie alla rete 5G, che permette l’elaborazione e il trasferimento di una gigantesca mole di dati. Non è un caso che proprio in questi ultimi mesi abbiamo visto a Busto Arsizio la proliferazione di antenne 5G. Di recente a Busto Arsizio sono state installate anche 20 telecamere (l’intento del sindaco Antonelli è di arrivare a 100 entro 2 anni) collegate in diretta con la sala operativa della Polizia Locale, la cosiddetta Control Room, che utilizza un software di Intelligenza Artificiale (IA); un sistema, costato 180.000 euro, interconnesso con le sale operative del Commissariato di Polizia e della Caserma dei Carabinieri. Si tratta della videoanalisi di tipo predittivo che analizza in diretta le immagini delle telecamere per riscontrare comportamenti e situazioni ritenuti “anomali” e segnalarli con un “alert” nel giro di 2-3 secondi all’operatore della Control Room. Oltre a quelle collegate in diretta nella sala operativa, il software è in grado di analizzare a posteriori le immagini di tutte le 145 telecamere presenti sul territorio comunale e di tutti i dispositivi disponili, inclusi bodycam e smartphone, tramite un sistema che compatta ore intere di girato eliminando gli spazi vuoti e recuperando solo le immagini utili ad eventuali indagini, consentendo all’operatore di fare ricerche mirate e rapide attraverso filtri e algoritmi IA (pare, inoltre, che non sia più necessario neanche il riconoscimento facciale: l’IA è in grado di identificare una persona da abbigliamento accessori e vari dettagli).
Nel progetto Smart City rientra la “riqualificazione” di diverse aree in città, come quelle delle stazioni Nord e dello Stato e il quartiere Beata Giuliana dove è prevista la costruzione dell’ospedale unico. Questi progetti si inseriscono in un disegno di ridefinizione urbanistica in funzione della circolazione delle merci, dei consumatori e dei mezzi militari (considerando la presenza della vicina Base NATO di Solbiate Olona e il progetto NATO Urbanization 2035). In quest’ottica il 5 maggio di quest’anno alla Cargo City dell’Aeroporto di Malpensa, già collegato per via ferroviaria ad entrambe le stazioni di Busto Arsizio, è stato inaugurato il nuovo Ufficio Operativo del 1° Gruppo Ricezione e Smistamento dell’Aeronautica Militare, “consentendo un sensibile potenziamento delle capacità doganali e un’ulteriore riduzione dei tempi di transito dei materiali e dei sistemi d’arma destinati ai Reparti della Forza Armata”. Le città intelligenti sono sempre più studiate in ambito NATO, come i teatri in cui si svolgeranno i futuri conflitti armati. Ambienti urbani in cui la NATO sperimenta scenari virtuali o reali di combattimento che vedono gli apparati militari prendere il controllo dell’infrastruttura tecnologica presente, dai sensori ai centri di controllo come le Smart Control Room. Tutti i sistemi tecnologici che sostengono le nostre città intelligenti devono essere configurati secondo principi di interoperabilità e dualuse per permettere ai sistemi militari di utilizzare la struttura tecnologica delle città.
Israele è il centro e il laboratorio delle nuove tecnologie belliche, che sono soprattutto cibernetiche, e delle tecnologie di sorveglianza di massa. Le esporta in tutto il mondo, a tutti gli stati che se ne servono contro minoranze interne e dissidenti. Le sperimenta sul campo, sul popolo palestinese. Digitalizzazione e militarizzazione delle infrastrutture civili, processi di comando e controllo, l’utilizzo di sistemi autonomi, tutto questo lo troviamo già all’interno di molte smart cities. La stessa dottrina militare di guerra centrata sulle reti civili e militari integrate si manifesta in tutta la sua volontà di dominio e distruzione in Palestina, dove Israele utilizza l’informazione estorta alla popolazione e la trasforma in vantaggio competitivo, raggiungendo gradi di letalità senza precedenti. Consapevoli del ruolo della città in cui viviamo come campo di battaglia, sappiamo che rompere la normalità dei meccanismi di pacificazione urbana è il primo passo per rifiutarci di servire da massa di manovra.
Scarica il testo qui Smart-city-per-le-guerre-ai-popoli-BustoArsizio

-“Tra disadattati, sfruttati e nativi: l’unità!” Letture e divagazioni a partire dal libro Alcuni scritti su Kamina Libre – Identità irriducibili di una lotta anticarceraria

Ieri sera il <decreto sicurezza> è diventato Legge! 39 articoli che introducono 14 nuovi reati e nove aggravanti di reati già esistenti, svariate e numerose tutele per le forze dell’ordine, ampliamento dei poteri dei servizi segreti…di fatto una legge che mira ad azzerare ogni possibilità di dissenso, a criminalizzare ulteriormente la vita delle classi subalterne.
Da Osservatorio Repressione l’analisi del decreto https://www.osservatoriorepressione.info/il-senato-approva-in-via-definitiva-il-decreto-sicurezza/
…e leggete qui
UNA REPUBBLICA AFFONDATA SULLA GUERRA
UN GOVERNO COMPLICE DI UN GENOCIDIO
Il 20 maggio Israele ha iniziato l’operazione militare “Carri di Gedeone” ossia la soluzione finale della questione palestinese. L’obiettivo dichiarato pubblicamente dal terrorista di Stato Netanyahu è quello di occupare in maniera permanente la Striscia di Gaza e costringere i palestinesi a lasciare la propria terra, resa inadatta alla vita dopo 20 mesi di bombardamenti quotidiani che hanno sterminato i palestinesi e devastato tutte le infrastrutture civili e il sistema sanitario. Da oltre due mesi a Gaza non entrano cibo e medicine, numerosi bambini e anziani sono morti di fame o per le conseguenze della malnutrizione. Innumerevoli sono i palestinesi morti per mancanza di cure e medicine. La salute psichica dei gazawi é compromessa. Nei lager israeliani decine di migliaia di prigionieri palestinesi sono vittime di torture terrificanti, spesso fino alla morte. Sono oltre 70.000 i palestinesi sterminati dai sionisti, fra di essi almeno 20.000 bambini, una cifra che delinea come quello a Gaza sia un infanticidio di massa senza precedenti.
Come ha scritto Yousef Hamdouna, il genocidio di Gaza rappresenta un momento cruciale di trasformazione nell’approccio alla questione dei popoli sottoposti a occupazione. L’obiettivo di Israele è disgregare la società palestinese, ricostruendola secondo le proprie condizioni. L’uso della fame come arma non può essere compreso se non come parte del più grande esperimento di ingegneria sociale violenta condotto su un intero popolo, attuato attraverso fasi precise e pianificate. In questo quadro la fame non è solo uno strumento di sottomissione, ma un mezzo con cui Israele intende riscrivere la struttura psicologica e sociale della società palestinese spostandone le priorità: dal pensiero rivolto alla liberazione collettiva al pensiero rivolto alla sopravvivenza individuale a qualunque costo: un corpo senza anima, disposto ad accettare di sopravvivere senza alcuna prospettiva politica e senza diritti.
Mentre il Genocidio del popolo palestinese procede in un bagno di sangue quotidiano, un sondaggio condotto dalla Pennsylvania State University rileva come il 47% degli israeliani approvi lo sterminio dei palestinesi mentre l´82% appoggia la loro deportazione. Il primo genocidio automatizzato e in diretta televisiva della storia é normalizzato democraticamente al punto che in Israele é diventato un argomento di discussione parlamentare. Ci sono infatti ministri che organizzano convegni per la colonizzazione di Gaza mentre altri deputati affermano, senza troppi problemi, la necessitá di sterminare i bambini palestinesi. Ma tale barbarie non sarebbe stata possibile senza la costante disumanizzazione del popolo palestinese e della sua Resistenza operata dai principali media occidentali, i quali hanno rilanciato le menzogne della propaganda israeliana distorcendo la realtá, rovesciando le responsabilitá, violentando il linguaggio.
Questo orrore è reso possibile dall´appoggio politico, economico e militare fornito dagli Stati Uniti e dall´Unione Europea. Anche il Governo italiano e il suo apparato militare-industriale é complice di questo genocidio. I piloti dei cacciabombardieri israeliani si sono addestrati anche in Italia nel corso di esercitazioni compiute con l´Aeronautica italiana. I cannoni da 76 mm delle corvette con cui Israele bombarda Gaza dal mare sono forniti da Oto Melara, del gruppo Leonardo, la stessa multinazionale che ha acquistato il 10% della Start-up altoatesina Flying Basket, i cui droni sono in uso anche presso la 173ma Airborne Brigade dell´Esercito degli Stati Uniti, di stanza a Vicenza.
Dopo oltre 3 anni di guerra fra NATO e Russia sul suolo ucraino e 20 mesi di genocidio a Gaza, é sempre piú evidente che siamo entrati in una fase di scontro fra le principali potenze per l´egemonia e la spartizione/saccheggio di risorse. In questo quadro il piano ReArm Europe/Readiness 2030 varato lo scorso marzo dalla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, col quale si intendono mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa (che verranno tolti a sanitá, istruzione pubblica, servizi), costituisce un salto di qualità senza precedenti negli ultimi decenni nella corsa al riarmo. Un´economia sempre piú di guerra in cui aziende dell´apparato militare industriale come Leonardo, Rheinmetall e Iveco Defence Vehicles stanno maturando profitti osceni.
Questa corsa al riarmo sta producendo effetti devastanti sulle vite dei proletari ai quattro angoli del pianeta: centinaia di migliaia morti sui teatri di guerra e di genocidio, peggioramento delle condizioni di lavoro, salariali e di esistenza in tutto l’occidente a causa dei tagli alla spesa sociale e all’attacco frontale ai diritti e alle agibilità delle lotte e del dissenso sindacale e sociale. In tal senso il DL sicurezza da stato di polizia varato dal Governo Meloni rappresenta un attacco preventivo senza precedenti alla classe lavoratrice.
Sabbia e non olio negli ingranaggi della guerra e del Genocidio! Non un soldo non un uomo per le loro guerre!
FERMIAMO IL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE!
NO AL RIARMO! NO AL DECRETO SICUREZZA!
Assemblea solidale con il popolo palestinese – Bolzano
freepalestinebz@inventati.org – Telegram “Free Palestine BZ”



-Continuiamo a ragionare sullo Stato e sul carattere violento del Diritto prendendo spunto da gesti individuali e collettivi di non collaborazione, di rivolta morale e di pura lotta contro il genocidio automatizzato e per la liberazione del popolo palestinese. E rileggendo Walter Benjamin.
L’ennesima esercitazione militare in Sardegna organizzata con grande dispendio di forze si chiama “Joint Stars” 2025. Come al solito porterà disagi, inquinamento, militarizzazione del territorio, sottrazione di risorse per gli abitanti ma quest’anno ha una novità degna del momento storico che stiamo vivendo in cui il potere vuole collaborazione attiva, partecipazione e coinvolgimento anche delle scuole nella campagna finalizzata a promuovere l’immagine delle forze armate e ad abituare fin dalla più tenera età all’idea della guerra. La campagna è sponsorizzata dalla Regione Sardegna, dal Comune di Cagliari e da privati, tra i quali i maggiori produttori di armi in Italia, coadiuvati da colossi commerciali come la Conad: Il 10 e l’11 maggio a bordo della portaerei Trieste, ormeggiata nel porto di Cagliari, le bambine e i bambini del capoluogo regionale hanno potuto fare gratis uno screening pediatrico, un tempo svolto nelle scuole elementari e nei dispensari pubblici, da anni chiusi. La denuncia viene dalle associazioni antimilitariste Warfree e Comitato riconversione Rwm. E’ stato distribuito gratuitamente un pranzo a cura dei cuochi militari. Le scuole erano state sollecitate da Comune e Regione a pubblicizzare l’iniziativa presso i genitori.
Manifesto da brividi
