Ahmad Salem/il clima della condanna

Tanto per darvi un’idea del clima politico in cui si è svolto il processo ad Ahmad, riportiamo il comunicato del Movimento 4 settembre riguardo alla situazione nella città di Campobasso.

*CONTRO LA CHIUSURA DELLA CITTÀ, CONTRO LA REPRESSIONE DEL DISSENSO*
Apprendiamo con sdegno che, in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem previsto per martedì davanti al Tribunale di Campobasso, la Questura ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino.
Si tratta di un comportamento gravissimo, inaccettabile e apertamente intimidatorio.
Non siamo di fronte a misure motivate da esigenze reali di ordine pubblico, ma a un’operazione politica precisa: creare un clima artificiale di tensione e paura, criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese, colpire chi sceglie di manifestare pubblicamente contro l’ingiustizia e la repressione.
Davanti al Tribunale di Campobasso si sono già svolti due presidi negli scorsi mesi. Si sono svolti in maniera determinata e partecipata, senza alcuna tensione, senza incidenti, senza alcun problema per la città. I fatti parlano chiaro. Per questo il provvedimento deciso oggi non ha nulla di preventivo: ha solo il sapore della rappresaglia e della provocazione.
Chiudere il centro cittadino per un presidio di solidarietà significa voler rappresentare il dissenso come una minaccia, la partecipazione democratica come un pericolo, la libertà di manifestare come un problema di ordine pubblico.
È la logica dello Stato di polizia: non governare i conflitti sociali attraverso il confronto democratico, ma soffocarli con divieti, militarizzazione, paura e abuso del potere amministrativo.
È la stessa logica con cui si colpisce chi manifesta per la Palestina, chi denuncia il genocidio in corso, chi si schiera contro guerre, repressione e razzismo. Oggi si prova a chiudere una piazza; domani si vorrà chiudere ogni spazio di parola, di critica, di opposizione sociale.
Noi non ci faremo intimidire.
Facciamo appello alla Campobasso democratica, antifascista e solidale, alle associazioni, ai sindacati, agli studenti, ai lavoratori, a tutte e tutti coloro che hanno a cuore le libertà costituzionali, affinché diano una risposta ferma, netta e collettiva contro questa deriva autoritaria.
Campobasso non può diventare il laboratorio della repressione del dissenso.
Martedì saremo in piazza ancora più determinati, perché ogni abuso di potere rende ancora più giusta la nostra presenza.
Contro la paura, solidarietà. 
Contro la repressione, partecipazione.
Contro lo Stato di polizia, democrazia e lotta.
Movimento 4 settembre
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