Allarme Rosso 27/ La guerra per i bambini

Allarme Rosso 27

La guerra è entrata nella quotidianità dei bambini : divertimento di guerra.

I bimbi delle elementari a lezione di irruzione con i militari: bufera sul parco MagicLand

A Valmontone, alle porte di Roma, spunta l’evento militare. Caos sui social: “Come l’Ice”. La replica: “Abbiamo scritto il post con l’Esercito”. Dopo poche ore viene eliminata la locandina dai profili del parco divertimenti

Uomini in mimetica, caschi, fucili puntati, l’irruzione in un edificio. E sopra, in contrasto quasi grottesco, una scritta dai colori accesi: “School Days – A MagicLand giocando s’impara!”. È quanto si vede e si legge in una delle locandine dedicate a un’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, promossa dal parco divertimenti di Valmontone, cinquanta chilometri da Roma, in collaborazione con le forze dell’ordine.

Il progetto nelle intenzioni dichiarate, è un contenitore educativo dedicato agli studenti della primaria e della secondaria di primo grado, ovvero per bambini a partire dai sei anni: azioni dimostrative di soccorso, simulazioni di salvataggio con i cani, momenti di confronto sul cyberbullismo, percorsi di educazione stradale per prevenire la guida in stato di ebbrezza.

Ma, accanto a tutto questo, spunta anche un’attività con l’Esercito che ha fatto esplodere la polemica, generando un’ondata di commenti negativi sui profili social di MagicLand. All’interno del testo pubblicato su Facebook e Instagram per presentare l’iniziativa, la frase che più di tutte ha fatto sobbalzare i genitori non è un dettaglio marginale, ma il cuore dell’evento: “Gli studenti assisteranno a una simulazione realistica di ingresso in un centro abitato con individuazione, immobilizzazione e trasporto di un elemento ostile”. Parole che, secondo chi ha commentato il post, fanno parte di un lessico operativo e militare, lontano dal linguaggio del gioco e della didattica.

Nessun pregiudizio nei confronti dell’Esercito, precisa chi si è inserito nella discussione: la critica è rivolta esclusivamente alla scelta di proporre questo tipo di simulazione all’interno di un evento educativo destinato ai bambini. Scorrendo tra i commenti, c’è chi parla di un rischio di “normalizzare la guerra a partire dai 6 anni”, ma anche chi mette in discussione il senso stesso della proposta: “La follia, bambini che dovranno assistere a una simulazione di un’azione di cattura di un elemento ‘ostile’. Dove siano in questo il gioco e la tutela della collettività, non si sa”. Poi c’è chi scrive: “Oggi bambini impariamo come irrompere in una casa, come l’Idf e l’Ice”. E infine chi, amareggiato, sceglie l’ironia: “Forse il profilo è stato hackerato: vedo armi in un parco divertimenti”.

Parole che hanno spinto MagicLand a intervenire direttamente tra i commenti per chiarire meglio lo spirito dell’iniziativa: “School Days è un progetto educativo e divulgativo, sviluppato con istituzioni dello Stato, dedicato a sicurezza, legalità e tecnologia. Non si tratta di addestramento o promozione della violenza. Durante gli School Days, MagicLand diventa uno spazio di apprendimento, inclusione e crescita per le scuole”.

Repubblica ha contattato sia l’Esercito che il parco. Guido Zucchi, amministratore delegato di MagicLand, ha specificato che “il post è stato pubblicato a quattro mani con un referente che ci è stato indicato direttamente dall’Esercito, visto che altrimenti non potremmo utilizzare liberamente immagini o citazioni che fanno riferimento a organi dello Stato”. Zucchi si dice anche dispiaciuto “per la reazione che una parte del pubblico ha avuto nei confronti di un’iniziativa che lo scorso anno ha avuto un grande successo grazie all’impegno di 110 rappresentanti delle forze dell’ordine”.

Dopo le polemiche e i commenti, la locandina è stata eliminata da tutti i profili del parco divertimenti.

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